
Ormai la sera era calata, e finalmente giunsero in quella che poteva essere chiama una "città".
Per le strade c'era molta gente, anche se ormai era sera inoltrata.
Dappertutto luci ed insegne ad intermittenza invitavano, con un silenzioso richiamo, le persone ad entrare in quel determinato locale.
Nell'aria si poteva anche sentire lo stuzzicante profumo delle pietanze appena sfornate.
"Ma che stanno facendo in questa città?" domandò tutta incuriosita la piccola saru, che si stava già pregustando tutto il cibo, solo sentendone l'odore.
"Si direbbe una specie di fiera...o anche una festa per qualche avvenimento!" disse Hakkai. "Tsk...fiera o meno dobbiamo trovare al più presto una locanda per la notte." sbottò il monaco molto seccato dalla cosa.
Tutti e tre sapevano che a Sanzo non piacevano le feste, inoltre, con le sue vesti cerimoniali non sarebbe passato di certo inosservato e di sicuro qualcuno lo avrebbe fermato per ricevere una benedizione.
E tutto questo lui non lo sopportava.
Si addentrarono con la jeep nella città, cercando di dare il meno possibile nell'occhio.
Hakkai si fermò davanti ad un grande hotel tutto illuminato, e poi disse: "Sanzo, che ne pensi di questo? Potrebbe andare bene per una notte?!"
"Tsk...fate come vi pare!"
"Lo prendo come un sì!" e fece uno dei suoi soliti falsi sorrisi.
Scesero dalla jeep e questa ritornò ad essere il draghetto bianco di sempre, ed in seguito si appollaiò sul braccio di Hakkai.
Varcarono la soglia della porta di quell'immenso hotel ed entrarono.
Dentro c'era un piacevole tepore, ed una accogliente atmosfera.
Ai lati della hall c'erano molti tavoli sistemati tutti in fila, mentre davanti a loro vi era un bancone. Quello doveva essere la reception. Sanzo diede la cash card dei Sanbutsushin ad Hakkai lasciando che fosse lui a parlare con la ragazza.
"Konbanwa signori! Posso esservi utile?"
"Emh...si! Vorremmo sapere se avete camere disponibili per questa notte!? Quattro singole se fosse possibile"
"Si, ora guardo se ce ne sono."
La ragazza tirò fuori da sotto il banco un registro, e cominciò a sfogliarlo. Dopo qualche secondo disse: "Mi spiace...ma abbiamo solo due camere: una matrimoniale, e una doppia. Le prendete lo stesso?"
Hakkai non sapeva che fare. Si voltò verso Sanzo, che intanto si era acceso una sigaretta, e gli chiese se poteva andargli bene.
Dopo una brevissima discussione, il demone dal volto gentile tornò dalla ragazza ed annuì.
"Bene!" disse lei sorridendo e dandogli due mazzi di chiavi "La numero 109 è quella doppia, mentre la 111 è quella matrimoniale, si trovano tutte e due al secondo piano."
Detto questo prese le chiavi, e le porse la piccola carta dorata che gli aveva dato Sanzo in precedenza, per pagare la quota delle camere appena affittate.
"Grazie per essere venuti qui e oyasumi nasai" Salutò lei.
Salirono al piano superiore, ma per il momento entrarono tutti e quattro nella camera doppia, dove avrebbero deciso la disposizione per la notte!
"Dunque ragazzi -cominciò Hakkai- come facciamo a decidere con chi dovremmo dormire...ma soprattutto, in che camera dovremmo stare?!"
"Sia ben chiaro...io non ho intenzione di dormire con la scimmia -disse Gojyo- non fa altro che russare e scalciare tutta la notte!"
"Lo stesso vale per me! Non ho intenzione di dormire con quel kappa pervertito. Io voglio dormire con te, Sanzo."
"Te lo puoi scordare" Disse il bonzo seccato. A quelle parole Goku mise il broncio, ed incrociò le braccia al petto in segno d'offesa.
Come sempre non riuscivano ad arrivare ad un accordo.
"Scusate -li interruppe il demone- dobbiamo trovare subito una soluzione, o qui potremmo andare avanti tutta la notte."
Il mezzo demone diede ragione ad Hakkai, e propose agli altri di giocarsi le camere e le coppie a carte, anche se sapeva già come sarebbe andata a finire: a lui sarebbe toccato dormire con Hakkai, mentre Sanzo avrebbe dormito con la baka saru. "Che invidia" pensò tra sé e sé Gojyo.
Il rosso tirò fuori dalla tasca dei sui pantaloni un mazzo di carte e cominciò a mescolarle.
Ne prese una decina, e le aprì a ventaglio in modo che i suoi compagni ne potessero prendere una ciascuno.
"Con questa mano decidiamo le coppie! Le due persone che avranno la carta dello stesso seme formeranno una coppia" disse Hakkai sorridendo.
Detto questo, tutti quanti pescarono le rispettive carte.
"Io l'asso di fiori" ribatté Sanzo.
"Io ho pescato un nove di cuori" disse Goku tutto sconsolato, perché sapeva di non poter dormire con il bonzo.
"Io, invece, ho l'asso di cuori" disse Hakkai rivolto verso Goku, notando che quest'ultimo sembrava sollevato dal fatto di non dover dormire con il kappa.
Ci fu un attimo di silenzio.
"Ehi ero-kappa...che ti prende? Che carta hai pescato?"
Gojyo sembrava quasi paralizzato.
"Gojyo...?!" Goku si avvicinò al kappa gattonando, e gli tolse di mano la carta.
"Oh! Ma guarda Sanzo, ha pescato la carta del tuo stesso seme, un cinque di fiori."
"Ehi tu! Ridammi quella carta." Il mezzo demone sembrò ridestarsi.
"Tsk, ci mancava anche questa." Sbottò il biondino.
Le coppie erano state decise: Hakkai avrebbe dormito con Goku, mentre Gojyo con suo stupore avrebbe dormito nella stessa camera del suo bonzo corrotto preferito.
"Ora dobbiamo solo decidere le camere in cui staremo."
Questa volta le carte le fece Hakkai, ma bastarono solo due persone per scegliere le carte.
"Chi pesca la carta più bassa, prende la stanza matrimoniale. Siete d'accordo?" parlò in fine Hakkai.
Gojyo e Goku annuirono avevano stabilito che sarebbero stati loro due a pescare le carte e così detto, ne presero una ciascuno.
Il primo a guardarla fu Gojyo, e notò con suo dispiacere che la carta era abbastanza alta: la donna di cuori.
Poi fu il turno di Goku: "Sono stato più fortunato io! Ho preso l'asso di picche"
"Fantastico! Dovrò dormire nello stesso letto di quel pervertito. La mia giornata era proprio così nera?!" disse Sanzo, accendendosi l'ennesima sigaretta ed aspirando una lunga boccata.
Gojyo, invece, sembrò molto contento della cosa. Anche se sembrava sfacciatamente imbarazzato a quell'idea: "E chi mi ferma questa notte!" disse mentalmente il kappa, facendo un sorrisetto malizioso.
"Bene, allora è deciso finalmente! Goku ed io prendiamo la stanza con due letti singoli, e voi la matrimoniale."
A Sanzo non comodava molto quella situazione, ma avrebbe dovuto dormire con lui anche contro voglia.
Il bonzo invitò, non molto gentilmente, Gojyo a seguirlo nella loro camera. Il mezzo demone, lo seguì arrossendo un po', ma per fortuna non lo vide nessuno. Non voleva delle seccature con Goku, che gli avrebbe sicuramente fatto delle domande a riguardo.
La loro stanza era proprio di fronte a quella di Hakkai e Goku.
Gojyo infilò la chiave nella serratura della porta, fece qualche giro e questa si aprì con un leggero cigolio.
Il primo ad entrare fu Sanzo
Accese l'interruttore situato di fianco alla porta e una luce molto tenue illuminò la camera.
Era molto grande: c'era una finestra con vista sulla foresta che circondava la città, e sotto di essa era posizionato un grande letto matrimoniale, che aveva tutta l'aria di essere molto morbido.
Vicino al medesimo, vi era un tavolino con una piccola lampada ed un vaso di fiori, e nel centro un tappeto rettangolare con degli strani disegni.
Sulla destra, invece, si trovava il bagno, ed anche questo era abbastanza grande e spazioso.
"Davvero carina questa camera da letto!" disse Gojyo rivolto a Sanzo.
"Si, non male!" disse per risposta il monaco e poi aggiunse: "Io vado a farmi una doccia."
E detto questo si diresse immediatamente in bagno e chiuse la porta dietro di se.
Gojyo rimase da solo nella stanza.
Si avviò verso la finestra e la aprì, per potersi fumare una sigaretta e pensare ad alcuni modi per riuscire ad esprimere a Sanzo i sentimenti nei suoi confronti. Cosa per nulla facile.
E si rassegnò sconsolato, perché sapeva che non sarebbe mai riuscito a dichiararsi.
Spense la sigaretta che aveva fumato quasi fino al filtro, richiuse la finestra e si diresse verso il letto. Si buttò di peso su di esso, e si sdraiò appoggiando la testa sul morbido cuscino.
Intanto, nel bagno, Sanzo si stava spogliando delle sue vesti cerimoniali e del suo aderentissimo top nero, per andare a farsi una bella doccia rinfrescante.
Entrò nel box doccia ed aprì l'acqua.
Rimase sotto la doccia per circa un quarto d'ora e poi finalmente decise di uscire.
Si asciugò un po', si mise un asciugamano intorno alla vita ed uscì dalla stanza per andare a prendere degli indumenti puliti da mettersi.
Gojyo si girò di scatto sentendo la porta aprirsi. Ne uscì Sanzo, e Gojyo si trovò uno spettacolo...come dire...bellissimo.
Davanti a sé c'era Sanzo, no dico Sanzo, completamente nudo con solo un asciugamano di medie dimensioni attorno alla vita.
Il rosso stava contemplando i pettorali e gli addominali scolpiti del biondino, il suo corpo snello ed esile ma allo stesso tempo forte e robusto.
Il kappa si sentì avvampare, se non avesse avuto un po' d'autocontrollo gli sarebbe saltato addosso all'istante, e se lo sarebbe fatto lì senza pensarci troppo.
Ma sapeva che, se non voleva trovarsi nel corpo un intero caricatore della pistola di Sanzo, doveva contenere i suoi bollenti spiriti...almeno per ora.
Sanzo si sentiva osservato.
Si voltò di scatto e vide il mezzo demone, ancora disteso sul letto, che lo stava letteralmente mangiando con gli occhi.
Il biondino gli si avvicinò a passo sostenuto.
"Sanzo, nn ti avvicinare per favore! Non oso immaginare, o forse sì, la reazione che potrei avere..." pensò Gojyo.
Il suo cuore stava battendo all'impazzata e temeva che se le cose avessero seguito quella piega non sarebbe più riuscito a trattenersi, non ce la faceva davvero più.
Voleva Sanzo, voleva farlo suo ed al più presto possibile.
A destarlo dai suoi pensieri ci pensò il bonzo che disse: "Si può sapere che hai da guardare?" (Nda: e c'è da chiederlo? *__*)
Gojyo non rispose. Si limitò solo a guardare da un'altra parte.
Ma Sanzo non si rassegnò: "Ti ho fatto una domanda! Razza di Kappa dalla mente perversa."
Nulla.
Sanzo spazientito, (e cocciuto :Ndme ›_‹) si sedette sul fianco del letto, bloccò con le mani i polsi del demone ed avvicinò il suo viso a quello di Gojyo, in modo molto pericoloso. Gojyo poteva sentire il respiro del bonzo sul suo volto... questa volta era sicuro che avrebbe ceduto.
"Rispondi!"
Nemmeno così riuscì a ricevere una risposta.
Per un istante, i freddi occhi viola di Sanzo incrociarono quelli rossi di Gojyo. Fu una cosa molto rapida, perché il mezzo demone non riuscì a sostenere a lungo il suo sguardo; così freddo e penetrante, e si voltò subito dall'altra parte, arrossendo vistosamente.
Il giovane monaco se ne accorse, ma non lasciò ancora la sua presa. (ricordiamoci che Sanzo è ancora mezzo nudo: Ndme)
"Senti un po' tu...noi due dobbiamo fare una bella chiaccheratina"
E detto questo lo lasciò andare. Si rialzò dal letto, prese i suoi vestiti e si riavviò verso il bagno per potersi mettere qualcosa di più comodo addosso.
Gojyo era immobile sul letto.
Il suo cuore stava battendo ancora fortissimo...e sentiva molto caldo.
"Ma che mi era preso?! Non è da me comportarmi così!" Pensò lui mettendosi a sedere.
"Sarà meglio se vado a farmi un giro in città, tanto per rinfrescarmi un po' le idee!"
Così deciso, avvertì Sanzo che sarebbe uscito.
Dopo aver ricevuto come risposta, un: "fa quello che ti pare" prese le chiavi della stanza ed uscì dalla camera...

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