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Viaggio in Giappone: Kyoto. Prima Cena Giapponese e visita ad un piccolo tempio

Rieccoci qui con la seconda puntata delle nostre cronache di un viaggio in Giappone. Come anticipato sopra, appena arrivati in albergo ci siamo riposati un po, ma poi lo stomaco ha iniziato a farsi sentire e cosi abbiamo deciso di uscire per vedere cosa riuscivamo a trovare da mangiare. Abbiamo iniziato a girare per le strade: c’erano tanti ristoranti, e non sapevamo quale scegliere, cosi continuavamo a camminare senza meta. Ad un certo punto abbiamo trovato un ristorante che sembrava interessante.

Granchio, insegna di un ristorante Giapponese

Giusto prima di noi ci sono entrati dei giapponesi, abbiamo pensato, bene se ci vanno dei giapponesi veraci allora sara sicuramente buono. Entriamo e come prima cosa ci togliamo le scarpe ordinandole per benino insieme a quelle degli altri clienti. Ci accoglie una cameriera che ci accompagna al tavolo, ci fa accomodare e ci porge i menu. Fortunatamente il menu aveva le figure, cosi potevamo avere una mezza idea di quelllo che stavamo per prendere: il ristorante aveva specialita di carne alla griglia, si sceglievano vari tagli di carne e ognuno li cuoceva su una griglia incorportata nel tavolo.
Ecco l’interno del nostro primo ristorante giapponese: era molto carino ed accogliente. Il tavolo era bassino e c’erano delle piccole panchine per sedersi.

interno ristorante

Ed ecco la carne mentre si cuoce sulla grigliaaaahh !!! Vi posso garantire che era buonissima, sopratutto quando si bagnava il pezzetto di carne nella salsina misteriosa!!! la foto non fa vedere i carboni ardenti che stavano sotto la griglia, ma fidatevi era bollente, la carne si cuoceva in un attimo.

carne alla griglia

Dopo la grande abbuffata di carne ci è venuta sete, anche se avevamo cmq bevuto l’acqua al ristorante, che in Giappone non si paga. Siamo usciti per andare dai distributori automatici (in giappone ce ne sono tantissimi) e con ogni sorta di bevane tutte molto buone e sopratutto moooolto economiche: il prezzo si aggirava sui 120 yen che è meno di un euro. La cosa che mi ha colpito è stata quando abbiamo visto un adesivo apposto sul prezzo con scritto 120, ma era un po staccato e sotto si vedeva il prezzo originario 130 !! in giappone gli adesivi li mettono per abbassare i prezzi e non per aumentarli, incredibbile!! ^^

Yuki mentre acquista una bottiglietta dai distributori automatici giapponesi, tutti perfettamente funzionanti, resto sempre giusto, e sopratutto senza la minima traccia di vandalismo. In italia queste cose ce le scordiamo, quella che stavo prendendo era una fanta al gusto uva, moooolto moooolto buonaaaaa !!! in alto vati tipi ci caffe e caffelatte, cocacola e bottiglie varie di Tè.

distributore automatico a Kyoto

Sulla strada del ritorno a casa, abbiamo incontrato un Manekineko, che stava all’uscita di un ristorante. Vicini c’erano dei menu e con i prezzi, ovviamente non ho potuto fare a meno di fotografarlo ed eccolo qui sotto.
Manekineko saluta i clienti di questo ristorante^^.

Anche se era abastanza presto abbiamo sentito un po gli effetti del fuso orario cosi siamo tornati in albergo a dormire. Avevamo chiesto alla signora di portarci la colazione verso le 8 di mattina: il giorno dopo la signora ha tolto i futon dai tatami e li ha riposti nell’armadio, ha ricomposto il tavolo e qualche minuto dopo è entrata in camera con la colazione. Non avrei mai detto che i giapponesi mangiassero cosi tanta roba per colazione!! Ha portato riso, verdurine, pesce, frittata minestra di miso ecc.
Wooo, la nostra prima colazione giapponese!!! Se vi state chiedendo cosa sono quei cubi rosa vi rispondo subito: era un bollitore per il tofu, all’interno c’erano dei pezzetti di tofu che galleggiavano dolcemente con verdurine e funghetti.

colazione Kyoto

La colazione era veramente buona, ed eravamo cosi sazi che siamo riusciti a tirare avanti fino alla sera, infatti non abbiamo pranzato!! Cmq meglio cosi, la colazione ci ha dato le energie necessarie per quello che avremmo dovuto affrontare quella giornata. Dopo l’abbondante colazione ci siamo dati una rinfrescata: ricordo ancora che eravamo senza valigie… e la situazione stava lentamente degenerando, cmq il sapone aiuta, quindi ci prepariamo per uscire. Una volta fuori siamo arrivati ad un viale, era ancora abbastanza presto, ma gia si vedeva che eravamo capitati in un piccolo mercato di quartiere: a destra e sinistra si vedevano negozi di ogni tipo di carne, pesce, verdure e altre cose misteriose che non sono riuscito ad indentificare. Giusto in fondo alla strada del mercato vediamo ergersi un Grande Torii di pietra: ciò indicava che eravamo poco lontani da un tempio shinto locale.
Il grande torii preannuncia la vicinanza del tempio, ha la funzione di portale, passandocisi attraverso ci si purifica prima di accedere al tempio.

torii

il Torii era molto grande ed era addobbato con dello Shimenawa, la grande corda con i festoni di carta. Come potete vedere il torii tocca addirittura i muri dei due palazzi vicini: in lontananza si vedono delle lanterne e l’altare del tempio. Ecco le lanterne e l’altare piu da vicino, in questo piccolo tempio abbiamo incontrato due figure un po inquietanti… ma le vedremo meglio fra poco.

lanterne - chouchin

Dopo esswere passati sotto il torri i fedeli mettono un’offerta nela grande grata davanti all’altare, tirano la corda che fa suonare un grande sognaglio e battendo due volte le mani per mettersi in preghiera.Sulla sinistra potete notare una delle due figure inquietanti che abbiamo trovato, una delle quali sono queste balene qui sotto.

Carpe o Balene ?? Erano delle carpe davvero enormi, nuotavano in un piccolo acquario sulla sinitra dell’altare, erano grassissime e non oso immaginare quanto potevano essere buone una volta cucinate *ç* ma meglio non pensarci e non essere blasfemi :D

carpe

La seconda creatura inquietante era un distributore automatico di Omikuji. Gli omikuji sono una sorta di biglietto che riporta una predizione divina, quello che ho preso io era un omikuji dei sette dei della fortuna.
Dato che costava solo 100 Yen (meno di un euro) anche io mi sono fatto fare una predizione, la sto ancora traducendo. Una volta presa la si lega su una corda insieme a tutte le altre, accanto all’altare c’era una stradina e percorrendorla siamo arrivati al luogo dove si appendevano gli omikuji. Vicino c’era un altro altarino molto carino tutto rosso, anche lui aveva la sua corda per richiamare il dio con le offerte ecc. ecc.
Come primo tempio è stato molto carino, ma per la giornata avevamo altri progetti….

piccolo torii rosso

Nel prossimo articolo vi racconteremo il seguito di questa giornata.

Ciao!
.::Yuki_Sakuma::.

Autore: Yuki Sakuma

Scritto da Yuki Sakuma il nelle categorie: Giappone