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Viaggio in Giappone: Kyoto. KiyomizuDera

l’ultima volta vi abbiamo lasciato con l’immagine dei refrigeranti kakikori alla fragola, la scalata ci aveva davvero stancato e sopratutto aveva peggiorato le condizioni dei nostri vestiti, avevamo urgentemente bisogno di vestiti nuovi, e cosi una volta lasciato il tempio ci siamo diretti di nuovo in albergo, ma prima abbiamo cercato un negozio dove era possibile comprare qualche vestito, ne abbiamo girati molti, ma non ne abbiamo trovato uno adatto.

kiyomizudera

Finalmente dopo molte ricerche abbiamo trovato un negozio che noi abbiamo soprannominato il negozio di caccia e pesca dove siamo riusciti a comprare un paio di pantaloni e una maglietta, per la biancheria intima invece abbiamo risolto andando in uno dei tantissimi piccoli supermercati aperti 24 ore che ci sono in Giappone, si chiamano Family Market e vendono un po di tutto, dal ramen istantaneo, alle batterie, il che è davvero una comodità, ne abbiamo incontrati di 3 tipi, i Family Mart, gli ampm e i 7eleven, probabilemente 3 supermercati concorrenti, i prezzi erano davvero convenienti, la vita in Giappone contrariamente a quel che si pensa non costa molto, anzi il cibo e gli spostamenti sono molto economici, solo gli appartamenti hanno prezzi folli, circa 6 volte il reddito aunnuo di una famiglia. Ecco uno dei 3 tipici negozi aperti 24 ore al giorno, vendevano anche postcard e francobolli, e sopratutto dei buonissimi Nikuman che vengono serviti ancora caldi.

Am Pm catena di negozi aperti anche di notte in giappone

Dopo esserci comprati il necessario siamo ritornati in albergo, e al nostro arrivo, il signore del Front Office, ci chiama e ci informa dopo aver fatto delle chiamate, e fatto parlare anche me con una signorina al telefono (in giapponese°_°) che avevano ritrovato i nostri bagagli, e che sarebbero arrivati al nostro albergo giusto al momento del Chekout, che era previsto per il 24 agosto, la volpe aveva esaudito le nostre preghiere, e la nostra scalata aveva dato i suoi frutti!! Dopo questa notizia ci riposiamo per un po in albergo, eravamo davvero stanchi e piu tardi siamo andati a mangiare. questa volta abbiamo optato per un ristorantino in mezzo al quartiere degli acquisti, ci siamo seduti e abbiamo mangiato degli ottimi piatti, io personalmente mi sono finalmente mangiato la mia ciotola di riso con sopra l’anguilla arrosto, BUONISSIMA!
Ecco il vassoio con la cena, a sinistra il riso con l’anguilla, al centro delle polpettine agrodolci, e a fianco la minestra di miso, poi sopra il cubetto bianco è del tofu con delle spezie, a fianco uovo, dei dolcetti con frutta, e un piatto di insalatina.

cena giapponese

Dopo questo ottimo pasto ritorniamo in albergo a dormire, eravamo davvero distrutti, la signora aveva sicuramente gia sistemato i nostri futon nella camera, prima di dormire abbiamo scelto la meta del giorno successivo, ossia il tempio Kiyomizu e di nuovo al Fushimi Inari per ringraziare del “miracolo delle valigie” e per fare qualche altra ripresa.
Al nostro risveglio facciamo di nuovo la colazione megagalattica del mattino prima, e con nostra sorpresa non era uguale a quella del giorno prima ma con nuovi piatti, e assaggini. Ecco qui la colazione del secondo giorno, era tutto molto buono a parte dei cosini marroni che credo fossero dei pesciolini essiccati… quelli non sono riuscito a mangiarli, forse perche avevano ancora gli occhi e sembrava che mi guardassero °_° cmq il resto era buono, elementi fissi erano comunque l’immancabile riso al vapore, la minestra di miso, nel contenitore nero rotondo a destra e la tazza di tè.

colazione kyoto

Come tutte le mattina accendiamo la televisione per vedere cosa facevano, e anche per avere un po di sottofondo che fa sempre piacere, fin dal primo giorno che siamo arrivati il telegiornale continuava a fare lo stesso servizio, un uomo, che poi abbiamo scoperto essere un lottatore di sumo, che camminava ballonzolando per l’aereoporto e continuavano ad inquadrarlo, la prima volta non ci abbiamo fatto molto caso ma dopo 3 giorni era ancora li nei Tg, è stata una vera ossessione!! anche quando siamo antati a Tokyo… lui era ancora li. Successivamente (a Tokyo) abbiamo scoperto che i servizi parlavano di questo lottatore di sumo che aveva vinto il campionato e che dopo la vittoria stava andando in Mongolia per subire dei trattamenti contro le malattie mentali °_°
Ecco il lottatore durante il TG, le scene che facevano vedere erano sempre le stesse, quando riceve la coppa, quando camminava ballonzolando verso l’aeroporto e quando giocava a calcio, questa immagine inquietante ci ha accompagnato per tutto il viaggio…

lottatore di sumo

Cmq dopo lo scoop del lottatore di sumo, ci prepariamo per andare a visitare il Kiyomizu Dera, un bellissimo tempio a Kyoto con una grande balconata che da su un dirupo, la balconata è leggermente inclinata e stando in fondo vicino al baratro sembra di cadere, questa sensazione pero noi non l’abbiamo provata, forse perchè al contrario del Fushimi Inari questo tempio era pieno di persone, e a pagamento, ovviamente nulla a che vedere con i prezzi esagerati italiani, esa solo un prezzo simbolico.
Abbiamo cercato di raggiungere il tempio a piedi, prendendo il treno fino alla stazione piu vicina, e cercando di seguire le cartine sparse un po qua e la per la citta…. beh… ci siamo persi!! siamo arrivati cmq vicino ad un altro tempio che cmq non abbiamo visitato perche non volevmo rubare del tempo al Kiyomizu. Ecco la Porta di ingresso del tempio che abbiamo trovato per caso cercando il Kiyomizu.

porta di un tempio

Sicuramente anche lui era un bellissimo tempio, ma avevamo il kiyomizu che ci aspettava, abbiamo cercato ancora un po a strada, ma oramai avevamo perso la speranza, cosi troviamo parcheggiato per strada la nostra salvezza! Un TAXI !! i taxi giapponesi sono molto particolari, ce ne sono di vari tipi ma tutti hanno la caratteristica comune di avere gli interni tutti di pizzo e la portiera del passeggero automatizzata come quelle dei nostri autobus, verede che la porta si apre e si chiude da sola, non essendoci abituati mette un po di inquietudine, cmq saliamo sul taxi e chiediamo di portarci al Kiyomizu Dera, eravamo ben lontani dalla nostra meta, il taxista era molto gentile e ci ha fatto un po da cicerone mentre passavamo per le varie vie ci diceva il nome e ci descriveva in poche parole cosa c’era, è stato un viaggetto abbastanza lunghetto, ma non abbiamo speso una follia, in Giappone i taxi hanno una base di prezzo di 650-660 yen circa 4 euro, e rimangono fissi fino alla distanza percorda di 2 km, poi superati i due km si ha la tariffa tradizionale.
Il taxi ci ha portato fino al limite della strada percorribile da una macchina, infatti ci ha spiegato che piu in avanti era solo zona pedonale.
Da dove eravamo scesi non si vedeva ancora il tempio ma una strada in salita ( si un altra…) portava al tempio, anche qui c’erano tantissimi negozi che vendevano ogni genere di oggetti. Finita la salita siamo arrivati alla grande porta rossa e bianca che conduceva al tempio.

ingresso al Kiyomizudera

Oltrepassata la porta si arrivava ad un altra rampa di scale e piu vicino la solita fontana per la purificazione, ci purificahiamo e precorriamo l’ennesima rampa di scale, salendo incontriamo diverse strutture dell’edificio come la sala della campana, dalla quale provengono i 108 rintocchi che annunciano l’anno nuovo. Dopo aver superato il portone ecco le scale che portano sempre piu vicini al tempio.

scale kiyomizudera

Sala delle campana, da dove risuonano i 108 rintocchi che annunciano il nuovo anno.

Sala della campana al kiyomizudera

Riusciamo finalmente a salire tutte le scale arrivando cosi al vero tempio, in legno naturale, e alla sua famosa balconata, il tempio era molto grande e davvero bello, abbiamo preso il biglietto e siamo entrati…
ed ecco l’ingresso del tempio visto dal lato destro.

entrata kiyomizu a destra

Ingresso del tempio con vista centrale tra le colonne di legno.

entrata principale al kiyomizu vero e proprio

Una volta entrati ci siamo diretti subito verso il grande altare al centro, c’erano al suo interno numerose statue, sia di divinità shintoiste che buddhiste, il kiyomizu dera infatti è un tempio “polifunzionale” che venera sia i kami della religione autoctona, lo shinto, sia il buddha, avviciandoci abbiamo visto una statua di Daikoku, uno dei 7 dei della fortuna, un signore stava pregando davanti a lui,abbiamo colto l’occasione e lo abbiamo immortalato.
Fedele prega davanti alla statua di Daikoku, una delle sette divinita della fortuna.

fedele prega daikoku

Nel tempio c’erano anche delle statue di buddha con i relativi bodhisattva, la maggiorparte di queste opere sono tutte su un altare rialzato e piuttosco allo scuro, le foto non sono perfette, poiche il flash non riusciva a fare luce su tutto l’ambiente, comuque la bellezza e la sacralità del buddha amida si vede, era davvero molto bello, e per chi queste cose le ha anche studiate, fa un effetto ancora diverso.
Statua del buddha al Kiyomizu Dera, La disposizione in triadi è una delle classiche rappresentazioni di buddha (al centro) accompagnato ai lati dai loro Bodhisattva ogni buddha ha dei bodhisattva particolari che lo accompagnano, i Bodhisattva posso essere considerati “molto alla larga” una sorta di santi buddhisti.

buddha al kiyomizudera

Passeggiando per il tempio non si puo fare a meno di non notare la grande balconata, che da nel vuoto, la balconata è tutta fatta di legno, e da li la vista è davvero stupenda. ecco la veduta di Kyoto dalla balconata del Kiyomizu Dera, peccato che era un po nebbioso, la vista da qui sarebbe stata senzaltro migliore, senza nulla togliere a questa ovviamente^^

kiyomizu dera panorama

Dopo esserci tolti dal balcone, che è una posizione dove centinaia di turisti al giorno si fanno le foto ricordo e l’abbiamo ovviamente fatto anche noi ^^ , ci siamo diretti verso il torii che avevamo visto in precedenza, ci dirigiamo li sapendo che avremmo trovato degli altari con delle divinita Shinto, “chissa se ci sara anche la volpe!?” ci siamo domandati… Torii nel complesso del Kiyomizu dera, porta ad una scalinata con svariati altari dedicati a divinita Shinto.

ingresso della parte shintoista del kiyomizudera

Fatta la scala siamo arrivati ad una serie di costruzioni, alcune delle quali vendevano gli Omamori e altri talismani, qui non abbiamo comprato nulla, sia perche secondo me i prezzi erano un po piu “commerciali” rispetto a quelli degli altri templi, e poi anche perche il nostro fornitore ufficiale di talismani era diventato il Fushimi Inari Taisha, cmq la volpe c’era !! Era li ad aspettarci con il suo altarino e il sonaglio, cosi siamo andati a farle un salutino ^^ Altare per la venerazione di Inari al Kiyomizu dera, anche se era una “filiale” del tempio Fushimi, abbiamo comunque dato l’offerta e fatto una preghierina, avevamo cmq intenzione il giorno stesso di ritornare al Fushimi Inari per ringraziare la volpe del miracolo dei bagagli.

altare dedicato a inari al kiyomizudera

Oltre a questo c’erano tanti altri altari, tra i quali anche uno dedicato a Daikoku, la divinita che stava anche nella sala principale del Kiyomizu, questa statua aveva la capacita di esaudire i desideri, bisognava accarezzarla esprimendo un desiderio, e la divinita avrebbe provveduto prima o poi ad esaudirlo, anche stavolta, non abbiamo accarezzato questa statua, per dimostrare la nostra fedelta alla volpe^^
Ecco l’altare dedicato a Daikoku la statua a sinistra era quella da accarezzare mentre si esprimeva il desiderio

altare per le offerte dedicato a daikoku

Ed ecco la statua piu in detaglio, si vede che è una statua che viene accarezzata molto, era liscia e lucidissima.

statuetta di Daikoku, sfregandola si avverano i desideri

Dopo aver ammirato L’altare di Inari e Daikoku, ci siamo incuriositi vedendo una grossa pietra per terra con uno shimenawa intorno, abbiamo letto il cartello che diceva che quella era l’autentica e unica pietra dell’amore…

Pietra dell'amore, situata nel complesso del Kiyomizu Dera

La pietra funziona in questo modo, la si tocca, e chiudendo gli occhi si cammina in linea retta fino alla scala di fronte, senza alcuna guida, se ci riesci senza cadere o inciampare nelle persone il desiderio d’amore avra effetto, mentre la stavo fotografando una ragazza giapponese che lo stava facendo mi stava quasi venendo addosso, meno male che mi sono spostato in tempo, non avrei mai voluto essere il responsabile del fallimento del suo desiderio. Dopo la pietra dell’amore abbiamo deciso di lasciare il Kiyomizu e prendendo una stradina fra gli alberi cerchiamo l’uscita, la strada girava da lontano intonro al tempo e ti permetteva di vederlo da molte angolazioni, durante il tragitto abbiamo visto da lontato una pagoda solitaria, dato che avvamo un po di tempo siamo andati a guardarla. La Pagoda non era molto grande, ma essendo cosi fra gli alberi, si adattava benissimo all’ambiente circostante senza farla sembrare come una costruzione artificiale, ma come se fosse naturalmente spuntata li ^^

pagoda nei dintorni del kiyomizudera

Continuando a girare intorno alla strada abbiamo visto il Kiyomizu nel suo complesso e da lontano è davvero spettacolare, questo tempio infatti è il piu antico di Kyoto, la sua costruzione è stata iniziata nel 798, ma per i soliti problemi di incendi ecc l’attuale costruzione risale alle prime decadi dell’era Edo ossia nel 1633. Grazie alla sua bellezza e antichità questo tempio viene considerato dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanita.
Ecco qui alcune serie di foto del Kiyomizu Dera visto da una certa distanza, non è bellissimo ?

KiyomizuDera a Kyoto

Un altra foto del Kiyomizu Dera, la pagoda di vede leggermente meglio qui.

KiyomizuDera a Kyoto

Un altra visuale della grande balconata del tempio.

balconata del kiyomizudera

La strada si snodava fra gli alberi e in una radura sorgeva un piccolo torii rosso, che in contrasto con il verde degli alberi faceva subito notare la sua presenza, ci avviciniamo, e sorpresa sorpresa era un altro piccolo altare dedicato alla nostra amica Volpe, e stavolta c’era anche una bella statua di pietra.
Il Torii annuncia un altro piccolo altare dedicato ad inari, a quanto pare Inari è una divinita molto amata in Giappone.

torii vicino al kiyomizu

Le volpi sono sempre in coppia una a destra e una a sinistra e sono speculari l’una rispetto all’altra, l’unica cosa che cambia sta in quello che hanno fra i denti. Qui sotto c’è il primo piano della nostra Volpe che ci ha protetto durante tutto il viaggio, e sopratutto non dimentichiamoci ci ha fatto riavere le valige!!

statua di inari

Dopo aver circumnavigato il tempio, siamo arrivati ad una fontana stracolma di Gente. c’era persino la cosa °° abbiamo pensato “ok che fa caldo, ma come mai hanno sete cosi tante persone contemporaneamente??” Presto detto, la fontana (guarda caso) era una fontana magica, caratteristica di questa fontana era che chi beveva dalla sua fonte sarebbe rimasto giovane e in salute, una sorta di fontana della giovinezza…
…chi beve l’acqua di questa cascata si manterra sempre giovane e in salute, noi abbiamo perso l’occasione, c’era troppa coda e aspettare sotto il sole non era certo il massimo U-U.

fontana della lunga vita

Dopo aver oltrepassato la cascata, siamo usciti dal tempio e ci siamo diretti nuovamente verso il fushimi inari, dove abbiamo preso altri talismani e Omamori, la sacerdotessa del tempio, ci avra visto arrivare a comprare talismani minimo 3 volte e oramai ci riconosceva, mancava solo che ci stendesse il tappeto rosso quando arrivavamo :P Arriviamo in albergo dopo averi visitato il fushimi inari, e dopo una sistemata e una rinfrescata siamo andati a mangiare, per l’ultima notte a Kyoto abbiamo pensato di andare a mangiare l’ Okonomiyaki, abbiamo trovato infatti un ristorante sotto terra dove ne facevano di buonissimi, anche qui la piastra era incorporata nel tavolo, loro ti portavano l’okonomiyaki base e tu la potevi spennellare con le salse che piu ti gustavano, Gli Okonomiyaki sono davvero buonissimi, ma molto concentrati!! solo mezzo ti riempie tantissimo, a fatica siamo riusciti a finirli. Gli Okonomiyaki erano davvero buonissimi, non lasciatevi ingannare dalle dimensioni… riempivano di piu di un fritto di paranza. cmq buonissimi!!! sul tavolo c’erano anche le classiche spatoline, comodissime per scaravoltare l’okonomiyaki sulla piastra.

okonomiyaki a Kyoto

Dopo il lauto pasto abbiamo fatto una passeggiata per il centro e siamo poi tornati in albergo, eravamo tranquilli perche sapevamo che oramai il peggio era passato e che il giorno dopo avremmo finalmente riavuto le nostre valigie. Bene il nostro viaggio per Kyoto di conclude qui, domani continueremo il nostro racconto nei prossimi articoli dedicati a Tokyo Ciao !!
.::Yuki_Sakuma::.

Autore: Yuki Sakuma

Scritto da Yuki Sakuma il nelle categorie: Giappone