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JPop: approfondimento GOLGO 13 Autor’s Selection

Visto che l’uscita di GOLGO 13 si avvicina la casa editrice italiana JPop decide di fare un bell’approfondimento sul manga che conta ben 163 volume all’attivo e che è in corso dal lontano 1963. Una vera leggenda insomma!

La JPop ci porterà una serie di storie considerate le migliori dall’autore del manga, Takao Saito.

Ecco a voi l’approfondimento:

GOLGO 13: Autor’s Selection

Per stemperare la tensione e l’impazienza che attanaglia tutti i fan e i palati più raffinati, circa l’uscita dell’edizione J-POP della raccolta GOLGO 13: Autor’s Selection: 3 volumi da oltre 300 pagine ciascuno, racchiusi in un fantastico box da collezione, che comprenderanno le 13 storie più significative secondo il parere del suo creatore, Takao Saito, e in uscita nel mese di aprile 2012, riportiamo di seguito un articolo pubblicato su ANIMENEWSNETWORK.COM che ripercorre la strada fatta da Duke Togo, alias Golgo 13 e del suo creatore, attraverso più di quattro decadi di storia del manga, alla conquista del pubblico di tutto il mondo.

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Carl Gustav Horn (editor e sceneggiatore di succeso d’oltreoceano) possiede biancheria intima griffata Golgo 13 e fuma solo sigarette di marca Parliament, perché sono le stesse fumate da Golgo. Questa è la prova definitiva del fatto che Carl fosse l’editor perfetto per la serie in 13 volumi di Golgo 13 annunciata da Viz in America, che raccoglierà 25 delle oltre 500 storie ad opera di Takao Saito sul famoso killer mercenario che spopola in Giappone sin dal 1968. Golgo, conosciuto anche come Duke Togo, è il miglior assassino in assoluto, l’uomo che non manca (quasi) mai il bersaglio, cecchino dalla precisione meccanica, nonché l’essere più virile sulla faccia della terra. Il killer taciturno la cui frase preferita è “…”, è indubbiamente uno dei personaggi più iconici della storia del manga. In Giappone le sue folte sopracciglia, le lunghe basette e la sua espressione quasi perennemente cupa sono marchi di fabbrica addirittura più riconoscibili dei capelli di Goku o del cappello di paglia di Rufy. Le sue origini sono sconosciute, non ha amici e nessuno sa perché faccia ciò che fa, ma tutti sono certi di una cosa: il suo lavoro lo sa fare dannatamente bene. Esattamente come per Batman, possiamo affermare che è messo decisamente bene per uno che dovrebbe avere quasi settant’anni. In molti hanno scoperto Golgo grazie alla sua trasposizione in anime avvenuta tra il 2008 e il 2009, altri, grazie ai film in live action tratti dall’opera, altri ancora, grazie alla serie di videogiochi per piattaforma NES messi in commercio in America alla fine degli anni ’80. Il pubblico dell’universo videoludico non sapeva ancora che Golgo fosse un personaggio di tali proporzioni nella terra del Sol Levante, ma le scene senza censure delle notti di Golgo con le sue numerose e bellissime donne, nonché dei brutali assassinii a sangue freddo, hanno shoccato e conquistato il pubblico occidentale al punto da spingere alla pubblicazione della prima edizione del manga ad opera di VIZ nel 1991. Questo personaggio carismatico, decisamente privo del buon cuore e dei sani principi che caratterizzano i classici eroi americani, si è fatto così strada in America, e se un anti-eroe era ciò che l’occidente voleva, non avrebbe potuto ottenere di meglio.

Ecco il punto: Golgo non ha una morale, e anche se l’avesse, sarebbe sepolta da qualche parte sotto forma di codice d’onore del proprio mestiere di assassino. Lui, al contrario di spie e organizzazioni segrete i cui personaggi di fantasia suoi colleghi sono nati nel corso degli anni, non serve nessuna nazione in particolare. Addirittura la sua etnia è sconosciuta, per non parlare della sua nazionalità e delle sue origini. Golgo è più una macchina per uccidere che un essere umano, e come tale non ha alcun background, nessuna origine, né torti subiti su cui perseguire una propria vendetta personale. Nel corso delle storie del manga ci sono alcuni personaggi che credono di avere intuito qualcosa del passato di Golgo, ma nessuno ne avrà mai la certezza. E’ semplicemente eccezionale con il suo fucile da cecchino, ed è Zen. Zen al punto da raggiungere il Samadhi, alto livello di concentrazione della dottrina meditativa buddhista e induista, che descrive l’unione del meditante con l’oggetto della meditazione. Quando ottiene il suo M16 modificato (che anche se oggi non è sicuramente uno dei migliori fucili in commercio, lo era al tempo della serializzazione del manga), riesce a spingere un satellite fuori dall’atmosfera terrestre con un solo colpo. Riesce a colpire un bersaglio facendo rimbalzare il proiettile sulla superficie dell’acqua. Riesce a colpire da terra un uomo nella cabina di pilotaggio di un aereo in volo a mezzo miglio dal suolo. Riesce a percepire il riflesso delle armi di cecchini che lo puntano a più di un chilometro di distanza, girarsi repentinamente e colpirli per primo, sventando così la minaccia. In parole povere, se equipaggiato con la giusta arma da fuoco, è capace di qualsiasi cosa, ma nonostante ciò non è sicuramente tipo da abbandonarsi a strampalati codici d’onore della serie “uccido solo con la mia fidata pistola”: può benissimo uccidere anche a mani nude. C’è quasi da provare pena per il povero terrorista che, dopo avere visto Golgo uccidere 20 dei suoi uomini, ordina alle truppe di non avvicinarsi a lui perché troppo pericoloso. Con Golgo, non c’è da chiedersi SE riuscirà a compiere la sua missione, ma piuttosto COME ci riuscirà. Carl, con l’aiuto dello staff editoriale giapponese (gli stessi che gli hanno regalato l’intimo di Golgo e che hanno insistito che lui prendesse in mano l’editing della serie) ha scelto le 26 storie dell’edizione Viz. Non c’è un arco narrativo ben preciso, dato che le storie sono autoconclusive, quindi l’ordine di lettura è pressoché irrilevante. In ogni volume, la prima storia è un classico Noir anni ’70 del primo periodo di pubblicazione nipponica, ricco di basette, pupe, pantaloni a zampa e via dicendo. La seconda storia, invece, è una delle pubblicazioni più recenti, in cui Golgo viene coinvolto in svariati avvenimenti storici e politici che caratterizzano la storia moderna e contemporanea, come la morte di Lady D, le elezioni presidenziali del 2000 o il conflitto israelo-palestinese. Golgo c’è sempre, a volte ingaggiato da una fazione, altre dai suoi avversari. Alcuni sostengono che Golgo sia un semplice sicario sotto contratto, senza alcun interesse in razza, politica o ideologia, né dei suoi ingaggiatori, né dei suoi avversari; ma la realtà è che Takao Saito lo è. Il suo personaggio è infatti una semplice arma, e molti episodi sono in realtà incentrati sui personaggi che lo assumono, e sugli avvenimenti che l’autore racconta utilizzando il suo sicario come veicolo. Ovviamente, anche gli improbabili elementi sci-fi non mancano, grazie a episodi in cui Golgo si scontra con esper o combatte contro forme di intelligenza artificiale, ma nonostante tutto, anche la più assurda delle storyline è basata su una solida ricerca. Non sono mancate nemmeno le contestazioni da parte di personaggi di spicco e ambasciate di vari paesi in Giappone a causa delle quali una manciata di storie è destinata a non essere mai più ripubblicata.

Golgo, ora, si è aperto la strada in un occidente abituato a un noir dal tratto più realistico, nonché tra un pubblico di appassionati di manga abituati a uno stile molto più “moe”, grazie alla maestria di Takao Saito e al fascino del suo Duke Togo a.k.a. Golgo, alle sua atmosfere cupe e al tratto inconfondibilmente anni ’70 della sua opera.

Traduzione a cura di Georgia Cocchi Pontalti

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Autore: Yuri90

Scritto da Yuri90 il nelle categorie: Nanoda News