
Dopo aver camminato a passo sostenuto per tutto il tempo, Gaara raggiunse il grande edificio, dove al di fuori lo attendevano gli sguardi ostili dei due capo-villaggio. Le loro facce non promettevano niente di buono.
Si soffermò davanti a loro, scrutandoli attentamente, dopodichè, gli rivolse un debole saluto.
"Dunque, sei più giovane di quello che ci aspettavamo. Sei davvero all'altezza del tuo compito, ragazzino?" ghignò Takeru, il capo del paese dell'erba.
"Così sembra. Ma veniamo subito al punto. Che cosa dovrei fare per far sì che questa guerra cessi?" domandò il ragazzo con tono serio.
"Niente di complicato, kazekage. Ma non credi che sarebbe meglio discuterne con il consiglio?" rispose allora Shikari, l'altro capo-villaggio.
Il rosso acconsentì, facendo strada ad entrambi per condurli nella sala riunioni, dove li fece accomodare per poi far chiamare gli anziani del consiglio. Alcuni di loro ancora, non si fidavano di Gaara, lo si poteva notare dagli sguardi carichi di diffidenza.
Uno dei pochi presenti che aveva fiducia nel quinto kazekage, era il vecchio Ebizo, che dopo la morte della sorella, aveva deciso di entrare a far parte dei membri del consiglio.
Se la vecchia Chiyo aveva dato la vita per quel giovane, allora valeva la pena aiutarlo nel suo ruolo di Kage.
Nella sala aleggiava la tensione, nessuno poteva sapere che cos'avevano in mente i due capi villaggio, potevano aspettarsi di tutto.
"Se volete esporre qual è il vostro problema e quello che volete ottenere fate pure, noi vi ascoltiamo." esclamò Gaara, rompendo il silenzio che si era creato.
Shikari e Takeru si rivolsero un'occhiata, e il secondo cominciò a parlare.
"La vostra alleanza col villaggio della foglia, ci ha molto preoccupato. Sapete... non abbiamo gradito, ci avete... come dire... messi in ombra. Abbiamo pensato che il vostro accordo di pace, era un modo per allearvi contro di noi. Perciò abbiamo preso la decisione di attaccarvi per primi." il problema venne esposto, sotto gli occhi spalancati e increduli di tutti.
Un motivo talmente tanto futile, non si era mai sentito. Più che per il contenuto, era perchè avevano immaginato tutto, senza avere alcuna certezza.
Il kazekage a quel punto si infuriò, sbattendo un pugno sul tavolo. Non riusciva a contenere la rabbia, come potevano essere stati tanto stupidi?
"E voi, avete attaccato Suna, uccidendo un sacco di abitanti, solo per una cosa che avete pensato voi? Vi rendete conto della gravità della cosa? Ci avete attaccati solo perchè avevate paura." anche Takeru a quel punto, si indignò.
"Ascoltami bene ragazzino strafottente, abbiamo prevenuto un eventuale attacco ai nostri villaggi. Avendo un piccolissimo territorio, era logico che se ci aveste attaccati voi, avremmo perso su tutta la linea. Voi avete Konoha dalla vostra parte, così, cominciando noi la guerra, non avreste avuto modo di raggruppare i ninja della foglia. Senza di loro, avete tanti shinobi quanto noi." era una guerra inutile quella in atto, non aveva davvero alcun senso.
Nella stanza, molti dei vecchi, avevano iniziato a bisbigliare di quanto fosse stato imprudente Gaara a perdere la calma in un momento delicato come quello e di quanto fosse stato stupido avergli dato retta.
Se non avessero firmato l'alleanza con la foglia, a quest'ora non ci sarebbero stati spargimenti di sangue, quel ragazzino era stata la loro rovina. Tra di loro, c'eri chi si domandava quale fosse stato il pazzo a proporlo come kazegake.
"La volete smettere vecchi stupidi?!" il vecchio Ebizo si era alzato di scatto dalla sedia, guadagnandosi decine di sguardi perplessi ad osservarlo.
"Vi rendete conto delle cattiverie che state dicendo? Siete solo degli stupidi. Chiunque di voi qui dentro lo ha proposto come kazekage. Chiunque. Adesso, non tiratevi indietro, ma soprattutto non provatevi a scaricare le colpe su questo ragazzo. Lui si che ha fatto la cosa giusta. Secondo voi ha sbagliato ad allearsi con Konoha? Ogni Kazekage che ha guidato Suna in questi anni lo avrebbe fatto. Lui non poteva certo prevedere una reazione così stupida da parte dei villaggi confinanti. Quindi, imparate a fare silenzio invece di parlare a vanvera." così, il vecchio si risedette e con un cenno della testa esortò Gaara ad esporsi.
Allora Ebizo non era uno dei pochi che aveva fiducia in lui, bensì era l'unico.
"Bene. Adesso, posso dirvi le cose come stanno. L'alleanza tra il villaggio della foglia e quello della sabbia, non era un modo per cominciare una guerra con voi. Se non siete stati chiamati a firmare un' alleanza, non è perchè volevamo farvi guerra, bensì perchè in passato Suna e Konoha sono stati nemici. Volevamo porre fine a quest'inutile ostilità che regnava tra i due paesi. Perciò, adesso che sapete come stanno le cose, potreste espormi quali sono le vostre richieste? Volete stipulare anche voi un'alleanza? Per quanto non mi piaccia l'idea, dopo ciò che avete fatto." nuovamente calò il silenzio.
I due capo villaggio, nonostante avessero capito come stavano le cose, non volevano darla vinta al kazegake. Sapevano bene che aveva ragione, ma non volevano ammetterlo.
"Allora dammi un buon motivo per cui non hai stipulato un'alleanza anche con noi." domandò Shikari indignato. Gaara tirò un sospiro.
"Perchè siccome Suna e Ame non si sono mai fatti la guerra, immaginavo non ce ne fosse bisogno. In fondo, pensavo che fossimo neutrali. Ma a quanto pare per voi c'è bisogno di scriverlo." il rosso si dimostrò molto più maturo di chiunque fosse presente in quella sala, eccetto il vecchio Ebizo, che era quello con più cervello lì dentro.
Intanto, fuori dalla sala riunioni, Temari e Kankuro era arrivati e aspettavano impazienti l'esito del consiglio, la cosa stava andando per le lunghe.
Assieme a loro c'erano anche Naruto ed Hinata, che come avevano saputo dell'imminente riunione, si erano precipitati al palazzo, in attesa del verdetto finale. Le voci si erano sparse in tutto il villaggio, ma nonostante tutto, la guerra continuava.
I due shinobi della foglia, erano accasciati sul pavimento, l'uno accanto all'altra, con le mani intrecciate. Erano impazienti di sapere come sarebbe andata a finire e nel frattempo, cercavano di riprendere le forze.
"Ma Sakura dov'è adesso?" scattò la Hyuuga non appena realizzò che la ragazza non si trovava lì. Fu Kankuro a risponderle.
"Oh, lei si è addormentata. Ha perso molto chakra, perciò sta riposando, ma sta bene. Non vi preoccupate." il marionettista li rassicurò, per fortuna stava bene.
"Posso andare da lei?" il ragazzo annuì, così la moretta si alzò e raggiunse la sua stanza, dove l'Haruno stava riprendendo le forze.
"Hinata... riposati un po' anche tu. Ti avvertirò io delle decisioni prese, ok?" disse Naruto sorridendole.
"Va bene Naruto-kun. Allora ci vediamo più tardi." salutò tutti e tre e scomparve in fondo al corridoio.
Dentro alla sala, si stava svolgendo ancora la riunione e non erano arrivati ancora a niente. Gaara era esasperato, non riusciva a capire che cosa volessero i due ostinati capo villaggio.
Continuavano a dire che erano stati messi alle strette e che non avevano avuto altra scelta se non quella di attaccare in massa il villaggio della sabbia.
"Allora, adesso ascoltatemi bene. Cosa volete ottenere da noi? Sicurezza? Volete che vi scriviamo che nè noi, nè la foglia attaccheranno i vostri villaggi?! Posso farlo, posso scrivere io stesso il documento e farlo volare sino a Konoha per farlo firmare a madamigella Tsunade, l'Hokage di Konoha. Oppure volete allearvi anche voi? Sono disposto ad accettarlo, basta che vi decidiate a darmi qualche segno di vita invece di ripetermi il motivo per cui ci avete attaccati..." una forte emicrania si era ora impadronita della testa di Gaara.
"Va bene. Vi crediamo. Ma vogliamo vedere i documenti e firmarli." disse Takeru fissando con serietà il rossino.
"Allora avete deciso finalmente. E sia. Chiamatemi Temari e ditele di scrivere i documenti per l'alleanza." uno degli anziani presenti si allontanò per riferire gli ordini alla sorella del kazekage.
Nell'attesa che i documenti venissero scritti, Gaara fece una dichiarazione ai due neo-alleati di Suna.
"Sappiate che per quello che avete fatto siete costretti a ripagarci. Avete distrutto ogni cosa, perciò: o ci ripagate in monete, o ci aiutate a rimettere apposto ogni cosa." alla richiesta del ragazzo, Ebizo annuì compiaciuto, quello che avevano fra le mani era uno dei migliori kazekage.
"Cos'è, una minaccia?" esclamò con prepotenza Shikari.
"No, assolutamente. È un vostro dovere ripagarci, o per lo meno, aiutarci a rimediare ai danni che ci avete provocato..." Takeru annuì, era d'accordo con ciò che aveva detto il giovane.
Ora che aveva capito le vere intenzioni dei due villaggi, non se la sentiva di continuare a replicare, era del tutto inutile.
Alla fine, dovette accettare la richiesta anche l'altro capo villaggio.
In quel momento fece il suo ingresso Temari, l'ambasciatrice di Suna con i fogli da firmare.
Così, venne stipulata l'alleanza fra i paesi della sabbia, dell'erba e della pioggia. In seguito, l'avrebbe fatto firmare anche a Tsunade.
"Adesso, andate a dire ai vostri uomini di cessare la guerra." disse lo shinobi della sabbia, era ancora molto indignato.
Passarono all'incirca quattro giorni dacchè i paesi ebbero firmato l'alleanza, adesso le tre popolazioni si davano una mano per rimettere apposto gli edifici distrutti, pian piano, tutto stava tornando come nuovo.
Da quando aveva avuto luogo il consiglio, di Gaara non si avevano più notizie, si era rinchiuso dentro all'ufficio senza voler ricevere alcuna visita, neppure se si trattava di qualcosa di importante.
Non aveva voglia di vedere nessuno, dopo la sfiducia che avevano dimostrato gli anziani, si era sentito come in passato. Un mostro che aveva assassinato un sacco di gente, perso nel vortice di sensi di colpa che erano tornati ad attanagliarlo.
Non lo avrebbero mai accettato del tutto e questo, gli dava sconforto.
Nella testa, gli ronzava l'idea di dimettersi dall'incarico di kazekage, tanto, che senso avrebbe avuto continuare a tenersi quel titolo? Per sopportare il peso di un intero villaggio e sentirsi dire che ogni cosa che faceva era sbagliata?
No. Questo non poteva accettarlo.
Temari e Sakura, la quale si era ripresa del tutto dal terribile stato d'animo che le avevano causato quelle illusioni, si trovavano insieme ad aiutare una coppia di anziani a mettere apposto la parete della loro casa, che era stata abbattuta a causa di uno scontro.
Mentre la bionda osservava l'Haruno che rovistava fra gli attrezzi, vide la vista oscurarsi per un paio di mani che le coprivano gli occhi.
"Kankuro, non è divertente. Lo so che sei tu che fa questi scherzi idioti. Gaara non può essere, uno perchè non lo farebbe mai, due, perchè è rinchiuso nella sua stanza da giorni!" gridò con stizza la ragazza.
"Ne sei proprio sicura? Sei proprio una seccatura! Non ti piacciono proprio gli scherzi?" sogghignò da dietro di lei una voce conosciuta.
La kunoichi si voltò sorpresa, di fronte a lei, che le sorrideva c'era la persona che mai si sarebbe aspettata di vedere.
"C... Cry-baby?!" un sorriso prese forma sul suo volto, non poteva crederci, lui era lì. Quante volte aveva sperato di rivederlo?
"E chi sennò? Salve Sakura-chan!" salutò con un cenno della mano e lei gli rispose con un sorriso.
"Ma... ma... che ci fai qui?" Temari era ancora incredula.
"Sono stato spedito qui da Tsunade. Vi ho riportato uno dei due documenti perchè lo mettiate nell'archivio. Infatti devo incontrarmi con Gaara, per quanto non abbia voglia di parlarci." sbuffò il moretto.
"Figurati se tu hai voglia di fare qualcosa! Sei un fannullone, ecco cosa sei!" alle volte Nara era davvero insopportabile.
"Beh, in ogni caso devo vedere Gaara, quindi... ci vediamo!" ma la biondina lo fermò prima che potesse fare un solo passo.
"Dubito che Gaara abbia voglia di vederti. In questo momento non vuole vedere nessuno. Neppure me..." disse con una nota di tristezza nella voce.
"Oh beh, lo capisco. Anche a me scoccia vederti, seccatura. Ma ho dovuto venire qui. Ordini della vecchia." l'ironia del ninja non fu gradita dalla ragazza, che gli dette una spinta.
"Senti un po'... piantala di fare del sarcasmo! E poi sono seria quando dico che mio fratello non vuole vedere nessuno... nessuno sa cosa gli sia preso." così, si voltò dalla parte opposta per non guardare Shikamaru negli occhi. Gli avrebbe tirato un pugno se non avesse contato fino a dieci.
Il moretto allora la prese per un braccio e la fece voltare.
"Dai, scusami. Ma se non posso dare a lui questo foglio, a chi posso darlo? Mi sono rotto di tenerlo in mano..." disse alzando lo sguardo al cielo.
"E va bene, dallo a me. Quanto sei noioso!" esclamò la ninja dirigendosi poi verso il palazzo del kazekage, per mettere il documento nell'archivio.
Il ragazzo scosse la testa mentre la osservava allontanarsi, in quel momento si era reso conto quanto gli fosse mancato il caratterino di Temari e che fosse stato un bene che l'Hokage gli avesse imposto di fare tre giorni di viaggio. Faticosi. Ma utili perchè aveva rincontrato la terribile biondina.
Lo sorprendeva sempre. Non sapeva come spiegarselo, ma quando era con lei, gli veniva la voglia di fare qualsiasi cosa.
"Cry-baby!" gridò la bionda da lontano,aspettando che la guardasse.
"Benvenuto a Suna!" detto ciò, tornò sui suoi passi, sorridendo fra sè e sè. Adesso era davvero felice.
Sapeva che avrebbe potuto affrontare ogni cosa, che non sarebbe caduta nella tristezza con lui al suo fianco.
*Owari 10*
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I Commenti degli Utenti:
bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!mi piace da matti stù fan fiction!!!!!!!!!!!!!!dovresti mandarla direttamente a masashi!!!!!!!!!!!!!!!!