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Lucca 2016: Intervista con Kazuhiro Fujita

Dopo il Press Café con tutti i colleghi di vari portali, blog e testate, ecco l’intervista privata che ho fatto al sensei Fujita e che potete vedere in versione video a fine articolo.


Ci racconta del suo rapporto con i manga da giovane e quando precisamente ha deciso di diventare mangaka?

Già da piccolo avevo la passione per il disegno e per il manga e mi è sempre piaciuta l’idea di diventare mangaka, però se parliamo di ispirazione credo di essere stato ispirato dai racconti brevi di Rumiko Takahashi quand’ero ancore uno studente liceale e credo sia partito tutto da lì.


La serie per cui è più famoso al mondo è Ushio to Tora. Ci puo’ parlare di come è nata l’idea per questa serie?

Sono un tipo pauroso e sono sempre stato spaventato dai mostri e dai demoni, ma a un certo punto ho pensato che se tra questi mostri ci fosse qualcuno che desse supporto e aiuto al protagonista, in maniera positiva, sarebbe stata una storia interessante e da lì che nasce l’idea. Sono contento che questo concetto è piaciuto ai lettori anche se c’erano degli elementi spaventosi.


La serie nasce come un viaggio di formazione, sia per Ushio, che pian piano capisce il punto di vista dei mostri, sia di Tora, che poco alla volta scopre le verità dei fragili esseri umani. Un simile messaggio di comprensione tra culture diverse quanto crede sia importante attualmente?

Penso che la sua osservazione sia molto acuta. Anch’io credo che ci sia una similarità fra l’avvicinamento di Ushio e Tora e la comprensione tra culture diverse. Credo che sia una bella cosa che le diverse persone si capiscano reciprocamente tramite la comunicazione. Nel mio studio dico sempre ai miei assistenti che è molto importante parlare fra di loro per capirsi bene. Uno dei personaggi di Ushio e Tora dice : “Non dovete litigare. Andate d’accordo.” Penso sempre che noi dobbiamo andare d’accordo con gli altri.

Come ha ideato la Lancia della Bestia e la trasformazione di Ushio?

La Lancia nasce come una conseguenza di Tora, nel senso che i personaggi sono il demone e il ragazzo. Il demone è troppo più forte del ragazzo, per cui non ci sarebbe competizione tra i due e la storia non sarebbe stata interessante. Poi mi sono emozionato pensando che un ragazzo corretto e giusto come Ushio avrebbe potuto possedere un’arma con una forza oscura e maledetta. Quando Ushio impugna la lancia gli crescono i capelli ed acquisisce una forza oscura che va a competere con quella di Tora, in questo modo si crea un equilibrio tra i due personaggi. In più c’è anche il fatto che assieme, Ushio che acquisisce questa forza oscura dalla Lancia e Tora che è già potente di suo, riescono a sconfiggere unendo le forze un male maggiore. Forse ho parlato troppo, sul serio! Una cosa del genere non trovate che sia proprio figa? Essendo uno shonen manga, per cui essendo diretto ai ragazzi, deve dare un senso di eccitazione.


Una domanda fuori dall’intervista (ND: perché in questi casi di solito si passa le domande alla star che le invia alla casa editrice che le approva o meno). Cosa si è segnato sulla mano?

È la data di oggi, con l’orario della sessione autografi. Sono un po’ intontito… (È arrivato il giorno prima dell’intervista ed era stanco per il lungo viaggio dal Giappone)


Recentemente la sua serie ha ricevuto un nuovo adattamento animato. Cosa ha provato a rivedere quei personaggi che disegnava tanti anni fa muoversi, gridare e combattere in Tv?

Sono stato davvero felice e poi riportare adesso in animazione una serie conclusa da tutto questo tempo è una sensazione fantastica. Poi le animazioni attuali sono molto meglio di quelle di vent’anni fa.

In Ushio to Tora ci sono tante gag, ma anche momenti drammatici e combattimenti. Quali sono i suoi preferiti da leggere, da ideare e da disegnare?

Sono molto contento se tutte queste scene e gag rendono felice i miei lettori. Mi piace più di tutto che i lettori ridano, si arrabino e si emozioiano leggendo le scene che disegno. Dunque posso dire che mi piace disegnare tutti i tipi di scena.


Altra serie dark è Black Museum, anch’essa annunciata da Star Comics. Ci può raccontare com’è nata questa serie e se ha visitato Londra per poter disegnare gli edifici presenti nella serie?

Prima di Black Museum ero abituato a lavorare sugli shonen manga, quindi storie per ragazzi. Questa serie invece era stata ideata per Morning, una rivista seinen, per cui era più per adulti e ancora oggi la cosa mi rende teso, perché mentre la scrivevo ero molto in tensione. Ho cercato di raccontare bene il sentimento dei personaggi in maniera precisa, per farlo capire a tutti. Non sono andato a Londra. Però ho voluto crearla soltanto con l’immaginazione nella mia mente, pensando come fosse fatta. Mi a fatto piacere immaginare come fosse la Londra vittoriana. Comunque con il mio redattore abbiamo parlato di andarci una volta. Adoro i film horror di Dario Argento, per cui quando immaginavo l’Italia pensavo che gli assassini fossero fatti così. Per cui ho immaginato la Londra vittoriana in questa maniera e credo sia fatta così.


La sua ultima serie è Souboutei kowasu beshi, che si incentra attorno a una misteriosa casa infestata. Ci puo’ parlare un po’ della storia e da dove è nata l’idea per realizzarla?

C’era un film degli anni ’70, The Legend of Hell House, dove ci sono diversi personaggi che entrano in una casa e l’obbiettivo è distruggere la casa ed annientare il male al suo interno. Ho pensato di voler fare un manga su questo filone, perché realizzando una cosa simile sicuramente sarebbe venuto un buon manga.

Come avviene per lei il processo di creazione di un protagonista per un po’ tutte le serie, tipo Ushio e Tora ma anche Moonlight Act?

Una domanda complessa. In generale la creazione è la stessa che sia shonen o seinen. L’idea di partenza è che il protagonista sia un personaggio buono. Quando ero ancora un debuttante, il mio editor mi ha detto di creare un personaggio simpatico che riuscisse a farsi amare dai lettori, altrimenti i lettori non possono seguire la storia.  Io comincio sempre da questo tipo di personaggio buono, giusto e simpatico perché i lettori seguono la serie per cercare di sapere che vicende accadono a questo personaggio. Anche se la storia va verso una situazione spaventosa o triste, i lettori continuano a leggere per sostenerlo.


La violenza è quasi sempre parte integrante delle sue serie, ci puo’ raccontare che impatto puo’ avere sui lettori?

Non so se riuscirò a dire qualcosa di giusto, è vero che c’è violenza e combattimenti, ma a me piacciono tanto i personaggi forti e i combattimenti, con personaggi simili non è possibile evitare di mostrare degli scontri. Mi raccomando bambini, la violenza non va bene.


Alla fine dei volumi dei suoi manga ci sono sempre un pugno di paginette con disegni comici che ritraggono lei e i suoi assistenti. Come ha ideato questo piccolo angolino comico sulla conclusione dei suoi manga?

Quando realizzo cose troppo serie , mi viene voglia di dire : “Non sono cosi serio!” Credo che quell’angolino racconti questa sensazione. Vorrei far sapere che i miei fumetti sono fatti da uomini divertenti . In Ushio e Tora il concetto è proprio quello, visto che la serie è piena di scene violente e argomenti a volte un po’ pesanti, per cui mettere alla fine un angolo di gag era un modo per rilassarsi.

Come funziona il suo studio? Quando disegnate manga preferite chiacchierare, ascoltare musica o avere la tv come sottofondo?

Vorrei chiedere la stessa cosa ai disegnatori italiani, per sapere che fanno mentre lavorano. Quando disegno, dentro di me sono imbottigliate tantissime sensazioni che mi verrebbe proprio voglia di gridare, come fossi una pentola a pressione piena di vapore. Preferisco che i miei assistenti ascoltino la musica o guardino film, insomma ci sia un po’ di rumore, perché così riesco a rilasciare tutto il vapore. Se invece lavorassi con tutti gli assistenti in silenzio, Kazuhiro Fujita finirebbe per esplodere.


Se lei potesse trasformarsi in un mostro dell’universo di Ushio e Tora, che mostro sarebbe?

Se dovessi scegliere, preferirei trasformarmi nel protagonista, ovvero in Tora. Ma questa risposta è troppo scontata e credo che vogliate sapere il nome di altri mostri. Ma se non fosse proprio Tora, sceglierei il mostro di fumo che attacca l’aereo, così morbido e soffice che non potrei scoppiare.


Qual è il suo sogno per il futuro?

Al momento sto disegnando Souboutei kowasu beshi e il sogno che ho adesso è riuscire a finire il manga e realizzarlo nel miglior modo possibile, in modo da chiudere il cerchio della storia. In fondo il mio vero sogno era quello di diventare mangaka e ci sono riuscito, per cui adesso vado ad un passo alla volta. Scusatemi se è un sogno piccino.


Ovviamente a breve continuerò a pubblicare altro materiale della fiera lucchese, quindi restate con noi! ^_-

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: Convention, Intervista