- Numero Capitoli: 3
- Ultimo capitolo: Kyra e Steve
- Serie: The Dance Of The Hell
- Personaggi: Steve, Kyra, Miley, Michael, Melissa...
- Genere: Sentimentale
- Avvertimenti:
- Rating: PG
- Conclusa: No
- Round Robin: No
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La pioggia continua fece innervosire Kyra, che corse a ripararsi dentro la scuola.
Sospirò e s’incamminò verso la sua aula.
Finalmente, l’ultima ora era arrivata.
Mancava solo una settimana al Ballo. Doveva tenere duro, a tutti i costi.
“Non posso commettere errori. Quella sera, dovrà andare tutto alla perfezione”, pensò.
Troppo concentrata nei suoi pensieri, non si accorse in tempo di due occhi che la scrutavano.
Si voltò, ma non vide nessuno.
Corrugò la fronte e si guardò attorno.
Niente. Nemmeno uno studente.
Era sola.
Capì subito cos’era successo.
-Alyssa, che sorpresa-, disse, posando a terra la cartella.
Davanti a lei, si manifestò una ragazza.
Aveva lunghi capelli rossi e occhi neri.
La pelle bianca, quasi invisibile.
Magrissima, come Kyra, quasi in preda all’anoressia.
Era truccata di nero, con un rossetto fortissimo.
Indossava una maglietta nera e dei pantaloni attillati dello stesso colore.
Le scarpe avevano un tacco vertiginoso.
Le si avvicinò e le sorrise malignamente.
-Kyra, tesoro, come stai?-, le chiese.
Kyra sorrise e si rilassò.
Steve passeggiava tranquillo per i corridoi.
Era la prima volta che li trovava deserti, e non ne capiva il motivo.
La pausa pranzo era finita da un pezzo.
“C’è qualcosa di strano”, pensò, prima di voltare l’angolo che lo avrebbe condotto all’aula di biologia.
In quell’istante, la vide.
Anzi, le vide.
Kyra, la sua compagna nuova, che chiacchierava seduta sul pavimento, davanti all’aula di biologia, con un’altra ragazza.
La loro somiglianza era incredibile.
Che fossero sorelle?
Decise di rimanere in lontananza… qualcosa lo preoccupava.
-Allora, come procede la tua missione? Complicata?-, le chiese Alyssa, giocherellando con i capelli.
-Complicata? Ma stai scherzando? Sarà un giochetto da ragazzi rovinare il ballo a tutti. È una missione piuttosto noiosa, ma importantissima-, rispose Kyra, stiracchiandosi.
-Forza, Kyra, ci siamo passati tutti. È basilare, se vuoi salire di grado e lasciar perdere gli umani una volta per tutte-.
-Lo so, e non vedo l’ora, credimi! Non li sopporto più!-.
-Lo so, sono nauseanti. Ho dovuto fermare il tempo per non ritrovarmeli fra i piedi. Ti capisco benissimo, ci sono passata anch’io-.
-Non vedo l’ora di passare questo maledetto esame. Finalmente, abbandonerò per sempre questo sciocco mondo e mi dedicherò a qualcosa di molto, molto più interessante…-, sussurrò Kyra, con gli occhi che le luccicavano.
-Cosa vorresti fare? Provocare terremoti? Alluvioni? Cicloni?-, chiese curiosa Alyssa.
-No, niente di tutto ciò. Non voglio avere niente a che fare con gli umani. Mai più-, rispose secca Kyra.
-Allora cosa vorresti fare?-.
Kyra, spostò una ciocca di capelli dal suo viso, si alzò in piedi e sorrise malignamente.
-Voglio dedicarmi alla cattura degli Angeli-, rispose con tono diabolico.
Steve sgranò gli occhi.
Si affacciò e notò che Kyra stava ancora parlando con la sua amica.
“Cosa… perché ho sentito la voce di Kyra come se stesse parlando a me? Che accidenti… devo essermi addormentato. Che ore saranno? Il mio orologio non funziona, e il cellulare uguale”, pensò alzandosi.
Si stiracchiò e decise di andare a parlare con Kyra e la sua amica.
“In fondo, siamo gli unici due studenti rimasti, a quanto pare. Mi conviene andare da lei”.
Alyssa sorrise e si alzò.
-Alla cattura degli Angeli? Wow, Kyra, sei veramente un demone molto crudele… ti faccio i miei complimenti-.
Kyra sorrise.
-Certo. Catturare gli Angeli, farli soffrire… è una cosa che mi eccita molto!-, rispose Kyra, prima di paralizzarsi di fronte all’amica.
Questa, le si avvicinò e seguì il suo sguardo, incrociando quello di un ragazzo.
-Ma… non avevi detto di aver fermato il tempo?-, le chiese Kyra, immobile.
-Si, l’ho fatto. Ma quel ragazzo… quell’umano… perché…-, non riuscì a finire la frase.
Qualcosa nello sguardo cupo del ragazzo la fece indietreggiare.
-Stai attenta, amica mia-, sussurrò a Kyra, che si voltò a guardarla confusa.
-Che cosa? Che intendi?-.
-Ecco… quel ragazzo è…-.
Si bloccò all’istante.
Una scossa di terremoto invase l’istituto scolastico, terrorizzando Steve.
Kyra si voltò verso Alyssa, che cominciò ad indietreggiare.
-Chi è? Dimmelo!-, le urlò, ignorando gli sguardi lancinanti di Steve.
-Non posso. Lui non vuole-, sussurrò Alyssa, osservando la terra ormai ferma.
-Perché? Dimmelo… dimmi chi è!-.
-Non posso, Kyra, te ne devi rendere conto da sola. È una prova. La tua prova finale. Se la superi, avrai libero accesso ai tuoi desideri-.
Poi scomparve.
Kyra si voltò adirata verso Steve, che la guardava sbalordito.
Camminò verso di lui, ma non riuscì a captare il messaggio dell’amica.
“Accidenti, che cosa avrà voluto dire? La mia prova finale? Pensavo fosse il ballo la mia prova finale… invece, ci si è mezzo di mezzo anche quest’umano… ma chi è?”.
“Che cosa? Dove… dove diavolo sarà finita la ragazza che era di fronte a lei? È come svanita… all’improvviso… nel nulla”, pensò Steve, indietreggiando.
Kyra camminava verso di lui, con uno sguardo furente.
Perché che l’aveva tanto con lui?
-Chi sei?-, le chiese, istintivamente.
Kyra sorrise diabolica e si fermò a pochi passi da lui.
-Chi sono? Be’, la risposta è un tantino complicata-, disse, improvvisamente calma.
L’ira sembrava essere svanita.
Sospirò e cercò di rimanere lucida. Non doveva rivelare nulla.
-Non mi interessa se è complicata. La voglio sapere-, urlò Steve, stupito dalla sua improvvisa sicurezza.
Kyra lo guardò afflitta.
-Che cosa… che diavolo sta succedendo?-.
Lui, voleva sapere. A tutti i costi.
“Accidenti a lui. Rischia di far saltare il mio piano…”, pensò triste.
Alzò lo sguardo, ma notò che il tempo era ancora fermo.
“Alyssa ci sta osservando… c’è qualcosa che non mi torna… perché tutto ciò?”, pensò, abbassando lo sguardo.
Una seconda scossa di terremoto, ancora più forte della prima, attraversò l’istituto.
Steve tremò, incrociando il suo sguardo con quello furente e frustrato di Kyra.
-Sono un demone dell’Inferno-, sussurrò infine.
-Demone dell’Inferno? Che cosa stai dicendo? Non esistono i demoni-, rispose Steve, ormai non tanto certo di quelle parole.
-Esistono eccome. Io, ne sono la prova, mi sembra ovvio, no?-, rispose lei, perfettamente rilassata, ma con la fronte un po’ corrugata.
-Non lo hai mai rivelato a nessuno-, sussurrò Steve, certo di non essere sentito.
-Certo che no. Figuriamoci se vado ad urlare ai quattro venti la mia identità-, rispose lei, altrettanto silenziosa.
Steve decise di avvicinarsi a lei.
Improvvisamente, la sua paura era sparita.
Si sentiva tranquillo accanto a lei.
Kyra indietreggiò, sedendosi accanto alla porta della classe, con la schiena appoggiata al muro.
Steve si sedette accanto a lei, incurante della preoccupazione. Aspettava tranquillo che lei continuasse.
-Sono stata mandata qui per completare il mio esame. Se lo supero, sarò finalmente un vero Demone, a tutti gli effetti. Allora, nessuno potrà più darmi ordini-, disse, stringendo i pugni.
-Che tipo di esame?-, le chiese Steve, cercando di non pensare troppo a ciò che aveva appena sentito.
-Be’, è un po’ come il vostro esame di maturità. Una specie di diploma. Un po’ come se diventassi maggiorenne. Ma non devo commettere errori. Nemmeno uno. Altrimenti, addio-, sospirò infine.
Steve deglutì, cercando di credere a ciò che stava sentendo.
-Mi credi?-, gli chiese, voltandosi verso di lui.
-Si. Continua-, le rispose con tono estremamente sicuro.
-Be’, non è che ci sia molto da dire. Posso solo chiederti di non rivelare niente-.
-Tu… non vieni veramente dall’India, vero?-.
-Ti sembro veramente un’Indiana? Voi umani credete a tutto ciò vi si dica. È così facile ingannarvi. Siete veramente degli sciocchi-, gli rispose acida.
Steve si raschiò la gola, come per ricordarle che stava parlando ad un essere umano.
Kyra si voltò a guardarlo e acidamente gli disse: -Che c’è? Pensi forse che mi farò scrupoli solo perché sto parlando con te? Tu non sei nessuno-.
-Calma con i complimenti, eh-, rispose di getto Steve, facendo spuntare un sorriso a Kyra.
Sorriso che si spense piuttosto in fretta.
Il tempo ricominciò a passare.
Steve sobbalzò al suono della campanella.
-Ma cosa…?-, guardò l’orologio: segnava l’ora di uscita.
-Abbiamo saltato l’ultima ora-, osservò, aiutando Kyra ad alzarsi.
-Tu dici? La nostra chiacchierata è durata più di un’ora-, rispose, acida come al solito.
Si ritrasse e prese la sua cartella a terra.
-Non ami il contatto fisico-, affermò Steve, con tono neutro.
-Non amo il contatto fisico con gli umani-, precisò lei.
Steve sorrise divertito.
-Kyra!-, la chiamò Melissa, correndole incontro.
-Perfetto-, sospirò lei, incamminandosi verso di lei.
Steve, però, la bloccò, parandosi davanti a lei.
-Kyra sei pronta? Oh, buongiorno Steve!-, esclamò Melissa, sorpresa.
-Ciao Melissa, tutto bene?-, le chiese lui.
-Si, grazie, tu?-.
-Anch’io. Senti, non ti dispiace se accompagno io Kyra a casa, vero? Dobbiamo parlare del saggio di biologia-.
Melissa guardò Kyra, che annuì con un sorrisetto.
-Va bene! Allora, ci vediamo domani! Ciao-, li salutò, correndo verso Miley.
Steve si voltò verso Kyra e le fece l’occhiolino.
-Risiedi lo stesso a casa dei West?-, le chiese, guidando a velocità ridotta.
-Certo-, rispose acida, come sempre.
-Ti sei pentita di avermi confessato la tua vera identità?-.
-Stranamente no-, rispose pensierosa.
-Sai, non so ancora se crederti o meno-, esclamò, ironico.
-Pensala come vuoi, la testa è tua-, rispose lei, con lo sguardo perso nel vuoto.
-Siamo arrivati, Bella Addormentata-, le disse, ridestandola dai suoi pensieri.
Scese dalla macchina senza dire nulla, ma, prima di chiudere la portiera, si chinò verso di lui.
-Ehi, hai da fare oggi?-, gli chiese, scorbutica come sempre.
-Ho da fare? Non credo. Perché? Che hai in mente?-, le chiese guardandola diabolico.
-Be’, hai detto che non sai se credermi o meno… vieni con me, ti darò una prova di chi sono veramente-.
Steve spense il motore della macchina e scese in fretta.
-Sono pronto, allora-, le rispose.
Kyra sorrise diabolica, dirigendosi verso casa West.

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