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Intervista Diego Vida Game Producer ospite al Lucca Comics and Games 2016

Ancora una volta vi presentiamo una interessante intervista, questa volta il nostro ospite sarà Diego Vida il Produttore Esecutivo CG della Viacom che sarà ospite al festival internazionale del fumetto Lucca Comics and Games 2016 per presentare il videogame Bloodstained in arrivo nel 2017 e per tenere un workshop sulla CG Production.


Shinji Kakaroth: Ciao Diego, ci puoi parlare un po’ del tuo lavoro e in cosa consiste?

Diego: Sono Executive Producer e mi occupo di CG per la Viacom la proprietaria di MTV, Paramount e Midway Games, quest’ultima la casa del videogioco Mortal Kombat. Collateralmente porto avanti diversi progetti non solo come movie director ma anche come Game Producer, il recente Bloodstained.

Shinji Kakaroth: Ci racconti da che punto è partito il tuo viaggio fino ad approdare alla tua attuale passione?

Diego: Ho fatto diversi lavori in passato e visionabili sul mio Linkedin, trovando poi per caso la mia rotta verso il digitale, visto che da sempre sono stato un grande appassionato di cinema ed attualmente ho un migliaio di DVD e Blu Ray nella mia collezione privata e senza ombra di dubbio il mio primo corto su Castlevania destò attenzione tantè che ebbi 2 recensioni positive su PSM e pure in copertina su PlayStation Magazine Ufficiale apprezzando i miei primi compositing con degli effetti visivi che per un beginner riuscirono alla grande, e da lì venni anche notato da un doppiatore che, senza permesso (ma lo perdono) si prese il mio trailer per metterci la sua voce, talmente ne era rimasto affascinato e tutt’ora visibile sul suo canale se cercate bene. ;)

Comunque da bambino ebbi una parentesi recitando nel film La voce della luna di Federico Fellini. Ho proseguito lavorando negli studios e facendo amicizie ed ampliando i miei contatti ho avuto delle grandi opportunità, cercando sempre di diversificare, perché in genere il VFX Artist rischia di restare bloccato eternamente nel suo ruolo senza possibilità di fare carriera e può pure perdere il posto data la forte concorrenza che rende i professionisti sempre in competizione, cosi sono diventato Producer avendo avuto ruoli anche come director and writer. Tengo sempre a mente le parole di un mio collega Canadese che è un grande CG Artist ha lavorato su film importanti Stargate, Pirati dei Caraibi, Spiderman, Avatar, Ironman, Tron e tanti altri e da qualche anno ha smesso e si è messo a produrre e dirigere i suoi progetti una tantum, e mi diceva che non conveniva più lavorare come operatore CG/VFX perché i contratti sono precari al massimo e poi non c’è possibilità di carriera una volta che vieni etichettato sempre su quel ruolo, quindi l’unica svolta per continuare e fare produzione.

Shinji Kakaroth: Ci puoi raccontare dei film in cui hai lavorato e il tuo favorito, se ci sono stati effetti o animazioni che hai preferito e di cui sei pienamente soddisfatto?

Diego: Sul mio IMDb, trovate la mia filmografia completa, comunque diciamo che il mio preferito è Fast and Furious, si è lavorato con tanto compositing per le scene in green screen delle auto in corsa con gli attori che recitano nei teatri di posa e poi gli stuntmen fanno il resto insieme a noi della CG. Ho anche conosciuto Vin Diesel a Roma durante una serie TV sul Tuning per la quale con il mio team avevo fornito pure le auto e lui, dato che era li per presentare il suo film, è stato cosi gentile da farci inserire alcune pose con lui che poi ho inserito nella puntata. Importante, Vin Diesel produce videgiochi con la sua casa associata alla One Race sempre sua proprietà e quelli di Riddick e di Fast che sono stati prodotti sono soltanto alcuni esempi.

Shinji Kakaroth: Potresti parlarci anche dei videogiochi a cui hai lavorato incluso l’imminente Bloodstained?

Diego: A parte il recente Bloodstained, che uscirà l’anno prossimo per tutte le console, e che rappresenta l’evoluzione del game developing dato che il crowfunding ha portato per la prima volta in produzione un videogioco prodotto da associati, e io sono uno di loro, in futuro altre case indipendenti di videogames seguiranno lo stesso iter, che soltanto tempo fa le cinematografiche furono le prime a procedere con le raccolte fondi, quindi il progetto di IGA è il precursore di questa nuova moda di fare giochi, e credo anche un riscatto visto che la Konami gli tolse dalle mani il franchise di Castlevania per darlo alla Mercurysteam, comunque ho anche lavorato su Adventure Quest online, Kingdom of Avalur per XBOX, Saint Seya Pachinko, Bomberman per mobile, Hur un arcade game cabinet negli Emirati Arabi, simulatori di auto in Asia e la serie Lo scontro fra gli dei un prodotto UK fatto per SMITE in collaborazione con uno degli studious dell’horror game Dead Island.

Shinji Kakaroth: Quale pensi sia la parte più difficile nell’animazione 3d?

Diego: Per chi non usa il mocap (motion capture) diventa più che difficile molto laborioso riprodurne efficacemente i movimenti, mentre in mocap ti permette di lavorare bene e certamente di ritoccare qualcosa ma parliamo di routine e non interamente come nel primo caso, perché i marcatori piazzati sugli stunt/actors vengono riconosciuti e i movimenti acquisiti per essere assegnati ai modelli 3D.

Shinji Kakaroth: Sappiamo che sei anche un fan degli Anime/Tokusatsu, quali serie ti stanno più a cuore?

Diego: Come Anime il mio preferito è Lupin III e poi I cavalieri dello zodiaco, Ranma 1/2, City Hunter, Devilman 1972, Mazzinga, Voltron/Golion, Yattaman, Hokuto No Ken, Orange Road, come Tokusatsu Megaloman, Izenborg, Kamen Rider, Ultraman, Koseidon, Guerre tra Galassie e la serie di Godzilla, come Pink Films quelli di Takao Nakano che ho incontrato in Tokyo, a differenza degli Hentai i Pink sono un genere Eros soft con ragazze sexy come super heroes con effetti speciali tipo Tokusatsu naturalmente per un pubblico di soli adulti ma leggerino.


Ichiro Mizuki sing Kōtetsu Jīgu from Diego Vida on Vimeo.

Shinji Kakaroth: Ci hanno detto che hai incontrato il leggendario Ichiro Mizuki, il cantante più noto nel campo dell’animazione per aver cantato oltre quarant’anni fa diverse tra le più famose sigle degli anime, specialmente le serie di Go Nagai (Mazinger Z, Great Mazinger, Grendizer, Getter Robot, Devilman, Jeeg Robot oltre a Lupin, Kamen Rider e Tekkaman). Puoi raccontarci di come è nato questo incontro e come hai affrontato l’emozione di incontrare una simile personalità?

Diego: In realtà non ha mai smesso di cantare e l’ultimo è il Mazinkaiser cui ha dato la sua voce, infatti io sono stato invitato al suo concerto a Tokyo e il palco era allestito con un gigantesco Robot di Mazinga quale scenografia durante il suo concerto che era pieno di fan. Ichiro anche se milionario e famoso non si da arie di nessun tipo ma è una persona estremamente alla mano, scherza sempre, anche quando rilascia interviste si mette a spiegare in maniera divertente le funzioni del suo modello personale di Mazinga gridando il Z come fa Koji Kabuto. Nel suo tempo libero gioca alla Playstation e compra CD per la sua collezione musicale, è un fan dell’Italia dalla musica anni 60/70 come la PFM, Battisti e Celentano, la cultura, fino alla nostra cucina. È una persona generosa ed educata ci ha anche invitati a cena quella sera e mi ha regalato 5 CD delle sue hit. Ichiro viene spesso invitato in Cina, Indonesia, e sud America, ma non capisco come mai gli eventi Comics qui in Italia non ci pensano, eppure una grande celebrità come lui farebbe chiamo e attirerebbe in più tantissimi fan. Speriamo che in futuro si riesca ad organizzare anche perchè ormai Ichiro sta andando per i suoi 70 anni.


Ichiro Mizuki say to Diego Vida from Diego Vida on Vimeo.

Shinji Kakaroth: Parlaci del viaggio a Tokyo. Quanto ti è sembrato diverso l’impatto della cultura Nipponica dal vivo?

Diego: Innanzi tutto è opportuno sfatare il mito che i Giapponesi siano appassionati come noi di prodotti Otaku, e utilizzo questa parola di proposito cosi rendo bene l’idea di cosa parliamo. So che le mie parole urteranno i vostri sentimenti cari fan sfegatati come me riguardo la nostra passione per il Sol Levante in tal senso, ma è meglio darvi delle dritte, su chiunque voglia decidere di farsi una trasferta o vivere lì che consiglio vivamente. Allora intanto il Giapponese medio non ama gli Otaku perché sono persone che allontanatosi dalla realtà vivono solo di questo dalla mattina alla sera senza affrontare la vita maturando come degli adulti, un po’ come in casi estremi troviamo gli Hikikomori che totalmente si dissociano dalla società vivendo in casa. Gli Anime, i Tokusatsu, i Manga, i Videogames e i film in live action, sono considerati prodotti per bambini e chiunque segua assiduamente in età adulta è considerato come citato, ne fa di lui o lei un Otaku. Questo è importante saperlo onde evitare di arrivare li e farsi prendere in giro e magari rischiare di offendere etichettandoli per come li vediamo noi da qui.

Il Giapponese medio adora la moda, l’arte, i viaggi, lo studio, la carriera lavorativa e i divertimenti, purtroppo il bere un po’ troppo che per fortuna accade nei week end in quanto se il mal capitato ubriaco viene fermato dalle forze dell’ordine o coinvolto in qualsiasi tipo di incidente, rischia il licenziamento su due piedi. Alcuni amici miei, quando eravamo andati in Matsue, hanno combinato un casino nella camera dell’albergo dove dormivamo e meno male che si sono accordati subito con la proprietaria pagando i danni che avevano provocato ai futon sporcandoli con il vino e liquori vari, perché stavano per inoltrare la denuncia e sarebbe stata la fine per loro. Quando ci si allontana dalle grandi città si va nei paesini il parlare la lingua locale diventa imperativo, neanche depliant turistici in inglese o menu vari, inoltre alle coppie raccomando di non sbaciucchiarsi da quelle parti perché si rischia l’arresto, ovviamente torno a dire no nelle grandi città. In Tokyo, Yokohama, Kyoto ecc… ci sono anche i vagoni separati nei week end per uomo in e donna e gli appartamenti in affitto a Shibuya negli edifici amministrati dalla stessa azienda che affitta anche spazi ufficio altrove in centro sono a piani separati per uomini e donne, così evitano problemi e incidenti vari spesso dovuti all’alcol, certamente in altre palazzine dove il privato affitta lì si è misti. L’Italiano in Giappone è famosissimo, ci sono tantissimi negozi che portano nomi nostri, e le persone sognano sempre di venire in Italia peccato che quando arrivano qui gli cade il mondo in testa vedendo che il paese non è ben tenuto e gli crolla un mito. Una volta la mia ex Tomoko a Roma si lamentava della sporcizia e pure dei treni dipinti con i graffiti e delle persone che urlavano e litigavano per strada, paragonandola alla decadenza degli Stati Uniti, già perché dovete sapere che anche se il Giappone è alleato, ai Giapponesi non gli piacciono gli americani e li considerano rozzi e sottosviluppati. Invece per gli uomini le donne bionde o di colore sono le loro preferite, benché essendo un paese molto moderno mantiene ancora le proprie tradizioni, i cittadini si sposano sia presto che pure dopo ma la media è molto prima. La donna perde il proprio cognome e prende quello del marito, ci sono divorziate che avevano sposato Americani e si sono ritrovate a continuare ad usare il cognome del marito. Ci sono anche famiglie conservatori che non ammettono matrimoni dei loro figli con stranieri anche se alla fine i figli fanno quello che vogliono. Una mia collega Afro-Americana che stava con quest’uomo Giapponese ha dovuto aspettare che l’ultimo genitore in vita del suo compagno morisse perché appunto il suo ragazzo non voleva andare contro la decisione della madre (che non approvava) sposando la sua ragazza mentre era ancora in vita e cosi hanno atteso e dopo si sono sposati. Le donne Giapponesi una volta diventate mogli lasciano il lavoro per dedicarsi alla famiglia, certamente non nel caso siano single, anche io parlo per esperienza diretta perché una mia cara amica che lavorava per la TOEI e guadagnava più di 5000 euro mensili si è licenziata dopo 15 anni, con tutto che sia i suoi familiari che io e qualche altro amico le avevamo suggerito di non farlo perché naturalmente poi sarebbe stato difficile trovare un altro posto con una remunerazione cosi alta, ma lei non transigeva, era molto decisa e se ne andò con suo marito in Australia poiché lavorava nel settore della marina commerciale, c’è da dire che lui aveva provato a trovare posto in Tokyo cercando 2 mesi ma senza riuscire ad integrarsi, in pratica è giusto sapere che i primi lavori che si possono trovare in Giappone sono, insegnante di lingue in questo caso Italiano (molte aziende assumono anche senza specializzazione), e receptionist negli hotel poi ne anche dirlo camerieri e lava piatti e cuochi nei ristoranti. Anche se puo’ sembrare difficile, in realtà non lo è, perché in un paio d’anni s’impara la lingua e qualcosa di più per scriverla, poi a chi piace il Giappone (come a noi Otaku) ci mettiamo le firme per poterci restare in qualsiasi maniera, ma certamente a chi non interessa granché e lo vede come un normale paese dove provare ad emigrare per lavoro e senza la dovuta passione, può risultare fastidioso ambientarsi. Ci sono tantissimi italiani, e sud americani, che sono fan a livello maniacale, e ho citato loro perché sia nella nostra nazione che nella loro, i Manga, gli Anime, Film, Videogames e Action figures sono il pane quotidiano, queste persone fanno di tutto pur di vivere in Giappone (sposando Giapponesi), e alcuni di loro sono anche filmmakers, girando corti su Naruto e altro ancora, fanno tanto Cosplay e puoi trovarli spesso in Akihabara, il quartiere per eccellenza Otaku dove ci sono tanti negozi come l’insuperabile Yodobashi Camera, un centro commerciale tipo Auchan dalle dimensioni ma pieno di die cast, action figures, statue, DVD, CD, abbigliamento, e gadget per non parlare dei locali che passano musica e gli appassionati ballano sul marciapiede in gruppo ma mica balli latino americani, solo sigle dei cartoni, davvero incredibile, bisogna vederlo per crederci. Ho fatto un video ai tempi che col vecchio telefono non è un granché però si può vedere qualcosa di questo negozio.

Le ragazze ti abbordano molto spesso, soprattutto quelle che parlano un pò d’inglese oppure italiano, le altre sono timide e non ci provano neanche, ma con le prime è meglio andarci cauti, dico di non fare come da noi di buttarsi a capo fitto perché se no le Giapponesi se ne scappano, siate sereni che se piacete tanto poi dopo avrete delle grandi amanti perché sono piene di passione. (Dato che l’uomo Giapponese è timido le donne sono attratte dallo straniero caliente poi se è Italiano anche meglio) La ragazza Giapponese sogna di sposare un Europeo e andare nel suo paese per vivere lè, ma al primo posto c’è l’Italiano (ancora lo ripeto), quindi se siete interessati potete provarci e vedrete con i vostri occhi. Questo è un fenomeno davvero che non deve passare inosservato perché in occidente insegnano che sposarsi sia una prigionia e rappresenti la trappola specialmente per l’emancipazione della donna e con la globalizzazione è un dictact, invece in un paese ultra moderno come il Giappone i valori della famiglia e dell’unione tra uomo e donna sono ancora importanti. Ma tenete a mente che la donna Giapponese è molto forte e spesso più dell’uomo come carattere, infatti l’uomo Giapponese medio benché deciso e professionista in tutto ciò che fa, non ingaggia liti, o prevaricazioni di nessun tipo, è molto educato e preferisce evitare qualsiasi scontro, certo ci sono in una minima parte anche quelli che lo fanno ma non più in maggioranza dalla fine della seconda guerra mondiale, dunque niente come nei film tipo sui bulletti, o criminali, o Yakuza che gridano Gaijin (per dirla ad hoc), per restare in Giappone e prendersi pure la cittadinanza alcuni sposano Giapponesi, o vanno lì per studio che dai 20 fino ai 30 anni il visto è concesso per 1 anno, molti allo scadere tornano a casa oppure se ne vanno a Taiwan che tanto è un oretta di volo e dopo un paio di giorni ritornano a Tokyo, ci sono tanti che dopo l’università e/o master riescono a entrare nel business ed ottengono la residenza permanente successivamente la cittadinanza. Anche i miei colleghi Cinesi ad Hong Kong raccontavano di essersi trovati bene a Tokyo ed erano shockati che non c’erano furti sicché i controlli nei negozi erano minimi perché nessuno rubava e chi lo faceva erano in bassa percentuale e casi molto rari.

Consiglio di visitare in Shinjuku il locale 8 bit un club carinissimo dove bere e ricordare le console e giochi della vecchia guardia, insomma un mini museo bar. In Ayoama c’è il club Fiat Space gestito dalla mia amica Saiko, e qui vi dico una cosa, questo posto nasce come locale per promuovere la famosa auto Fiat 500 e che in Giappone ci sono associazioni organizzatrici di raduni per 500 (di quanto famosa pure a Lupin nel cartone gliela fanno guidare), al piano terra c’è il meeting point show case troverete esposta appunto la mitica 500 e sellers e promoters dando informazioni, al primo piano area lounge bar e ristorante, al piano interrato un area dance e fashion per sfilate e special guest, ma la cosa particolare e che questa sala viene usata per serate tecno e molto Japan style che solo ed esclusivamente in questa zona non ha nulla a che vedere con il tema Fiat Caffè infatti la mia amica mi chiedeva sempre di non associare le immagini video dello Space e del Caffè perché se la sede centrale lo vedeva in TV si sarebbero arrabbiati, quindi da quello che avevo capito era che ho si girava il video nei due piani sovrastanti e citando tranquillamente Fiat Space e Caffè oppure se si girava l’area interrata non si doveva mostrare i 2 piani sopra, tranne nelle serate organizzate a tema Fiat che si potevano mostrare tutti e 3 i piani, davvero contorto ma in ogni caso era il loro ragionamento è politica aziendale.

Roppongi Hill ci sono tanti ristoranti e cinema e il design merita tantissimo andarci. Odaiba è un must, se volete vedere il protettore del Giappone ossia il Gundam alto 18 m, che di sera accende anche i laser e c’è anche il museo dei die cast che quando si entra sembra la nave Enterprise talmente innovativo e futuristico a momenti mi aspettavo d’incontrare il capitano Kirk di Star Trek. Gli eventi che suggerisco di non mancare sono il TAS (Tokyo Auto Salon) a Gennaio a Makuhari in Ciba e poi il TGS (Tokyo Games Show) sempre nello stesso posto del TAS ma a Settembre, in pratica il CEO della Capcom con il quale ho lavorato Seiji Tsujimoto è il titolare dell’evento insieme a Konami, Sega e Square Enix ma Capcom è il proprietario finale, il grande capo per così dire. Esorto di andare al museo Tokusatsu alla Tsuburaya la cinematografica di Ultraman, resterete a bocca aperta. Non mancate di visitare il resto delle città, e con l’aereo di fare Okinawa e Okkaido.

Io sono stato anche a casa di Akira Yamaoka, proprio cosi ebbi l’onore di essere invitato a casa sua e riuscì a fare pure qualche video alla sua nuova casa, lo studio e la sua Porche Boxter, da quando è diventato famoso e lasciato la Konami subito dopo l’ultimo film di Silent Hill si passò il capriccio e farsi una bella villetta in questo paesino appena fuori Tokyo, non immaginate quante chitarre possiede. Il Kimono molto in uso non solo per le cerimonie del tè e nei matrimoni ma anche alle Premier TV e Cinema gli artisti davvero tengono a questa usanza anche per le serate di Gala, la famiglia di una mia collega produce Kimoni e il prezzo si aggira fra i 900 euro fino a un paio di migliaia, inoltre una persona non può vestire il Kimono da sola ma poiché esiste una procedura particolare ha bisogno di altre due persone che aiutano, per il resto non c’è nessun altro tipo di problema, pure se capita di dover andare in bagno lo si alza come una normale gonna, per lavarlo lo si manda a lavare a secco nelle lavanderie, sicchè essendo pregiato non si può rischiare che venga deteriorato. Non aspettatevi che le aziende e sopratutto quelle più importanti vi assumeranno tenendo in considerazione che parliate Inglese perché purtroppo non funziona cosi. Sfatando un altro mito e cioè che mangiare il sushi è pericoloso ed ogni anno tanti Giapponesi muoiono se il ristorante non ha rimosso tutto il veleno dal pesciolino (propaganda di media LOL), vi informo che non è proprio così, innanzi tutto ebbene precisare che il sushi che viene servito nel 90% dei ristoranti e take away e self service è normale pescato (pure quello surgelato al supermercato), anche tonno o spada tanto per fare un esempio, ma il pesce quello che ha un’alta concentrazione di veleno si chiama Fugu ed è costosissimo è difficile da trovare, infatti il vero Sushi lo si fa con questo, ma come già detto state tranquilli perché a meno che non andiate in un ristorante che lavora su prenotazione e quindi caro, non correrete mai il rischio di ordinarlo. Se capita di mangiare riso non mettete mai conficcate verticalmente le bacchette perché è un simbolo funerario, non dite cin cin perché è una brutta parola in giapponese ma dite soltanto Kampai, mai annussare una pietanza o cercare di capire che cos’è perché il Giapponese penserà che non rispettate abbastanza la loro cultura e cucina, catalogandoli come terzo mondo che mangiano male. Se state lavorando ricordatevi che ci si china a seconda dell’importanza della persona davanti a voi, se è il boss o un responsabile ma fra colleghi fanno come noi al limite abbassano un pò la testa, ovviamente se avete di fronte i genitori del vostro/a partner vale lo stesso come per il boss. Anche se siete lì in periodo estivo, certamente a mare non ci potete andare perché è tutto inquinato e fino a Yokohama sulle spiagge di Kamakura dove di solito vanno a fare surf, tanto per farvi capire sarebbe come andare a fare il bagno a Jones Beach o Coney Island, suicidio gratuito… invece potete andare a sud verso Nagoya sull’isola di Honshu o meglio ancora a Okinawa e così siete tranquilli, oppure in piscina. Posso dirvi per esperienza e citando le majors con cui ho lavorato Capcom, Konami, Tsuburaya e TOEI nessuna di loro parla lingue diverse dal Giapponese quindi per lavorare bisogna imparare necessariamente la loro lingua, poi avere anche la possibilità di parlare Italiano e Inglese diventa un vantaggio, e se vi state chiedendo come mai? Vi rispondo che per quanto strano in pratica queste multinazionali hanno le loro sedi in Europa e America per cui chi parla Inglese e viene da lì si deve rivolgere a loro che gestiscono tutto da lì. Sia il CEO della Capcom che pure Akira Yamaoka parlano soltanto in Giapponese e parte dirti Hello o a Thank You di più non vanno oltre. (Così sfatiamo un altro luogo comune sul Giappone) Importante sia per lavoro che per il sociale, se si promette qualcosa poi deve essere mantenuta, se se si pensa di fare come da noi è la fine perché una volta che il Giapponese nota questo comportamento poi non si fiderà più e taglierà l’amicizia o il rapporto di lavoro, perciò mi raccomando.

Fare business in Giappone è molto conveniente, le tasse sono al 8% certo un po’ aumentate da quando stavo lì che erano al 5% comunque sempre vantaggiose. Ci sono diversi Italiani che hanno aperto ristoranti, pizzerie, negozi e import export, dunque se volete investire è il posto giusto. Se volete abitare in centro i prezzi per 2 vani in Shinjuku andiamo sui 1200 euro naturalmente potete anche optare per i paesini limitrofi che sono tranquillissimi o anche la città di Yokohama che in treno fa mezz’ora da Tokyo Station e lì si scende di parecchio trovando occasioni. In Giappone sono in funzione diversi autovelox e camere e vi beccano sempre anche se la polizia non vi ferma perché oltre un certo limite di velocità non ingaggiano inseguimenti ma ti fotografono. Radio J Wave è la più famosa anche per via del fatto che è coinvolta nella maggior parte degli eventi organizzati in Tokyo quindi se volete sempre essere aggiornati e poter scegliere dove andare a divertirvi sintonizzatevi sempre sulla loro frequenza, la maggior parte dei DJ che lavora lì sono Giappo stranieri e parlano anche l’Inglese.

Il Buddismo è parte del loro stile di vita e quello giapponese tollera il mangiare carne, bere e andare in paradiso o all’inferno, ma c’è un altro fatto curioso che praticamente loro credono in tutti gli dei, da come mi hanno spiegato non solo Dio o Allah o Budda o quello Hindù ma proprio credono in tutti gli Dei anche per cose non incluse nelle normali religioni, mi dicevano che se esiste l’elettricità allora significa che c’è il Dio dell’elettrocità, o della TV o dei veicoli, allora non resistendo alla tentazione di scherzare gli ho chiesto se a questo punto valeva anche per le toilette e WC e mi veniva detto SÌ esiste anche un Dio per i gabinetti, incredibile ascoltare queste cose ma loro ci credono come parte del loro stile di vita perché vivono in armonia con ogni cosa che li circonda e sono davvero d’ammirare. Se tutti i paesi imparassero da loro magari riuscirebbero finalmente a vivere in pace.

Shinji Kakaroth: Hai una bella collezione di action figure. Quando hai iniziato a collezionare e quanti pezzi compongono attualmente la tua collezione?

Diego: Andavo alle elementari quando compravo I cavalieri dello zodiaco da 35/37.000 lire con le mitiche armature in metallo, avendoli tutti per giocarci e il problema era proprio quello perché a quella età con i miei compagni di scuola facevamo la guerra galattica nel vero senso della parola distruggendoli tutti ed attualmente di quelli li me ne sono rimasti una ventina in ottimo stato. Circa una decina di anni fa ho ricominciato a collezionare tantissimi altri: Darth Vader di 80 cm, Lego Assassin’s Creed 2, Jason di Venerdi 13, Terminator 1 e 2, Alien, Predator, Super Mario Kart, Mortal Kombat Trilogy (la serie molto rara dei modelli alti 30 cm), le auto in metallo di Lupin, Batman 1989, The blues brothers, e Ritorno al futuro 3 sulle rotaie (a giorni mi arriva quella dei Ghostbusters), e tutti i Transformers del film, Zone of the Enders, Metal Gear, tutti i robot in metallo fra cui Getter 1, Jeeg Robot, Daltanius, Mazinger, Goldrake, Daitan, Gaiking, Gundam (mi mancano Voltron, Gordian, God Sigma, Mazinger Z e Mazinkaiser), ovviamente da quando il mio film sui Pupi Siciliani ha avuto successo vincendo diversi film festival mi hanno regalato un set con i personaggi principali da 1 mt. Comunque nella casa nuova che recentemente ho acquistato, ho realizzato una sala hobby con le vetrine per ospitare la mia collezione che ho intenzione di continuare ed averle vicino alla mia sala di proiezione, la ciliegina sulla torta.

Shinji Kakaroth: Qual è stato il tuo ultimo acquisto in tal proposito?

Diego: Da un po’ stavo seguendo gli Avengers e così ho cominciato a collezionarli, e completare la serie Avengers Titan Heroes della serie Avengers the mightiest heroes in the earth il cartone del 2010 che è stato difficile completare poiché non era più facile trovare ancora i modelli dato che avevano preso il loro posto la serie Assemble e poi quella del film che inizialmente volevo collezionare ma rimanevo fregato con Hulk per via del colore dei pantaloni visto che nel film si cambia spesso, quindi decidevo ormai di continuare quella precedente. Comunque ho in programma di prendere Iron Man in metallo possibilmente sui 50 e passa di cm anche se è già in commercio il modello da 70 cm, che però è in plastica, e ovviamente il modello speciale di Mazinga che vedete nel video di Ichiro Mizuki, che costa un paio di migliaia di euro, beh vedremo.


Ichiro Mizuki explain his Mazinger 50 inch action figure from Diego Vida on Vimeo.

Shinji Kakaroth: Ci racconti un aneddoto divertente che ti è capitato da quando lavori in questo settore?

Diego: Be mi è capitato più di una volta in effetti, ma l’anno scorso ho diretto le riprese del circo degli orrori per la RAI, e gli artisti che vi presero parte indossavano diverse maschere, da Jason di Venerdi 13, Michael Myers di Halloween, Freddy Krueger di Nightmare, Leatherface di Non aprite quella porta, Hannibal Lecter, Nosferatu, Zombie e poi c’era anche Biohazzard (Resident Evil) incompleto, in pratica la tuta anti-batteriologica che per essere perfettamente azzeccata nella scena serviva un Tyrant o un Nemesis e fortunatamente io avevo la mia di Nemesis, dunque la prestai allo stunt che interpretava il Nosferatu, soltanto che al momento di ridarmela mi chiese se la poteva tenere per lo show, e gli dissi per me era ok però di chiederlo al direttore artistico e lui mi rispose “va bene, glielo vado a dire ma adesso me la tolgo se no non mi riconosce“, quindi se la tolse, soltanto che sotto aveva quella del Nosferatu perciò io e la mia crew ci siamo schiantati dalle risate, aveva recitato per tutto il tempo indossando 2 maschere, in quel momento ho pensato al vecchio spot di Wacky Races (la Corsa più pazza) dove i piloti si toglievano le maschere mostrando le loro facce tranne Dick Dastardly che correva con il cane Muttley si toglieva la maschera mostrando sempre la sua faccia.

Shinji Kakaroth: Sei stato ospite al E3, Gamescom, TGS e prossimamente Games Week Paris e farai anche un workshop sulla CG ed una conferenza sul videogame al Lucca Comics and Games, raccontaci un pò cosa hai in serbo per noi?

Diego: Sarà sulla CG Production cui potranno accedere sia professionisti del settore VFX e pure producers, line, executive, associate, SFX e assistant. Il corso introdurrà anche la storia dell’animazione partendo dalla manuale come I Pupi Siciliani, che nati a Napoli più di 200 anni fa sono stati i precursori delle nuove tecnologie, infatti anche in Terminator il modello del T800 in alcune sequenze veniva animato con dei cavi mettalici come i Pupi, poi spiegherò anche la Stop Motion usata nella prima versione di Jurassic Park nel 1925 intitolato Lost world il primo live action con attori reali e modellini Dino al seguito, successivamente i Cartoni Animati che dopo tanti anni la Walt Disney ha perso per strategia aziendale delegando Pixar in 3D Animation che non è la stessa cosa, anche se lavorando con i modelli 3D si possono poi renderizzare in toon e dare l’effetto Cartoon risparmiando tempo e soldi evitando il disegno tavola su tavola, non è la stessa cosa ma per fortuna i Giapponesi ancora continuano producendo gli Anime board by board, dopo arrivarono gli Animatronics a comando remoto e modelli in scala con Star Wars e Alien, fino alla full CG di oggi. Per esempio nei Tokusatsu gli attori recitano nei teatri di posa dove vengono ricreati in scala le varie ambientazioni come la città di Tokyo e il mare e lo stunt che veste il costume di Godzilla o il mostro di turno che affronta Ultraman si battono in mezzo agli edifici perfettamente ricreati e poi integrati alla CG usufruendo di VFX e SFX una tecnica molto efficace che messa insieme rende il prodotto realisticamente ineccepibile. Naturalmente tratterò anche il Game Development dalla produzione alle sequenze cinematiche e l’imminente cambio generazionale di piattaforme che presto porterà a giocare online e non come già da qualche anno iniziavano a fare ma interamente sui siti dei games provider visto che non produrranno più disc e cartucce, aumentando il loro monopolio e risparmiando soldi di stampe, rese, distribuzione e assicurandosi l’effettivo numero di clienti che tramite transazioni online acquisteranno più di prima ed evitando Shop e Retail vari, quindi pensate a quanto il loro capitale aumenterà, e noi diventeremo ancora di più cyber dipendenti. (Lo spietato ed intrigante mondo degli affari :) Parlerò anche dell’uso dei droni nella CG e produzioni varie, pro e contro sull’uso, attrezzature video, virtual camera, i vari modelli dei droni e il budget. I set e gli studi cosi come anche i programmi da usare nella CG il rapporto con il cliente, per capire le sue esigenze, interagendo con lo specialista in questo caso il VFX Supervisor che al momento di scegliere gli effetti il cliente entra nello specifico per capire la fattibilità sulla riuscita del prodotto. La sinergia con il team di SFX (special effects) che realizzano le miniature e i modelli in scala da integrare al VFX (visual effects) come realizzato nei film di Transformers. Ci sarà molto altro fra cui la conferenza per presentare il videogame.

Per partecipare al mio Workshop sulla CG Production potete iscrivervi cliccando qui!

Shinji Kakaroth: Qual è il tuo sogno da realizzare?

Diego: Realizzare un Devilman fatto bene, non come quello del 2004 fatto in fretta e furia con una CG deludente per quel target, sebbene comprendo la mole di lavoro e il compromesso per il budget che specialmente in quel periodo i costi erano notevoli, più di adesso. Non voglio apparire criticone ma la CG non era proprio soddisfacente, lo screenstory privo di pathos, e storytelling, e per il management di Go Nagai, che per una semplice intervista domandano 20.000 euro escluse quote loro e si informavano sempre sulla qualità dei contenuti, risultava molto strano che avessero acconsentito alla licenza del film oltretutto con l’apparizione dello stesso Nagai nel ruolo di parroco. Al di là di tutto, semmai dovessi farlo sarà basato sulla serie cartone del 1972 e col cavolo che farò morire Miki e Akira, semmai l’opposto, cosi a Satan riserverò la stessa fine dell’opera originale che segnava invece quella di Devilman. Musiche di Akira Yamaoka e featured di Ichiro Mizuki, dico Akira perchè nel videogame (introvabile) ma che io possiedo per PS1 durante lo svolgimento del gioco quando s’impersona Akira il soundtrack e gli effetti sonori sembrano quelli di Silent Hill con la grafica di resident Evil 2, nella seconda parte quando si cambia in uomo diavolo troviamo nello scontro con i vari boss l’opening della sigla 1972 e nella terza parte lo scontro con Silene si resta sempre sul genere. Avevo fatto tanti anni fà un trailer per l’intervista di Massimo Corizza la voce di Debiruman e nel frattempo lanciare pure l’idea che anche a Massimo piaceva ed era intenzionato a parteciparvi, chissà che non la faremo… prima o poi.

Shinji Kakaroth: I tuoi progetti futuri?

Diego: Ho in programma lo sviluppo di un game su Castlevania mantenendo lo stesso stile ma uscendo dalla time line della storia. Ho già firmato per l’anno prossimo con due produzioni Cinesi per il mio film sulle arti marziali sui Ninja per essere precisi, in particolar modo quei mitici B movie diretti da Joseph Lai e Goffrey Ho in Cobra contro Ninja, Ninja Terminator, e Ninja Silent Assassins. In progetto anche la serie televisiva su Silent Hill basata anche sull’originale da cui prese spunto il videogame intitolata Allucinazione perversa (Jacob’s ladder) con il grande Tim Robbins. Comunque intanto dopo il Games Week a Parigi e il Lucca Comics and Games mi prenderò appena esce a Novembre il remake della console 8 bit Mini NES con 30 giochi, non vedo l’ora di giocare con Super Mario Bros 3, Ghost Gobblins, Double Dragon 2, Simon Quest (Castlevania 2) e Zelda 2 the adventure of Link. Sono propenso il prossimo anno a comprare il Nintendo NX perchè avendo già la PS3 Giapponese, che è universale e pure retro, visto che non volevo perdere i titoli delle precedenti PS2 e PS1 (come il mitico Metal Gear doppiato in Italiano), ho deciso questa volta di tornare al Nintendo e speriamo bene…(non come la WII U che ha fatto poco in occidente ma tanto in Asia)

Shinji Kakaroth: Quale consiglio vuoi dare a chi vorrebbe fare la tua professione?

Diego: Di non pensare ai soldi ma alla passione e di essere sempre pronti a tuffarsi in progetti interessanti aumentando il loro resume e facendo esperienza, e di non arrendersi mai inviando i CV in giro per il mondo, perché anche se la maggior parte dei lavori postati sono fantasmi i cosidetti ghost jobs messi lì soltanto per pubblicizzare l’azienda e arricchendo con sta scusa il loro data base, ma nel mezzo potrebbe anche capitare qualcosa di soddisfacente. Io consiglio sempre di fare corsi con docenti che lavorano in Pixar, Weta, ILM, e chiedere di poter collaborare anche gratis per ruoli minimi, anche di sola modellazione tanto per fare un esempio, e cosè si hanno già più possibilità di entrare. L’importante è muoversi sempre e vedrete che tutto prima o poi arriverà. YATTA!!!

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Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: Convention, Intervista