- Numero Capitoli: 1
- Ultimo capitolo: Autoconclusivo
- Serie: Tsubasa Reservoir Chronicle
- Personaggi: Syaoran
- Genere: Romantico Drammatico
- Avvertimenti: Song-fic, Oneshot, Spoiler!
- Rating: PG
- Conclusa: Sì
- Round Robin: No
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Syaoran deve ancora combattere. Ma riuscirà a sconfiggere il nemico più pericoloso, ovvero se stesso?
Dopo un po' di tempo, rieccomi a postare qualcosa su Tsubasa ^^ Questa volta è una song fiction un po' triste e sono presenti anche alcuni SPOILER. Buona lettura ^^
I personaggi di questa Fan Fiction non sono di mia invenzione, ma sono Copyright delle CLAMP che ne detengono tutti i diritti.
La canzone "Endlessly" è dei Muse che ne detengono tutti i diritti.
Paese di Outo.
Syaoran scese lentamente le scale che dalle stanze da letto portavano al salone del bar "Cat's Eye".
Giunto lì, si meravigliò di non trovar nessuno dei suoi compagni di viaggio, ma sentendo alcune voci dal giardino interno procedette verso di loro a passo lento.
Kurogane e Fay erano intenti a spostare dei tavoli così da formare un'unica grande tavolata; mentre Sakura, aiutata da Mokona, finiva di decorare una torta.
Il ragazzo scese i gradini di pietra appoggiandosi alla ringhiera.
"Buongiorno", disse raggiungendo gli altri.
"Buongiorno Syaoran-kun. Come stai oggi?", domandò Sakura avvicinandosi al ragazzo.
"Oggi sto meglio, grazie."
"Mokona è felice che Syaoran sta bene", cantilenò la piccola palla di pelo, che stava poggiata sulla spalla della Principessa. Il ragazzo come risposta sorrise, ma poi si fece serio.
"Quello che mi preoccupa è che non ricordo esattamente quello che è successo."
"Come non ricordi quello che è successo?", chiese Fay.
"L'ultima cosa che ricordo è che sono stato colpito all'occhio destro", spiegò Syaoran guardando Fay.
"Dopo che sei stato colpito abbiamo creduto fossi svenuto. Ma poi ti sei rialzato e...", esitò il mago.
"E ti sei scagliato come una furia contro il gruppo di demoni, facendoli fuori uno ad uno. Mi hai stupito moccioso... La tua forza è spaventosa!", aggiunse Kurogane, che finora era stato in disparte.
"Non ricordo niente di tutto ciò", ammise Syaoran.
"Forse il colpo ricevuto è stato molto forte, infatti dopo che la battaglia è finita sei svenuto", suppose Fay.
Il ragazzo annuì, poi guardò la confusione che regnava nel giardino.
"Cosa state facendo con quei tavoli?", domandò al gruppo.
"Abbiamo pensato di offrire un piccolo pranzo a quel gruppo di cacciatori che ci ha aiutato l'altro giorno", spiegò la Principessa.
"Capisco. Posso aiutarvi in qualche modo?", domandò il ragazzo.
"Sei ancora debole, è meglio se riposi ancora", gli disse Fay.
"Ma adesso sto meglio. Vorrei aiutarvi", riprovò il ragazzo.
"Syaoran-kun è meglio che fai come dice Fay-san, è preferibile che tu riposi", gli disse dolcemente Sakura con un sorriso. Senza aggiungere nient'altro, i quattro tornarono ad occuparsi delle loro faccende, mentre Syaoran prendeva posto su uno scalino di pietra.
There's part of me
you'll never know
the only thing
i'll never show
C'è una parte di me
che non conoscerai mai
l'unica cosa
che non mostrerò mai
Uno strano senso di smarrimento lo pervase.
Da quell'occhio cieco poteva vedere una figura umana, forse un ragazzo.
Si, era un ragazzo, del tutto simile a lui... ma non era lui.
Lo sentiva, c'era qualcosa di maligno in quel se stesso.
"Chi sei?", mormorò.
"Io sono l'altro te", ghignò quello.
"Non può essere", decretò Syaoran.
"Ti devo ringraziare per l'altro giorno, mi son proprio divertito a far fuori quei demoni", sghignazzò l'altro.
"Allora sei stato tu! Mentre ero svenuto hai preso il mio corpo?", chiese il ragazzo.
"Non esattamente, è un po' complicato da spiegare. Comunque devo dire che ti avevano proprio ridotto male, sei diventato deboluccio ultimamente. Sarà che a frequentare quelli ti sei rammollito..."
Silenzio.
"Se proprio lo vuoi sapere avevo pensato di eliminare anche i ‘nostri' compagni di viaggio, così per divertirmi. Ma tu, stupido, mi hai fermato. Tu e quella dannata coscienza che ti accompagna. Credi davvero che quando scopriranno il ‘nostro' segreto ti accetteranno tra loro come se nulla fosse?", proseguì.
Syaoran strinse forte i pugni.
"Non oserai toccarli. Altrimenti..."
"Altrimenti cosa?", lo interruppe l'altro.
"Altrimenti te ne pentirai", concluse il ragazzo.
Una risata malvagia si udì, una risata che ben poco aveva di allegro.
"Tu non hai capito nulla, stupido. Io sono te e tu sei me. Non puoi farmi del male, a meno che non vuoi fare del male a te stesso."
"Non mi importa niente di me, l'importante è proteggere lei", disse stringendo ancora più forte i pugni.
"Quanto sei patetico. I sentimenti per quella ragazza ti hanno annebbiato il cervello."
Un rumore di passi lo destò.
"Syaoran-kun... va tutto bene?"
Alzò lo sguardo e vide che Sakura si avvicinava lentamente verso di lui.
Due immagini si sovrapposero nella sua mente.
Una Sakura bambina, che lo chiamava semplicemente Syaoran e agitava la mano per salutarlo, poi la Sakura attuale, che non serbava alcun ricordo di loro due insieme, una Sakura che lo chiamava con quell'insopportabile suffisso.
Un dolore lancinante lo costrinse a stringersi la testa con le mani.
‘Loro moriranno... e sarai tu ad ucciderli.'
Il respiro divenne affanno, si stinse più forte la testa.
"Syaoran-kun... Syaoran-kun..."
Sakura cercò di scuoterlo posandogli le mani sulle spalle.
A quel contatto il ragazzo ebbe uno scatto violento, spinse via le mani di Sakura e la guardò con occhi spenti.
"Non mi toccare.... Stai lontana da me... Non voglio farti del male. Ti prego, Sakura."
Le sua preghiera si perse in un sussurro confuso.
It's plain to see,
it's trying to speak
cherished dreams
forever asleep
E' chiaro da capire
è difficile da dire
I sogni più cari
dormiranno per sempre
"Syaoran-kun, cosa succede?", la voce di Sakura si faceva sempre più preoccupata.
Abbassò lo sguardo, si costrinse a riprendere la calma.
Lentamente il respiro tornò regolare, ma il senso di terrore era ancora dentro di lui.
"S-sto b-bene", la sua voce era distorta e tremante.
Alzò nuovamente lo sguardo sulla ragazza e si trovò di fronte alla sua espressione preoccupata.
‘Non mi guardare così, non posso sopportare quel tuo sguardo...', pensò il giovane.
"Principessa, non si preoccupi ora sto meglio", si sforzò di sorridere.
Un sorriso triste e falso, ormai da troppo tempo era costretto a fingere.
"Sicuro di stare bene? Mi hai spaventata prima", ammise la ragazza.
‘Hai visto?! Lei ha paura di te.'
Ancora quella voce nella testa.
‘Stai zitto!', ordinò Syaoran, digrignando leggermente i denti.
"Principessa, non era mia intenzione spaventarla. Mi dispiace tanto."
Il ragazzo si alzò per scusarsi, ma quel movimento improvviso e la ferita alla gamba non del tutto guarita gli fecero perdere l'equilibrio.
"Attento..."
Sakura lo sostenne e lo aiutò a stare in piedi.
Il ragazzo era molto imbarazzo per quella loro vicinanza, ma soprattutto aveva paura.
Paura che qualcosa avesse potuto controllare il suo corpo e far del male a quella ragazza per lui così importante.
"Mi dispiace...", cercò di dire, ma la ragazza lo interruppe.
"Tranquillo, non è successo nulla."
La principessa lo aiutò a sedere nuovamente sullo scalino.
"La gamba ti fa ancora male, non devi fare sforzi", lo rimproverò lei.
"Mi dispiace", ripeté lui abbassando la testa.
La ragazza lo guardò e sorrise.
"Non scusarti sempre. Mi fai sentire a disagio così", rise leggermente.
Il ragazzo stava per dire l'ennesimo ‘Mi dispiace', ma evitò, limitandosi a guardarla.
‘Me lo rinfacciavi sempre quando eravamo bambini, mi dicevi sempre che ero troppo formale.
Ma come potevo non esserlo, tu eri e sei la Principessa e io un semplice suddito...
Anche se a te non è mai importato nulla di queste convenzioni sociali, io mi sentivo a disagio.
Ma poi mi hai conquistato, con quell'essere così solare e spontanea, tu eri il mio esatto opposto.
Sono tanti i motivi che mi hanno portato ad innamorarmi di te, non saprei nemmeno dire quali.
Ho sempre considerato questo mio sentimento per te come un qualcosa di sbagliato, qualcosa che non avrei mai dovuto provare. Mi è sempre stato facile pensare questi sentimenti, ma non potevo parlartene, era qualcosa di troppo complicato... Ma adesso non ha importanza, non posso e non voglio rimuginare su questo.
Ho bruciato la mia occasione, non posso tornare indietro, anche se lo vorrei.
Questo mio sogno d'amore rimarrà segreto... forse un giorno ci proverò, forse ci riuscirò, o forse no..."
Hopelessly, i'll love you endlessly
hopelessly, i'll give you everything
But I wont give you up,
I wont let you down,
I wont leave you falling
if the moment ever comes
Disperatamente, ti amerò per sempre
Disperatamente, ti darò tutto
ma non ti lascerò
non ti deluderò
e non ti lascerò cadere
se verrà mai il momento
"Ti dispiace se mi siedo vicino a te?", chiese all'improvviso la ragazza.
Syaoran la stava fissando ormai da un po' e lei si sentiva tremendamente in imbarazzo.
Preso alla sprovvista, non disse nulla ma si spostò per farle posto.
Un silenzio imbarazzante si fece largo tra loro.
"Argh... Maledetti, venite qui che ve la faccio pagare", urlò improvvisamente Kurogane.
Fay e Mokona lo avevano nuovamente stuzzicato con quei nomignoli che lui trovava insopportabili.
Alla vista di quella scena ormai così familiare, la ragazza rise leggermente.
"Ormai è consuetudine", disse Syaoran in modo rassegnato, scuotendo la testa.
"Però anche se litigano sembrano divertirsi parecchio. Trovo il tutto molto allegro", disse la ragazza.
Il ragazzo li osservò. Era vero, quella scena metteva un po' di allegria anche a lui.
Un nuovo dolore all'occhio, ancora quella voce.
"Presto scorrerà del sangue. Il loro sangue... E tu non potrai fare nulla."
Ancora una volta con la mano premuta sull'occhio, il ragazzo ansimava e scuotendo la testa cercava di scacciare quell'insopportabile voce. Sakura in preda alla paura e alla preoccupazione fece l'unica cosa che gli venne in mente, gli prese la testa tra le mani e lo abbracciò.
"Calmati, Syaoran-kun. Calmati...", gli ripeteva.
Il ragazzo aveva la mente annebbiata e non si rendeva conto di quello che accadeva, percepiva solo un forte calore capace di far svanire il dolore.
"Sakura", chiamò sommessamente.
La ragazza si stupì un poco nel sentirlo pronunciare il suo nome senza che dicesse anche ‘Principessa', eppure le faceva piacere essere chiamata semplicemente con il suo nome.
Uno strano sentimento si fece largo nel suo cuore, era una sensazione molto forte, come un antico richiamo. Senza sapere bene il perché, si allontanò un po' da lui e gli sfiorò con le labbra l'occhio ferito, poi lo tenne abbracciato fino a che non si fu calmato.
Dopo alcuni minuti, quell'abbraccio fu sciolto e si scostarono l'uno dall'altro.
"Scusami Syaoran-kun. Forse non dovevo...", cercò di dire.
"No, Principessa. La colpa è mia, sono io che non dovevo..."
"E' colpa mia invece", replicò lei.
Un attimo di stordimento la colse, cadde in avanti e si appoggiò alla spalla del ragazzo pronunciando il suo nome. Nella sua mente affiorarono delle immagini, forse alcuni frammenti di ricordi.
Lei correva all'interno di un palazzo, incitava una persona a seguirla. Poi si fermò e tornò indietro verso quel qualcuno. Era un bambino, ne vedeva solo il corpo ma non il viso, coperto da una nube nera.
"Ti sei fatto male?", chiese preoccupata.
Il bambino si toccò il ginocchio dolorante, mentre lei accarezzò e baciò il punto in cui si era ferito.
" Quando cadevo e mi facevo male, la mia mamma mi dava un bacio e passava tutto", spiegò la piccola.
Gli afferrò la mano e lo aiutò ad alzarsi.
"Va meglio?", chiese al suo interlocutore.
Silenzio.
"Allora se stai bene andiamo a giocare qui fuori", lo esortò, mentre lo trascinava tenendolo per la mano.
Alcune lacrime affiorarono dagli occhi chiusi, bagnando le guance.
‘Perchè non vedo il suo viso?'
Hopelessly, i'll love you endlessly
hopelessly, i'll give you everything
But I won't give you up
I wont let you down,
I wont leave you falling
but the moment never comes.
Disperatamente, ti amerò per sempre
Disperatamente, ti darò tutto
ma non ti lascerò
non ti deluderò
e non ti lascerò cadere
ma non verrà mai il momento.
Sakura riaprì gli occhi.
"State bene Principessa?, chiese il ragazzo preoccupato.
"Credo di aver ricordato qualcosa del mio passato..."
"Davvero?", chiese lui incuriosito.
"Stavo correndo all'interno di un palazzo, dietro di me c'era un bambino che all'improvviso è caduto. Allora sono tornata indietro e siccome si era fatto male gli ho dato un bacio sulla ferita, proprio come faceva mia madre con me. Però non sono riuscita a vedere il suo viso", spiegò lei rimanendo appoggiata alla spalla del ragazzo.
"Chissà chi era...", sospirò infine.
Syaoran ricordava ogni singolo istante da lei descritto, ma non disse nulla.
"Come va adesso l'occhio?", chiese dopo qualche secondo.
Era come se quel suo bacio avesse placato il dolore, come se avesse fatto tacere quella voce insistente relegandola lontano da lui... lontano da loro.
"Sto molto meglio ora", sorrise alla Principessa.
Si sentiva come se un pericolo imminente fosse passato, anche se sapeva che presto o tardi l'altro se stesso sarebbe tornato. La paura di quell'ombra era ancora lì.
"Salve. C'è nessuno?"
Il gruppo di cacciatori era appena entrato nel locale.
Fay andò ad accoglierli per poi condurli nel cortile, dove tutto era pronto per il pranzo.
La ragazza si alzò e prese la mano di Syaoran per aiutarlo ad alzarsi.
"Forza Syaoran-kun... Sono arrivati gli invitati, andiamo?", chiese sorridendo.
Un sorriso capace di scacciare anche le tenebre più fitte, capace di abbagliare chi le stava intorno.
Syaoran era da sempre la persona più colpita da quella luce. Anche ora guardando quel sorriso la paura svanì dal suo cuore.
Si alzò, aiutato dalla sua Principessa, alla quale riserbò un dolce sorriso.