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Bloody Monday

Russia, Vladivostok, qualche giorno prima di Natale.

Una provocante donna prende in consegna un misterioso virus mortale a trasmissione respiratoria con solo tre ore di incubazione e per testarne l’efficacia lo diffonde nella città.

Giappone, scuola superiore Mishiro, qualche tempo dopo.

Un professore tiranneggia la scuola, molestando le ragazze e ricattandole minacciando la loro sospensione; una di queste, disperata, tenta il suicidio. Il Club di Giornalismo decide di smascherare la vera indole dell’insegnante. Ogni ipotesi per farlo però risulta impraticabile, ci vorrebbe il famoso hacker Falcon, prodigio dell’informatica, che viola le reti e i pc dei politici corrotti e malviventi consegnando alla polizia la prova dei loro crimini.

Caso vuole che Falcon sia l’avatar segreta proprio di uno degli studenti del club: Fujimaru Takagi.

Così tutto viene scoperto e il professore allontanato.

Nello stesso momento in un hotel di lusso della città (Tokyo) un agente del KGB viene ucciso dalla stessa donna che ha diffuso il virus ma poco prima di morire riesce a ingerire una microSD.

Questa viene ritrovata dall’Agenzia dei Servizi Segreti per la Pubblica Sicurezza, sezione speciale Third-I, l’elité, il cui vicedirettore è il padre di Fujimaru.

Poiché il contenuto della SD è criptato con un algoritmo avanzatissimo, i vertici dell’agenzia spingono il padre del ragazzo affinché Falcon li aiuti, così da riuscirne a leggere il contenuto il prima possibile.

Ma anche presso quest’agenzia si nascondono delle spie dell’organizzazione terroristica e quindi la notizia del ritrovamento dei dati sensibili non rimane a lungo un segreto.

Mentre Fujimaru procede con il recupero dei dati, suo padre viene avvicinato da un suo vecchio amico che deve rivelargli dettagli importanti sulla strage di Vladivostok e del rischio che una simile tragedia possa ripersi a Tokyo. Ma al momento dell’incontro l’informatore viene assassinato e la colpa ricade sul padre che prima di essere arrestato riesce ad avvisare Falcon del rischio che incombe sulla famiglia, pregandolo di sparire lasciando perdere tutto e di pensare solo a proteggere la sorella… ma di ricordare in ogni caso le parole “Bloody Monday”.

Fujimaru però decide di voler scoprire la verità sull’accaduto per trovare il vero colpevole dell’omicidio e per farlo l’unica maniera è finire col decriptare i files nella SD, convinto che lì ci sia la chiave di tutto.

Ma quando ci sarà riuscito la sua vita cambierà drasticamente poiché verrà invischiato direttamente nel piano terroristico in atto nel mondo, e il gruppo criminale che ha progettato tutto questo ha degli interessi così grandi da non poter permettere di essere ostacolato. I nemici da ora in poi saranno ovunque e senza volto… anche più vicino di quanto lui possa pensare: la nuova sexy professoressa Maya infatti assomiglia in maniera incredibile alla killer di Vladivostok…

Bloody Monday è un manga di successo in Giappone, prova ne è il suo constante piazzamento tra i primi posti delle classifiche di vendita ad ogni uscita di un nuovo volume, la realizzazione di un live drama da lui tratto, e l’inizio di una seconda serie, dalla trama diversa essendo la vicenda della prima conclusa con l’undicesimo volume.

Sfogliando le pagine la prima cosa che si nota è lo stile dei disegni: pienamente shonen nei canoni ma molto curato nei dettagli. Armonico e dinamico, ben reso nelle prospettive.

La storia che come linea di base è un thriller carico di azione è un contenitore degli aspetti di successo dei manga per maschietti: combattimenti, spionaggio, investigazione… romanticismo e commedia.

Bloody Monday è quindi un manga che riesce a mixare elementi shonen con tematiche e contenuti seinen, pur essendo categorizzato nel primo genere, in maniera egregia e che sa sviluppare una trama ricca di suspense trovandone una conclusione coerente e affatto scontata.

Bloody Monday, 4.6 out of 5 based on 56 ratings

Autore: Pufferbacco

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