
Giorni fa Federico Colpi (direttore d/visual) ha pubblicato nel suo sito un interessante articolo riflessivo sulla crisi odierna del settore manga. Di seguito vi riportiamo un estratto.
Cosi', ogni incontro con gli altri editori oppure occasioni di festa come il premio annuale dei manga indetto dal Ministero degli Esteri nipponico, diventano solo tristi appuntamenti in cui editori che fino a qualche anno fa si vantavano di raggiungere vendite inimmaginabili in qualsiasi altro paese del mondo ora si tastano il polso a vicenda e si scambiano sguardi apprensivi e costernati, quasi a voler fare un conto alla rovescia di chi l'anno prossimo ci sara' ancora e chi invece non ci sara' piu'.
L'aumento del petrolio e il conseguente aumento della carta, combinati a un crollo delle vendite, stanno mettendo in ginocchio l'industria del manga: Shueisha, Shogakkan e Kodansha che annunciano l'una dopo l'altra la chiusura di testate importanti (Jump mensile, Young Sunday, Magazine Z...); periodici che cercano di reinventarsi dandosi una nuova veste grafica (Jump SQ di Shueisha, che ha fatto gridare al miracolo quando il primo numero, aiutato da una splendida copertina, e' arrivato ristampa dopo ristampa a 600.000 copie, per poi tornare vittima dell'indifferenza del grande pubblico dopo meno di un anno); profeti che annunciano una rivoluzione che portera' i manga a diventare prodotto da leggere solo sui telefonini, ma il cui ottimismo non viene ancora confortato dai dati...
Cosa sta succedendo ai manga? Non ci vuole molto per capirlo: basta entrare in un treno... [...] LEGGI PER INTERO L'ARTICOLO

Subito dopo è apparsa, nel suo blog, la risposta di Davide Castellazzi:
Se questa rubrica non si intitolasse “Mumble… Mumble…” potrei intitolare questo pezzo “Apocalisse Manga”. Amo il catastrofismo, ma veramente di ciò si tratta? Smetto di essere nebuloso e comincio a spiegarmi. Un pezzo di Federico Colpi, sul sito d/visual, dipinge una drammatica situazione dei manga in Giappone. Evito di fare considerazioni specifiche sull’interveneto (comunque leggetelo, è molto interessante) e, sollecitato da alcuni amici aggiungo qualche nota personale (giuro, lo faccio perché sollecitato, ultimamente la mia pigrizia ha il sopravvento sul mio egocentrismo).
Sono circa due anni che sostengo che il mercato dei manga in Giappone è in grave crisi. Non si tratta di una mia fissa, ma di osservazione della realtà. Non solo le riviste chiudono, ma basta andare in metropolitana per constatare che i pendolari... [...] LEGGI PER INTERO L'ARTICOLO

Infine anche Gualtiero Cannarsi, anch'egli nel suo blog, ha dato il suo parere. Eccone l'estratto:
Recentemente, Federico Colpi (un nome che dovrebbe essere ben noto a chi segue il mondo del manga e degli anime in Italia) ha pubblicato sul sito della sua compagnia un articolo, diciamo un editoriale, davvero notevole. Si tratta di un'agile ma ben focalizzata disanima sulla situazione del mercato del manga in Giappone, e poi anche all'estero, giocata su alcuni punti cardine della questione, mirabilmente legati fra loro nella trasversilità di industria e società. L'articolo, la cui lettura consiglio caldissimamente a tutti gli interessati del settore, lo trovate qui.
Di seguito, e credo giustamente, si sono avute alcuni commenti sia da operatori del settore, sia dagli appassionati nostrani. Davide Castellazzi, altra persona attiva nel mercato italiano dei manga sin da tempi non sospetti, ha scritto un breve post sul suo blog, dove essenzialmente ripercorre e conferma le tesi dell'articolo originale di Federico, senza a mio avviso espanderne i veri gangli di interesse culturale. Infine, anche il sito animeclick ha riportato notizia di entrambi gli articoli, rispettivamente qui e qui, dando spazio ai commenti dei lettori. Mi sono sentito anch'io di commentare in quella sede, e ora riporto anche qui le mie impressioni... [...] LEGGI PER INTERO L'ARTICOLO

Estraggo a questo merito, da un'intervista pubblicata sul nostro sito in esclusiva, la risposta di Cristian Posocco di Flashbook a una domanda molto simile. (leggi qui l'intervista per intero) [...]
N: Cosa ne pensa del mercato italiano? Le sembra anche a lei come ultimamente si parla che si sia oramai raggiunta la saturazione e che anche per questo talvolta la qualità finale del prodotto sembra non essere un docet?
FB: Citando il filosofo: pessimismo & fastidio!
Che si sia raggiunta la saturazione è un dato di fatto.: la verità è che da molto ormai l'offerta supera di gran lunga la domanda. Il fatto che ci siano editori che nonostante questo moltiplicano il numero delle uscite non deve trarre in inganno: questo non è, come a un'osservazione superficiale si potrebbe pensare, indice che mercato il mercato è sano e assorbe nuovo materiale, ma è una tattica commerciale ben precisa che non ci pare il caso di illustrare. Ci limitiamo a dire che, a nostro avviso, non può che portare danni all'intero movimento. L'aumento costante dei prezzi, ad esempio, ne è una conseguenza. L'omologazione dei titoli e il conseguente disinteresse dei lettori dopo un certo tempo pure.[...]
Preso da smania vorrei lasciare anche il mio parere a questa discussione.
In Italia e nel mondo i quotidiani hanno tutti il proprio sito web dove tutti possono leggersi le notizie immediatamente e comodamente; nonostante questo il cataceo è ancora venduto, non è affatto "morto".
Perché i manga e i fumetti in generale non dovrebbero anch'essi modificarsi secondo ciò che la tecnologia comanda?
Manga leggibili su internet direttamente, pagando ovviamente, sulla falsa riga di quel che fu Buzzer Beater di Inoue; dirò di più perché non sviluppare un tool fisico apposito? Uno schermo touch screen pieghevole delle dimensioni di un manga standard, leggero e versatile. Uno si compra questo oggetto va a casa, si collega all' "Itunes dei Manga", scegli il volume che vuole, se lo scarica, se lo mette nella sua memory stick e quest'ultima se la mette nello schermo prima descritto. Tranquillamente andando a spasso può leggersi centinaia di volumetti manga a scelta!
Così il formato cartaceo morirebbe definitivamente? Non credo proprio. Si verrebbe a creare una fisiologica differenza che in Giappone già esiste tra chi legge le riviste contenitore e chi si compra anche l'edizione a Tankōbon, ossia l'utente che vuole solo leggersi una storia probabilmente verterà sul pratico formato digitale, mentre l'utente collezionista continuerà tranquillamente a comprarsi il volumetto, magari limitato!
Infine cosa non di poca importanza si avrebbe un buon risparmio della preziosa carta...
photo by jcortell
E tu cosa ne pensi? Anche secondo te il mercato dei manga è in crisi? Sei d'accordo con Federico Colpi? Scrivi la tua!




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I Commenti degli Utenti:
Cavolo, non sapevo ci fosse tutta sta crisi anche per i manga °_°
Certo c'era da aspettarselo mi sa... però che peccato!
Io penso che sia anche per il fatto (come detto negli ultimi paragrafi) che ormai tutti leggano i manga su internet... e nessuno, o quasi, li compra più visto che può trovarsi le scanlation on-line comodamente da casa e GRATIS... anche se in tutta sincerità non so come facciano...
Io preferisco di gran lunga averli in mano e leggerli per bene, invece che perderci gli occhi sullo schermo e scorrere di qua e di là con lo scroll XD me rompo e chiudo...
Quindi W la carta... U_U
Quoto in toto Inu
cmq anche io preferisco averli cartacei piuttosto che leggerli sullo schermo^^
La tua riflessione per quanto possa a primo acchito sembrare sensata non è fattibile per dirsi motivi.
La progettazione di un tale apparecchietto avrebbe dei costi troppo rilevanti perchè si trasformi poi in una hit commerciale, ossia deve avere un prezzo basso e avere il consenso dell'utenza.
Anche se puoi sperare di immaginare di blindare nei modi più impensabili i contenuti all'interno di un file da abbinare al lettore (e già qui le magagne sono mille), alla fine avrai comunque un file che verrà girato e rigirato da chi i contenti li vuole leggere ma non li vuole pagare. Metti poi che malauguratamente trovano il modo di sbloccare i contenuti, è successo anche alle canzoni di iTunes per rimanere nel tuo esempio (e apple non è certo l'ultima arrivata in campo di tecnologia), alimenteresti un giro di pirateria che si mangerebbe via tranquillamente tutti i tuoi guadagni.
Anche ammettendo che il tutto abbia successo, avresti un mercato per il cartaceo a prezzi sproporzionati perchè le tirature sarebbero basse e si avrebbero titoli come One Piece a 10 Euro, rendendo ancora più elitario e costoso comprare i volumetti.
Se c'è un motivo per cui gli editori giapponesi tentennano nel salto verso le piattaforme di digitali (cellurari internet e co) probabilmente è proprio perchè temono le pessime ricadute che avrebbe nei loro incassi la pirateria che già ora per loro non è sicuramente facile da gestire e ridurre.
my 2 cents
Grande Bax!
La tua risposta effettivamente fa riflettere. Come tu dici, l'argomento è molto delicato e sono proprio curioso di vedere come si evolverà il futuro.
Faccio presente che Bax fa parte dello staff di italymanga.com del quale sono un fan, quindi andate a visitarlo! (Spero non ti spiaccia la pubblicità XD)
Grazie per il commento, a presto!