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Ghost in the Shell

In un futuro lontano la razza umana si è evoluta, introducendo cyborg dal cervello umano e dal corpo completamente robotico ma indistinguibile da quello di un qualsiasi essere umano, e implementando la forza e la connessione telematica attraverso speciali protesi connesse al corpo umano e alla corteccia celebrale.

Ovviamente simili potenzialità non sono unicamente usate a fin di bene, ma soprattutto per compiere crimini e sterminii, per questo è stata istituita la Sezione 9, una particolare branca della polizia specializzata in cyber-crimini e dotata di equipaggiamenti specializzati come tute mimetiche che consentono una invisibilità pressoché completa, speciali mezzi corazzati di trasporto aracniformi e tanti altri gadget interessanti per hackare i sistemi informatici nemici ed entrare nei cyberbrain dei cattivoni per estrarne informazioni preziose.

Il Maggiore Motoko Kusanagi è la donna a capo della Sezione 9 ed aiutata dai suoi sottoposti, Batou, Togusa, Ishikawa, Saito, Paz e Borma, investigherà in diversi casi complessi, come compravendite di organi, cyborg impazziti che cercano di uccidere gli esseri umani o il caso del Burattinaio, una misteriosa entità che si definisce una AI nata dal mondo virtuale della rete ed un essere vivente cibernetico!

Questa, assieme ad Appleseed, è una delle più famose opere di Masamune Shirow. Come sempre durante la serie il maestro ha evoluto parecchio il suo tratto e il modo di disegnare, inizialmente molto grezzo, si è affusolato, prendendo più corpo e spessore. La serie è molto complessa e oltre ad affrontare temi adulti, come il sesso virtuale, l’esistenzialismo e l’ambiguità della vita cibernetica, è tempestata di termini e spiegazioni scientifiche, che se da un certo punto di vista rendono la storia e la tecnologia più verosimile, da un altro punto di vista sono abbastanza ostiche da comprendere ed assimilare… insomma “Masamune Shirow non va letto, va studiato!“, come dico sempre! E’ anche da notare l’amore per i dettagli, come la maniacalità per le armi utilizzate e anche qui compedi su come funzionano, quanti colpi riescono a sparare al secondo, dove finiscono i bossoli e persino i difetti di frabbricazione! Come dicevo, la serie affronta il tema dell’esistenzialismo, se la vita cibernetica si può realmente considerare vita, tutto attraverso il Ghost, che è un termine usato nel manga per indicare l’essenza di un essere, la mente o l’anima. Una delle cose che mi sono sempre piaciute di questa serie sono i siparietti comici dei Fuchikoma, ovvero i carri armati aracniformi utilizzati nelle missioni più rischiose, giacché i simpatici mezzi da battaglia hanno ognuno una propria AI ed una spiccata personalità, anche se il più simpatico e curioso è certamente l’unità di Batou.

La serie è stata per la prima volta presentata in Italia con il titolo Squadra Speciale Ghost su Kappa Magazine nel 1992, che in parte rispecchiava il titolo originale, Kokaku Kidotai ovvero Squadra Mobile Corazzata d’Attacco. Pubblicata in capitoli ribaltati con cadenza mensile, in seguito è stata ristampata in monografico a furor di popolo e di tutti i fan di Shirrow in una edizione extralusso a dir poco ineccepibile, che mantiene tutte le tavole a colori dell’edizione originale e quindi non ribaltata!

Ghost in the Shell, 4.5 out of 5 based on 12 ratings

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: