- Numero Capitoli: 7
- Ultimo capitolo: Il punto debole di Syan
- Serie: Star Wars
- Personaggi: Tutti i personaggi...
- Genere: Parodia, Comico, Demenziale
- Avvertimenti: Spoiler!, A/U, Crossover con Tsubasa Reservoir Chronicle, OOC, Shonen Ai
- Rating: PG
- Conclusa: No
- Round Robin: No
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L'addestramento del giovane Featherwalker alle arti magiche era iniziato ormai da alcuni giorni...
L'addestramento del giovane Featherwalker alle arti magiche era iniziato ormai da alcuni giorni ma, nonostante questo, il Maestro Fayda non aveva notato nessun tipo di miglioramento da parte del suo allievo.
"Ragazzo... Detto, ti ho, prima! L'aura magica, concentra... Imporre le mani devi, sull'oggetto che spostare vuoi... Energia rilascia, dopo!", ripeté Fayda, per l'ennesima volta.
"Per un esperto Ninjedi Mago è abbastanza semplice da fare, ma per me non lo è per niente!", sbottò Syao, esasperato, con le mani ancora puntate in direzione dell'oggetto che voleva spostare. Il piccolo essere verde scosse la testa e lentamente gli si avvicinò.
"Questione di concentrazione è! Con me, vieni... Meditazione, ti insegnerò!"
I due si diressero così nella fitta boscaglia per giungere al vicino spiazzo in cui si erano incontrati per la prima volta. Il Ninjedi più esperto si sedette a terra, incrociò le gambe e chiuse gli occhi; successivamente ordinò al suo allievo di fare lo stesso.
"La mente, svuotata deve essere... Inutili pensieri, cancella! Energia dentro di te, è... Su essa, concentrare devi!", disse Fayda.
Syao rivolse uno sguardo scettico al piccolo essere verde che era accanto a lui, poi, non sapendo bene cosa fare, richiuse gli occhi e provò a fare come gli era stato detto.
"Concentrarsi sulla forza che c'è dentro di sé... Ma come si fa?!", pensò in un primo momento, poi la sua mente vagò nuovamente e si soffermò sulla Principessa Sakleila.
"Sentire, riesco, che concentrando non stai!", lo rimproverò, il Ninjedi mago.
Il giovane decise così di riprovare e, imponendosi di non pensare più a lei, cercò di concentrarsi: così rimase immobile ad ascoltare quel silenzio irreale, rotto solo dai suoni della natura, e perse la cognizione del tempo, correndo più volte il rischio di appisolarsi.
"Ma da quanto siamo qui?", si chiese e, aprendo lentamente gli occhi, si guardò attorno.
Il suo Maestro era ancora accanto a lui, fermo e immobile nella stessa posizione che aveva assunto precedentemente.
"E' veramente concentrato! Chissà se un giorno riuscirò anch'io ad arrivare al suo livello...", pensò, rimettendosi in piedi ed avvicinandosi al piccolo essere verde.
"Maestro Fayda, mi può dare qualche altro consiglio per la meditazione? Non riesco a concentrarmi...", ammise l'apprendista, senza però ricevere risposta. Pensando che fosse troppo assorto nella concentrazione, il ragazzo si avvicinò ulteriormente al suo Maestro e solo allora si accorse che stava dormendo.
"Prima mi dice che non abbiamo tempo da perdere e poi cosa fa?! Si addormenta! Ma adesso lo sistemo io...", disse, con un tono poco rassicurante.
"Ahhhhhh!", urlò a squarciagola, proprio all'altezza delle orecchie del piccolo essere verde che, terrorizzato, aprì gli occhi e saltò letteralmente sul posto.
"Che c'è?! Cosa succede?!", disse, allarmato.
L'apprendista Ninjedi aveva notato che Fayda parlava in modo normale solo quando era arrabbiato o spaventato.
"Dormito bene?", gli chiese, con aria di rimprovero.
"Dormendo, non stavo! In... in meditazione, ero... Davvero!", balbettò il Ninjedi Mago.
"Si, come no...", mugugnò Syao.
"Sapere, si può, perché meditazione interrotto hai?"
"Per il semplice fatto che non so da che parte iniziare con la meditazione! Ho un Maestro che, invece di dirmi che cosa devo fare, si addormenta...", sbuffò.
"Detto, ti ho, che dormendo non stavo!", ribadì l'altro, seccato.
"Notato ho, che di tuo padre, degno figlio sei! In meditazione, impedito era lui... Concentrazione, non aveva! Ricorda... Il nemico battere potrai, solo se l'arte magica padroneggiare perfettamente saprai!", affermò poi, convinto.
"Mi sto abituando a sentire questo modo di parlare in rima! Ma oltre a questo... Anche lei, come il Maestro Kurobi, conosceva mio padre?", chiese Syao, incuriosito.
"Di questo, in altro momento, parleremo... Della tecnica, più semplice spiegazione ti darò. Dimostrazione, facciamo!", disse il Ninjedi mago, buttando a terra il suo bastone di legno.
"Imponi mani, su oggetto che spostare vuoi... Occhi chiudi, per concentrazione! In mente così, focalizzato hai, ciò che spostare vuoi... Pensare, ora devi, che muoverlo vuoi!", spiegò Fayda, riuscendo a far levitare il bastone e a fargli fare diverse evoluzioni in aria.
"Ora tu, prova!", esortò il suo allievo, riposizionando l'oggetto a terra.
Il giovane fissò il bersaglio, allungò le mani nella sua direzione e poi chiuse gli occhi cercando di focalizzare quell'immagine nella sua mente.
"Spostati, spostati, spostati!", iniziò a dire, non proprio convinto, riuscendo a far muovere leggermente il bastone.
"Miglioramento, piccolo, fatto hai... Convinto un po' di più, devi essere!", affermò il Ninjedi più esperto.
"Maestro, ho un dubbio... In battaglia non c'è tutto quel tempo chiudere gli occhi e concentrarsi! Come faccio?!", domandò il giovane apprendista, seriamente preoccupato.
"Questione di allenamento è... Quando bravo abbastanza diverrai, pochi secondi per concentrazione utilizzerai! Allenamento fare, ancora molto, tu devi!"
Syao fece un cenno di assenso con il capo e riprese ad esercitarsi con più impegno.
Nel frattempo, sulla Wing Egg's Falcon...
Erano passati all'incirca cinque giorni da quando i nostri "eroi" avevano lasciato la base segreta dei ribelli per dirigersi sul Pianeta Green Dragon, dal quale erano ormai vicini.
Syan stava riposando beatamente nella sua cabina quando uno scoppio di motore più forte degli altri lo destò.
"Mmh...", mugugnò, rigirandosi tra le lenzuola.
Al primo scoppio di motore ne seguirono altri, sempre più forti.
"Ma cosa sta facendo Watabecca?! Quante volte gli ho detto di non dare tutto quel gas?!", si lamentò, per poi mettersi seduto sul letto e sbadigliare sonoramente.
"Che mal di testa!", esclamò, portandosi le mani sopra le orecchie perché infastidito dal rumore dei motori della sua nave spaziale, al quale avrebbe dovuto ormai essere abituato.
Poco dopo gli parve che il rumore fosse diminuito, così si levò le mani dalle orecchie e si guardò intorno ancora intontito dalla fortissima emicrania.
"E quello... Che ci fa qui?!", esclamò, notando che lo scialle di Sakleila giaceva abbandonato sul pavimento; si alzò per recuperarlo e solo in quel momento si accorse di essere nudo.
Si grattò la testa, confuso: non ricordava nulla della sera precedente, se non il fatto di aver fatto un brindisi con la bella Principessa.
Così rimase un po' a pensare, fino a quando alcune immagini gli tornarono alla mente...
***
"Leviamo questa giacca, su!"
La voce di Sakleila e il suo viso sorridente.
Ricordava anche il contatto delle mani che lo spogliavano, accarezzandolo lievemente.
***
"Che sia andata così?", pensò.
Si era fatto un quadro della situazione piuttosto malizioso ed eccitante.
"Ahhh! Stupido... Stupido! Vai a letto con la ragazza più bella che tu abbia mai visto e non ti ricordi nulla?! Maledizione!", urlò, dando un calcio al comodino per poi sedersi sul letto e massaggiarsi il piede dolorante.
"Sei proprio un idiota!", esclamò una voce.
"Sta' zitto, Syon! Nemmeno tu ricordi niente, o sbaglio?!", chiese Syan al suo interlocutore, senza però ricevere nessuna risposta.
"La prossima volta mi ricorderò tutto!", affermò, subito dopo.
"Se ci sarà una prossima volta..."
"Certo che si, nessuna può resistermi! Scommetto che è perdutamente innamorata di me!", affermò il giovane mercenario, sorridendo felice.
"Se ne sei convinto..."
"Noto con dispiacere che sei più loquace del solito!", si lamentò, alzandosi e fermandosi allo specchio per osservare il suo alter-ego.
" Ricordati che è tutto merito di Syon "Il Magnifico" se ti sei fatto la Principessina! Lei preferisce me... Così come hanno sempre fatto tutte le altre!", ridacchiò Syon, in modo diabolico.
"Non è come le spogliarelliste che frequentiamo di solito! Lei è... Speciale!", balbettò Syan.
"A quanto pare il "buono a nulla" si è innamorato... Ma che cosa ridicola!"
"Ridi pure... Rimane il fatto che è stato il "mio" fascino a conquistarla!", esclamò, sicuro di sé, mentre continuava a fissare la sua immagine riflessa.
Subito dopo si diresse in bagno per farsi una doccia veloce, durante la quale non smise un attimo di canticchiare, e poi tornò nella stanza per vestirsi; come ultima cosa, prima di uscire e dirigersi nella Sala comandi, decise di legarsi al collo lo scialle della sua amata.
Percorse pochi passi nel corridoio e incontrò proprio la persona alla quale stava pensando...
"Buongiorno, Principessa!"
"Buongiorno. Dormito bene?", si informò lei.
"Oh, certo! Volevo ringraziarti per la bella serata e poi ridarti questo... La scorsa notte lo hai dimenticato nella mia cabina!", disse, con tono compiaciuto, mentre si sfilava lo scialle per appoggiarlo sulle spalle della legittima proprietaria.
"Ecco dove l'avevo lasciato... Grazie!", esclamò lei, sorridendo.
Syan rimase fermo ad osservarla per qualche istante, completamente incantato.
"Ecco... Volevo dirti che... Sei bellissima!", riuscì a dire, stranamente nervoso.
Lei fu sorpresa da quel complimento e anche dalla titubanza da lui dimostrata: l'aveva sempre visto arrogante e sicuro di sé, ma adesso sembrava quasi imbarazzato.
"Comunque... Non credi di avere un po' esagerato, ieri sera? Sarà che non sono abituata, ma non riuscivo a starti dietro!", affermò la ragazza, rompendo quell'attimo di silenzio che si era creato. Syan la guardò sorpreso per qualche secondo, ma poi sorrise malizioso.
"Mi dispiace... Vorrà dire che mi farò perdonare! La prossima volta farò le cose con più calma...", promise, facendole anche l'occhiolino.
"Bene!", esclamò Sakleila, ripensando con preoccupazione a tutte quelle bottiglie di liquore che si era scolato mentre lei non aveva finito nemmeno un bicchiere.
"Che ne dici se stasera andiamo a bere qualcosa nella mia cabina?", propose lui, allungando una mano per palpare il sedere della ragazza che, per tutta risposta, gli diede uno schiaffo parecchio forte.
"Come ti permetti?!", gli urlò contro.
"Ecco... Pensavo che..."
"Pensavi a cosa?! Cretino!", continuò ad urlare lei, voltandogli le spalle per incamminarsi a passo sostenuto verso la sua cabina.
"Prima ci stanno e poi ti prendono a schiaffi... Valle a capire le donne!", pensò Syan, rimasto fermo in mezzo al corridoio a tenersi una mano poggiata sulla guancia dolorante. Si udì l'ennesimo scoppio di motore, così il ragazzo si decise a raggiungere velocemente la Sala Comandi prima che il suo co-pilota facesse esplodere qualcosa.
"Buongiorno Syan!"
"Watabecca, si può sapere perché dai tutto quel gas?! Siamo fortunati a non essere saltati per aria!", gli urlò come risposta.
"Guarda che non è mio il compito di pilotare, visto che di solito faccio le pulizie! Al massimo riesco ad impostare il "navigatore galattico" o ad accendere i motori...", rispose, acido.
"Spostati!", gli intimò l'altro, con sguardo minaccioso, per poi sedersi al posto di comando.
"La Principessa ti ha sorpreso nuovamente a spiarla mentre si faceva la doccia?", chiese Watabecca, notando il segno rosso sulla guancia di Syan.
"Non sono affari tuoi!", grugnì, mantenendo lo sguardo poco rassicurante di prima.
Il peloso ragazzo sudò freddo e, impaurito, si ripromise di non farlo arrabbiare ulteriormente.
"E se avesse avuto uno dei suoi soliti vuoti di memoria? Spiegherebbe tutto... Si, dev'essere andata sicuramente così!", pensò il giovane mercenario, cercando una possibile spiegazione alla reazione avuta poco prima da Sakleila.
"Syan! Mi stai ascoltando?!"
"Mmh... Che c'è?", chiese, destandosi dai suoi pensieri.
"Ti stavo dicendo che sono preoccupato per te! Ieri hai proprio esagerato...", disse Watabecca, serio.
"E tu cosa ne sai?!", domandò il ragazzo, sospettoso.
"Ti ho visto!"
"Ci stavi spiando?!", lo fissò, sorpreso, distogliendo completamente l'attenzione dalla guida.
"Come sarebbe... Ero con voi! Non ti ricordi?", chiese il co-pilota.
"Con noi... Cioè, noi tre... Insieme?!", esclamò Syan, sgranando gli occhi, incredulo.
"Si! Dopo aver messo il "pilota automatico", siamo andati tutti a bere qualcosa nella Sala da pranzo e... Ma ti senti bene? Sei pallido...", affermò Watabecca, perplesso.
"Ah, abbiamo solo bevuto insieme! Meno male...", pensò il giovane mercenario, riprendendo a respirare regolarmente, mentre il suo co-pilota lo guardava stranito.
"Ieri mi sono semplicemente rilassato, che male c'è?! Non devi preoccuparti...", rispose poi, riprendendo in mano i comandi della Wing Egg's Falcon.
"Bere sette bottiglie di liquore in meno di venti minuti non lo chiamerei "relax"... E poi, per me, non è il massimo della vita trascinarti di peso fino alla tua cabina!" affermò, scocciato.
"Cosa?!", esclamò Syan, confuso.
"Con tutto quello che hai ingurgitato è normale che non ti ricordi nulla! Allora... Ieri siamo andati a bere qualcosa nella Sala da pranzo e dopo aver buttato giù sette bottiglie di liquore sei crollato! Alla Principessa dispiaceva lasciarti dormire sul pavimento, così ti abbiamo trascinato fino alla tua cabina... Per meglio dire, io ti ho trascinato di peso! Comunque... Arrivati lì, hai iniziato a lamentarti del caldo, così lei ti ha tolto la giacca e tu l'hai abbracciata dicendo che era bellissima! Mi è sembrata un po' imbarazzata, a dire la verità... Dopo che è andata via mi hai abbracciato, scambiandomi per lei, mentre continuavi a dire che avevi caldo! Allora ho pensato di levarti i pantaloni e di lasciarti almeno in boxer... Ma con mio sommo dispiacere non li portavi!", raccontò Watabecca, pronunciando l'ultima frase con tono schifato. Il respiro di Syan si bloccò nuovamente e, sgranando gli occhi, attribuì finalmente quelle delicate mani che lo avevano spogliato al suo co-pilota.
"Mi ha spogliato un uomo... Non può essere...", balbettò sconvolto, trattenendo un conato di vomito.
"Pensi che quello che ho visto mi sia piaciuto?! Sarà una cosa che mi perseguiterà nei miei incubi peggiori!", affermò l'altro, inorridendo. Subito dopo, non riuscendo a trattenersi, il peloso ragazzo eseguì il suo abituale "sputazzo sonico" sporcando così il pavimento e una parte dei comandi; Syan, che già si sentiva poco bene dopo la rivelazione del suo amico, sbiancò vedendo tutto quell'orribile catarro vicino a lui e si alzò per andare di corsa in bagno.
"Sei proprio esagerato! Che sarà mai un po' di catarro?! Vomitare solo per quello non è un comportamento da "vero uomo", sai...", lo prese in giro Watabecca, sicuro che non lo potesse sentire; si sedette poi al posto riservato al pilota e cercò di raddrizzare la rotta della nave spaziale che, dopo l' "abbandono forzato" da parte del comandante, rischiava di schiantarsi su alcuni asteroidi vicini.
"Sbrigati a tornare qui! Non posso mica stare tutto il giorno ai comandi, devo anche pulire...", urlò forte per farsi sentire dall'altro, mentre si guardava intorno un po' schifato.
Dopo poche ore, durante le quali Syan si riprese almeno in parte dal precedente shock, la Wing Egg's Falcon atterrò finalmente a Veda City, la capitale del Pianeta Green Dragon.
"Il piano è questo... Io e il Principessa andremo a cercare la Piuma mentre tu, Watabecca, rimarrai qui a bordo! Così, se sarà necessario, saremo pronti a scappare via...", spiegò Syan, in parole povere.
"A me sta bene!", affermò felice il peloso co-pilota, pensando così di poter stare fuori dai guai.
"L'unico problema è che non abbiamo modo di comunicare tra noi! Come facciamo se capita qualche imprevisto?", domandò Sakleila, preoccupata.
I tre rimasero in silenzio a cercare una soluzione finché Soel3po entrò nella stanza.
"Potremmo usare lui come ricetrasmittente...", propose il mercenario, indicando il piccolo robot bianco.
"Possibile che voi umanoidi non sappiate fare niente senza il mio aiuto?!", esclamò l'interessato.
"Questo catorcio ambulante non ci servirebbe a nulla! Secondo me non riesce nemmeno a comunicare con la nostra ricetrasmittente di bordo...", sbottò Watabecca.
"Come ti permetti, razza di essere non meglio identificato! Per tua informazione io sono un droide dalle mille risorse... Posso comunicare con qualsiasi dispositivo di trasmissione a qualunque distanza esso si trovi!", urlò Soel3po, offeso.
"Se la metti così... Allora andrai in missione con loro!", affermò il peloso ragazzo.
"Molto interessante... A quanto pare la psicologia inversa funziona anche con i robot!", pensò poi, ridacchiando tra sé e sé.
"Bene, questo problema è risolto! Ora pensiamo al da farsi... Per prima cosa andremo a cercare Ryuu-ou, lui saprà sicuramente qualcosa sulla Piuma!", affermò Syan.
Fu così che il gruppo scese dalla Wing Egg's Falcon e si diresse all'interno di Veda City, località famosa per la presenza di innumerevoli locali di striptease.
"Ma dove siamo finiti?!", esclamò Sakleila, sgranando gli occhi.
"In paradiso!", pensò Syan, evitando accuratamente di dirlo per non incorrere nell'ira di lei.
"Sbrighiamoci ad andare al palazzo del Governatore!"
" No, Ryuu non sarà al palazzo... Andiamo al Gandaraja!", esclamò il giovane mercenario, indicando uno dei tanti locali.
"Guarda che non siamo venuti qui perché tu possa divertiti!", lo rimproverò la ragazza.
"Non intendevo questo... Ryuu si troverà senz'altro lì, ne sono sicurissimo! E poi oggi non voglio la compagnia di nessuna, sto benissimo con te!", affermò, cercando di fare il galante.
Ma lei, ancora arrabbiata per l'episodio accaduto alcune ore prima, non lo degnò nemmeno di uno sguardo; Syan, sebbene un po' deluso da quel suo atteggiamento, fece finta di nulla e si incamminò in direzione del Gandaraja.
Il locale, che da fuori sembrava abbastanza piccolo, si rivelò enorme all'interno: un gran numero di tavolini erano posizionati davanti ad un ampio palco che veniva illuminato ad intermittenza da luci di diverso colore, mentre la musica risuonava a tutto volume.
"Che postaccio!", esclamò Sakleila, osservando alcuni clienti che urlavano come pazzi per attirare l'attenzione delle bellissime spogliarelliste.
"Muoviamoci a trovare il tuo amico...", disse a Syan, che non riuscì a sentirla perché troppo impegnato a tenere a bada le numerose ragazze che lo avevano circondato.
"L'umanoide con gli occhi bicolore è molto popolare da queste parti!", esclamò Soel3po.
"Certo che non ti sfugge nulla, eh!", rispose la Principessa, acida.
"Sembra che lo conoscano bene! Anche troppo...", pensò poi, scocciata, mentre squadrava quelle tipe che si accalcavano per attirare l'attenzione del giovane.
"Calme ragazze, calme... Oggi non posso stare con voi perché sto lavorando!", disse il mercenario, notando lo sguardo poco rassicurante della sua compagna di viaggio.
"Se non fosse per me ti divertiresti, vero?! Ma perché me la prendo così...", continuò a pensare lei, mentre le spogliarelliste, deluse, si allontanavano e tornavano a lavorare.
" Ma "cucciolo"... Non ti piaccio più?!", chiese Cardina, la spogliarellista più prosperosa e sexy del locale.
"Non è questo...", cercò di dire lui, ma la ragazza lo baciò appassionatamente senza dargli il tempo di finire la frase.
Fu allora che Sakleila, non sapendo bene il perché, esplose.
"Ora basta! Non voglio stare un minuto di più in questo schifo di posto!", urlò, voltandosi per raggiungere l'uscita; ma proprio in quel momento la musica finì e tutti i presenti, avendola sentita, si voltarono verso di lei con aria arrabbiata.
Il mercenario, sentendo aria di guai, riuscì a divincolarsi da Cardina e a raggiungere la Principessa che, imbarazzata, aveva abbozzato un sorrisetto.
"Certo che la tua ragazza ha proprio un bel caratterino! Eh, Syan...", affermò una voce allegra.
Il mercenario, rassicurato, andò incontro ad un tipo alto e dai folti capelli castani.
"Su su, non c'è niente da vedere... Lo spettacolo è finito! Sia quello delle ragazze che questo simpatica scenetta...", ridacchiò quel ragazzo e, in pochissimi attimi, i clienti del locale sparirono mentre le ragazze si apprestavano a sistemare la sala.
"Da quanto tempo, Ryuu! Come va?", chiese Syan, stringendogli la mano.
"Sempre impegnato... Come al solito! Allora, non mi presenti la tua ragazza?"
"Non sono la sua ragazza!", esclamò lei, arrabbiatissima.
" Io sono Ryuulando, Governatore del Pianeta Green Dragon! Ma preferisco essere chiamato Ryuu oppure Ryuu-ou... E' un piacere per me darti il benvenuto nella "Capitale del divertimento"!", affermò, ignorando completamente il tono arrabbiato della ragazza.
"Io sono la Principessa Sakleila...", rispose lei, con poco entusiasmo.
"La Principessa Sakleila... Quella delle Forze Ribelli?!", domandò Ryuu, sorpreso.
"Si, proprio lei!", intervenne Soel3po, annoiato a morte da quei convenevoli.
"Certo che ti sei dato da fare, eh! Frequentare una Principessa non è una cosa da tutti i giorni...", ridacchiò, per poi avvicinarsi a Syan e dargli una finta gomitata nello stomaco.
La ragazza stava per ribadire che lei non aveva nessun genere di rapporto sentimentale con il mercenario, quando improvvisamente la sua vista e la sua mente si annebbiarono.
"Dove sono? Chi siete voi?", chiese.
"Ma che le prende?!", domandò Ryuu, sorpreso.
"Ma che posto squallido!", esclamò lei, vedendo delle ragazze seminude passarle accanto.
"Ogni tanto perde la memoria. E' normale...", spiegò Syan.
"Mah... A me non sembra tanto normale!", affermò l'altro, mentre osservava la Principessa camminare spaesata per la stanza.
-- CONTINUA ("Ma dove mi trovo?" - Nota di Sakleila) --