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A Joyful Bell for Kon Satoshi

Oggi ti cito un omaggio per ricordare Satoshi Kon, noto artista giapponese che il 24 agosto 2010, ci ha lasciato a causa di una malattia fulminante.

A Joyful Bell for Kon Satoshi

Il messaggio è stato scritto da Luca Della Casa, attuale scrittore free Lance per DeAgostini e Coordinatore del cinema e dell’animazione presso Future Film Festival dove lavora da dodici anni dal 1995.


A Joyful Bell for Kon Satoshi

Il ricordo di un artista scomparso prematuramente lascia sempre il grande rimpianto per ciò che avrebbe potuto realizzare, un vuoto nel mondo dell’arte e nella creatività umana, ma anche e soprattutto fra le persone che hanno avuto la fortuna e il privilegio di conoscerlo.

Kon Satoshi ci ha lasciato silenziosamente il 24 agosto 2010, all’età di 46 anni, a causa di una malattia fulminante. Ci rimangono quattro lungometraggi d’animazione e una serie TV di 13 episodi da lui realizzati con l’aiuto dello studio MadHouse, oltre ad alcune sue preziose collaborazioni nel campo del disegno animato e un pugno di brevi storie a fumetti, dove la poetica surreale e rarefatta di Kon trova un ideale equilibrio con i suoi disegni iperrealisti.

L’esempio del maestro Otomo Katsuhiro, sotto la cui ala protettiva Kon ha potuto farsi notare, si ritrova nell’attenzione maniacale ai dettagli e nel taglio cinematografico delle sue inquadrature. In manga come Kaikisen (La stirpe della sirena) e Joyfull Bell il fantastico si insinua nella realtà quotidiana fino a confondersi con essa, proprio come nel primo film di Kon, Perfect Blue, la fantasia dei personaggi si fonde inesorabilmente con la loro vita: la disamina sociale sul mondo delle giovani starlet della canzone e dei loro fan è intrecciata alla messa in scena dello spettacolo come fosse una la proiezione dell’altra.

Il passaggio dalla carta stampata al cinema di animazione è implicito nella grande passione cinefila che guida l’artista, a partire dai disegni fino a storie e sceneggiature. Il lungometraggio Millenium Actress è la perfetta mise en abyme della narrazione attraverso le scene madri di film classici: la ricostruzione della memoria di una vecchia attrice attraverso la finzione. Il film Tokyo Godfathers è una favola natalizia ambientata tra i “reietti”, sulla falsariga del cinema hollywoodiano di John Ford e Frank Capra. La serie Paranoia Agent è un mosaico di 13 storie di follia quotidiana accomunate da un incubo collettivo, mentre l’ultimo capolavoro Paprika è una riflessione sul potere dei sogni e di chi li governa, in una girandola caleidoscopica di immaginari fantastici e simboli della contemporaneità.

Tutto questo è solo una parte dell’opera di Kon Satoshi, un frammento del suo personalissimo mondo. Gli appassionati di animazione sanno che è venuto a mancare uno straordinario artista, mentre gli amanti del cinema dovrebbero riscoprirlo. Non è un caso se ora anche Hollywood se n’è accorta: Kon Satoshi è entrato di diritto tra i grandi del cinema.

Autore: Inuchan

Scritto da Inuchan il nelle categorie: A ruota libera