• 30 Commenti

Riflessioni sulla crisi dei manga 2010

Riflessioni di varie persone di spicco nell’ambiente manga e anime italiano sulla reale o meno crisi del settore. Riproponiamo quest’articolo con l’aggiunta di altri pareri e nuove impressioni. Da Castellazzi a Star Comics, da Colpi a Magic Press, per finire con Gualtiero Cannarsi.

crisi-del-manga

Recentemente grazie a un articolo di Davide Castellazzi è tornata in auge la discussione, sempre più precisa con numeri e nomi, sulla situazione del mercato manga in Italia. Per questo abbiamo deciso di riproporre alcuni nostri vecchi articoli con l’aggiunta di nuove interessanti opinioni che a distanza di un anno fotografano la situazione in fieri.

Articolo di Davide Castellazzi – 10 gennaio 2010:

Il 2009 è stato per il mercato dei manga un po’ problematico. Innanzitutto la crisi ha investito anche questo settore. I manga vendono meno di quanto generalmente si pensi. Checchè ne dicano alcuni, molte serie non arrivano a vendere mille copie (addirittura ne vengono stampate solo mille copie). Dati che si riverberano anche sul mondo degli anime, basti considerare che DeAgostini che lanciava in edicola circa sei collezioni di anime l’anno nel 2009 è uscita con una sola collezione, quella di Ken, e ha aperto il 2010 col rilancio di una vecchia, Lamù. Comunque, il 2009 ha visto l’ingresso in campo di vecchi e nuovi editori con i manga. Ci si aspettava molto dai “grandi”, ma sia Rizzoli che Mondadori sono stati deludenti (e sono arrivati solo nelle librerie di varia). La prima pubblicando un volumetto di Jiro Taniguchi a un prezzo esorbitante, la seconda lanciando un manga un po’ insipido di cui nessuno pare essersi accorto. Ci sono stati anche scossoni, come il passaggio dei Kappa alla GP Publishing che ha inaugurato una linea manga di cui, sinceramente, non ho capito bene le linee guida e che, a parte alcuni titoli, non sembra avere riscosso grandi entusiasmi. E il 2010? Nuovi editori scalpitano per fare il loro ingresso nel mercato e, a giorni, dovrebbe essere ufficializzato un nuovo, piccolo, scossone. Resta l’incognita più grande, i dati di vendita finalmente saliranno o continueranno a scendere mentre il mercato procede a frazionarsi con un centinaio di titoli in uscita ogni mese? Chi vivrà, vedrà… LEGGI L’ARTICOLO

Sempre Davide Castellazzi – 28 gennaio 2010:

Le magagne cominciano a venire a galla… Dai distributori giungono voci di dati di vendita disastrosi dei titoli Planeta DeAgostini e Giochi Preziosi. La cosa, sinceramente, non stupisce viste le scelte fatte. Inoltre, i Kappa abbandonano la nave che affonda (il piccolo scossone di cui si parlava), ma sembrano essersi già attivati per altre iniziative. Così ora ci si chiede quale “rotta” intraprenderà la nave GP (mentre per la nave Planeta da tempo si è capito non esservi rotta). Nubi scure si addensano all’orizzonte, la tempesta non è ancora esplosa in tutta la sua furia… LEGGI L’ARTICOLO

Sempre Davide Castellazzi – 29 gennaio 2010:

Ma guarda, come sempre lettori ed editori di fumetti sono molto, ma molto suscettibili. Le due notarelle sulla crisi dei manga hanno sollevato un mezzo vespaio e mi hanno procurato anche una bacchettata sulle dita da parte di GP. Vediamo di chiarire un po’ di cose. Innanzitutto non sono “apocalittico” (cosa di cui mi hanno accusato alcuni lettori), semplicemente mi limito a dire che il re è nudo e se gli altri non vogliono vederlo peggio per loro. Lavorando nel settore conosco in dettaglio i dati di vendita di quasi tutti, non me li invento. Poi faccio mea culpa se non stato chiaro, sono bassi quelli di tutti, inclusi Star e Planet Manga (e altri che non cito), non solo Planeta e GP. Semplicemente ci si aspetta che editori con un potenziale maggiore vendano un “pizzichino” di più, cosa che in molti casi non è stata. Riguardo ai “Kappa che abbandonano la nave che affonda” era solo un’immagine figurata. Non intendevo dire che i Kappa sono scappati o che hanno deciso loro di lasciare GP piuttosto che viceversa, semplicemente sottolineavo che c’è stato un “divorzio editoriale”. E su questo divorzio, assolutamente legittimo, se vogliono facciano luce gli interessati, oppure non la facciano è un loro diritto anche questo. Per quel che riguarda GP, poi, ritengo che una persona competente come Francesco Meo possa portare avanti una linea editoriale, anche manga, in modo più che buono. Non solo, sottolineo che GP non è in crisi e che, anche come lettore, confido che porterà avanti i manga che ha avviato. Anzi, ne sono certo, visto che la separazione coi Kappa non risale a oggi eppure gli albi continuano a essere tradotti e pubblicati. Mi sia però consentito poter esprimere la mia opinione, come editor e come lettore, che mi porta ad affermare che la situazione manga non è rosea. Non solo perché il Paese è in crisi (e quindi per motivi che nulla hanno a che fare con i fumetti), ma anche perché quasi tutti gli editori si affollano nello stesso segmento di mercato, talvolta anche con idee confuse. Poi se qualcuno ritiene che stampare 1.000 copie di un titolo e venderne meno sia sintomo di buona salute, beh, contento lui contenti tutti. [...] LEGGI L’ARTICOLO

Parere di Giovanni Bovini per Star Comics – 3 febbraio 2010:

Scrivo queste righe in qualità di editore di Star Comics per rispondere al messaggio lanciato da Davide Castellazzi sul suo blog. Ho avuto il piacere di leggere le sue sagge considerazioni e non posso che concordare con il suo pensiero. Solo i ciechi o gli stolti possono ignorare la realtà che stiamo vivendo. Il mercato è saturo e non lascia spazio alle illusioni. I grandi colossi che in questi ultimi anni si sono affacciati nel settore del fumetto, hanno trovato un terreno difficile in cui far attecchire le proprie radici. Probabilmente se fossero intervenuti qualche anno fa, avrebbero ottenuto un risultato migliore. Riguardo alla faccenda delle vendite, fortunatamente Star Comics non si trova nel baratro descritto da Castellazzi e la quantità di copie vendute supera ampiamente le mille. Certo è che sono ormai lontani i tempi in cui, anche le testate non considerate di successo, raggiungevano comunque le 20.000 copie di venduto. Quello che ci aspetta in questo 2010 non è facile da interpretare. Le ragioni che hanno spinto questo piccolo mercato al collasso sono molte, soldi che mancano, troppi titoli tra cui i lettori sono costretti a scegliere e la mancanza di qualcosa di innovativo che coinvolga nuovamente il pubblico, sempre più specializzato e attento, ma anche distratto da nuove tipologie di intrattenimento. Il tempo ci dirà quale sarà il destino che ci attende e chi dovrà sopravvivere a questa tempesta. Nel frattempo non ci resta che continuare a lavorare con impegno e sperare che la situazione migliori.

Opinioni di Alberto Galloni di Magic Press estratte dalla nostra intervista – dicembre 2009:

[Nanoda.com] Cosa ne pensi del mercato italiano odierno dove a fronte di una crisi economica l’offerta anziché concentrarsi e consolidarsi, magari puntando sui titoli di qualità, si è vista una scelta opposta, un puntare sulla sovrabbondanza?

[Magic Press] La sovrabbondanza è dovuta alla ricerca di visibilità. Il problema non è editoriale soltanto, riguarda tutta la filiera. È una cosa che avevo già notato ai tempi della Free Books quando insieme a Grey iniziarono a uscire anche i titoli orientali di un altro editore. Grey di Yoshihisa Tagami (grande autore e gran titolo) era da solo e quindi l’editore che lo pubblicava diventò automaticamente un piccolo editore secondario di cui “si può fare a meno”. Il concorrente, invece, iniziò a pubblicare sempre più titoli tanto da sembrare un grosso editore “che non può essere ignorato”.

Attualmente escono anche 120 volumi manga in un mese che sono molti più di quelli che la rete di vendita può gestire (forse ancora non sono troppi per i lettori, tuttavia sono molti più di quelli che un negoziante medio può tenere sugli scaffali). Il lettore medio, a sua volta, vuole entrare in negozio, sfogliare le novità e decidere sul momento cosa comprare e cosa no. L’editore, quindi, per vendere ha bisogno di arrivare sullo scaffale delle novità (e magari venire messi più in evidenza dei concorrenti) e tenta di conquistarsi lo spazio aumentando l’offerta.

[Nanoda.com] Pensi che questo atteggiamento sia il classico risultato di chi avendone la disponibilità cerca di sovraffollare l’offerta, potendo sopportare le perdite, sperando di conquistare mercato sulle ceneri degli altri piccoli editori che non possono avere grosse passività, e quindi, a crisi terminata, rinascere più grandi di prima?

[Magic Press] Nessuno vuole snellire la propria offerta perché il posto che libera un editore viene occupato da qualcun altro l’istante dopo. E, ripeto, il problema è di visibilità, lo spazio fisico sugli scaffali è poco e viene gestito in base all’editore italiano che lo pubblica (tot spazio va all’editore X, tot va all’editore Y e così via).

Il mercato manga non è entrato in crisi adesso, è sempre stato in crisi e continuerà a esserlo fin tanto che non si restituirà lo scettro al vero e unico re del mercato: il contenuto. Se lo spazio sugli scaffali venisse gestito in base al titolo pubblicato, gli editori non si gonfierebbero come pesci palla pur di farsi vedere da negozianti e lettori, e probabilmente l’offerta sarebbe molto più snella (nessuno sentirebbe la necessità di 15 manga al mese per fare numero).

Tuttavia io mi sento di citare Eraclito: panta rei. LEGGI L’INTERA INTERVISTA

ARTICOLI 2009

Giorni fa Federico Colpi (direttore d/visual) ha pubblicato nel suo sito un interessante articolo riflessivo sulla crisi odierna del settore manga. Di seguito vi riportiamo un estratto.

Cosi’, ogni incontro con gli altri editori oppure occasioni di festa come il premio annuale dei manga indetto dal Ministero degli Esteri nipponico, diventano solo tristi appuntamenti in cui editori che fino a qualche anno fa si vantavano di raggiungere vendite inimmaginabili in qualsiasi altro paese del mondo ora si tastano il polso a vicenda e si scambiano sguardi apprensivi e costernati, quasi a voler fare un conto alla rovescia di chi l’anno prossimo ci sara’ ancora e chi invece non ci sara’ piu’.

L’aumento del petrolio e il conseguente aumento della carta, combinati a un crollo delle vendite, stanno mettendo in ginocchio l’industria del manga: Shueisha, Shogakkan e Kodansha che annunciano l’una dopo l’altra la chiusura di testate importanti (Jump mensile, Young Sunday, Magazine Z…); periodici che cercano di reinventarsi dandosi una nuova veste grafica (Jump SQ di Shueisha, che ha fatto gridare al miracolo quando il primo numero, aiutato da una splendida copertina, e’ arrivato ristampa dopo ristampa a 600.000 copie, per poi tornare vittima dell’indifferenza del grande pubblico dopo meno di un anno); profeti che annunciano una rivoluzione che portera’ i manga a diventare prodotto da leggere solo sui telefonini, ma il cui ottimismo non viene ancora confortato dai dati…

Cosa sta succedendo ai manga? Non ci vuole molto per capirlo: basta entrare in un treno… [...] LEGGI PER INTERO L’ARTICOLO

crisi dei manga

Subito dopo è apparsa, nel suo blog, la risposta di Davide Castellazzi:

Se questa rubrica non si intitolasse “Mumble… Mumble…” potrei intitolare questo pezzo “Apocalisse Manga”. Amo il catastrofismo, ma veramente di ciò si tratta? Smetto di essere nebuloso e comincio a spiegarmi. Un pezzo di Federico Colpi, sul sito d/visual, dipinge una drammatica situazione dei manga in Giappone. Evito di fare considerazioni specifiche sull’interveneto (comunque leggetelo, è molto interessante) e, sollecitato da alcuni amici aggiungo qualche nota personale (giuro, lo faccio perché sollecitato, ultimamente la mia pigrizia ha il sopravvento sul mio egocentrismo).
Sono circa due anni che sostengo che il mercato dei manga in Giappone è in grave crisi. Non si tratta di una mia fissa, ma di osservazione della realtà. Non solo le riviste chiudono, ma basta andare in metropolitana per constatare che i pendolari…
[...] LEGGI PER INTERO L’ARTICOLO

Manga

Infine anche Gualtiero Cannarsi, anch’egli nel suo blog, ha dato il suo parere. Eccone l’estratto:

Recentemente, Federico Colpi (un nome che dovrebbe essere ben noto a chi segue il mondo del manga e degli anime in Italia) ha pubblicato sul sito della sua compagnia un articolo, diciamo un editoriale, davvero notevole. Si tratta di un’agile ma ben focalizzata disanima sulla situazione del mercato del manga in Giappone, e poi anche all’estero, giocata su alcuni punti cardine della questione, mirabilmente legati fra loro nella trasversilità di industria e società. L’articolo, la cui lettura consiglio caldissimamente a tutti gli interessati del settore, lo trovate qui.

Di seguito, e credo giustamente, si sono avute alcuni commenti sia da operatori del settore, sia dagli appassionati nostrani. Davide Castellazzi, altra persona attiva nel mercato italiano dei manga sin da tempi non sospetti, ha scritto un breve post sul suo blog, dove essenzialmente ripercorre e conferma le tesi dell’articolo originale di Federico, senza a mio avviso espanderne i veri gangli di interesse culturale. Infine, anche il sito animeclick ha riportato notizia di entrambi gli articoli, rispettivamente qui e qui, dando spazio ai commenti dei lettori. Mi sono sentito anch’io di commentare in quella sede, e ora riporto anche qui le mie impressioni… [...] LEGGI PER INTERO L’ARTICOLO

leggere manga

Estraggo a questo merito, da un’intervista pubblicata sul nostro sito in esclusiva, la risposta di Cristian Posocco di Flashbook a una domanda molto simile. (leggi qui l’intervista per intero) [...]

N: Cosa ne pensa del mercato italiano? Le sembra anche a lei come ultimamente si parla che si sia oramai raggiunta la saturazione e che anche per questo talvolta la qualità finale del prodotto sembra non essere un docet?

FB: Citando il filosofo: pessimismo & fastidio!

Che si sia raggiunta la saturazione è un dato di fatto.: la verità è che da molto ormai l’offerta supera di gran lunga la domanda. Il fatto che ci siano editori che nonostante questo moltiplicano il numero delle uscite non deve trarre in inganno: questo non è, come a un’osservazione superficiale si potrebbe pensare, indice che mercato il mercato è sano e assorbe nuovo materiale, ma è una tattica commerciale ben precisa che non ci pare il caso di illustrare. Ci limitiamo a dire che, a nostro avviso, non può che portare danni all’intero movimento. L’aumento costante dei prezzi, ad esempio, ne è una conseguenza. L’omologazione dei titoli e il conseguente disinteresse dei lettori dopo un certo tempo pure.[...]

Preso da smania vorrei lasciare anche il mio parere a questa discussione.

In Italia e nel mondo i quotidiani hanno tutti il proprio sito web dove tutti possono leggersi le notizie immediatamente e comodamente; nonostante questo il cataceo è ancora venduto, non è affatto “morto”.
Perché i manga e i fumetti in generale non dovrebbero anch’essi modificarsi secondo ciò che la tecnologia comanda?
Manga leggibili su internet direttamente, pagando ovviamente, sulla falsa riga di quel che fu Buzzer Beater di Inoue; dirò di più perché non sviluppare un tool fisico apposito? Uno schermo touch screen pieghevole delle dimensioni di un manga standard, leggero e versatile. Uno si compra questo oggetto va a casa, si collega all’ “Itunes dei Manga”, scegli il volume che vuole, se lo scarica, se lo mette nella sua memory stick e quest’ultima se la mette nello schermo prima descritto. Tranquillamente andando a spasso può leggersi centinaia di volumetti manga a scelta!
Così il formato cartaceo morirebbe definitivamente? Non credo proprio. Si verrebbe a creare una fisiologica differenza che in Giappone già esiste tra chi legge le riviste contenitore e chi si compra anche l’edizione a Tankōbon, ossia l’utente che vuole solo leggersi una storia probabilmente verterà sul pratico formato digitale, mentre l’utente collezionista continuerà tranquillamente a comprarsi il volumetto, magari limitato!
Infine cosa non di poca importanza si avrebbe un buon risparmio della preziosa carta…

photo by jcortell

E tu cosa ne pensi? Anche secondo te il mercato dei manga è in crisi?

Autore: Pufferbacco

Scritto da Pufferbacco il nelle categorie: Editoriali