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Intervista Flashbook 2017

Di seguito vi riportiamo la nostra chiacchierata con Flashbook.


1) Ciao. Voglio subito iniziare ringraziandoti per avermi concesso questa intervista. Detto ciò, penso che forse è bene iniziare dalle presentazioni…
[Claudia] Ciao, sono Claudia Saetti, coordinatrice editoriale di Flashbook, da sempre ho lavorato in azienda anche se diciamo ero un po’ più “dietro le quinte”… ma la mia operatività è sempre stata questa, anzi adesso ho aggiunto ulteriore lavoro!


2) Una delle domande principali, impossibili da evitare, è indubbiamente quella che verte sui cambiamenti cui Flashbook è andata incontro nell’ultimo periodo. Addio del direttore editoriale Cristian Posocco e un parco titoli che via via si è sempre più concentrato sui Boy’s Love. Ecco, potresti farci un riassunto che ci faccia capire cos’è successo?
[Claudia] Allora… alcuni punti che menzioni non sono legati agli “ultimi avvenimenti”, erano presenti anche prima del cambiamento dello scorso anno avvenuta con l’uscita di Cristian. Il virare verso i BL come avrete potuto notare è una cosa iniziata qualche anno fa e che ha preso piede poco alla volta. Ad essere onesti da subito abbiamo visto un ottimo riscontro del pubblico e le vendite hanno indubbiamente surclassato gli altri generi che avevamo nel nostro parco titoli… Dal comunicato che abbiamo fatto qualche mese fa però abbiamo reso nota la nostra decisione di rintrodurre altri generi e di coprire nuovamente gli altri target, questo ovviamente richiede tempo e lavoro ma non ci spaventa! Ora vedremo il riscontro del pubblico, ci auguriamo che la richiesta reiterata di altri generi abbia un giusto seguito.


3) Le principali critiche che obiettivamente i lettori (almeno quelli di lungo corso) muovono / muovevano nell’ultimo periodo a Flashbook sono principalmente, come detto, la perdita di offerta per target rilevanti come seinen, shonen e josei, e non da ultimo anche la progressiva diminuzione della vostra proposta in genere, intendo proprio le uscite mensili e annuali.
[Claudia] Noi non abbiamo mai avuto un’ansia da prestazione volendo inserire sul mercato decine di titoli mensili, non è nella nostra politica; un calo delle uscite non significa nessuna “catastrofe” in vista, ma semplicemente una sistemazione interna che porta ad un periodo di assestamento. Possono esserci mesi con più uscite e mesi con anche solo un’uscita, non succede nulla! ^^


4) Effettivamente dopo diverso tempo avete annunciato due titoli seinen: Death Hall e Plinius.
Potresti spiegarci come mai la scelta è caduta su questi due manga, se le aspettative sono state esaudite, e perché no, spiegarci perché meritano di essere letti (così da convincere gli indecisi)?

[Claudia] Volendo riproporci a un pubblico che aveva già avuto modo di conoscere Flashbook, un pubblico non di lettori casuali (principalmente) ma consapevole e informato, ci si è orientati in titoli di qualità e spessore, non necessariamente famosi ma che, a nostro avviso, potessero permettere ai nostri lettori affezionarsi di andare oltre la letture del primo volume.

Letture non banali, quindi.
Tra i due sicuramente Plinius era ed è quello più famoso. Mari Yamazaki è un’autrice nota in Italia, apprezzata per i suoi lavori e questo certamente aiuta. Plinius inoltre è decisamente affascinante, bello da vedere e da leggere. E’ una vera esperienza narrativa di genere storico propriamente detto. Racconta la nostra storia. Racconta con minuzia un’epoca come quella della Roma Imperiale il cui interesse non è mai scemato nel nostro paese.

plinius

Plinius è uno di quei manga che, puntando a un certo target di lettori, non si può non provare a licenziare. Ed è andata bene.

Death Hall, invece è stata una scommessa maggiore. Ha sicuramente una cassa di risonanza intrinseca minore, ma chiunque abbia modo di leggere l’opinione media dei lettori giapponesi avrebbe modo di costatare quanto sia ben considerato in patria; il genere e lo stile inoltre era decisamente commerciabile in Italia, quindi lo abbiamo letto per bene, confermate le ottime impressioni e valutato che potesse essere un giusto investimento.

death hall


5) L’edizione di Plinius in particolare ha visto alcune lamentale sulla mancanza della fascetta, riportante un disegno e un testo promozionale, presente nell’edizione originale. C’è un motivo per la scelta di non riproporla? (Va detto ad onor del vero che anche in altre edizioni estere non è presente).
[Claudia] Ecco, una risposta l’hai già data tu fra parentesi, ma a parte quello (non abbiamo mai fatto troppo caso alle altre edizioni) non abbiamo ritenuto fosse una fascetta “di importanza rilevante” perché oltre al disegno non riporta testo o informazioni che diano un plus all’edizione. Preciso infatti che anche l’editore e gli autori (molto puntigliosi e precisi!) al momento dell’approvazione della cover non hanno fatto menzione della mancanza della fascetta.


6) Altri editori negli ultimi due anni, hanno iniziato a proporre manga, principalmente “autoriali” in formati diversi da solito, volumi più grandi con maggiore foliazione, qualità media superiore, box etc… più vicini a una proposta da libreria. È una cosa che ritieni interessante e possibile per Flashbook?
[Claudia] E’ da valutare…. Indubbiamente è un genere di offerta più di nicchia.


7) Ritieni che il mercato dei manga, in generale, abbia già superato la soglia di saturazione e sia in piena contrazione, e che quindi la tendenza sia concentrarsi sul certo – che siano riedizioni o pubblicazioni di classici, miniserie… – o pensi che ci sia ancora spazio, per dire, per buttarsi su serie lunghe inedite?
[Claudia] Bah…. La serie lunga fa sempre un po’ timore… è un po’ un salto nel vuoto, potessimo avere la sfera di cristallo… chiaro è che va valutato se l’editore ha come punto fermo la conclusione delle serie o se non si pone “problemi” per eventuali interruzioni “obbligate”. Le nostre serie lunghe sono sempre state molto oculate e non tantissime, come avrete potuto vedere. Diciamo comunque che serie “lunghe” come Elettroshock Daisy o Bokura Ga Ita le rifaremmo a occhi chiusi…


8) Cosa ne pensi dell’attuale sistema di distribuzione in Italia? Anche qui ci sono stati diversi cambiamenti, MeLi, Alastor, Manicomix etc.
[Claudia] Nota dolente…. Noi abbiamo sempre molto battagliato con la distribuzione. Ha avuto nel corso degli anni un notevole calo qualitativo però devo dire che “l’introduzione” di Manicomix e Terminal Video nel mondo della distribuzione ha portato una ventata di aria fresca. Li ritengo professionali e pronti “a rischiare”, nei limiti del possibile chiaramente. Con MeLi non lavoriamo quindi non possiamo pronunciarci.


9) Come scegliete quali manga pubblicare?
[Claudia] Non esiste un metodo unico. E’ un lavoro di squadra, esperienze diverse che si vanno a intersecare per produrre un responso.

[Massimiliano] Salve! Esistono diversi appigli a cui aggrapparsi per fare una prima scrematura. Banalmente si possono considerare le vendite in patria, la presenza anche futura di anime, il successo pregresso di altre opere dell’autore/autrice, i feedback dei lettori nei magazine, il successo in internet tra gli occidentali etc…

Oltre questo, che va sempre controllato ma che a mio avviso ha un’importanza non primaria, a me piace gironzolare nei social network, bb, blog famosi giapponesi e guardare i trend del momento.
Questo lo trovo molto comodo perché posso in maniera molto semplice dividere i prodotti per target di riferimento, un target non da catalogo ma dal punto di vista dei lettori. Posso vedere se un dato shonen è molto “chiacchierato” tra i grandicelli o se un dato seinen è comunque di moda tra gli adolescenti, e così via.

Ovviamente sono indicazioni, non Verità, ma mi permettono unendo i puntini di avere degli input.

La parte più importante ovviamente è la valutazione nel tempo di quei titoli.
Me li leggo in prima persona, mi faccio le mie idee, controllo l’andamento su rivista e social di cui sopra, e immagino come ci si potrebbe approcciare il pubblico italiano. Immagino la sua vendibilità sotto vari aspetti.
Se tutto mi convince provo a fare un progetto editoriale e invio la proposta a Claudia per le valutazioni sulla fattibilità dal punto di vista dell’editore che ovviamente sono diverse dalle mie. Costi, prezzi e distribuzione sono aspetti fondamentali non trascurabili, ovviamente.


10) Flashbook è interessata anche alla pubblicazione di fumetti diversi dai manga? A partire dal ritorno ai manhwa, e perché no ai manhua cinesi, taiwan o altro?
[Claudia] Ci stiamo pensando.


11) Ritieni nelle vostre corde i recenti successi coreani, web manhwa interamente a colori, che spopolano nel fandom?
[Claudia] Siamo dubbiosi in merito, stiamo alla finestra.

[Massimiliano] Salve2! Le produzioni di cui chiedete sono prodotti molto particolari come confezioni. Si passa da storie con una resa quasi amatoriale (che non è un male assoluto) a titoli iper commerciali, passando per opere qualitativamente elevate. Posto che serie come queste andrebbero proposte necessariamente a un prezzo superiore alla media, andando anche involontariamente a confrontarsi con un mercato diverso, sono necessarie valutazioni approfondite diverse dal solito.

Se normalmente, ovviamente, il fatto che vada di moda su internet non è necessario e sufficiente a un buon successo economico, in questo caso la cosa è vera al quadrato: questo perché tali prodotti sono concepiti per essere web comic e la resa su carta non è la stessa. Non solo graficamente, ma anche come struttura e come lettura.
Ad esempio molti sono divisi in stagioni e questa semplice cosa non è un vantaggio. Inoltre non di rado tra una stagione e l’altra cambia la piattaforma di distribuzione, o può passare anche diverso tempo prima che l’autore torni a disegnarla. Tutte complicazioni in un progetto editoriale.

Questo come principio generale, ovviamente esistono web manhwa molto molto interessanti, e che seguiamo, ma bisogna andarci a mio avviso con i piedi di piombo e non buttarli in mezzo alle uscite in maniera superficiale.


12) Anche se è difficile ritenerlo possibile, obiettivamente vista la posizione del vostro editore in questo target, si è letto qua e l’ipotesi sul fatto che le nuove proposte potrebbero andare a togliere spazio all’offerta Boy’s Love. Poi rassicurare?
[Claudia] Ma noooo, chi li tocca i BL?^^
Rassicuro i fan che non abbiamo assolutamente intenzione di togliere spazio a questa linea!!


13) Visto il successo dei Boy’s Love, avete mai pensato a proporre qualche manga più spinto per i maschietti, riprendendo ciò fatto con i volumi di Oh! great?
[Claudia] Non scartiamo nessuna possibilità.


14) Con l’annuncio di Plinius avete presentato anche un progetto per riproporre manga seinen di qualità. E i josei? E gli shonen? E gli shojo? Mi fermo qui.
[Massimiliano] Salve3! Non mi sono mai posto un problema di target. Sinceramente prima mi interessa “il manga” e poi valuto il target di riferimento, che tra l’altro non è detto che sia lo stesso tra Giappone e Italia, almeno rispetto ai nostri lettori.

Ovviamente l’idea è quella di arrivare a un’offerta, nel nostro piccolo, che non lasci orfani tipologie di lettori e palati. Ma non è che se al momento ci manca un josei possiamo buttarci sul primo josei che vende in Sol Levante. Anche qui, torno a dire, serve un progetto.
Posso dirti, senza che Claudi mi picchi spero, che ovviamente stiamo seguendo altri manga, altri target. In particolare due josei e due shojo, ma questa è chiaramente una cosa indiziaria.


15) Nel bene e nel male si dice che nel nostro bel paese un seinen di qualità, di spessore, non venderà mai come uno shonen commerciale; con Plinius e Death Hall siete partiti proprio da quel genere di seinen… questo significa che non vi interessano prodotti più d’azione e perché no commerciali nel senso buono del termine?
[Claudia] NO! Come detto all’inizio la nostra intenzione è coprire anche questo genere cercando quelli di qualità più apprezzabile per non cadere nella scontatezza del genere.
Anzi…. Quasi quasi anticipiamo una notizia…. Che dite?

Avendo proposto due serie per un pubblico più esperto, come terza abbiamo pensato invece a un prodotto più di massa, senza però chiudere gli occhi rispetto alla qualità pur vestita di un genere “di moda”!

Igai – The Play Dead/Alive

Igai-The-Play-Dead-AliveUno degli autori horror emergenti giapponesi, SAIMURA Tsukasa, arriva finalmente in Italia con la sua opera più mainstream. Influenzato dai classici americani di Romero, Saimura ripropone il genere moderno in salsa mainstream scum strizzando l’occhio a successi mondiali come Walking Dead, proponendo opere in cui il vero mostro è l’Uomo e non gli zombie, uomini che hanno perso il freno dell’Umano e del Razionale in un mondo dove le regole sono scomparse, dove l’istinto ha perso le briglie della ragione.

Pur confezionato con un vestito action, IGAI non ha come centro le scene splatter, che pur ci sono, ma bensì, come detto, la reazione psicologica degli uomini di fronte a uno sconvolgimento inimmaginabile. L’autore, quindi, punta la sua lente di ingrandimento nei protagonisti – normali studenti alle prese con i problemi tipici dell’adolescenza: studio, aspirazioni lavorative, amore… – che di punto in bianco vedono i loro amici diventare i loro peggiori nemici, i loro genitori cercare di mangiarseli… capire cosa sta succedendo, organizzarsi e nel mentre – se possibile – sopravvivere. Ci mostra il loro shock, le loro reazioni, e tutto il percorso verso la presa di consapevolezza, la rassegnazione, la voglia di sopravvivere.

Andando nel dettaglio di IGAI, sfogliando le prima pagine potremmo pensare di trovarci in un tipico, classico, manga horror survivor a tema zombie.
I tre protagonisti, Akira, Umezawa e Kurumi sono IL Trio. Amici da sempre, incastrati nel più classico dei triangoli amorosi mai rivelati. Un giorno il loro mondo semplice fatto di problemi banali viene sconvolto quando a scuola, senza preavviso alcuni studenti impazziscono iniziando a divorare i proprio compagni che iniziano a fuggire qua e là in preda al panico, d’istinto… tra amici uccisi e feriti che diventano loro stessi mangiauomini.
I nostri 3 quindi hanno come obiettivo primario quello di salvare le proprie vite aiutandosi.
E fin qui nulla di nuovo sotto il sole.
Senonché dopo poco si scopre che la trasformazione in zombie è temporanea. Dopo poco gli studenti zombificati incredibilmente tornano normali sia nell’aspetto che nella mente, lucida… senza memoria di ciò che hanno fatto.
Come una sorta di bipolarismo, non è finita qui: ciclicamente e senza preavviso o previsione possibile questi stessi tornano nello stato zombie, tornano affamati di carne umana senza intelletto.
Non siamo quindi di fronte a morti che tornano in vita, ma a una sorta di infezione in stile The Last of Us.

igai2

Qui sta il trick di Saimura per creare la crisi interiore dei protagonisti, la parte interessante, il cuore. Non si tratta di uccidere dei mostri, si tratta di sopravvivere, di uccidere amici fuori di sé che però non hanno perso la loro umanità, amici che di lì a poco torneranno normali e forse in maniera definitiva, chi lo sa.
Questo a differenza delle storie di “apocalisse zombie” non permette ai sani di perdere l’umanità, gli lascia i sensi di colpa, la struttura sociale, e la logica comune intatta, perché non toglie la speranza.
Non si parla di salvare l’amico dal mostro o la persona amata dalla morte a tutti i costi diventando eroi, si tratta di riuscire a sopravvivere senza uccidere l’amico o la persona amata che vuole mangiarti finché questa non torna normale, e poi cercare il modo affinché rimanga così per sempre.
Questa situazione genera tormenti e domande, sensi di colpa, nei sani, che devono scegliere a quali compromessi possono arrivare.

Oppure, visto dall’altro lato, che fare se di botto ci svegliamo col sapore di sangue in bocca, senza sapere cosa si è fatto durante il periodo senza coscienza, temendo di aver commesso atti orribili, di aver ucciso qualcuno, un amico? Come si può rimanere sani di mente e avere la forza di sopravvivere al nostro altro Io per cercare la cura?



16) Ci sono altri manga storici che ritenete interessanti, oltre a Plinius?
[Claudia] Ce ne sono, vediamo se sono per noi accessibili…


17) Death Hall e Plinius sono entrambe manga Shinchosha un editore il cui catalogo è ancora abbastanza poco rovistato dagli editori italiani. Un mio amico vorrebbe sapere se siete interessati ad altri seinen della loro batteria, come “Futago no Teikoku” di Mohiro Kitoh, “Joshi Kouhei” di Jiro Matsumoto e “XADrunner” di Tetsuro Kasahara.
Mentre un altro mio amico vorrebbe sapere se esistono altri editori che ritenete interessanti il cui catalogo non è poi così sfruttato

[Massimiliano] Salve4! Come ho già detto a mio modesto avviso non è un problema di editore o target. Detto ciò ovviamente esistono cataloghi spolpati e cataloghi meno inflazionati. Se da un lato uno potrebbe pensare che se su una data offerta non ci si è mai buttato nessuno un motivo potrebbe pure esserci, in realtà per la nostra realtà questa rappresenta effettivamente una possibilità, un’occasione.
Questo ci permette di trovare anche in produzioni inedite passate titoli di qualità adatti alle nostre corde. Chi vivrà vedrà!
Ora, sui manga che chiedi:
Mohiro Kitoh è un grande autore che obiettivamente in Italia non ha avuto molta fortuna. Erano altri tempi e altri modi, e forse non è stato nemmeno fortunato. Futago no Teikoku di base ha una bella storia e il fascino indiscutibile che l’autore sa dare alle sue opere, anche dal punto di vista grafico, ma secondo me non arriva al livello di Bokurano.
XADrunner personalmente lo adoro ma ha decisamente bisogno di un bel lavoro per far andare il lettore oltre all’impatto, alla sfogliata in fumetteria, che potrebbe farlo completamente fraintendere. Sinceramente non lo trovo infattibile, altri editori permettendo.
Joshi Kouhei… ecco Jiro Matsumoto è un autore su cui non troverei strano puntare anche se capisco eventuali dubbi commerciali.


18) Qual è al momento la situazione di The Five Star Stories, uno dei capolavori manga giapponesi di tutti i tempi.
[Claudia] Eh lo vorremmo sapere anche noi…. Come già spiegato in varie occasioni non è nostra intenzione interrompere la serie infatti è stata inviata già da mesi e mesi la nostra offerta all’editore… ma nonostante i nostri numerosi solleciti non ci hanno ancora dato una risposta. Un po’ di nervoso lo abbiamo anche noi eh…


19) Quali sono secondo voi i manga più interessanti in corso in Giappone?
[Massimiliano] Salve5! In assoluto o per noi? Non è la stessa cosa.
Rispondo considerando la prima eventualità e limitandomi agli inediti.
Anche se non propriamente in corso, visto che si è appena concluso, mi piace da ogni punto di vista Shut Hell, altro seinen storico. Mi piace Hare-Kon e trovo lo stile grafico di NON fantastico.
Jagaaaaaan sembra molto promettente. Lo stesso Ao no Flag. Ovviamente Reiraku, Aoi Horus no Hitomi, Neun… Tra i josei Perfect World,
Tra gli shoujo Life So Happy, il sequel di Love So Life, e il manga nuovo di Robico… Boku to Kimi no Taisetsu na Hanashi.
Come shonen: Gekkan Shoujo Nozaki-kun, Binzo, Yotsubato! ed ēlDLIVE.


20) Grazie del tempo concessoci!
[Claudia] Ciao!
[Massimiliano] Ciao!

Autore: Pufferbacco

Scritto da Pufferbacco il nelle categorie: FlashBook News, Nanoda News