- Numero Capitoli: 3
- Ultimo capitolo: Un'ultima volta i suoi occhi grigi
- Serie: Il mio Nemico
- Personaggi: Originali
- Genere: Spionaggio, Drammatico, Azione
- Avvertimenti: -
- Rating: PG
- Conclusa: Sì
- Round Robin: No
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‹‹perché? Perché non te ne sei andata quando te lo avevo detto...perché?›› ripeté inginocchiandosi di fronte a me, guardandomi negli occhi, adesso capivo perché non aveva osato contrattaccare ai miei colpi. Avvicinò lentamente la mano al mio viso, spostando le ciocche bionde che sfuggivano dalla treccia ormai sfatta, tastandone la consistenza.
‹‹io...io devo ucciderti...››balbettai, cercando di raccogliere la pistola. Lui non mosse un dito, niente di niente, si sarebbe anche fatto uccidere, o forse sapeva benissimo che non ne avrei mai avuta la forza.
‹‹tu sei il mio nemico›› sillabai impugnandola e puntandogliela contro.‹‹allora uccidimi!›› esclamò freddamente, prese la cima della pistola e la portò verso di sé, obbligandomi a puntargliela dritta contro il petto. Abbassò le mani, poggiandole sulle ginocchia, pronto ad accogliere la morte.
Le mie dita tremavano sul grilletto, non sarei mai riuscita ad uccidere l'uomo che amavo, lasciai nuovamente cadere la pistola, e mi gettai tra le sue braccia piangendo. ‹‹quanto mi sei mancato...››sussurrai tra i singhiozzi. ‹‹tre anni per Dio. Tre anni a cercarti sugli archivi, pregando che non ti avessero ucciso...››
Se ne era andato la notte dopo avermi detto che mi amava. Perché solo allora? Mi spiegò che per lui era importante ritrovare il padre, che aveva scovato sugli archivi dell'agenzia. Se n'era andato abbandonandomi.
‹‹alla fine mi hai ritrovato››affermò . mi avvicinai sfiorandogli le labbra con le mie in un bacio. ‹‹e tu? Tu hai ritrovato tuo padre?›› gli chiesi guardandolo negli occhi, lasciando trasparire un rancore represso da tempo.
‹‹si›› rispose immediatamente. ‹‹come avevo scoperto, è il capo di una famosa banda criminale,in tutto questo tempo ho lavorato per lui come killer assoldato, sfruttando le conoscenze acquisite negli anni in agenzia...››
‹‹e adesso?›› gli chiesi.
‹‹è diverso da come lo avevo immaginato, è freddo, cinico e spietato, ma d'altronde era comprendibile per una persona che cede il proprio figlio ad un ente nazionale segreto come garanzia...mi ha venduto...venduto per la sua libertà, per garantire che non avrebbe più errato...ma come vedi continua ad essere il mandante di molti omicidi...alla fine di tutto ciò lo ucciderò, ed avrò la mia vendetta›› disse tali parole con una freddezza che quasi mi sconvolse. In quegli anni era cambiato, forse l'indole del padre si era trasmessa al figlio,perché quegli occhi così grigi brillavano di una follia che non avevo mai notato...Ma da un certo punto di vista era comprensibile, come tutti noi era stato abbandonato a se stesso, anzi, nel suo caso tradito... ‹‹non sarei mai riuscita a ucciderti›› ammisi con una certa titubanza, cercando di spostare la conversazione su di noi. ‹‹non ne ero totalmente certo, avresti dovuto, dopotutto, era la tua missione...e hai fallito›› mi disse con una certa freddezza nel tono della voce. Come era possibile che dicesse quelle cose? Era cambiato così radicalmente, si era fatto contagiare dal veleno del padre così in profondità da colpevolizzarmi per aver ceduto ai sentimenti? Per averlo risparmiato fallendo una missione? ‹‹come puoi pensare alla missione!? Ma stai parlando sul serio?›› ribattei arrabbiata. ‹‹dopotutto è il tuo lavoro, e in un angolo del mio cuore desideravo tu mi avessi dimenticato›› sentenziò. gli diedi uno schiaffo con tutta la rabbia che avevo in corpo, ma non servì a scuotermi di quella sensazione di inquietudine e incomprensione, mi sentii di nuovo sola.
‹‹io ti amo...e non ho mai smesso di amarti in tutti questi tre anni›› sillabai scoppiando a piangere di nuovo. Lui mi guardò freddamente, quasi avesse scordato cosa volesse dire amare. La persona che avevo di fronte non era la stessa che avevo conosciuto da adolescente...qualcosa in lui si era rotto, forse per sempre.
‹‹come puoi essere cambiato così tanto?›› gli chiesi mordendomi il labbro inferiore, sperando che il vero lui riaffiorasse almeno in superficie, almeno per un attimo. ‹‹anche tu dovresti essere cresciuta...e comprendere che una notte insieme non vuol dire amore›› si limitò a rispondermi. In quella breve frase aveva semplicemente distrutto la mia esistenza, così come le onde del mare distruggono un cumolo di sabbia sul bagnasciuga.
Mi alzai e feci per andarmene, sentivo ancora il suo sguardo grigio su di me, grigio come ormai era la sua anima, priva di colore e di emozioni, grigia come ci avevano cresciuto, senza cuore e senza amore.
Mi mossi per aprire la porta, quando nella stanza irruppero due agenti, solo in quel momento ricordai di aver chiamato i rinforzi, lo avrebbero ucciso.
Mi guardarono perplessi, poi puntarono la pistola verso di lui, e non so perché, forse per un istinto, o forse per amore, quell'amore che non mi avrebbe mai abbandonata, qualunque cosa lui mi dicesse...non so perché, ma mi gettai davanti a lui, schermando le pallottole e proteggendolo, caddi a terra tramortita dal dolore, ma ancora abbastanza cosciente, per vedere un immagine confusa e sfocata, e riconoscere il suo profilo raccogliere la mia pistola a terra e sparare ai due alla testa, uccidendoli.
Adesso sono qui tra le sue braccia, sento le sue lacrime, sono calde e salate, lacrime umane che mi bagnano il viso. Allora non hai smesso di amare..?! vorrei dirgli, ma non ne ho la forza, la vita mi sta abbandonando, sento la sua voce riecheggiare in lontananza, non ho paura, non sono triste, perché mi sta dicendo che mi ama, me lo sta gridando, e lo ascolto, mentre le sue labbra mi sfiorano il viso, mentre le sue mani si macchiano del mio sangue cercando di arrestare inutilmente l'emorragia.
Almeno una volta amore mio ho avuto la gioia di rivedere il tuo sorriso, senza l'oscura ombra della spietatezza omicida e la mancanza di amore che questa vita ci ha dato. Non c'è più luce per me in questa stanza, ma sento la sua voce inconfondibile, poi un rumore metallico, lo sento piangere, afferrare qualcosa, le mani gli tremano riesco a sentirlo, tutto il suo corpo sta tremando, lo sento alzare il braccio, la vita sfuggirmi via, poi un rumore sordo, e il suo corpo che si accascia sopra il mio. Poi il niente.
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I Commenti degli Utenti:
ç_ç!!!!!noooo!!!!poveri!!!! L'orgoglio è trpp certe volte...poteva dirle k la amava fin da subito!!!poveri!!!!
Bravissima Sara !!!!!!!!!!!!! ora xò nn hai + scusen x finire l'altra ff!!!! muhahaha!!!! XDXD!! Skerzo,skerzo...se ne scrivi altre dimmelo!!!!kizzkizz
thank! XDXDXD
mi impergno per l'altra promesso =D
Bello sara,molto bello,anch'io sto scrivendo una storia,però piano piano la stavo abbandonando,ma tu mi hai fatto tornare la voglia di scrivere :) grazie :)
che bello sono felice che i miei racconti servano a qualcosa....
BRAVO NON ABBANDONARE MAI LE COSE A CUI TIENI VERAMENTE!!!!!!!!
poi la voglio leggere la storiella XD