- Numero Capitoli: 7
- Ultimo capitolo: Il punto debole di Syan
- Serie: Star Wars
- Personaggi: Tutti i personaggi...
- Genere: Parodia, Comico, Demenziale
- Avvertimenti: Spoiler!, A/U, Crossover con Tsubasa Reservoir Chronicle, OOC, Shonen Ai
- Rating: PG
- Conclusa: No
- Round Robin: No
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Dopo alcuni giorni passati a vagare senza metà per lo spazio, la Principessa Sakleila...
Dopo alcuni giorni passati a vagare senza metà per lo spazio, la Principessa Sakleila, per la gioia dei suoi compagni di viaggio, si ricordò in quale luogo si nascondevano i ribelli: ossia, il Pianeta Rebels.
"Un rifugio segreto non dovrebbe avere un nome così evocativo! Mi stupisco che l'Impero non li abbia ancora trovati. Anzi no, non mi dovrei stupire... In fondo anche quelli dell'Impero sono degli stupidissimi umanoidi!", pensò Soel3po.
Una volta atterrati su quel minuscolo Pianeta, Syao iniziò a discutere animatamente con il mercenario Ransolo: l'apprendista Ninjedi lo aveva esortato ad andarsene perché considerava inutile la sua presenza; ma Syan non volle saperne, anzi, ribadì che non si sarebbe mosso da lì finché non fosse stato pagato adeguatamente per il suo lavoro. Aggiungendo poi che non gli avrebbe mai lasciato campo libero con la bella Sakleila. Così, tra battibecchi giornalieri e istinti omicidi trattenuti a fatica, passò all'incirca un mese: i nostri "eroi" si insediarono definitivamente nella base segreta e si decise di celebrare il funerale del Maestro Ninjedi Kurobi Wan, "caduto", in tutti i sensi, in battaglia.
Pochi giorni dopo le esequie funebri, però, accade qualcosa di molto particolare...
Syao si trovata nella stanza degli allenamenti della Wing Egg's Falcon: seduto a terra, con le gambe incrociate, stava ultimando le ultime riparazione su Larg2-D2; entrambi i droidi infatti avevano riportato dei guasti dopo la breve vicinanza con quel gigantesco campo elettromagnetico.
"Ecco qui, adesso sei come nuovo!", esclamò il giovane, posando gli attrezzi e alzandosi in piedi; poi si stiracchiò la schiena e andò a recuperare la spada laser.
"Sarà meglio allenarsi un po'..."
Chiuse gli occhi, iniziando a fare i soliti versi spirituali, e sferrò alcuni fendenti ad un avversario immaginario: in un primo momento focalizzò l'immagine di Dart Fewang, colui che aveva promesso di sconfiggere per vendicare il suo Maestro, ma poi la mente iniziò a vagare e gradualmente perse la concentrazione; si ritrovò a pensare alla Principessa e ad un modo per liberarsi del suo rivale, il "mercenario".
"Troverò il modo di sconfiggerti!", urlò il giovane apprendista Ninjedi, mentre continuava a fendere l'aria con la spada, immaginando di combattere contro Syan.
"Ti avevo giudicato male, ragazzo. Ti stai allenando con costanza solo per vendicarmi... E' ammirevole!", affermò una voce, molto simile a quella di Kurobi.
Il giovane riaprì gli occhi e si trovò di fronte ad un ologramma del suo Maestro.
"Ahhhh! Un fantasma!", Syao iniziò ad urlare terrorizzato e si proiettò di corsa verso l'uscita. Lo spettro del Ninjedi, molto perplesso, cercò di calmare il ragazzo rassicurandolo delle sue buone intenzioni; l'apprendista, che aveva da sempre avuto una folle paura dei fantasmi, volle dargli fiducia e si avvicinò titubante.
" Il nemico è molto più forte del previsto! Non sono riuscito a batterlo io, figuriamoci se può riuscirci un pivello come te che non ha ancora terminato il suo addestramento... Perciò è mio desiderio che tu vada sul Pianeta Celes per incontrare un mio amico, il Maestro Fayda. Egli è un Ninjedi mago molto potente e i suoi insegnamenti ti saranno senz'altro utili per portare a compimento la tua missione e vendicarmi! Ora vai ragazzo... Che la forza di Tsubasa sia con te!"
E con queste ultime parole la figura di Kurobi scomparve nel nulla.
Il giovane apprendista era ancora scosso da quell'incontro, ma soprattutto era indeciso: andare da questo Ninjedi mago per continuare l'allenamento così da poter vendicare il suo Maestro oppure rimanere nella base dei ribelli e competere con Syan per conquistare il cuore di Sakleila?
Ci volle una lunga notte insonne per prendere una così "difficile" decisione: la mattina seguente, Syao decise di recarsi dalla Principessa per spiegarle il suo intento di andare ad incontrare il Maestro Fayda e, soprattutto, la mise in guardia su una grave minaccia che sicuramente l'avrebbe messa in pericolo, e cioè... Syan!
Successivamente riuscì a farsi prestare una piccola navicella spaziale e, deciso più che mai a vendicare il suo Maestro, partì alla volta del Pianeta Celes.
La notizia della partenza del "perfettino" rese felice Syan che, con maggiore entusiasmo, si apprestava a svolgere un'importantissima missione di spionaggio.
Il giovane mercenario sudava freddo: il rischio di essere scoperto era molto alto ma, con grande determinazione e pazienza, stava nascosto ed osservava tutti i movimenti del suo "bersaglio".
"Che stai facendo?", una voce alle sue spalle lo fece trasalire.
"Sshhh!", il mercenario si girò veloce verso Watabecca e intimò di fare silenzio.
"Sei di nuovo ubriaco? Che ci fai davanti alla porta del bagno?", domandò il peloso ragazzo, alquanto perplesso.
"Maledizione!"
Il "bersaglio", sicuramente insospettito da alcune voci, si stava avvicinando alla porta dietro cui il giovane mercenario si era nascosto.
"No, stavo provando ad aggiustare questa serratura rotta. Però adesso vado, ho tante altre cose da fare!", inventò Syan, per poi correre via veloce.
"A me questa serratura non sembra rotta...", affermò Watabecca, avvicinandosi per guardare meglio; ma proprio in quel momento la porta si aprì e si ritrovò di fronte alla Principessa Sakleila, avvolta in un semplice asciugamano.
"Non è come sembra!", cercò di dire lui, capendo solo in quel momento la situazione.
"Maniaco!" urlò lei, prendendo vari oggetti dal bagno e lanciandoglieli contro.
Il peloso co-pilota cercò di evitarli ma fu preso in piena faccia da un secchio.
"Ahia!", esclamò massaggiandosi il muso.
La ragazza sbuffò, parecchio arrabbiata, e richiuse con forza la porta.
Dopo alcuni giorni di viaggio, in cui rischiò più volte di schiantarsi fra gli asteroidi data la sua pessima guida, Syao riuscì finalmente a giungere a destinazione.
L'atterraggio non fu certo dei migliori: la piccola navicella su cui aveva viaggiato finì proprio dentro un gigantesco stagno, inabissandosi inesorabilmente.
Il ragazzo però riuscì a saltare fuori prima dell'impatto e si ritrovò sopra un albero, aggrovigliato tra i rami; si liberò quasi subito ma poi cadde rovinosamente.
"Ahia! Che male...", si lamentò.
"Pesante, sei tu... Ja ja!"
Una voce rauca lo colse di sorpresa. Si guardò intorno, ma non vide nessuno...
"Scemo sei? Qui, sono!", esclamò la voce.
Syao si accorse di essere atterrato sopra qualcuno, così si alzò e aiutò quella persona a fare lo stesso; poi iniziò ad osservarlo: era uno strano essere basso e dal colorito verdastro, con le orecchie a punta, i capelli biondi e due bellissimi occhi celesti.
"Scusa!", mormorò il ragazzo, mentre l'altro faceva segno di non preoccuparsi.
"Apprendista Ninjedi, sembri essere... Kurobi-rin tu conoscere e venuto qui sei per incontrare Maestro Fayda... Vero è?", chiese lo strano tipo, dopo aver recuperato il suo bastone di legno ed aver squadrato il nuovo arrivato.
"Impressionante! Sai vedere il futuro o leggere nella mente?", chiese Syao, entusiasta. Trovava fastidiosa la parlata di quell'essere, però doveva ammettere che possedeva delle capacità eccezionali!
"No, quei poteri io non avere... Però notato ho che tu spada laser hai! Difficile da procurare è, solo Kurobi-tan consegnata te la può avere. E poi, questo pianeta per turismo non è... Apprendista Ninjedi trovare qui per ragione sola, incontrare Maestro Fayda!", spiegò l'essere verdastro, con tono risoluto.
"Ah... Allora, tu conosci il Maestro Fayda?"
"Domandi se io conosco? Fayda, io sono!", esclamò l'altro.
" Tu?! Ma Fayda è un potente Ninjedi mago, non può essere un... un... un "coso" verde con le orecchie a punta!", esclamò il giovane, incredulo. Il piccolo essere, per tutta risposta, fluttuò in aria e lo colpì in fronte con il suo bastone di legno.
"Mancare di rispetto, tu non potere... Moccioso!", ringhiò il Ninjedi mago.
"Ahia! Ma perché tutti mi chiamano sempre moccioso?!", si lamentò il ragazzo.
" Chiamare tutti così, perché moccioso tu sei! Ja ja!", esclamò Fayda.
"Puuuh Puh!"
Improvvisamente, dallo zaino che Syao portava con sé, comparve Larg2-D2.
"E tu cosa ci fai qui?", domandò il ragazzo, sorpreso.
"Puh puh puuh!"
"Ma cosa te lo domando a fare se poi non capisco la risposta?!", si lamentò di nuovo.
"Capito ho... Detto, lui ha, che dentro tua borsa caduto e addormentato si è! Potere io fare interprete, vuoi?", propose il Ninjedi mago.
"Certo che tra esseri strani vi capite subito, eh! Si, tu fai il suo interprete... Ma poi dove lo trovo il traduttore per capire te?!", sbottò Syao, seccato.
Fayda lo colpì nuovamente col suo bastone.
"Impertinente troppo, tu sei!", lo rimproverò.
All'improvviso, il stomaco del giovane apprendista emise un brontolio così forte da sembrare il ruggito di un animale selvatico.
" Fame tu hai... Ja ja! A mia casa andiamo!", propose il piccolo essere.
Dopo qualche passo, il giovane apprendista si trovò davanti ad una capanna: era fatta di metallo ed era molto spaziosa, anche se da fuori sembrava abbastanza piccola.
Il padrone di casa varcò la soglia e si sedette subito sulla poltrona.
"Chiida! Ospiti abbiamo!", urlò.
Dopo qualche istante, da quella che doveva essere la cucina, uscì una giovane donna dai capelli bianchi e gli occhi color ambra; ma nel suo aspetto, un particolare spiccava fra tutti: i folti capelli lasciano intravedere due grandi orecchie da gatto.
"Evviva le stranezze!", pensò Syao, squadrando i due abitanti della capanna.
"Da mangiare, qualcosa porta!", ordinò il Ninjedi mago.
"Come?", chiese la ragazza, perplessa.
"Porta... qualcosa... da... mangiare...", si sforzò di dire Fayda.
"Ecco, adesso ho capito!", sorrise lei, uscendo dalla stanza.
Il Ninjedi mago sospirò, facendo cenno al suo ospite di accomodarsi.
"Chiida, mia cameriera è... Però, capire bene me non riesce. Dovere io, con lei, parlare strano!", spiegò, mostrandosi parecchio seccato.
"Sarebbe lei quella che parla strano?!", pensò il giovane, trattenendosi dall'esternare quel pensiero per non ricevere un altro colpo di bastone in piena fronte.
La cameriera ritornò dalla cucina portando un bel piatto di zuppa calda e il ragazzo, senza tanti complimenti, iniziò a mangiare rumorosamente.
"Mmh... Che buona! Che cos'è?", chiese, per poi continuare a strafogarsi.
"Zuppa di alghe con pezzettoni di ratto... E' una specialità di questa zona paludosa!", spiegò Chiida, contenta che avesse apprezzato.
Syao però, sentendo quelle parole, si bloccò di colpo e con faccia schifata si stava apprestando a rigettare anche l'anima nel piatto.
"Stavo scherzando!", affermò lei, iniziando a ridere sguaiatamente con Fayda.
"Molto divertente!", disse il ragazzo, iniziando a tossire e bevendo poi dell'acqua.
"Tuo nome, detto ancora non hai...", disse il Ninjedi mago, smettendo di ridere.
"Mi chiamo Syao Featherwalker e sono un allievo del Maestro Kurobi Wan. E' stato proprio lui ha dirmi di venire qui per incontrare il Maestro Fayda e completare l'addestramento!", disse serio, alzandosi.
"Ah! Kurobi-tan...", sospirò l'altro, quasi nostalgico.
" Forse dovrei dire che "ero" un suo allievo...", mormorò il ragazzo, triste.
"Kurobi-woaf, cattivo carattere sempre avuto! Anche me, rimproverava lui, sempre... Prendertela tu, non devi!", disse il suo interlocutore, sorridendo.
"Non capisci! Il Maestro Kurobi è... è..."
"Tipaccio con brutto carattere è!", affermò, con tono divertito ma sempre nostalgico.
"No. Ecco...", riprovò Syao.
"Kurobi-rin, sempre così!", continuò a ripetere il saggio Fayda, interrompendolo.
"E' morto! Stecchito! Caput!", urlò Syao a squarciagola, riuscendo a zittire l'essere verde.
"Accidenti, odio quando non mi fanno finire di parlare!", pensò, subito dopo.
Il silenzio calò improvvisamente nella stanza...
"Morto?! Kurobi-tan-tan non può essere morto... Non ci credo!", affermò Fayda; la sua espressione divertita era completamente scomparsa.
Syao si rese conto che, per lo shock, aveva iniziato a parlare in modo normale.
"Purtroppo è così. Stava combattendo contro Dart Fewang e...", iniziò a raccontare il ragazzo, ma il Ninjedi mago lo interruppe nuovamente.
"Dart Fewang? Immaginarlo, dovevo! Ragazzo, muovere tu devi, minuto da perdere non abbiamo... Con addestramento aiuto ti darò. Kurobi-pon, vendicheremo!"
Fayda trascinò fuori il giovane apprendista Ninjedi, parlando così in fretta da non lasciargli nemmeno il tempo di spiegare come fossero andate davvero le cose.
"Detesto questo vizio di interrompere la gente mentre parla!", pensò Syao, adirato.
In quello stesso momento, sulla Clow Rovines...
Il generale Fewang si trovava nella sua cabina personale: in completo relax, stava sdraiato su una poltrona con indosso l'immancabile maschera nera, una stretta canottiera bianca che anni prima avrebbe esaltato i suoi addominali scolpiti mentre ora metteva in risalto soltanto la sua enorme pancia, e un paio di boxer grigi; era intento a guardare un appassionante film d'amore attraverso il suo grande televisore dalla bizzarra forma di specchio mentre, grazie ad un'apposita apertura nella sua maschera, degustava un bicchiere di liquore.
"Grazie alla ridicola ferita che mi sono procurato durante lo scontro con quello sciocco di Kurobi Wan mi posso godere un po' di meritato riposo. In realtà sto benissimo, ma nessuno saprà mai che sto mentendo per potermi vedere la tv in santa pace!", mormorò, per poi ridere in modo diabolico e sguaiato.
Poco dopo la porta si aprì e nella stanza entrò l'Imperatore Palpaclow in persona; per la sorpresa di vederselo davanti senza preavviso, a Fewang venne quasi un colpo, tanto che gli andò il liquore di traverso e iniziò a tossire.
L'Imperatore era avvolto in un largo mantello color amaranto dal quale si poteva solamente notare la sua elevata statura; ma dopo qualche istante scostò l'ingombrante veste e rivelò le sue reali fattezze: lunghi capelli neri striati di grigio; un viso dal colorito ceruleo, magro e sciupato dalle profonde rughe, incorniciato da un paio di piccoli occhiali dalle lenti rotonde.
"Perché non sei a letto? Ti avevo detto di startene a riposare e invece ti trovo incollato alla tv... Sei sempre il solito testardo!", si lamentò il nuovo arrivato, mentre l'uomo con la maschera riuscì a riprendere un po' di fiato.
"Sshhh! Fa' silenzio... Adesso c'è la scena del tanto atteso bacio!", affermò poi, trepidante. Adorava quei film romantici e strappalacrime.
"Te l'ho sempre detto che hai il cuore troppo tenero per essere uno dei cattivi della Galassia!", sospirò Palpaclow, rassegnato, spegnendo il televisore.
"Noooo! Ma perché diamine hai spento?! Adesso non saprò come finisce!", si arrabbiò Fewang.
"Ti farà male stare tutto il giorno a fissare quello stupido aggeggio!"
"Uffa! Si può sapere perché sei venuto qui?"
" Per vedere come stavi, ingrato! E poi perché ci sono novità sulla "leggendaria piuma"...", accennò, riuscendo a catturare l'attenzione del suo interlocutore.
"Che tipo di novità?"
" A quanto pare il nostro "localizzatore di tesori" ha scovato la sua esatta posizione e ora ci stiamo dirigendo sul Pianeta Green Dragon per recuperarla!", affermò l'Imperatore, entusiasta.
"E grazie a quella piuma ritornerò giovane e diverrò immortale! Così finalmente conquisterò quello che ho sempre bramato...", pensò poi, soffocando a fatica l'inevitabile risata diabolica che un genio del male come lui era abituato a fare.
"Magnifico!", esclamò il generale Fewang.
" Con la piuma potrò riportare in vita "quella persona"...", pensò a sua volta, saltando letteralmente sulla poltrona, non riuscendo a trattenere la felicità.
Palpaclow lo guardò sbigottito per qualche istante.
L'uomo con la maschera, sentendosi osservato e ricordandosi improvvisamente che tutti lo credevano ferito, fece finta di star male e si accasciò sulla poltrona.
"Ahi! La ferita... Che male...", si lamentò, recitando in maniera impeccabile.
"Certo, sei scemo! Lo sai benissimo che sei ferito e ti metti a saltellare sul divano come i bambini?! Vieni, ti accompagno a letto!", affermò Palpaclow, convincendo il suo amico ad alzarsi e facendolo appoggiare a lui.
"Ma non hai caldo con addosso questo mantello pesante?! A parte che è troppo grande per te! Rischi di inciamparci mentre cammini...", disse il finto malato, rischiando lui stesso di cadere.
"Lo sai benissimo perché lo uso..."
"Si, per nascondere il tuo brutto muso così che i soldati non si spaventino troppo!", ridacchiò maligno, Fewang.
" Ma senti chi parla... Mister "toglietemi tutto ma non la mia maschera nera"! E poi non ti permetto di parlarmi così... Se ben ricordi, oltre ad essere un tuo caro amico, sono pur sempre il tuo Imperatore! Dovrei farti giustiziare per questo...", affermò l'uomo con il mantello.
" Lo sai che stavo scherzando!", sudò freddo il "quasi" ex-generale.
"Lo spero per te! E comunque non è per il motivo che hai detto tu, ma per i miei capelli. Non li sopporto! Un paio di giorni fa ho rifatto la tinta così che fossero di nuovo neri e invece oggi mi sono tornati grigi... Ho la ricrescita rapida!", esclamò, disperato, mentre continuava a trascinare il ferito nella stanza da letto.
"Abbastanza! Ma non devi fartene un complesso...", provò a dire il suo amico.
I due arrivarono finalmente in camera e, mentre l'Imperatore si sedeva sul bordo del letto per riposarsi dalla fatica di aver trascinato il "ferito", l'altro si sdraiò.
"Per tornare al discorso di prima... Quel mantello ti sta davvero male, sembri Cappuccetto Rosso!", affermò Fewang.
"Ma non è rosso, è amaranto!", si difese l'interessato.
"Cappuccetto Rosso... Ahahahah!", ripeté l'altro, ridendo sguaiatamente.
L'uomo con il mantello dapprima lo guardò male, ma poi sorrise malizioso.
"Se la metti così... Io faccio Cappuccetto Rosso, ma tu che parte fai? Quella del lupo cattivo che mi mangia o quella del cacciatore che mi salva?", domandò Palpaclow, gattonando sul letto per poi salire a cavalcioni sopra il suo amico che stava in silenzio e lo guardava con aria confusa.
"Allora?", chiese con tono impaziente, avvicinando pericolosamente il suo viso a quello dell'uomo con la maschera.
"Palpas... Ma che stai facendo?!", esclamò l'altro, sconcertato.
" Perché non mi chiami "mio signore"... In fondo sei il mio generale, no?", propose l'uomo sopra di lui, aprendo lo sportellino della maschera per poterlo baciare.
"Ti prometto che non ti prenderò più in giro ma ora basta! Mi stai facendo paura...", esclamò il Generale, spingendolo via a fatica a causa dell'ingombrante mantello ed invertendo così le posizioni. L'Imperatore ridacchiò divertito e allungò una mano per palpare il sedere dell'altro che, subito dopo, saltò letteralmente via dal letto.
"Non mi piacciono questi scherzi!", urlò Fewang, isterico.
"Nonostante la ferita sei in ottima forma... Non ti ho mai visto saltare così!", osservò l'uomo con il mantello.
"Si, si... Sto meglio!"
"Bene, allora ti ordino di unirti al gruppo che andrà a recuperare la piuma!", disse, alzandosi lentamente dal letto.
"Accidenti! Addio meritato riposo!", pensò il Generale, voltandosi a guardare la televisione a specchio con aria sconsolata.
Il suo amico, approfittando di quell'attimo di distrazione, gli si avvicinò di soppiatto per palpargli nuovamente il sedere.
"Vedi di farti passare questo schifoso vizio di palpare gli altri!", esclamò l'uomo con la maschera, afferrandogli il polso per allontanarlo da sé.
" Non ci posso fare nulla... E' più forte di me! Adoro palpare il sedere delle persone... E poi se mi chiamo "Palpas Palpaclow" ci sarà pure un motivo!"
"Già, me lo scordo sempre... Però cerca di tenere le mani apposto, almeno con me!", si lamentò, stanco di essere la povera vittima delle sue morbose attenzioni.
"Va bene, ci proverò!", disse, avvicinandosi e posando le proprie labbra su quelle del suo interlocutore, che aveva ancora lo sportellino della maschera aperto.
"Palpas, finiscila!", gridò l'altro, allontanandosi inorridito.
" Quanto sei suscettibile, era solo un saluto amichevole! Ora ti lascio così inizi a prepararti... Ci vediamo dopo, "mio" Generale!", ridacchiò, uscendo dalla cabina.
"Accidenti a te!", pensò Fewang.
Andò di corsa in bagno e rovistò tra gli sportelli alla disperata ricerca di qualcosa...
"Ma dove diavolo è finito il collutorio?!", urlò all'improvviso, ansioso com'era di sciacquarsi la bocca e di dimenticare l'orribile sensazione provata poco prima.
La notizia dell'ormai prossimo ritrovamento della Piuma da parte della Flotta Imperiale fece in breve tempo il giro della Galassia: venne così convocata in tutta fretta l'Assemblea delle Forze Ribelli, la quale decise che la Principessa Sakleila, accompagnata dall'equipaggio del comandante Syan Ransolo, si sarebbe diretta sul Pianeta Green Dragon con l'intento di recuperare l'ambito oggetto magico prima del temuto ed odiato nemico.
"Non capisco perché sia così importante... Insomma, è una piuma! Che utilità potrà mai avere in una battaglia?!", esclamò Watabecca, perplesso.
"Non stiamo parlando di una semplice piuma, ma della "leggendaria piuma" che è in grado di esaudire qualsiasi desiderio! Non possiamo permettere che Palpaclow ci metta sopra le sue luride mani... Sarebbe la fine di ogni speranza!", affermò Sakleila.
" Chissà a quanto lo valuterebbero al "Mercato Nero" un oggettino come quello...", pensò Syan, mentre prendeva posto ai comandi della Wing Egg's Falcon.
"Qualsiasi desiderio...", ripeté, incredulo, il peloso co-pilota.
"Speriamo di arrivare per primi...", disse la ragazza.
"Sei molto fortunata, Principessa! Conosco perfettamente Green Dragon e le scorciatoie per arrivarci velocemente!", si vantò il mercenario.
"E' il tuo Pianeta d'origine?", chiese, curiosa.
"No, però ci vado molto spesso per affari...", rispose lui, rimanendo sul vago.
"Per affari intende le visite al Casinò e quelle al club di spogliarelliste!", spiegò Watabecca.
" E poi ci vado per far visita a Ryuu-ou, il Governatore di Green Dragon! E' un mio caro amico e di solito andiamo a bere qualcosa insieme...", continuò a dire, Syan.
"Tradotto in parole povere... Lui e il Governatore vanno al club di spogliarelliste insieme!", precisò il peloso co-pilota.
"Watabecca, hai finito di farmi da interprete?!", gli urlò contro il comandante.
La Principessa iniziò a ridacchiare, ma poi divenne nuovamente seria.
"E ora, ragazzi, partiamo... Alla volta di Green Dragon!", esclamò lei, assumendo la solita posa da eroina che indicava un punto indefinito dello spazio.
" Perché ho la sensazione che qualcosa andrà storto?!", pensò Watabecca, preoccupato, mentre la Wing Egg's Falcon si allontanava velocemente dal Pianeta Rebels.
-- CONTINUA ("Dannazione! Non trovo il collutorio..." - Nota Di Dart Fewang) --