• 3 Commenti

Lucca Comics 2016: Press Café con Kaoru Mori

Salve e bentornati a questo giro di colazioni con gli autori che Lucca Comics & Games concede con gran benevolenza alla stampa. Il primo ospite nipponico, come avrete già saputo se avete letto il precedente articolo, è stato in sensei Kazuhiro Fujita!

Seconda ospite di questi Press Café è stata l’autrice invitata da J-Pop, ovvero Kaoru Mori, autrice di Emma, Shirley e I giorni della sposa. Per attente indicazioni dell’autrice stessa e della casa editrice, l’incontro non è stato ripreso a video, stesso purtroppo dicasi per foto con l’autrice che sono state vietate.


L’ambientazione vittoriana di Emma e spesso troviamo sia nel mondo del fumetto, ma non soltanto, questo tipo di ambientazione, come in serie tv come Downtown Abbey, che è ambientato un po’ dopo quel periodo storico. Qual è il fascino secondo lei che quest’epoca esercita sugli autori?

Kaoru Mori: Per me il fascino di quel periodo è proprio la cultura delle cameriere, che per me era in cima a tutto, il massimo. Ogni famiglia si radunava attorno alla villa attorno alla quale proseguivano la vita e la cultura di ogni giorno. Mi interessava molto questo ambiente.

Vorrei sapere se ha seguito quest’estate il World Cosplay Summit 2016  che si è tenuto a Nagoya, dove una coppia di cosplayer ha vinto il “Premio miglior sartoria” proprio portando I giorni della sposa, e se ha saputo di questa vittoria ed era felice, visto che i ricami erano davvero favolosi.

Kaoru Mori: Sì, ne ho sentito parlare, ma non li ho ancora visto personalmente. Quando l’ho saputo, la prima idea che mi è venuta è che  disegnare un costume a me basta un movimento del pennino, ma realizzare davvero un costume pieno di ricami intricati dev’essere tutta un’altra cosa, quindi faccio a entrambi i miei migliori complimenti.Ho visto delle immagini di altri costumi ispirati a I giorni della sposa, davvero meravigliosi. Secondo me l’hanno realizzati con la stessa passione dei personaggi della mia storia, che ricamavano per il corredo del proprio matrimonio.Essendo l’autrice mi sento un po’ in colpa per averli fatti lavorare così tanto, ma a in realtà sono molto felice per la loro passione.


Shinji Kakaroth: Ne I giorni della sposa, ci sono vestiti molto complicati e belli da vedere, ma ci domandiamo, quanto tempo ci vuole per riuscire a disegnare tutte quelle finiture intricate che ammiriamo nei suoi manga?

Kaoru Mori: Al momento mi sono abituata e sono diventata molto più veloce a disegnare rispetto a quando ho iniziato. Per realizzare una tavola, per le matite ci metto circa 2 ore, per la china altre 4 ore, escluse le ore per applicare i retini. Per le ultime rifiniture e i retini ci vogliono almeno altre 2 ore.


Ci sono strumenti particolari che utilizza per riuscire a raggiungere questo livello di perfezione?

Kaoru Mori: Non uso nessun altro materiale particolare, parto dal disegno a matita, poi china e retini.

Shinji Kakaroth: Anche la cultura giapponese con i suoi kimono molto elaborati ha questi intrecci, quando disegna gli abiti ne I giorni della sposa, si sente vicina a questa cultura che ritrae dell’Asia minore?

Kaoru Mori: Mi interessa molto la cultura dei costumi originali della propria zona, ma ovviamente non solo dell’Asia minore o del Giappone. Dal proprio vestito si riesce a denotare la mentalità della donna e anche la sua vita. Ad esempio parlando di kimono, in Giappone per dipingere i kimono si usa soprattutto l’acqua, per cui piuttosto che cucire si disegna o si tinge direttamente sul kimono. Per un metodo simile ci vuole tanta acqua, invece in Asia minore non c’è così tanta acqua, per cui sono costretti a ricamare per avere risultati simili. Sento molto la differenza della zona e mi affascina molto. Spero di essere riuscita a spiegarmi.


Vorrei fare una domanda sulla rivista su cui pubblica la sensei, da sempre una rivista seinen. Pure essendo una donna lo trova difficile confrontarsi con questo target rispetto a shonen, shojo o josei?

Kaoru Mori: In Giappone esistono queste categorie, ma attualmente non c’è tanta differenza tra target o sesso dei lettori, e lo stesso vale per i mangaka. Non ho mai avuto difficoltà a pubblicare su una rivista seinen.

Editor Oba: Quando c’è un nuovo mangaka, se si tratta di un maschio che apprezza manga di sensei che scrivono shonen, tendenzialmente finisce per disegnare per un pubblico di lettori maschi, invece chi ammira una sensei che disegna manga shojo, finisce per disegnare per un pubblico femminile.


Tra le varie serie che ha pubblicato, una costante è sempre stata un’attenta ricerca storica per l’ambientazione. Vorrei sapere come questo va a sposarsi con la stesura della trama?

Kaoru Mori: Posso dire che per prima cosa nasce l’interesse per il paese e per il periodo, poi da quello nasce l’idea di creare la storia.

Shinji Kakaroth: Come si documenta sia per Emma che per I giorni della sposa? Si è recata proprio a Londra per vederla dal vivo?

Kaoru Mori: Per mettere un po’ d’ordine, posso affermare che visitare direttamente i luoghi in cui si ambienta una storia non porta a niente, per cui prima bisogna documentarsi leggendo libri e poi, una volta che si hanno le informazioni di base si può progettare una visita. Visitare i luoghi non è mai sufficiente, perché tutto sommato con pochi giorni a disposizione, si puo’ vedere il tutto in maniera assai superficiale.


Vorrei fare una domanda al signor Oba come aiuta la sensei nella documentazione.

Oba Editor: Devo dire senza alcuna che è tutta farina del sacco della sensei Mori.

Kaoru Mori: Sì, in effetti non mi aiuta molto, perché chiedendo aiuti agli altri non riesco ad ottenere molto e le risposte non sono molto precise, per cui facendo da sola faccio prima.

Ieri allo showcase ha spiegato che l’idea per I giorni della sposa era nata sull’idea di scrivere qualcosa sul Medio oriente, perché ci sono pochi manga che trattano questo argomento. Vorrei sapere com’è nata l’idea una volta finita Shirley da cui è poi nata la storia che ha presentato al signor Oba.

Kaoru Mori: La passione per l’Asia minore ce l’avevo da prima, per cui una volta finita Emma avevo già in mente l’argomento, visitavo musei e leggevo, ma per farmi un’idea concreta ho acquistato un sacco di libri sull’argomento e ne ho letti tantissimi.Dopo aver avuto l’idea concreta ho fatto degli schizzi meglio sviluppati che ho mostrato a Oba-san, spiegando un po’ anche i personaggi principali e a quel punto mi ha dato l’ok!


In Emma c’è un pezzo molto bello sulla grande esposizione universale, mi chiedevo se fosse possibile, sempre riallacciandomi al discorso dei costumi e delle culture internazionali, qualche breve storia sugli EXPO moderni.

Shinji Kakaroth: (pensa) A quel punto dovrebbe disegnare anche me, perché ci ho lavorato all’ultimo EXPO. XD

Kaoru Mori: Non avrei un’idea precisa, ma sull’argomento mi sento un po’ insoddisfatta e credo di non essermi espressa perfettamente, per cui ho sia la voglia che il materiale per scrivere un’altra storia simile, per cui potrebbe succedere in futuro.

Volevo sapere se e quando scrive le storie, visto che tratta anche di culture non giapponesi, pensa anche alla reazione del popolo di cui sta raccontando le storie. Come crede che le recepiscano.

Kaoru Mori: È un’idea che mi passa spesso in mente. Al momento sto scrivendo un manga sull’Asia Minore, per cui mi chiedo se ci saranno tanti dettagli che magari non coincidono, però tutto sommato vorrei che i popoli di quelle zone siano contenti e soddisfatti del mio manga. Ci terrei che dicessero “questa storia è divertente, mi piace!”Scrivo storie di altri paesi, dove vive altra gente con altre culture, per cui per me è importante tenere il minimo rispetto nei loro riguardi.


Emma è diventato anche un anime, vorremmo sapere se l’è piaciuto, cosa l’ha colpita di più e se è stata coinvolta nel progetto.

Kaoru Mori: A quel tempo non ero molto brava a disegnare gli sfondi, per cui per quello sono stata molto soddisfatta. Inoltre ho avuto un effetto molto forte per le musiche oltre ai personaggi che si muovono e parlano, per cui sono stata davvero molto colpita.


Una cosa che si nota molto nelle sue opere è una certa sensualità nel tratteggiare le figure femminili, sebbene molto garbata e estremamente elegante. Volevo sapere se fosse un elemento studiato a tavolino per attirare la simpatia dei lettori maschi o una cosa che le viene spontanea?

Kaoru Mori: Piuttosto che ai lettori, penso sempre alle lettrici. Per me è importante che le lettrici non si offendano o non si allontanino. Cerco sempre di rendere i corpi femminili piuttosto formosi. Questa sensualità, che il pubblico maschile recepisce, deriva semplicemente dai miei gusti personali. Disegnare scene di nudo è più facile.

Ultimamente soprattuto su Harta, ma soprattutto in certe riviste seinen ci sono molte donne che pubblicano, possiamo parlare di un manga seinen al femminile? Qualcosa che lega tutte queste donne su riviste seinen di nicchia?

Jacopo: In realtà ho scoperto che non tutte sono davvero donne.

Kaoru Mori: Dal mio punto ddi vista di autrice, non trovo nulla in comune con le altre autrici. Anche i lettori forse non percepiscono cose simili. Però in effetti ho tante amiche autrici. Piuttosto che il sesso, tra autori ci compariamo per carriera, bravura e poi ci piazziamo su diversi livelli.

Oba Editor: L’editoria giapponese sta soffrendo da una ventina d’anni, per cui c’è quest’atmosfera di crisi e di depressione. Per cui preferirei pubblicare temi più allegri e solari e le autrici riescono in questo scopo, che sono più brave e piene dei entusiasmo, mentre i maschi portati per argomenti più dark.


E anche per questa volta è tutto. Come sempre ringraziamo Lucca Comics & Games e J-Pop per l’organizzazione di questi momenti di contatto con gli autori e vi invito a seguirci perché c’è ancora un’altra mangaka che abbiamo intervistato sia privatamente che al Press Café!

Quindi continuate restate con noi!!!!

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: Convention, Intervista