• 5 Commenti

Gantz

Il manga che vi voglio presentare questa volta è davvero peculiare per la stranezza della storia e per i profondi significati reconditi all’interno di essa che lasciano ampio spazio alla riflessione su argomenti importanti, che nella nostra routine quotidiana spesso tralasciamo bellamente.

Kei Kurono è un normale studente delle superiori, classico giapponese menefreghista, che cerca di non attirare l’attenzione per non venir bullato.

Un giorno, mentre è in stazione aspettando la metropolitana, riconosce un suo vecchio amico delle elementari, Masaru Kato, ma vedendolo alto e ben piazzato, visibilmente cresciuto da quel ragazzino che ricordava lui, preferisce non avvicinarsi, impaurito dall’aria da teppista che emana.

Mentre attendono il treno per interminabili momenti, un barbone cade sulle rotaie e Kato si lancia a soccorrerlo, Kurono pensa che sia un idiota, quando Kato alza lo sguardo e lo nota, chiedendogli aiuto. Imbarazzato per l’improvvisa riunione e per non fare figuracce davanti a tutta la gente che rimane lì a fissarli senza dare una mano, dicendo timidamente “Qualcuno chiami il servizio d’ordine.”, Kurono scende sui binari e assieme a Kato salva il barbone, purtroppo, mentre stanno risalendo arriva il treno che li investe, uccidendoli di fronte agli occhi della gente che filma coi cellulari o strilla orripilata dalla scena.

A questo punto i due si risvegliano in una stanza, che poi scopriranno essere ermeticamente chiusa, al cui interno c’è altra gente e una sfera nera. Cercando di capire come diavolo sono arrivati lì, se poco prima stavano per essere investiti dal treno, improvvisamente dalla sfera partono dei raggi che creano dal nulla una ragazza nuda, Kei Kishimoto, che si era tagliata i polsi nella vasca di casa sua, assistita e vestita dai nostri molto cavallerescamente.

La sfera dopo un po’ fa partire la canzone del buon giorno di Radio Taizo ed appare una scritta che decreterà la terribile scoperta dei nostri due protagonisti.

Tutte le persone all’interno della stanza sono morte e sono state chiamate dalla sfera, Gantz, per partecipare a una caccia all’alieno. Da questo momento i personaggi sono prigionieri della stanza e non potranno assolutamente fare nulla, pena la morte.

Durante ogni caccia Gantz fa apparire sulla parte anteriore della sua sfera l’immagine dell’alieno che deve essere sterminato, per poi aprirsi e permettere alle persone di equipaggiarsi con diversi tipi di armi (pistole, fucili) e delle valigette al cui interno sono riposte delle tute nere.

Dopo diversi battibecchi tra la gente nella stanza, la caccia ha inizio e vengono tutti teletrasportati, ad uno ad uno all’esterno. Anche qui scopriranno alcune regole. Nel loro cervello è impiantata una micro bomba che esplode se escono dal perimetro definito per la caccia, per sconfiggere gli alieni hanno del tempo limite e inoltre le armi di Gantz hanno un time lag, ovvero ci mettono dei secondi dopo che il colpo è stato sparato, prima di avere efficacia e se il bersaglio in quel lasso si sposta, il colpo va a vuoto, inoltre non sono visibili né loro, né gli alieni alla gente comune.

La prima caccia è inquietante e muoiono quasi tutti i membri, è solo grazie a molta fortuna che i nostri si riescono a salvare e Joichiro Nishi, un ragazzino delle medie che sembra sapere quel che sta accadendo, spiega loro un po’ di cose.

Sono effettivamente morti.

Il corpo che ora sentono e che vive è solo una fotocopia che Gantz ha in memoria e che di volta in volta richiama e spedisce in missione come fosse un fax, uccidendo gli alieni si ottengono dei punti ed arrivando a 100 punti ci si può liberare da questa schiavitù.

Kishimoto inoltre si trova ad affrontare una sconcertante verità, il suo suicidio non è andato a buon fine e la vera Kishimoto è stata salvata e portata in ospedale, quindi si ritrova con la consapevolezza di aver perso la sua famiglia a vagare per la città finché non finisce a convivere nell’appartamento di Kurono.

Pian piano il desiderio di sopravvivenza di Kurono ha il sopravvento, creando in lui una sorta di dipendenza dalla stanza. Fuori, nella sua routine quotidiana in cui ritorna, è solo uno sfigato come tanti, ma durante le cacce l’adrenalina lo fa sentire bene e tremendamente figo.

La storia continua di caccia in caccia, con la morte di diversi personaggi, l’apparizione di nuovi membri del Gantz Team e diverse altre astuzie ideate da Kurono per creare un gruppo unito e solidale che riesca a sopravvivere ad ogni caccia.

I temi trattati in questo manga sono decisamente adulti, a parte le scene di nudo e di sesso che Oku tanto ama e le pin-up di bellezze svestite all’inizio di ogni capitolo, e tra quelli più importanti troviamo il bullismo, il suicidio, la morte, la cognizione di non essere se stessi, lo stalking, l’ultra violenza, l’amore, il sesso giovanile, la depressione giovanile, la voglia di sopravvivere e la denuncia del menefreghismo nella società giapponese.

Oku è davvero bravo nel mostrarci situazioni di tutti i giorni, alternando la noiosa vita scolastica dei protagonisti agli adrenalinici momenti di caccia all’alieno, riuscendo a realizzare una serie d’azione, ma con dei profondi contenuti morali sulla società giapponese moderna.

La versione italiana, sebbene tra le pubblicazioni della Planet Manga sia una tra le migliori (volumi interi con sovracopertina), ha un grosso difetto. E’ difficilmente reperibile o recuperabile visto che molti volumi sono esauriti e ancora non è stata fatta una ristampa completa di tutta la serie.

Insomma non è amichevole verso il pubblico di nuovi o vecchi lettori che hanno intenzione di conoscere questo fantastico manga.

Inutile dire che anche in usato lo si trova a prezzi troppo alti. -_-

Gantz, 4.7 out of 5 based on 21 ratings

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: