- Numero Capitoli: 7
- Ultimo capitolo: Il punto debole di Syan
- Serie: Star Wars
- Personaggi: Tutti i personaggi...
- Genere: Parodia, Comico, Demenziale
- Avvertimenti: Spoiler!, A/U, Crossover con Tsubasa Reservoir Chronicle, OOC, Shonen Ai
- Rating: PG
- Conclusa: No
- Round Robin: No
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Ci volle all'incirca un'ora prima che la Principessa Sakleila ritornasse in sé e potesse finalmente parlare con il Governatore Ryuulando...
Ci volle all'incirca un'ora prima che la Principessa Sakleila ritornasse in sé e potesse finalmente parlare con il Governatore Ryuulando per quanto concerneva la "Leggendaria Piuma".
"Mi dispiace, ma io non ne so niente...", ammise Ryuu, seduto su un divanetto del suo ufficio in compagnia di una bellissima ragazza.
"Eppure, secondo le ultime informazioni in nostro possesso, siamo sicuri che la Piuma sia qui!", insistette la Principessa.
"Mmh... Se ci fosse un oggetto così importante sul mio Pianeta lo saprei!", affermò il giovane mentre era impegnato a farsi imboccare dell'uva dalla ragazza che gli era accanto.
"Fratellino, è successa una cosa strana... Hanno ritrovato una piuma bianca in uno degli scavi archeologici vicini alla Capitale!", affermò una ragazza dai lunghissimi capelli neri, spalancando la porta ed entrando di tutta fretta nella stanza.
"Le ultime parole famose!", mormorò Soel3po, riferendosi a quello che il Governatore aveva appena finito di dire.
"Perché sono sempre l'ultimo a sapere le cose?!", sbuffò l'interessato.
"Mastro Fujitaka, l'anziano archeologo, dice che si tratta di un oggetto di grande valore e... Ma vedo che hai ospiti!", notò la nuova arrivata.
"Syan, lo conosci già... Mentre lei è la Principessa Sakleila, uno dei maggiori rappresentanti delle Forze Ribelli!", spiegò Ryuu.
" Piacere, io sono Kendappa... La sorella maggiore del nostro "impegnatissimo" Governatore!", si presentò, ridacchiando, e porgendo la mano alla Principessa che ricambiò il gesto.
"E' inutile che lo dici con quel tono... Io sono davvero molto impegnato!", esclamò lui, un po' offeso.
"Si vede!", lo schernì lei, guardando la ragazza al suo fianco.
I due iniziarono così a battibeccare e Syan ne approfittò per spiegare alla sua compagna di viaggio la situazione: in realtà era Kendappa, in qualità di vice governatrice, che si accollava i maggiori oneri relativi all'amministrazione del governo di Green Dragon e della sua capitale mentre Ryuu si divertiva a "gestire" il Gandaraja.
"Capisco...", mormorò Sakleila.
"Kendappa-ou, perché siete andata via dagli scavi senza avvisarmi? Ero preoccupata!", la rimproverò una ragazza dai corti capelli neri e la carnagione scura, entrando nell'ufficio con il fiatone.
"Oh, Souma... Mi dispiace tanto! Ero così presa dalla notizia del ritrovamento di quell'oggetto di valore che sono venuta subito qui... Scusami, sono mortificata!", rispose Kendappa, dispiaciuta.
"Io lo dico solo per voi... Se sparite senza avvisare dove andate, come faccio a svolgere il mio compito di guardia del corpo?", disse la nuova arrivata.
"Hai ragione, ti prometto che non accadrà più!", promise l'altra.
"Lo dici ogni volta! Povera Souma, fare da balia a mia sorella dev'essere molto faticoso...", esclamò Ryuu, congedando la ragazza seduta al suo fianco che uscì subito dalla stanza.
"Per me è... E' un onore proteggere Kendappa-ou!", affermò Souma, arrossendo e balbettando leggermente, mentre abbassava lo sguardo; allo stesso modo, anche le guance della sua protetta presero colore.
"Sei davvero una brava ragazza, Souma. Mi dispiace davvero tanto che tu debba stare dietro ai capricci di mia sorella!", disse il giovane Governatore, non avendo notato la strana reazione delle due donne; si alzò poi dal dal divanetto per fermarsi davanti alla bella ragazza dai capelli corti.
"Stavo pensando... Una di queste sere potresti lasciar perdere i tuoi doveri di guardia del corpo e rilassarti uscendo con me. Che ne dici?", chiese in modo affabile, per poi esibirsi in un delicato baciamano.
La giovane, evidentemente imbarazzata, non rispose mentre Kendappa li osservava infastidita.
"Ehi, guarda che io non faccio i capricci!", esclamò la vice governatrice, arrabbiata.
"Io dico di si, invece...", rispose Ryuu, guardandola male.
I due riprese na litigare mentre Souma, ripresasi dall'imbarazzo, cercava di calmarli.
"Ehm... Scusate se interrompo i vostri... Come dire, i vostri discorsi... Ma ecco, ci servirebbe urgentemente quella piuma che avete trovato! Dove possiamo andare a prenderla?", si intromise Sakleila, che non aveva nessuna voglia di perdere tempo dietro ai loro litigi.
"Come?! Ma io avevo intenzione di venderla! Mastro Fujitaka ha detto che ha un grande valore e ci sarà sicuramente utile per risanare i debiti della città che il mio "adorato fratellino" ha contribuito ad aumentare in questi ultimi anni!", affermò Kendappa, con voce stridula.
"Non è colpa mia se la gente non apprezza i nostri bellissimi locali, sai!", affermò Ryuu, seccato.
Il Governatore e sua sorella ripresero a litigare, così Syan spiegò a Sakleila di cosa stessero parlando: anni fa, Ryuu spese molti fondi del patrimonio di Veda City per costruire numerosi locali, tra cui il Gandaraja; credeva così di aumentare il turismo sul suo Pianeta, ma non tenne in considerazione un fattore molto importante...
"E cioè?", chiese la Principessa, a bassa voce.
" Molte delle famiglie che venivano qui in vacanza hanno affermato che "quel" tipo di locali non erano adatti a tutti, soprattutto ai bambini! Ma Ryuu non ci aveva mai pensato...", spiegò Syan.
"Era facilmente intuibile un ragionamento del genere. Che stupido umanoide!", sentenziò il piccolo droide bianco, che ogni tanto interveniva prontamente nei lori discorsi.
"Per una volta sono d'accordo con te!", affermò Sakleila, rivolta a Soel3po.
"Se fossi stato al posto di Ryuu, nemmeno io ci avrei pensato... Frequento questo genere di locali da quando ero piccolo e la cosa non mi ha mai creato problemi! E poi sono posti divertenti e rilassanti...", concluse il giovane dagli occhi bicolore.
"Se lo dici tu...", sospirò la ragazza.
Nel frattempo Kendappa e suo fratello non avevano ancora smesso di urlare ed insultarsi a vicenda, per la disperazione di Souma che non sapeva più cosa fare per farli tacere.
"Mi dispiace per i vostri debiti, ma dovrete trovare un'altra soluzione per porvi rimedio! Quella Piuma ci serve... E' la nostra unica speranza di sconfiggere Palpaclow e riportare la pace nell'intera Galassia!", intervenne Sakleila, decisa più che mai.
"Capisco, anche noi vorremmo che il Tiranno fosse sconfitto! Non ne possiamo più di pagare delle tasse così alte all'Impero...", ammise Ryuu.
"Motivazione più che giusta!", ridacchiò sotto i baffi Syan, irritando ancora di più la Principessa che invece considerava quella motivazione più che futile visti i sui alti ideali di libertà e giustizia.
"E va bene, potete prendere quella piu... Venite, vi accompagno!", acconsentì Kendappa.
"Accidenti! Mia signora, farete tardi allo spettacolo!", gridò Souma, improvvisamente, indicando l'orologio che si trovava nell'ufficio del Governatore.
"Hai ragione, muoviamoci!", affermò, uscendo di corsa seguita dalla sua guardia del corpo e dimenticandosi completamente di Sakleila.
"Ma...?!", cercò di dire la Principessa.
"Non farci caso, fa sempre così! Probabilmente la Piuma è stata portata ai laboratori che si trovano vicino agli scavi per essere esaminata dagli esperti... Ma visto che non ne sono sicuro, bisognerà aspettare che te lo dica lei stessa! Perché non venite a vedere il suo spettacolo? Così quando avrà finito vi potrà accompagnare subito!", propose Ryuu.
" Non abbiamo tutto questo tempo da perdere!", si lamentò Sakleila, ma non avendo altra scelta seguì Syan, Soel3po e il Governatore fino al Gandaraja.
"Però... Che cambiamento! Senza le ragazze semi nude, le luci ipnotiche e la musica assordante sembra anche un bel posto!", esclamò la ragazza, osservando l'interno del locale in cui era entrata quella stessa mattina, mentre i suoi due accompagnatori si scambiarono uno sguardo scontento.
"Di che spettacolo si tratta?", chiese Sakleila, curiosa, mentre si accomodavano ad un tavolino che si trovava vicino al palco.
"Un concerto. Devi sapere che Kendappa suona l'arpa divinamente!", affermò Ryuu, mostrandosi per la prima volta orgoglioso della sorella.
"Ma qui c'è scritto che si esibirà "Amaterasu - La Regina delle arpe"...", disse la ragazza, indicando un manifesto affisso all'interno del locale.
"Amaterasu è il nome d'arte di Kendappa-ou...", spiegò Syan.
"La Regina delle arpe... Ora sono proprio curiosa di sentirla suonare!", disse la ragazza.
All'improvviso le luci si abbassarono e il sipario si aprì, dando così inizio allo spettacolo: sul palco comparve Kendappa che, avvolta in una elegante tunica di seta azzurra, fece un breve inchino col capo per salutare gli spettatori e poi si sedette composta su una sedia di legno.
Una soave melodia iniziò a propagarsi nella sala quando le sue esili dita sfiorarono le tese corde dell'arpa che era posizionata accanto a lei.
"Non ho mai sentito niente del genere!", pensò Sakleila, rapita da quella musica così dolce.
Tutti i presenti erano assorti a seguire le perfette note che la giovane musicista stava eseguendo con tanta grazia; in particolare Souma che, da dietro le quinte, l'ascoltava quasi commossa. Kendappa si voltò appena verso di lei e sorrise.
Un sorriso così dolce e delicato che avrebbe stregato chiunque.
"Ti amo Kendappa-ou, sei la migliore!"
Il primo a gridare il suo entusiasmo per quella magnifica esibizione fu Ten-oh, detto "Il Principe", un ragazzo da sempre innamorato di lei.
"Speriamo che non si metta a cantare!", urlò sprezzante Komokuten, un tipo con il quale Ten-oh era sempre in disaccordo.
"Perché ha detto così?", chiese Sakleila.
"Perché mia sorella è bravissima a suonare, ma è completamente stonata... E' più rilassante ascoltare il verso delle cornacchie che sentirla cantare!", affermò il giovane Governatore, ridacchiando insieme a Syan.
"Ma che cattiveria! Non sarà poi così terribile...", la difese la Principessa.
L'esibizione continuava e il pubblico era sempre più entusiasta di quella musica divina.
"Bravissima!", applaudì una ragazza dai lunghi capelli neri, legati in una coda, e le orecchie a punta, mentre l'uomo al suo fianco rimase con le braccia conserte.
"Insomma, Yasha... Si può sapere cos'hai?!"
"Non dovresti fare tutto questo baccano, Ashura! Non c'è bisogno di urlare così tanto per farle i complimenti!", brontolò l'uomo dai lunghi capelli neri e il viso corrucciato.
"Maggiori sono le urla e gli applausi durante un esibizione, maggiore è l'apprezzamento del pubblico. Non credi?", chiese lei.
"Sarà come dici tu..."
"Non fare quella faccia seria! E' una musica così bella... Perché non provi a rilassarti e mi coccoli un po'?", propose Ashura, che aveva avvicinato la sedia a quella di lui e lo aveva abbracciato ad un fianco poggiando la testa sulla sua spalla.
"Mmh...", mugugnò l'uomo, arresosi alla testardaggine e alla dolcezza della sua amata, iniziando ad accarezzarle delicatamente i capelli.
Mentre l'esibizione proseguiva tra il brusio compiaciuto del pubblico, Kendappa aveva iniziato a rimuginare su quanto urlato da quel tipo antipatico in prima fila: lei era ben consapevole di non essere propriamente intonata e per questo negli ultimi tempi si era esercitata parecchio; decise così di cantare e dare prova a tutti dei miglioramenti che aveva fatto.
La sua voce, che dapprima parve dolce e sottile, presto divenne un gracchiare fastidioso e snervante; si poteva benissimo dire che la sua eccellente abilità nel suonare l'arpa era in netta contrapposizione con il suo modo di cantare.
"Nessuno riuscirebbe a rilassarti con questo strazio!", si lamentò Yasha, mentre Ashura si premeva con forza le mani sulle orecchie.
"E' in momenti come questi che vorrei essere dotato del tasto per l'auto-distruzione!", affermò Soel3po, mentre i clienti scapparono talmente in fretta dal Gandaraja che alcune persone che passavano davanti al locale pensarono alla comparsa di un mostruoso essere al suo interno.
L'unico a rimanere seduto al suo posto fu Ten-oh che, previdentemente, aveva messo dei tappi nelle orecchie così da poter continuare a guardare la bellissima "Regina delle Arpe" e a rivolgere delle sentite parole d'amore. Anche Ryuu, Syan e Sakleila uscirono di corsa dal locale completamente storditi ma quello a cui andò peggio fu sicuramente il povero droide bianco che, a causa delle sue grandi orecchie da coniglio robotico, aveva un udito molto più sensibile degli essere umani e perciò era finito in uno spaventoso stato confusionale.
Kendappa, che era diventata un po' triste vedendo che tutti scappavano via come al solito, terminò il suo spettacolo senza nemmeno degnare di uno sguardo il suo spasimante rimasto in sala e si diresse dietro le quinte del palcoscenico.
"Credo di non aver fatto nessun miglioramento con le lezioni di canto. Tu che ne dici, Souma?", chiese alla sua guardia del corpo, aspettandosi di trovarla lì.
"Ma dov'è? Mmh... Non è che anche lei è scappata fuori dal locale?!", pensò, sempre più triste.
Si incamminò verso il suo camerino, ma vi si bloccò davanti un instante prima di aprirne la porta.
"Allora, hai portato la merce?"
L'inconfondibile voce di Souma arrivava distorta da dentro la stanza e così Kendappa si concentrò il più possibile per seguire quella misteriosa conversazione.
"E' qui con me!", affermò una voce misteriosa.
"Sbrighiamoci a concludere l'affare prima che l'esibizione finisca!"
"Ma cosa... ?!", pensò la vice governatrice, perplessa.
In quello stesso momento la Clow Rovines effettuava le procedure per un atterraggio d'emergenza su un Pianeta vicino a Green Dragon...
"Dannazione, questa nave spaziale è un vero catorcio! Ora mi spiego perché l'hai chiamata così... E' conciata peggio di una città in rovina!", esclamò Dart Fewang, furibondo, mentre scendeva a terra per accertarsi dell'entità del guasto.
"Possiamo approfittare di questo inconveniente per rilassarci un po'...", la buttò lì Palpaclow, seguendolo fuori dalla loro nave.
"Ti sei già dimenticato che dobbiamo recuperare la Piuma?!", urlò il Generale, spaventando alcuni uomini dell'equipaggio che cercavano di sistemare il vecchissimo motore principale.
"Certo che no! Però mi dispiace vederti così stressato. Vuoi che ti faccio un massaggio?", domandò l'Imperatore, avvicinandosi al suo amico e incitandolo a sedersi su una roccia.
"No, lascia stare! Tanto lo so dove andresti a mettere le mani...", affermò Fewang, seccato.
"Fidati di me, Dart... Prometto che non farò nulla di strano!", disse l'altro, sorridendo, poi lo spinse lentamente a sedersi ed iniziò a massaggiargli le spalle.
Qualcuno però stava appostato dietro alle rocce e studiava i loro movimenti...
"Che fortuna, ho appena trovato un passaggio!", mormorò un ombra, avvicinandosi lentamente alla nave.
"Palpas!", urlò isterico il Generale, dopo che l'altro aveva tentato di palpargli il sedere per l'ennesima volta, mentre alcuni soldati che avevano assistito alla scena iniziarono a ridacchiare.
"E voi continuate a lavorare!", sbraitò, poi, rivolto ai suoi uomini.
L'Imperatore assunse un espressione divertita facendo ancora più rabbia alla sua "povera vittima".
"Avevi che non avresti fatto nulla di strano!", sibilò, mentre lo trascinava in disparte.
" Infatti non ho fatto nulla di strano! Per me è abitudine palpare il sedere degli altri, lo sai... E poi pensavo che quello non rientrasse nei "massaggi" vietati!", affermò Palpaclow, convinto.
"Ma cos'ho fatto di male nella mia vita?!", esclamò Fewang, alzando gli occhi al cielo.
"Tante cose... Vuoi che ti faccio l'elenco?", domandò l'altro, sarcastico.
"Era una domanda retorica!"
I due poi iniziarono a dibattere su quali massaggi fossero vietati e quali no, quando si accorsero di un strana presenza a pochi passi da loro segnalata da un palloncino rosso che sbucava tra le rocce.
"Chi va là?!", urlò il Generale, sguainando la spada laser.
"Come hanno fatto a scoprirmi?!", bofonchiò una voce e subito dopo il palloncino prese quota finendo nelle mani dell'Imperatore.
"Maledizione! Quello è mio, ridammelo!"
La misteriosa voce apparteneva ad una bambina dai grandi occhi celesti e dai lunghissimi capelli castani che, uscita di corsa dal suo nascondiglio, si avventò su Palpaclow per riprendersi il giocattolo.
"E' solo una mocciosa..." disse il Generale, traendo un sospiro di sollievo e riponendo la spada.
"Non sono una mocciosa! Il mio nome è Kohane e sono una grande veggente!", affermò la bambina, mentre saltellava cercando di riprendere il suo palloncino.
" Cosa c'è, "piccolina"... Sei troppo bassa per arrivarci?!", la sbeffeggiò l'Imperatore, mentre teneva il giocattolo in alto per non farglielo prendere, ma la piccola non si perse d'animo e gli diede un calcio così forte nella gamba che l'uomo lasciò andare la presa sull'oggetto.
"Ma io ti faccio giustiziare!", urlò, subito dopo, toccandosi il punto dolorante.
La piccola afferrò il palloncino, poi si allontanò da lui e gli fece la linguaccia mentre Fewang cercava di non ridere.
"Hai detto che sei una veggente... E dov'è la tua sfera di cristallo?!", la derise l'uomo, per dissimulare l'irrefrenabile risata che in realtà non era diretta alla bambina ma al suo amico.
"Non ho bisogno di una sfera di cristallo... Io conosco il passato, il presente e il futuro grazie a questo palloncino!", si inventò la piccola, decisa più che mai a lasciare quel pianeta e partire alla ricerca di una persona molto importante per lei.
Il suo piano, non proprio geniale per la verità, era quello di sgattaiolare di nascosto all'interno di una qualsiasi nave spaziale e poi sperare che essa facesse rotta proprio dove si trovava il suo obiettivo; ma era stata scoperta ancora prima di salire a bordo e così pensò che non ci fosse altra scelta che inventare una storiella a cui quei due babbei avrebbero potuto credere.
"Ahahahah! Questa è la cosa più stupida che abbia mai sentito!", rise l'uomo con la maschera, imitato da Palpaclow che si era ripreso dal dolore alla gamba.
"Ve lo posso dimostrare!", disse lei, decisa.
"Avanti, sarà interessante!", la esortò Fewang, continuando a ridere.
"Io conosco uno dei tuoi segreti...", affermò la piccola, indicando l'Imperatore.
"Ah si?! Sentiamo...", disse l'interessato, spavaldo.
"Non vorrai che il tuo amico ci senta... E se fosse una cosa che non deve sapere?", disse la piccola veggente, con l'aria misteriosa di chi sa' delle cose molto interessanti.
"Dart, vai a fare quattro passi!", ordinò l'Imperatore, mentre il suo amico obbediva controvoglia perché curioso di sapere cosa si sarebbe inventata la bambina.
Kohane li osservava insistentemente, era sicura di averli già visti da qualche parte, e dopo poco si ricordò improvvisamente: quei due erano i "cattivi più cattivi" dell'intera Galassia!
La sua nonnina, che al contrario della nipotina era una vera veggente, leggeva sempre la Gazzetta Intergalattica e la piccola aveva visto molte volte le foto di quei criminali; dunque avrebbe dovuto aver paura di ritrovarseli davanti ma non fu così, anzi, la fortuna le stava sorridendo in maniera inaspettata: forse proprio grazie a loro sarebbe riuscita a trovare più velocemente la persona che cercava.
"Gli vuoi molto bene. Non è vero?!", domandò Kohane, all'improvviso, indicando il Generale.
"Certo, è un mio amico!"
"Ti piace, ma non come amico... Avverto la forte attrazione che provi per lui, così come avverto la sua ostilità! Lui non vuole saperne di te... L'amore non corrisposto è una grande sofferenza, mi dispiace!", disse lei, con un candore tale da far rabbrividire il diavolo in persona.
"Ma come diamine ha fatto?! Nessuno è a conoscenza dei miei sentimenti...", pensò Palpaclow, sudando freddo ed iniziando a considerare l'idea che forse la bambina era davvero una veggente.
"Ho sempre fatto attenzione a non farlo capire a nessuno... Allora tu hai davvero dei poteri extra-sensoriali?", le chiese l'uomo, cadendo così nella sua trappola.
"Si, ve l'ho detto che sono una grande veggente!"
"Se è così che cerca di nascondere l'interesse che prova verso qualcuno, avrei paura di vedere cosa sarebbe capace di fare se volesse mostrarlo apertamente...", pensò Kohane, perplessa, ricordandosi di come poco prima l'Imperatore stava massaggiando il suo amico.
"Prometto che questo rimarrà un segreto tra noi due... Però, in cambio, mi dovrete dare un passaggio con la vostra nave spaziale!", sentenziò la piccola.
Sebbene un po' riluttante all'idea, Palpaclow accettò e la fece accompagnare a bordo dicendo alle guardie che sarebbe stata loro ospite per qualche tempo.
"Secondo me, l'unico che non si accorto dei sentimenti dell'Imperatore è proprio l'oggetto dei suoi desideri... Certo che sono entrambi degli stupidi!", pensò la bambina, mentre entrava nella cabina che avrebbe occupato durante il viaggio.
"Cosa ti ha detto per farti decidere di portarla con noi?", chiese Fewang, curioso.
"Mi ha detto una cosa che non può sapere nessun altro all'infuori di me, quindi è ovvio che è davvero una veggente e che ha dei grandi poteri! Magari ci potrà essere utile per prevedere le mosse dei nostri nemici...", trovò una scusa l'interpellato, rientrando sulla Clow Rovines visto che l'equipaggio aveva terminato le riparazioni al motore.
"Si, in fondo non è una cattiva idea. Ma... Ora sono curioso! Cos'è questa cosa che solo tu conosci e che nessuno può sapere?", domandò il Generale, seguendolo.
"Niente di importante...", mentì Palpaclow.
"Non è vero. Ti conosco, quando fai il misterioso c'è qualcosa sotto... Avanti, io sono un tuo amico e agli amici si può dire tutto!", insistette l'altro.
"Non tutto...", pensò l'Imperatore, imboccando a passo svelto uno dei tanti corridoi della nave con l'intento di seminarlo.
"Dai, non fare il prezioso con me! Scommetto che si tratta un'altra volta di una donna... Oddio, non dirmelo... Ti hanno dato di nuovo un due di picche mostruoso per colpa della ricrescita?! Oppure questa volta è per colpa delle rughe?"
Mentre lo rincorreva, Fewang urlò le sue divertite supposizioni facendosi così udire da alcuni soldati che in quel momento stavano transitando nel loro stesso corridoio e che, dopo averlo sentito, iniziarono a ridere fino alle lacrime.
Palpaclow si fermò improvvisamente e si voltò di scatto verso il suo amico.
"Ti ammazzo!", urlò al suo Generale, che lo aveva ferito nel profondo ricordandogli in una volta sola sia il suo più eclatante insuccesso in campo sentimentale che i suoi peggiori difetti fisici, e così iniziò a rincorrerlo per il corridoio con lo sguardo iniettato di sangue; tutto questo mentre la Clow Rovines ripartiva alla volta del Pianeta Green Dragon.
-- CONTINUA
("Come osate ridere di me?! Ma io vi faccio giustiziare tutti quanti!"
Nota Dell'Imperatore Palpaclow) --