Manga
fanfic crossover su Tsubasa Reservoir Chronicle e star wars
  • Numero Capitoli: 7
  • Ultimo capitolo: Il punto debole di Syan
  • Serie: Star Wars
  • Personaggi: Tutti i personaggi...
  • Genere: Parodia, Comico, Demenziale
  • Avvertimenti: Spoiler!, A/U, Crossover con Tsubasa Reservoir Chronicle, OOC, Shonen Ai
  • Rating: PG
  • Conclusa: No
  • Round Robin: No
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Media: 5/5 (1 Voti)

Mentre la Clow Rovines veniva riparata su un Pianeta vicino a Green Dragon, la Regina delle Arpe stava appostata fuori dal suo camerino ad ascoltare la conversazione che vedeva protagonisti la sua guardia del corpo ed un misterioso individuo dalla voce roca...

Mentre la Clow Rovines veniva riparata su un Pianeta vicino a Green Dragon, la Regina delle Arpe stava appostata fuori dal suo camerino ad ascoltare la conversazione che vedeva protagonisti la sua guardia del corpo ed un misterioso individuo dalla voce roca.

"Ecco i suoi soldi!", disse Souma, dando un busta piena di banconote al contrabbandiere.

"Oi oi, credo proprio che non ci siamo capiti... Il prezzo di quell'oggettino è di circa 25.000 Guil!", biascicò l'altro, contando velocemente il denaro.

"Eh?! Ma nel "Catalogo degli oggetti di contrabbando" che mi sono procurata c'era scritto 15.000 Guil e non di più!", si arrabbiò lei.

"Mia cara ragazza, non ha tenuto conto delle spese di spedizione", ridacchiò il suo interlocutore.

"E' una truffa bella e buona! Non intendo darle tutti quei soldi!"

"Ma perché i clienti fanno sempre tante storie?! Che seccatura!", pensò lui.

"Con chi credi di parlare?! Io sono Doubba, un contrabbandiere di "tutto rispetto" che non si abbassa ad usare certi mezzucci! Ed ora collabora, altrimenti dovrò usare le maniere forti..."

Quella frase mise in allerta Kendappa che, dopo aver scoperto l'identità di quel misterioso tipo, iniziò seriamente a preoccuparsi per la sorte della sua amica e decise così di fare irruzione nella stanza.

"Kendappa-ou, posso spiegare...", cercò di dire Souma appena la vide.

"Ma come ti è venuto in mente di fare affari con questo essere ripugnante?!", esclamò la donna.

"Ehi, per vostra informazione io sono uno degli esemplari più belli della mia razza!", ribatté lui.

"E meno male che è uno dei più belli...", pensò la vice Governatrice, guardandolo schifata, mentre lui ormai spazientito le puntò la pistola contro. Spaventata da un possibile gesto inconsulto di quel criminale, Souma si mise immediatamente davanti alla sua protetta per evitare che venisse ferita ma lei, che invece non si era minimamente scomposta davanti all'arma che si era trovata puntata addosso, le sussurrò di tapparsi le orecchie appena ce ne fosse stato bisogno.

"Cosa state confabulando voi due?!", grugnì il contrabbandiere mentre proprio in quel momento Kendappa iniziava a cantare.

"Oi, oi... Se la smetti di cantare, giuro, vi concedo un piccolo sconto!", propose Doubba subito dopo, facendo cadere la pistola per cercare di tapparsi le orecchie con le mani ed evitare di sentire quella voce assurdamente stridula.

La Regina delle Arpe continuò a cantare imperterrita finché il grosso lucertolone, ormai allo stremo delle sue possibilità, non scappo a gambe levate dalla stanza.

"Finalmente se ne è andato! Nessuno può competere con la grande Regina delle Arpe... Ah-Ah-Ah-Ah!", affermò, iniziando a ridacchiare in modo sguaiato mentre Souma la guardava un po' perplessa.

"Comunque, si può sapere cosa ti è saltato in mente?! Fare affari con il Capo della mafia intergalattica non è certo una cosa che mi sarei aspettata da te!", disse Kendappa, assumendo un'espressione dura.

"Vedete... Fra qualche giorno è il vostro compleanno e... Ecco, ho pensato di comprarvi un regalo. So quanto vi faccia soffrire il fatto che le persone scappino sempre quando vi sentono cantare e così ho pensato di preoccuparvi qualcosa che avrebbe potuto evitarlo. In tutti i negozi di Green Dragon non avevo trovato nulla di particolare e ho pensato di procurarmi il nuovo catalogo che il Mercato nero stava facendo girare per aumentare i suoi traffici...", spiegò Souma, un po' titubante,

avvicinandosi al tavolino dove era poggiata una piccola scatolina al cui interno si trovava una meravigliosa spilla d'argento a forma di mezza luna.

"All'apparenza può sembrare un semplice gioiello ma al suo interno è nascosto un microfono che è in grado di modulare e modificare la voce della persona che lo indossa...", spiegò, mentre Kendappa guardava rapita quello splendido monile d'argento.

"Mi dispiace terribilmente avervi deluso e giuro che non accadrà mai più! Volevo solamente che... Che non foste triste, solo questo... Spero che vogliate accettare sia le mie scuse che questo regalo...", continuò Souma, tenendo lo sguardo basso.

La giovane arpista fu un po' sorpresa da quanto detto dall'altra e intenerita le si avvicinò per poi stringerle le mani, così che stupì non poco la guardia del corpo che alzò subito il viso.

"Ti ringrazio del dono ed accetto le tue scuse, però vedi di non farmi mai più preoccupare così! Anche se so che tu sei una persona forte e che sa difendersi benissimo da sola, cosa che tra l'altro ammiro particolarmente, ho avuto paura... E non per me, ma per te! Non voglio che ti succeda niente di brutto, perché io... io ti...", cercò di dire Kendappa, stringendo più forte le mani di Souma, e proprio in quel momento irruppero nella stanza Ryuu, Syan e Sakleila.

"Sorella, ti sbrighi?! I nostri ospiti desiderano che indichi loro dove si trova la preziosa Piuma...", disse il Governatore, non capendo di aver interrotto un'importante faccenda.

"Non si bussa più prima di entrare nei camerini altrui, eh?!", esclamò Kendappa, assumendo un'espressione quanto mai seccata, mentre lei e un'imbarazzatissima Souma si allontanarono di scatto.

"Ma come siamo di cattivo umore! Cos'è... Sei delusa che come al solito sono scappati tutti via anche se ti eri impegnata nelle lezioni di canto?!", la prese in giro.

"Non capisci mai niente! Ma io dico... Proprio ora dovevi entrare?! Ora che stavo finalmente per dire a Souma che lei è la persona più importante per me?! Sei il solito... il solito...", urlò fuori di sé e poi iniziò a balbettare per la rabbia.

"Rompi-circuiti?"

Soel3po, rimasto fuori dalla stanza per riprendersi dallo shock di poco prima e per paura di quella "donna dalla voce mostruosa", come l'aveva appena soprannominata, suggerì la parola che aveva ritenuto più adatta.

"Rompi-circuiti, ecco!", ripeté lei, ancora arrabbiata, mentre Souma le si avvicinò e strinse le sue mani tra le proprie riuscendo a calmarla almeno un poco.

"Anche per me... Anche per me Kendappa-ou è la persona più importante!", riuscì finalmente a confessare la giovane guardia del corpo, mentre fissava la sua signora con sguardo commosso.
Le due donne continuarono così a tenersi per mano e a mormorare, completamente perse, ognuna il nome dell'altra.

"Sono proprio una bella coppia!", affermò Sakleila, con gli occhi che brillavano.

"Sshhh! Così non lo aiuti di certo...", le fece notare Syan, indicando uno sconvolto Ryuu che non sapeva se essere più demoralizzato per aver scoperto che sua sorella e la ragazza che gli piaceva si amassero o per essere stato definito un "rompi-circuiti".

"Certo che vedere due donne insieme è proprio un sogno!", si lasciò scappare Syan, che fu fulminato all'istante dallo sguardo arrabbiatissimo della Principessa.

"Sarebbe un sogno se una delle due non fosse mia sorella!", rabbrividì il Governatore.

"Già, in effetti...", convenne il mercenario, continuando comunque nelle sue fantasticherie.

"Sentite, io vado al Gandaraja... Quando si risvegliano da quello stato, vi fate accompagnare!", disse Ryuu, pensando che fosse meglio andare a vedere lo spettacolo delle spogliarelliste per riprendersi un po' da quella inaspettata rivelazione.

Kendappa e Souma continuavano imperterrite a tenersi per mano e a ripetere i loro nomi con lo sguardo incantato, mentre Syan le guardava in modo parecchio interessato.

"Mi dispiace interromperle, però... Non abbiamo tutto questo tempo da perdere!", affermò la Principessa e il ragazzo dagli occhi bicolore le mise una mano sulla spalla.

"Ho capito. Lascia fare a me!", disse, facendole l'occhiolino e avvicinandosi alle due donne.

"Signore, permettetemi di disturbavi...", iniziò a dire, ma la Vice Governatrice lo interruppe fissandolo in modo poco rassicurante visto che non voleva essere disturbata in quel momento.

"Sentite, mi dispiace interrompervi ma noi non abbiamo tempo! Ci serve quella piuma e ci serve subito! Qui c'è in gioco il destino dell'intera Galassia... Esigo che ci conduciate subito agli scavi!", esclamò Syan, con aria solenne, mentre si voltava a guardare Sakleila e facendole cenno che era tutto sotto controllo. La Principessa iniziò a provare un forte sentimento di stima nei confronti del suo compagno di viaggio, inoltre da un po' di tempo si era anche accorta di non poter fare a meno di fissarlo e pensare che alcune volte era davvero un tipo affascinante.

Nel frattempo, le due donne si scambiarono uno sguardo di intesa e decisero di rimandare le loro effusioni in un altro momento, dato che non avrebbero mai permesso che il tiranno prendesse il controllo dell'intera Galassia aumentando così ulteriormente le tasse.

"Mi dispiace davvero avervi interrotte... Però stavo pensando che, magari, dopo che avremo recuperato la Piuma, noi quattro potremmo divertirci tutti insieme. Che ne pensate?", affermò Syon, impossessatosi della mente del povero mercenario a cui ora brillava l'occhio azzurro.

A quella proposta quanto mai inappropriata, le tre ragazze risposerò violentemente dandogli uno schiaffo a testa e avviandosi all'uscita.

"Mi rimangio tutto... Sei soltanto un porco maniaco!", gli urlò la Principessa, prima di sbattergli violentemente in faccia la porta del camerino.

Syan tornò bruscamente in sé e si ritrovò a terra, con il viso che gli bruciava da morire e i segni rossi degli schiaffi appena ricevuti: non riusciva a capire cosa fosse successo, quando sentì qualcuno entrare nel camerino dalla porta secondaria.

"Oi, oi... Ho dimenticato il mio mantello! E' fatto su misura e non posso permettermi di perderlo visto che costa un occhio della testa...", bofonchiò tra sé e sé Doubba.

"Tu?! Maledetto... Avevi detto che mi avresti rintracciato dappertutto e l'hai fatto! Però non mi aspettavo che saresti riuscito a scovarmi in questo pianeta...", affermò Syan, alzandosi velocemente, non sapendo che in realtà il loro nuovo incontro era frutto del caso.

" Eh?! Ah... Si, giusto... Io sono Doubba, il capo della mafia galattica! Non puoi sfuggirmi, Ransolo... Né tu, né la mia "merce"!", finse l'altro, riconoscendo il ragazzo.

"Lo vedremo!", esclamò il mercenario, dando un calcio al tavolino che era accanto a lui per sorprendere il nemico e prese la pistola laser.

La stanza in cui si trovavano era abbastanza grande per permettere al grosso lucertolone di muoversi ma di certo non era adatta ad un combattimento: il giovane mercenario sparò qualche colpo che Doubba schivò senza troppa difficoltà.

"Accidenti, per essere un enorme lucertolone è proprio agile!", pensò Syan, continuando a sparare e contemporaneamente a schivare i possenti attacchi fisici che il nemico stava cercando di portare a termine.

Dopo poco Syan si riparò dietro al tavolino per evitare l'ennesimo attacco, ma la porta si aprì ed entrò Sakleila che, esasperata di aspettare il suo compagno di viaggio per andare agli scavi e poi insospettita da tutto quel fracasso che aveva udito dal corridoio, era tornata di corsa indietro.

"Cosa diamine sta succedendo?!", chiese, ma non fece in tempo a dire o a fare nient'altro che Doubba riuscì ad immobilizzarla e a caricarsela in spalla senza troppo fatica.

"Lasciala! Ma... Ahhhh... Le mutandine rosa...", intimò Syan, dapprima furioso, per poi assumere un espressione sognante dopo per aver scorto l'intimo della Principessa, a cui si era alzata improvvisamente la gonna.

Il giovane sembrò scordarsi completamente del nemico che aveva di fronte e uscito dal suo nascondiglio, con lo sguardo ormai perso, si avvicinò di più alla ragazza per poter osservare meglio lo "spettacolo".

"Maledetto idiota! Che stai facendo?!", urlò lei, furiosa, muovendo freneticamente le gambe in aria e colpendolo inavvertitamente in faccia con uno stivale; Syan accusò il colpo e finì tramortito al tappetto, con un'espressione da ebete dipinta sul volto, mentre Sakleila continuava ad urlare.

"Oi, oi, che brutto colpo!", rise sguaiatamente Doubba, caricandosi sull'altra spalla il povero mercenario e recuperando il suo prezioso mantello.
Si affrettò poi ad uscire dalla porta secondaria, che conduceva in un vicolo isolato da cui si poteva raggiungere una delle numerose zone d'attracco per le navicelle spaziali.

Il piccolo Soel3po, che era rimasto tutto solo fuori dalla porta del camerino perché i suoi compagni di viaggio si erano dimenticati della sua presenza, percepì che i due giovani erano in pericolo e, seppur seccato per essere stato ignorato a quel modo, contattò subito Watabecca.

"Ehi, essere non meglio identificato... I due stupidissimi umanoidi che erano con me sono stati portati via da un lucertolone enorme!", disse, senza particolare apprensione.

"Cosa?! E me lo dici così, razza di scatoletta ambulante?!", esclamò il peloso ragazzo.

"E come te lo dovevo dire?! Mi dovresti solo ringraziare! Visto tutto quello che ho passato oggi è già molto che ti sto avvisando!", gracchiò il droide bianco, arrabbiato.
"E ora che si fa?! Mmh... L'unica cosa da fare sarebbe chiamare Syao, ma non so come contattarlo!", si disperò il peloso ragazzo, ignorando completamente quelle lamentele.

"Non credo che quell'altro stupido umanoide sia in grado di fare qualcosa di sensato! Però se ci tieni posso contattarlo, visto che Larg2-D2 è con lui..."

"E cosa ci fa con Syao?! Ah, lasciamo perdere i dettagli... Presto, stabilisci un collegamento!"

"Voi umanoidi non sapete fare proprio nulla senza di noi!", sentenziò Soel3po.

 

Nel frattempo, sul Pianeta Celes...

Era quasi giunta la sera e il giovane Featherwalker si stava impegnando con tutto sé stesso nel suo addestramento: il maestro Kurobi Wan sarebbe stato fiero dei suoi rapidi progressi, infatti in poche ore di esercizio era migliorato tantissimo ed era persino riuscito a sollevare al primo colpo il piccolo Larg2-D2, che era rimasto a tenergli compagnia per tutto il tempo mentre il maestro Fayda si era inoltrato nella palude per procurare del cibo.

"Ma dove sarà finito?! E da un bel po' di ore che non si fa vedere... E io che volevo fargli vedere i miei progressi!", sbuffò Syao, un po' preoccupato, ma proprio in quel momento scorse una figura simile a quella del maestro Fayda tra gli alberi e gli si avvicinò di corsa.

"Maestro... Ma cosa vi è successo?!", esclamò il ragazzo, vedendo l'altro con la veste logora e il viso sciupato. Sembrava essere invecchiato di colpo in quelle poche ore.

"E tu chi sei? Voi lo conoscete?", domandò l'essere verde, voltandosi di lato come se stesse parlando con qualcuno.

Syao si limitò a guardare il Ninjedi Mago in modo alquanto perplesso, mentre si chiedeva cosa gli fosse successo per ridurlo in quello stato e soprattutto per farlo parlare come una persona normale.

"Non pensavo che i folletti potessero diventare così alti...", mugugnò il piccolo essere, scrutando il giovane dal basso all'alto.

"Ma che sta dicendo?! Ah, forse ho capito... E' uno scherzo! Certo che ha uno strano senso dell'umorismo, Maestro. Però è stato bravo, è riuscito pure a parlare "strano" come me e Chiida!", ridacchiò il ragazzo.

"Gli devono aver fatto un incantesimo potentissimo! Si, anche secondo me... Deve aver sbattuto forte la testa contro i rami di un albero, visto che sicuramente non è abituato a quell'altezza, e adesso non ricorda nulla... Amici, dobbiamo trovare il modo di aiutarlo!", affermò l'altro, continuando a parlare con degli esseri invisibili.

"A me sembra che sia lei quello che ha battuto la testa ed è diventato scemo di colpo! Per favore, Maestro Fayda... Non è il momento di fare scherzi, dobbiamo proseguire con gli allenamenti!", urlò il giovane apprendista Ninjedi, ormai spazientito.

"Ma io non sono Fayda. Il mio nome è..."

"Yuuida! Qui, cosa fai tu?", domandò una voce affannata alle spalle di Syao che voltandosi vide un altro piccolo essere verde identico a quello con cui stava parlando poco prima.

"Ma... Cosa?!", esclamò il ragazzo, spostando lo sguardo da uno all'altro.

"Fratello! E' da un po' che non ci vediamo... Ho appena incontrato questo giovane folletto che è stato vittima di un incantesimo e che ha perso anche la memoria. Dobbiamo aiutarlo!", esclamò l'esserino verde con la veste logora.

"Coi folletti, fissato sei! Questo ragazzo... Mio allievo nuovo, è!", sbottò il vero Fayda, alzando gli occhi al cielo e voltandosi poi verso il suo apprendista.

"Syao, mio gemello Yuuida, ti presento. Eremita della palude, lui è!", fece le presentazioni, avvicinandosi poi all'orecchio del ragazzo.

"Allucinazioni, molte volte ha... Folletti, sente e vede, quando troppo digiuno fa... Pazzo, un po' sembra, ma cattivo non è...", spiegò il Ninjedi mago, a bassa voce per non farsi sentire dal fratello.

"Hai detto delle cose davvero poco carine su di me, fratello. Sai che potrei anche arrabbiarmi e dire in giro certe cose che i miei amici folletti mi hanno rivelato... Ad esempio, potrei raccontare al tuo allievo che genere di "allenamenti speciali" facevate tu e Kurobi Wan quando vi incontravate nel vecchio edificio abbandonato che è nascosto nella palude..." ridacchiò Yuuida.

"Allenamenti speciali?", ripeté Syao, interessatissimo.

"Allenamenti, sono... Che Ninjedi esperto, solamente, può fare...", balbettò leggermente Fayda, in imbarazzo, mentre lanciava un'occhiataccia al fratello.

"Eh si, soltanto qualcuno esperto può fare certe mosse!", ghignò l'eremita, divertito.

"Ma tu, spiato, ci avevi?! Dimmelo!", ringhiò Fayda, avvicinandosi minacciosamente al fratello.

"Ahhh! Maestro, la prego... Mi deve insegnare quelle mosse speciali!"

Fayda, con il viso rosso dall'imbarazzo, guardò stupito il ragazzo che evidentemente non avevo capito nulla, mentre Yuuida continuava a ridere sguaiatamente.

"Ma giovane folletto... Non vedi che ora il mio fratellino è troppo stanco per insegnarti certe mosse?! Non ha più la resistenza di un tempo, ormai... Andare in giro per la palude con Kurobi Wan deve averlo stancato troppo!", continuò a ridacchiare l'essere con la parlata normale.

"Kurobi Wan?! Ma... Il Maestro è morto in battaglia! Non può essere qui!", esclamò il ragazzo.

"Morto? Beh... Per essere un "cadavere" allora aveva molte energie!", gli rispose Yuuida.

Ma ad interrompere quella conversazione giunse improvvisamente Larg2-D2 che con i suoi soliti versi attirò l'attenzione del giovane apprendista Ninjedi.

"Syao... Syao... Mi senti?"

Dal piccolo droide nero giunse la voce di Watabecca e Yuuida, spaventato da quella voce quasi metallica e stridula, scappò via pensando che fosse apparso uno spirito maligno.

"Watabecca? Sei tu?"

"Si! Finalmente riusciamo a contattarti! Ci serve il tuo aiuto... E' un'emergenza! Hanno rapito Syan e Sakleila!", esclamò il peloso co-pilota, tutto d'un fiato.

"Lo sapevo che lasciarla insieme a quel mercenario buono a nulla si sarebbe rivelato un errore! Se avessero rapito soltanto lui non mi sarebbe importato, ma non posso permettere che accada qualcosa di male alla Principessa!", sbottò Syao, schietto.

"Ti mando le co-ordinate del Pianeta in cui ci troviamo attraverso Larg2-D2... Mi raccomando, sbrigati!", esclamò il peloso ragazzo, prima che cadesse la comunicazione.

"Accidenti! Ci mancava solo questa... Io volevo prima finire il mio addestramento!", si lamentò Syao, deluso di non imparare subito quelle mosse speciali di cui stava parlando l'eremita Yuuida.

"Emergenza, è! Salvarli devi e lamentarti non puoi... Aiuto, ti darò!", affermò Fayda, incoraggiandolo inaspettatamente ad allontanarsi dal Pianeta per andare a salvare i suoi amici.

Poi, detto questo, il Ninjedi Mago si concentrò al massimo e riuscì, peraltro con non poca fatica, a recuperare la navicella del suo allievo che si era inabissata nello stagno.

"Maestro, lei è eccezionale!", esultò Syao, per poi voltarsi verso il piccolo esserino verde che affannava vistosamente.

"Che c'è? Non vi sentite bene?", gli chiese poi, preoccupato.

"Ragione ha, mio fratello... Giovinezza, più non ho... Stancato troppo mi sono..."

"Venite Maestro, vi porto dentro casa!", disse Syao, premuroso, prendendolo in braccio e dirigendosi verso l'abitazione del Ninjedi Mago.

Il ragazzo entrò nella piccola, ma spaziosa, capanna di metallo e adagiò l'altro sul divano presente nel soggiorno, poi andò a chiamare Chiida e si fece portare delle coperte.

"State meglio adesso?"

"Si... Grazie...", rispose, a monosillabi, il piccolo essere.

"Maestro... Forse non il momento, ma volevo chiedervi delle cose prima di partire. Prima di tutto... E' vero che il Maestro Kurobi Wan è vivo e si trova su questo Pianeta?", chiese Syao, con un tono di speranza nella voce, mentre la cameriera con le strane orecchie da gatto tornava in cucina.

"No... Yuuida, allucinazioni spesso ha... Ricordi del passato crede che il presente siano!"

"Capisco...", mormorò il ragazzo, deluso.

"Volevo sapere anche qualcosa su mio padre... Voi lo conoscete, no?"

"Tuo padre... E'...", cercò di dire Fayda.

"Chi è?", lo incoraggiò l'altro, ma il Ninjedi Mago chiuse gli occhi ancora prima di finire la frase.

"Maestro! Maestro! Mi sentite?!", cercò di scuoterlo, inutilmente.

Il ragazzo, credendo che il suo Maestro fosse morto, uscì di corsa dalla capanna senza dire una parola e con le lacrime agli occhi salì a bordo della sua navicella spaziale per poi dirigersi verso il Pianeta Green Dragon.

Nel frattempo, Chiida uscì dalla cucina ed entrando nel soggiorno poté udire indistintamente il forte russare del suo datore di lavoro.

"Come al solito... Si dev'essere addormentato di colpo!", ridacchiò la giovane, sistemando meglio le coperte visto che il piccolo esserino verde si girava continuamente nel sonno.

 

-- CONTINUA

("Dannazione! Il mio solito punto debole... Non dovevo guardare le mutandine..."

Nota Di Syan) --

 
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