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Perché la Type Moon sfrutta il gender bender?

Salve gente, dopo la domanda a cui ho risposto l’ultima volta, riguardo i frequenti flop degli adattamenti in live action di opere famose, questa volta vorrei rispondere a una domanda che spesso mi hanno posto: perché la Type Moon sfrutta il gender bender nella serie di Fate?


Attenzione questo articolo potrebbe contenere spoiler sull’identità di alcuni personaggi delle serie di Fate, per cui, se non le avete viste e avete intenzione di seguirle dall’inizio alla fine, siete avvisati!


Per chi non lo sapesse (tipo se avete vissuto fino ad ora sotto a un sasso), la Type Moon è una casa di produzione di videogiochi giapponese fondata dall’autore Kinoko Nasu e dall’illustratore Takashi Takeuchi e conosciuta principalmente per le sue visual novel, tra cui Kara no kyokai –The Garden of Sinners–, Tsukihime e la saga di Fate, mentre per gender bender (o gender swap), almeno per quanto illustrazioni o storie, si intende la rappresentazione di un personaggio, dipingendolo con il sesso opposto (come ad esempio un Goku donna) e molto spesso viene utilizzato nelle doujinshi più spinte per fare gli accoppiamenti di personaggi più disparati!

Una delle saghe più famose della Type Moon, come dicevo prima, è Fate, che nel corso degli anni si è allargata a dismisura dal più noto Fate/ stay night che poi ha generato un prequel Fate/Zero, fino a Fate/Apocrypha e Fate/Extra che hanno ricevuto recentemente un adattamento animato. La trama base di queste saghe è un combattimento tra maghi definiti Master, che evocano dei Servant, degli spiriti eroici reali o fittizi che sono registrati nel Trono degli Eroi, un luogo fuori dall’asse temporale da cui è possibile convocare eroi dai tempi del mito fino ai giorni d’oggi, e perché no, anche dal futuro.

Fino a questo punto il discorso non fa una grinza, se non fosse che la maggior parte di questi spiriti eroici hanno l’aspetto di ragazze, spesso molto voluttuose o decisamente loli, presenti nel gioco per smartphone Fate/Grand Order (che gioco come un matto XD), uscito in Giappone nel Luglio 2015 e divenuto così popolare anche all’estero da aver ricevuto un adattamento inglese nel Giugno 2017.

La prima e più nota figura storica che è stata ritratta col sesso opposto è Saber, la cui vera identità è Re Artù, che in questo caso è Arthuria/Altria. Ma torniamo ancora più indietro nel tempo per capire le motivazioni di questa fortunata scelta.

Inizialmente la Type Moon aveva in programma la pubblicazione di Fate/Prototype, un riadattamento di Old Fate/Fate Origin, un romanzo scritto da Kinoko Nasu quando andava al liceo, che nello stadio iniziale sarebbe dovuto essere un Otome Game, ovvero un tipo di gioco dedicato a un pubblico femminile pieno di bishonen (bei ragazzi), che solitamente si contendono la protagonista, di cui la protagonista era Ayaka Sajyou, una giovane maga che malgrado la sua volontà viene coinvolta nella Guerra del Santo Graal viene salvata dalla misteriosa evocazione di Artù, il suo Servant.

In fase di sviluppo però nello studio si fecero due conti in tasca, riflettendo sulla fetta di pubblico a cui puntavano per sviluppi futuri, e decisero di cambiare la storia tramutando il programmato Otome Game in una visual novel con elementi Eroge (ovvero un gioco che, a dipendenza di alcune scelte prese porta a situazioni con scene erotiche), cambiando così il sesso di Artù e ovviamente del suo master, che sarebbe stato il protagonista della storia in cui il giocatore si sarebbe dovuto immedesimare.

In seguito la saga ha ottenuto un successo spettacolare, anche grazie alla profondità della narrazione e di come vengano ben caratterizzati i personaggi e soprattutto gli eroi del passato evocati come Servant dai rispettivi Master, perdendo nei successivi adattamenti animati buona parte delle scene erotiche originali della prima visual novel.

Nella serie principale viene spiegato col fatto che diversi punti del Ciclo Arturiano hanno più senso se Artù fosse stata una donna, come il motivo per cui Uther Pendragon avesse tenuto nascosto il suo erede (per il fatto che essendo donna non potesse succedergli) o il motivo per cui Ginevra avesse tradito il re con Lancillotto.

Cover del gioco con Nero in primo piano

Se si fosse chiusa lì, sarebbe stato tutto facile ma ovviamente una volta ottenuto un grande successo, soprattutto per le tante illustrazioni di belle ragazze presenti nella serie tra Master e Servant, l’idea è diventata un caposaldo per la serie, giungendo al cambio di sesso anche nelle serie successive, anche senza troppe spiegazioni, come ad esempio Nerone (Nero Claudius Augustus Germanicus) presente come Saber con un aspetto decisamente simile ad Arturia nel videogioco Fate/EXTRA, uscito per PSP nel 2010 in Giappone e l’anno successivo adattato in inglese per il resto del mondo. Questa volta è possibile scegliere il sesso del protagonista, e anche il Servant (tra Saber/Nero, Archer/Emiya e Caster/Tamamo-no-Mae) ed oltre Nero, è presente anche un altro personaggio storico a cui è stato cambiato il sesso, ovvero Rider/Francis Drake, che in questo caso è una prorompente donna tutta curve con una vistosa cicatrice sul volto.

Rider – Francis Drake

Infine, come anticipato prima, anche in Fate/Grand Order è stato mantenuto questo elemento base, anzi è stato ancor più sfruttato, sfornando un gran numero di personaggi storici o mitologici in servant dell’altro sesso rispetto alla controparte originale, come ad esempio Leonardo Da Vinci, Attila, Ushiwakamaru/Minamoto no Yoshitsune, Okita Souji, Oda Nobunaga, Mordred, Frankenstein, Xuanzang Sanzang/Genzo Sanzo Hoshi (di cui è da poco iniziato l’evento nella versione USA) o Minamoto no Raikou/Yorimitsu. Leonardo sembra l’unico a dare una spiegazione al suo aspetto, ovvero che quando è stato evocato ha scelto di avere un aspetto meraviglioso come quello della Monnalisa, grazie a una sua Skill esclusiva.

Caster – Leonardo Da Vinci

Ma che sia un motivo unicamente dettato dal pubblico che segue da sempre e che si avvicina per la prima volta a Fate? Personalmente non credo proprio, visto che attualmente anche se il pubblico maschile è quello che maggiormente segue la saga, anche il pubblico femminile segue la serie, spesso facendo pairing assurdi tra i tanti personaggi presenti nella serie, tra cui i più amati sono certamente Gilgamesh, Emiya e Cu Chulain del primo Fate.Quindi personalmente trovo che la scelta del gender bender non sia dettata unicamente dal desiderio di vendere un prodotto, e un’infinità di gadget e figure, ma da un’altra importante motivazione…

Mancanza di personaggi storici.

La nostra società è storicamente sessista/maschilista, e sin dal passato più remoto sono poche le figure femminili degne di nota che son riuscite a lasciare un segno indelebile nella storia ed una buona parte di queste compare in Fate/Grand Order come Scatach, la maestra di Cu Chulain, la crudele e sanguinaria Elizabeth Bathory, la vergine della Lorena Giovanna d’Arco, la regina degli iceni Boudica, la regina di Francia Maria Antonietta, le piratesse Anne Bonny & Mary Read, la valchiria Brynhild, l’angelo con la lanterna Florence Nightingale e la bellissima regina egiziana Cleopatra.

Avendo penuria di simili figure storiche, le uniche scelte possibili erano quelle di sfruttare le divinità dei pantheon mondiali, da quello greco/romano a quelli giapponesi, ma fino ad ora hanno sempre evitato di utilizzare troppo gli dei, per non essere troppo ripetitivi e al momento possiamo contare:

  • Orion, che compare come un orsacchiotto buffo trasportato dalla dea Artemide
  • Ishtar, la dea della bellezza, del raccolto e della guerra della mitologia sumera la cui storia si intreccia con quella di Gilgamesh, che in questo caso viene rappresentata sfruttando Rin Tosaka come tramite
  • Quetzalcoatl, divinità azteca rappresentata solitamente maschile e che in questo caso viene rappresentata come una donna che le fornisce un tramite in cui manifestarsi
  • Parvati, dea compassionevole e sposa di Shiva nella mitologia indù
  • Ereshkigal, dea dell’oltretomba della mitologia sumera, sorella di Ishtar, che anche in questo caso viene rappresentata sfruttando Rin Tosaka come tramite

Archer -Ishtar (mora) e Lancer – Ereshkigal (bionda)

A parte le divinità e altre figure storiche meno famose delle mitologie, purtroppo la figura femminile è poco presente nei testi scolastici e la maggior parte delle scoperte scientifiche dei tempi moderni sono opera di uomini.Uno dei pochi esempi ancora non presenti in Fate forse è Marie Curie, che assieme al marito Pierre Curie ha dato origine alla teoria della radioattività e alla scoperta di elementi radioattivi, il primo dei quali venne da lei nominato polonio, come omaggio alle sue origini polacche.

Al contrario, attualmente non esiste alcun personaggio maschile a cui sia stato cambiato sesso, a parte Chevalier d’Eon (una spia leggendaria francese che si travestiva da donna) e Astolfo (paladino di Carlo Magno), che sono effettivamente maschi, ma con tratti un po’ efebiche e femminili, tanto che molti considerano entrambi come i TRAP (personaggi il cui sesso è incerto, ma di solito maschi che sembrano femmine, che spesso vengono infilati come bonus nelle commedie romantiche scolastiche o negli harem demenziali) della saga.

Rider – Astolfo

Ovviamente non è di certo solo la Type Moon a utilizzare il gender bender, un esempio mi è venuto subito in mente proprio per via dell’attuale Quest della versione USA, Viaggio verso Occidente, dove la protagonista è Xuanzang Sanzang/Genzo Sanzo Hoshi, il monaco leggendario del Saiyuki che compì un viaggio verso ovest per recuperare le scritture buddiste assieme a Son Goku, Sa Gojo e Cho Hakkai.

Caster – Xuanzang Sanzang/Genzo Sanzo Hoshi

Tra le tante rivisitazioni e riadattamenti del Saiyuki, di cui ricordiamo anche Dragon Ball attinge abbastanza all’inizio della storia, c’è anche una serie giunta da noi in Italia, Science Fiction Saiyuki Starzinger (da noi semplicemente Starzinger). In questa serie il monaco Sanzo Hoshi è Aurora, la Principessa della Luna, che intraprende un viaggio assieme a tre cyborg Coog, Gorgo e Hakka verso il Grande Pianeta per ristabilire l’Energia Galattica.

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: A ruota libera