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Lucca Comics: Press Café con Masasumi Kakizaki

AHAHAHAH! Credevate che i reportage di Lucca si fossero conclusi con le ultime interviste? Invece vi sbagliate, infatti ecco il primo incontro del Press Café col maestro Masasumi Kakizaki, ospiti di Panini.

Ecco le domande che potrete anche ascoltare nel video a fondo pagina.


Lei usa moltissimo il chiaro-scuro, una tecnica inconsueta nei manga. A cosa è dovuta questa scelta?

Kakizaki: Sono un’autore di taglio cinematografico e quando immagino una scena, la proietto nella mia mente come se fosse quella di un film e poi la riporto sul foglio. Non faccio come spesso fanno gli altri colleghi, quindi è questo il motivo per cui utilizzo del chiaro-scuro.


In confronto a una tradizione che non è propriamente quella giapponese, con western, gladiatori. Quali sono le basi su cui si muove per trarre ispirazione per le sue opere?

Kakizaki: Io amo i film hollywoodiani.


I titoli dei capitoli di Rainbow sono intitolati “Crime” e dal titolo di una canzone, in ordine alfabetico. Come è nata questa idea?

Kakizaki: È stata un’idea originale del mio editor, che mi seguiva per Rainbow. Quando poi è passato ad un’altro autore, ho dovuto cercare personalmente i titoli di canzoni seguendo l’alfabeto occidentale. Quando sono arrivato alla X e Z, non c’erano tante canzoni per cui ho sofferto tantissimo per questo, anche perché non pensavo sarebbe continuato così tanto, fino a raggiungere X e Z.

In Rainbow i personaggi cerchino di comunicare più con le azioni che con le parole. È solo un’impressione o un’intenzione dell’autore?

Kakizaki: Questo non vale solo per Rainbow, ma un po’ per tutto il mio operato da mangaka. Credo che essendo un’opera basata sui disegni, è giusto che siano i disegni a comunicare e non solo le parole scritte.


Green Blood è di genere seinen storico, ambientato nel Far West. Ho apprezzato molto la storia, però ho apprezzato moltissimo sia l’ambientazione che i fondali. Come si è documentato per le panoamiche delle ambientazioni e se magari ha visto film western che l’ha colpita, tipo quelli di Sergio Leone o Gangs of New York (perché più o meno la storia è quella, con scontri di gang a five points)?

Kakizaki: Mi piacciono tantissimo i film di Sergio Leone e mi sono ispirato agli spaghetti western, che in Giappone si chiamano maccheroni western. Prima di disegnare questa serie, sono stato a New York e ho fatto tantissime foto. Inoltre ho tratto ispirazione da tutte le foto del diciannovesimo secolo che riuscivo a trovare.


Una delle ispirazioni per Hideout è Stephen King, come ha dichiarato, quindi sempre una tradizione non giapponese. Ma la caratterizzazione psicologica ricorda “Ningen Shikaku” Lo Squalificato, di cui sono state fatte anche altre trasposizioni a livello di manga e anime. Lo conosce?

Kakizaki: Non l’ho mai letto. Mi sono ispirato solo a King.


Bestiarius prende spunto da Spartacus e da tutta una serie di film ispirati alla storia italiana. Da cosa viene l’idea di unire il fantasy e l’antica Roma?

Kakizaki: Anche questo deriva da una conversazione fatta col mio editor. Un giorno mi trovavo in un Family Restaurant insieme all’editor e chiacchierando abbiamo avuto questa idea, perché mi è sempre piaciuto il film Spartacus, per cui volevo fare quaclosa di simile. Visto che la rivista era shonen, ci siamo detti che era meglio inserire qualcosa di fantasy.

Prima ha dichiarato il suo amore per Hollywood, mentre Lucca è perfetto per una storia italiana. Cosa ne pensa del festival di Lucca Comics? Si è confrontato con qualche autore italiano?

Kakizaki: Ho fatto un po’ di pubblicità di Lucca, dicendo quanto è bella. Tantissime chiese, bellissime, in uno stile molto particolare, il gotico lucchese. Mi sto innamorando davvero di Lucca. Non ho visto molto perché sono arrivato ieri sera quando era già buio. Stamattina però mentre venivo qui sono rimasto impressionato dalle mura di Lucca. Vorrei avere tempo di fare un giro, quindi quando ho visto le mura mi sono emozionato e ho pensato che potrebbe essere d’ispirazione per qualche nuova storia.

Anche perché dopo aver disegnato gladiatori, finalmente è in Italia.

Kakizaki: Se dovessi scrivere un’altra storia, ambientata in Italia o in qualche altra città europea, posso sfruttare questo momento per documentarmi.


Siccome citava il cinema occidentale come ispirazione. Cosa ne pensa del fumetto occidentale?

Kakizaki: In Giappone è difficile reperire fumetti occidentali e comics, ma in generale io non leggo altri manga. Mi ispiro direttamente al mondo del cinema.


Se da Hollywood le chiedessero di fare un film da una sua opera, quale sceglierebbe?

Kakizaki: Green Blood.


Green Blood è una storia che si basa su legami di sangue, quindi il legame tra i due fratelli, ma allo stesso tempo anche il legame di filo spinato che li lega al padre. Vuol essere uno scontro tra nuove e vecchie generazioni?

Kakizaki: Inizialmente volevo raccontare una storia tra due fratelli e la vicenda con il padre è venuta dopo. L’idea iniziale era quella di un road movie, ovvero i due fratelli che viaggiano attraversando tutta l’America.


Ci vediamo domani con il press café del maestro Masakazu Katsura! ^_-

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: Convention, Intervista, Planet Manga