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Kadokawa: “Le osservazioni di Ishihara sono discriminative!”

Il presidente della casa editrice giapponese Kadokawa si è espresso contro il divieto inerente i manga imposto da Shintarō Ishihara, l’attuale governatore di Tokyo, accusandolo di discriminazione e paragonandolo le sue azioni a quelle attuate durante la guerra della polizia segreta giapponese.

image © Kadokawa Shoten Publishing Co., Ltd.

In un intervista fatta di recente Shinichiro Inoue, attuale presidente e CEO di Kadokawa Shoten e Production Co.Ltd. ha dichiarato:

Le osservazione del governatore Ishihara sono discriminative nei confronti del business ed in particolare per il business legato al settore dei manga e anime. Finzione e realtà non hanno alcun legame e in primo luogo i giovani di oggi… le persone sono in grado di capire la differenza, quindi non c’è bisogno di essere eccessivamente preoccupati.

Lo stesso Ishihara non è estraneo alla discriminazione, dato che è divenuto famoso per i commenti razzisti e le sue recenti affermazioni contro gli omosessuali, in cui diceva che erano geneticamente diversi dagli altri.

La principale risposta attuata fino ad oggi da Kadokawa è stata quella di ritirarsi dal TAF (Tokyo Anime Fair), anche se la reale efficacia di questa politica è stata limitata a causa del fatto che Ishihara non si preoccupa semplicemente per l’industria del settore dei manga, dato che all’epoca leggeva romanzi sulla violenza.

Inoltre bisogna far notare che Ishihara sta cercando di controllare il pensiero collettivo rievocando la “censura totale” in Giappone, nonostante quest’ultimo abbia resistito a tutto ciò durante gli anni della guerra.

In base a queste affermazioni il governo di Tokyo ha formulato che “i capolavori non saranno censurati e che saranno loro a decidere quali siano capolavori” seguita dalla seguente risposta: “nessun mangaka vuole creare opere che vadano a compiacere le autorità”.

Il tutto si chiude con questa frase:

Gli anime e manga giapponesi sono creati in un mondo normale e sarebbe effettivamente ironico se il mondo raccontato in quest’ultimi esistesse realmente, dato che cambierebbe il valore della cultura del Giappone.

Ciò presuppone che in primo luogo Ishihara abbia basato la sua carriera sulle osservazioni fatte dagli anziani e non dai giovani d’oggi. Inoltre bisogna ricordare che all’epoca anche lui era stato per un certo tempo un mangaka ed anche uno dei più fastidiosi.

Fonte: Sankaku Complex

Autore: Ax81

Scritto da Ax81 il nelle categorie: Nanoda News

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