• 2 Commenti

Interviste a Lucca Comics: Mayuko

Anche quest’anno il Lucca Comics&Games ci ha regalato tanti incontri e tante emozioni, per cui non mi sono lasciato scappare l’opportunità di intervistare alcuni dei tantissimi ospiti che hanno partecipato alla più grande fiera italiana mai esistita.

La prima che ci ha onorato con la sua presenza è stata Mayuko.


Shinji Kakaroth: Potresti presentarti ai nostri lettori?

Mayuko: Sono Mayuko. Il mio nome nell’etimologia giapponese può essere interpretato così: il “ko” indica un “bambino” che dorme all’interno del “mayu”, ovvero un “bozzolo”. Ho scelto questo nome d’arte perché indica dolcezza, tenerezza e mi ci rispecchio molto, dopo il mio nome originale, e credo mi caratterizzi molto.


Shinji Kakaroth: Qual è stato il tuo rapporto col mondo della musica da piccola e quando hai deciso di voler diventare una cantante professionista?

Mayuko: Sin da bambina e durante l’adolescenza, fino ai tempi dell’università, mi è sempre piaciuto disegnare, lo facevo molto spesso e il mio mondo era legato per lo più alla pittura e al disegno. Mentre disegnavo, però, sentivo sempre nella mente della musica e dato che anche la musica mi ha sempre appassionato, durante il mio periodo universitario ho avuto un cambio di rotta, e da lì è nata la decisione di diventare cantante.


Shinji Kakaroth: Come sei entrata nel mondo della musica? Hai cominciato a cantare nei locali o hai fatto audizioni?

Mayuko: La mia musica è totalmente originale. Quando avevo in mente una canzone, con un programma di sintetizzazione riuscivo a riprodurla ai tempi dell’università, e una volta che il format era completo sono andata a proporla alle case discografiche giapponesi e ho avuto un successo tale da diventare una professionista.

Shinji Kakaroth: Le tue canzoni le componi personalmente. Come funziona per te il processo di creazione di musica e testi?

Mayuko: Nella composizione delle canzoni parto solitamente con la base musicale, con la keyboard del pc, creando la musica. Spesso ho in mente sia il testo che la musica, altrimenti comincio a comporre il brano e poi cerco le parole che si riescano ad accompagnare meglio alla canzone.


Shinji Kakaroth: Prima parlavamo dei cantanti giapponesi che piacciono a me. Ci puoi dire se hai dei cantanti specifici che ti piacciono e se sei interessata anche alla musica tradizionale giapponese o classica europea o magari contemporanea?

Mayuko: A livello di cantanti europei ho una cultura un po’ generale, non ho nomi specifici che mi abbiano colpita. In Giappone, la canzone classica napoletana, tipo O Sole Mio o Torna a Surriento, sono molto famose, quindi le conosco bene, un po’ come piace a tutti i giapponesi.

Shinji Kakaroth: Puoi dirci i sentimenti che provi prima, durante e dopo un concerto?

Mayuko: Sono stata in molti paesi in europa, primo tra tutti la Francia, dove ho avuto il primo impatto. Prima del concerto la tensione è tanta, e anche la paura, visto che il pubblico è diverso da quello giapponese. Dopo il concerto, dal momento in cui vedo che sono tutti contenti, provo un senso di felicità per questa compartecipazione molto profonda.


Shinji Kakaroth: Noi di Nanoda siamo un portale di anime e manga. Leggi manga o vedi serie animate?

Mayuko: Personalmente non seguo molto anime e manga, però sono rimasta molto sorpresa nel vedere come in Italia anime e manga sono così famosi, ci sia presenza di cosplayer oltre a riviste e siti specializzati. Devo ammettere che la cosa mi rende felice e orgogliosa, in quanto giapponese.

Shinji Kakaroth: Questa è la prima volta che vieni ad esibirti in Italia. Che ne pensi dell’Italia? Hai mangiato qualcosa che ti è piaciuto particolarmente?

Mayuko: La cucina italiana in Giappone è molto famosa e da quando sono venuta in Italia, qualsiasi cosa ho assaggiato mi è sembrata buonissima, rispetto ad altri paesi europei che ho visitato.


Shinji Kakaroth: Quali sono i tuoi tre cibi preferiti giapponesi?

Mayuko: I miei tre cibi preferiti sono il sushi, l’okonomiyaki e il sukiyaki. Sono tre piatti molto diversi, dal sushi è pesce crudo e non ha una preparazione specifica come cottura, al sukiyaki che invece ha una preparazione molto particolare.


Shinji Kakaroth: Qual è il suo sushi preferito?

Mayuko: Quello col menegi (tipo il nasello italiano).


Shinji Kakaroth: Prima ci ha spiegato perché ha scelto il suo nome d’arte. Ci può spiegare come le è venuto in mente la figura del bambino nel bozzolo da usare come nome d’arte?

Mayuko: Il bambino nel bozzolo del mio nome d’arte, rappresenta proprio il mio tipo di musica, ovvero una musica avvolgente, che da’ un senso di protezione e di unione con le persone. Mi sembrava il modo più semplice per spiegare il tipo di musica che compongo.


Shinji Kakaroth: Qual è il tuo sogno per il futuro?

Mayuko: Il mio sogno per il futuro è quello di portare la mia musica in tutto il mondo, girando per vari paesi. C’è una leggera differenza tra il concetto di idol che si identifica nel modello da prodotto preconfezionato, rispetto a me che creo un mio prodotto che mi rappresenta. Quindi vorrei portare in giro questo concetto, staccandomi dal mondo musicale legato alle opening e le ending degli anime, ed essere rappresentata in quanto cantante e in quanto giapponese.


Ringraziamo ancora una volta Ochacaffè che ci ha concesso questa e altre interviste che pubblicheremo a breve.

Domani e sabato e come sempre ci sarà l’angolo Vita da Cosplayer, quindi per altre interviste vi do appuntamento alla settimana prossima!

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: Convention, Intervista