• 1 Commenti

Violence Jack

Tokyo: in un futuro prossimo un terribile terremoto scuote l’area del Kanto, trasformando la megalopoli tecnologica in un cumulo di macerie circondato da voragini che letteralmente tagliano fuori la pianura del Kanto dal resto del mondo. Questo evento apocalittico, che ha creato diverse altre piaghe, come eruzioni vulcaniche e faglie di gas venefici, è stato chiamato con il nome di Grande Terremoto del Kanto.

In questo terribile scenario i protagonisti delle vicende, che di volta in volta cambiano, ostentano tutto il loro coraggio e la loro caparbietà di sopravvivenza alla distruzione ed alla desolazione, cercando di creare dei gruppi di sopravvissuti e portare avanti con coraggio la propria esistenza. Purtroppo a causa della caduta della società, si formano subito bande di teppisti, stupratori e assassini, ben presto il Kanto, dimenticato dal resto dal Giappone, si trasforma in una terra di fuorilegge e ricercati, che vivono uccidendo e spadroneggiando sui deboli. Tra tutti il più noto e temuto è Slum King, un malvagio tiranno i cui muscoli hanno una forza tale che se non fossero contenuti da una speciale armatura, finirebbero per spezzare le sue stesse ossa ed ucciderlo.

Per i poveri bambini e i deboli sopravvissuti non c’è proprio modo di sopravvivere? Saranno costretti a ingoiare il rospo, abbassare la testa e sottostare allo schiavismo dei malvagi?
Ebbene no, perché in questo clima di male palpabile, un terribile raggio di speranza cammina su due gigantesche gambe, con passo saldo e sguardo feroce.
E’ Violence Jack, un gigante di due metri e venti dalla terribile potenza che maneggia un enorme jackknife, un coltello a serramanico che ha finito per fargli guadagnare il soprannome di Jack, vagando per tutto il Kanto portando la morte ai malvagi che continuano ad appestare impunemente questo mondo.

L’inizio della serie è tremendamente drammatico e realistico, con la vicenda del cataclisma vista attraverso gli occhi di Ryu Takuma, un bambino di dieci anni, che riesce a sopravvivere, mentre attorno a lui la gente muore, testimone addolorato del sacrificio della sorella e tanti altri, che per proteggerlo perdono la vita. Con il passare di tempo anche lui finisce per inselvatichirsi e formare un gruppo di ragazzini randagi, che per sopravvivere sono costretti a rubare, uccidere animali e fare certi lavoretti per dei mafiosi. Sarà la venuta di Violence Jack a far prendere consapevolezza a Ryu, che deciderà di ribellarsi agli sfruttatori adulti e creare un vero e proprio paradiso dove tutti gli orfani non saranno sfruttati fino alla morte.

Grazie alla sua presenza terribile, all’apparizione di Violence Jack un’ondata di violenza si scatena e le cose non sono più le stesse, ma allo stesso tempo il terribile cambiamento spesso risulta in una miglioria, tanto che Jack viene visto come una vera a propria catastrofe naturale ambulante, che riesce a scatenare terremoti di propria volontà.
E’ davvero interessante come in questa opera Go Nagai abbia creato un enorme crossover, riproponendo i personaggi più famosi delle sue serie in diversi ruoli, come Tetsuya Tsurugi e Jun Hono, protagonisti di Great Mazinger, Ryo Asuka e Miki Makimura, personaggi di Devilman, e diversi altri personaggi delle diverse opere dell’universo nagaiano.

Questa luuuuuuuuuunga serie è stata serializzata su più riviste nel corso degli anni e dopo una prima pubblicazione ribaltata in Italia da parte dell’allora Dynamic Italia, fermatasi ad appena quattro volumi, la D/Visual ha finalmente deciso di pubblicare la serie in una versione non ribaltata davvero simile all’originale, con tanto di sovracopertine e pagine a colori.

Violence Jack, 4.7 out of 5 based on 10 ratings

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: