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20th Century Boys

Siamo alle soglie del XX secolo, anno 1997, Kenji Endo è un giovane i cui sogni falliti l’hanno fatto impiegare nel negozio di liquori di famiglia, da poco ristrutturato come negozio in franchising di una catena di seven-eleven. Assieme alla madre, una signora di mezz’età, cerca di tirar su la sua nipotina Kanna, abbandonata misteriosamente a casa dalla sorella Kiriko, che ha fatto perdere le sue tracce e non ha più dato notizie di sé.

Un giorno, prima di una riunione con i vecchi amici delle elementari, la polizia va a trovare Kenji per chiedergli informazioni sulla scomparsa del professor Shikishima, un suo cliente. Recatosi a casa dell’anziano scomparso per recuperare le casse con le bottiglie vuote, nota uno strano simbolo intagliato sullo stipite della porta. Allo stesso tempo un uomo che si fa chiamare Amico,  organizza delle riunioni simil-religiose, facendo proseliti. Qualche tempo più tardi Kenji scopre che Donkey (Kido Saburo), un suo vecchio amico d’infanzia, dopo essersi sollevato dal suo stato di povertà è riuscito a diventare insegnante di un istituto tecnico, viene trovato morto in circostanze che sembrano indicare il suicidio. Kenji si sta preparando a recarsi alla veglia per il funerale dell’amico, quando nota una lettera consegnata proprio quel giorno e il cui mittente è proprio Donkey, che tra i fogli ha allegato anche lo strano disegno che Kenji aveva notato scribacchiato sullo stipite del professore e che ora Amico sta usando come sua firma e marchio personale.

Da qui la storia partirà con una attenta indagine di Kenji che cerca poco a poco di riportare alla mente i vecchi ricordi degli amici d’infanzia per capire cosa sta succedendo e portare alla luce l’enorme complotto internazionale orchestrato proprio da Amico.

La storia è interessante come poche, con una regia davvero ricca e completa, giostrata tra passato, presente e futuro, con una rete complicata di connessioni e ragionamenti alle spalle.
Chi è Amico? La domanda che si sono fatti tutti quelli che leggono questo emozionante manga, ma per rispondere alla domanda dovrete leggere fino all’ultimo volume. Nel mentre potete pure sbizzarrirvi con tutte le teorie che volete, visto che molti colpi di scena avvengono nel corso della serie, ribaltando di volta in volta la convinzione che Amico sia una certa persona piuttosto che un’altra.

Un ottimo Naoki Urasawa, di cui possiamo ammirare l’enorme evoluzione creativa e artistica dal primo all’ultimo numero, purtroppo il cui manga viene stampato in una versione costosa e di certo non molto lussuosa.


20th Century Boys, 4.4 out of 5 based on 18 ratings

Autore: Shinji Kakaroth

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