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Princess Resurrection

… fu allora che Yakumo prese coscienza di sé e intervenne in aiuto di Pai… no, no, quello è un altro manga… questo è Princess Resurrection!

Il lapsus non è stato casuale. I protagonisti di questo manga, infatti, ricoprono ruoli molto simili a quelli che hanno i corrispettivi in 3×3 Occhi: le “assonanze” sono davvero tante, forse troppe.

Hiro, rimasto solo, decide di trasferirsi da sua sorella, che lavora come cameriera presso una villa. Raggiunta la nuova città, viene investito da un camion pirata e muore. Quella che naturalmente sarebbe la fine di tutto qui, invece, è un inizio: infatti una ragazza carina che aveva assistito alla scena è, in realtà, la “Principessa Lilianne”, figlia del “Re di tutti i Mostri”. Questa decide di rendere Hiro un suo servitore, così, facendogli bere il suo sangue, lo rende parzialmente immortale (deve continuamente berne per non morire); in cambio, però, lui dovrà per sempre servirla, patendo immani sofferenze, per difenderla dai sicari degli altri figli del Re con cui la principessa è in lotta per la successione al trono. Hiro, quindi, si trasferisce a vivere da Lilianne, dove lavora anche sua sorella e la sua servitrice Flandre, un robot dotata di una potenza incredibile incamerata nel corpo di una bambina di 4 anni.

Le battaglie saranno senza quartiere. Dovranno combattere uomini lupo, vampiri, uomini invisibili e ogni sorta di mostro che la mente del genere umano ha concepito.

Il manga è particolare, nonostante leggerlo dia un senso di déjà-vu, come ho spiegato.

Il chara è stato studiato per contrapporsi agli avvenimenti truci della storia, dando il contrasto che tanto piace a quei lettori giapponesi che adorano vedere una protagonista femminile bella e leggiadra, esile e fragile, vestita da bambola, maneggiare con destrezza una motosega con cui fa a pezzi ogni cosa, rimanendo pura anche al sangue del nemico… Che sia un titolo di successo lo dimostra il fatto che ne sia stata tratta una serie tv di ben 25 episodi.

Il primo volume, che inizialmente dà un senso di ripetitività, si riprende sul finale mettendo in campo nuovi personaggi e facendo intendere il vero filone di fondo della trama: il rapporto tra i fratelli della famiglia reale, il senso di tristezza che sembra apparire leggermente ogni volta che la “Principessina” uccide i servitori dei fratelli… quasi che, in realtà, non ami farlo.

Il disegno è abbastanza standard. Preciso nelle prospettive, ma senza raggiungere mai livelli “notevoli” né nelle scene statiche né in quelle d’azione. Un po’ deludenti i mostri.

L’edizione italiana è a cura di Star Comics, che ha scelto di presentare Princess Resurrection nel suo formato standard da edicola, al costo di 3,50 euro. La stampa è buona: non ci sono errori di taglio o sbavature di colore. La carta è abbastanza spessa e riesce a trattenere bene l’inchiostro. Non si notano grossi problemi di adattamento e editing.

In definitiva, un manga consigliato agli amanti del genere, che devono però rivolgersi a questo titolo senza aspettarsi la profondità di 3×3 Occhi.

Princess Resurrection, 4.5 out of 5 based on 23 ratings

Autore: Pufferbacco

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