• 11 Commenti

Intervista a Magic Press e Offerta esclusiva per sconto sui manga

Una nuova intervista tutta per voi da Nanoda.com. Questa volta tocca a Magic Press e al suo responsabile linea manga rispondere alle nostre domande; siamo sicuri che troverete numerosi spunti interessanti per proseguire con la discussione.

Inoltre Magic Press ci regala la possibilità di offrirvi a prezzi ribassati e scontati con spedizioni gratuite i loro prodotti e quelli Planeta presenti nel loro shop online.

magiclogo

Magic Press ci ha dato la possibilità di farvi un bel regalo di Natale: da domani infatti nel loro shop online potrete acquistare tutti i prodotti presenti (non solo prodotti loro ma anche Planeta per esempio) al 20% di sconto con spese di spedizione gratuite a chi supera la cifra di 50 euro.

Quindi tornate su nanoda.com domani e capirete come fare… ma già vi avviso che non serve nulla di speciale, l’offerta è aperta a tutti anche agli utenti non “nanodiani.” .

E ora l’intervista

[Nanoda.com] Potresti presentarti?

[Magic Press] Mi chiamo Alberto Galloni e, tra le altre cose, lavoro come consulente editoriale per la Magic Press (solo della linea MX, i manga).

[Nanoda.com] Potresti raccontarci l’iter che ti ha portato a lavorare per Magic Press?

Nel 2005, era estate, mi imbattei in Andrea Materia, direttore editoriale di Free Books all’epoca. Andrea era interessato a pubblicare i manga (diciamo fumetti orientali in generale) ma non era riuscito a trovare qualcuno con cui lavorare in maniera proficua (sono stato il primo a portare manga alla Free Books, ma non il primo a cimentarsi nell’impresa).

Un caso fortuito? Il punto è che è facile dire “pubblichiamo Yakitate Japan” (parliamo dei titoli dell’epoca), purtroppo (o per fortuna, perché altrimenti la persona Alberto Galloni non servirebbe a nulla) Yakitate Japan non lo vendono all’imprenditore che un giorno si sveglia e dice “da domani voglio pubblicare i manga”. Il lavoro consiste nell’individuare i titoli “possibili” sparsi per una fitta selva di piccoli editori giapponesi di cui le persone comuni ignorano persino l’esistenza (niente a che vedere con classifiche di vendita, Shueisha, Shogakukan, Kodansha ecc.). A Marzo 2006, dopo circa 6 mesi, uscì Grey 1 di Yoshihisa Tagami e fu quello il primo albo Free Books col mio nome sopra.

2 anni dopo, credo Giugno 2008, io e Andrea, lasciata la Free Books, preparammo insieme un secondo startup, quello della linea MX.

[Nanoda.com] Com’è nato l’interesse per i manga di Magic Press?

[Magic Press] Penso sia sempre stato lì. Magic Press è un editore che pubblica fumetti di tutte le nazionalità e sono interessati a qualunque fumetto che si possa vendere.

[Nanoda.com] Quali sono le caratteristiche distintive, a tuo avviso, dei prodotti Magic Press?

[Magic Press] Titoli e target strettamente selezionati. I manga proposti non sono titoli a caso né tantomeno mirano a “raggiungere tutti i tipi di lettori” diversificandosi in miriadi di generi e target. L’intera linea editoriale MX è mirata e ha l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per un certo tipo di pubblico.

Più o meno potrei dire che se vi interessa anche un solo manga MX, allora vi interesseranno tutti (magari distinguendo soltanto tra lettori e lettrici).

Facciamo anche qualche manga per un pubblico adulto (inteso “vietati ai minori”), sia per maschietti (Witchcraft di Yamatogawa) che per le femminucce (in questo caso sono titoli yaoi, come Mi Vergogno da Morire di Hinako Takanaga), e queste sono effettivamente diversificazioni rispetto alla linea di prodotti principale.

[Nanoda.com] E i punti su cui pensi che dobbiate ancora migliorare?

[Magic Press] Servirebbe qualche uscita in più al mese e quindi dobbiamo organizzarci meglio.

[Nanoda.com] Quello contemporaneo si potrebbe definire un “Magic Bis” dopo le prime serializzazioni di titoli quali Dragon Head, Kiseiju e The legend of Mother Sarah attualmente ancora interrotte. Potresti riassumerci le differenze fra le due esperienze editoriali, le cause che hanno portato a questo cambiamento e se ci sono possibilità che riprendiate e completiate i titoli di cui sopra?

Essendo arrivato soltanto l’anno scorso, non sono al corrente di tutte le dinamiche hanno portato alla situazione attuale. Però posso dirti due cose:

  1. Non esiste un “Magic Bis” perché la Magic Press si limitò a ereditare i contratti della Phoenix. Se la Phoenix non avesse mai firmato quei contratti, Magic Press non avrebbe mai pubblicato manga prima di MX.

  2. Magari potessimo proseguire quei manga, purtroppo l’editore giapponese ha cambiato politica di licensing e non ci permette di farlo. I manga interrotti resteranno tali fino a un (improbabile nel breve periodo) dietro front di Kodansha.

Essendo passati anni dall’ultimo volume di Dragon Head, tutto lo staff è cambiato ed MX è partita praticamente da zero.

[Nanoda.com] RG Veda, Venus Wars, Georgie… Magic Press finora ha mostrato un forte interesse per serie storiche di qualità, dei più svariati generi; è questa una precisa scelta editoriale o ritieni che il guardarsi indietro sia oramai sempre più necessario a causa della situazione attuale delle produzioni giapponesi?

[Magic Press]I ragazzi si avvicinano ai manga perché guardano gli anime in TV, ma poi, tempo 2-3 anni, si stufano e smettono di leggere. Quello che accade si distingue da una moda passeggera solo perché il ciclo (da anime a manga) si ripete all’infinito (e continuerà a ripetersi, almeno fin quando Mediaset bombarderà i suoi spettatori di anime. Repliche, più che altro, ma anche la milionesima replica di Dragon Ball è una novità per chi non l’ha mai visto).
Qualcuno ha, giustamente, notato che ogni 3 anni c’è una nuova generazione di lettori ai nastri di partenza, tuttavia nessuno fa caso che ogni 3 anni una vecchia generazione di lettori fuoriesce dal mercato, anche perché i gusti di un lettore, crescendo, cambiano e la solita pappa non va bene all’infinito. Uno dei modi più efficaci per evitare questa “diaspora” è quello di creare una vera e propria cultura del manga e questa è la ragione alla base del mio interesse per i titoli e gli autori scelti. Ovviamente c’è anche la necessità di far arrivare i manga sugli scaffali e la limitata (per quanto comunque enorme) capacità di accesso ai titoli che comunque non ci ha impedito di conquistare i diritti di alcuni lavori delle massime divinità del panorama fumettistico del sol levante come Yoshikazu Yasuhiko (Record of The Venus Wars), Riyoko Ikeda (abbiamo scelto Eroica perché è il manga pensato dall’autrice per completare il discorso iniziato con Versailles no Bara) e anche le CLAMP (che effettivamente sono un fenomeno più giovane rispetto alla Ikeda, tuttavia RG Veda è il manga che negli anni 90 rivoluzionò i canoni degli shoujo manga).

Di necessità ne abbiamo tante, tuttavia non vedo alcun decadimento con la qualità delle produzioni giapponesi attuali. Ho voluto Riyoko Ikeda perché ritengo fondamentali alcuni suoi titoli, ma non ho mai ritenuto i manga moderni (in generale) non all’altezza (certo, per raggiungere la Ikeda ce ne vuole, ma non sono gli altri a essere scarsi, è lei che è una divinità).

[Nanoda.com] Ritieni che non ci sia un decadimento della qualità delle proposte in Giappone, ma non ti sembra che quanto meno a un aumento di serializzazioni in ‘Sol Levante’ non sia seguito un pari aumento di titoli di qualità ma bensì quasi a una standardizzazione nei canoni di successo in particolare per le serie shounen, non solo Shueisha, che nascondono i titoli di vera qualità in un pagliaio sempre più grande e intrigato? (parlo di titoli shonen per ragazzini che hanno tutti lo stesso giro narrativo di Dragon Ball,e gli shojo che son tutti smut oramai).

[Magic Press] Shonen Jump ha indubbiamente intrapreso la via della standardizzazione: gli editor della rivista preferiscono che gli autori seguano dei binari impostati da loro piuttosto che lasciarli a briglia sciolta. Però Shonen Jump non è “i manga” e non è neanche “gli shonen”. Mi direte che su Shonen Magazine pubblicano Fairy Tail o Blazer Drive che possono essere due punti di incontro con il Jump di Shueisha, ma Yankee-kun to Megane-chan non ha nulla a che spartire con i cloni in questione e viene serializzato sempre su Shonen Magazine. Non solo, oltre Shueisha, Shogakukan e Kodansha, ci sono altri editori che pubblicano shonen e lo fanno a modo loro, presentando prodotti totalmente differenti da quelli a cui siamo abituati. Su Shonen Ace, Kadokawa pubblicava MPD Psycho e Teizokurei Daydream che non mi pare abbiano qualcosa a che spartire con Dragon Ball.

La stessa cosa vale per gli smut. Anzi, gli smut (ovvero i TL, Teens Love) sono limitati a solo 3-4 riviste in tutto (la più famosa è Shoujo Comic di Shogakukan) e, per dire, Hakusensha, da decenni leader nel mercato shoujo, non lascia granché spazio a questo tipo di contenuti. Inoltre, se proprio volessimo individuare uno shoujo manga clonato all’infinito, questo sarabbe Itazura na Kiss (il vero e unico “Dragon Ball degli shoujo”), non Kaikan Phrase.

Se parliamo in generale, forse è anche vero che 10 anni fa su 100 manga pubblicati 20 erano di qualità mentre adesso su 1000 manga quelli buoni non arrivano a 100. Tuttavia il mercato giapponese è talmente grande che non basterebbero tutte le 120 uscite al mese italiane per pubblicare tutti e solo i buoni titoli a disposizione.

Rispetto a 10 anni fa, sicuramente è più difficile individuare il “manga buono” (soprattutto perché sono sparpagliati su una miriade di riviste di uno sconfinato numero di editori anche piccolissimi), ma io che ci sto a fare?

[Nanoda.com] Cosa dobbiamo aspettarci in futuro da Magic Press? Potresti darci qualche anticipazione?

[Magic Press] Ristamperemo Pollon di Hideo Azuma seguendo l’ultimissima edizione giapponese che presenta 120 pagine nuove di pacca (praticamente metà del secondo volume è inedito) disegnate dall’autore nel 2005, ma questa è già una notizia vecchia.

Non ho vere anticipazioni da dare al momento. Potete aspettarvi quello che vedete state vedendo già ora, ovvero manga destinati a un pubblico adulto ed esigente e praticamente solo quelli. Più che altro, spero che, in futuro, non dovrò ricorrere sempre e solo a titoli già conosciuti altrove (che siano classici, ristampe in genere oppure “girelle”).

[Nanoda.com] Girelle, che intendi?

[Magic Press] È vero, dimentico sempre che il termine non è ancora universale (tra poco lo sarà, comunque). Dunque, qualche anno fa durante una delle solite riunioni dei massimi personaggi di quello che era il forum di plusnetwork, uscì fuori la parola “girellaro” come sinonimo di “nostalgico”. In pratica esiste un certo tipo di pubblico a cui non interessa UFO Robot Grendizer ma solo UFO Robot Goldrake, ovvero la stessa serie ma con i nomi dei personaggi inventati, le battute inventate, la storia stravolta e 5 doppiatori italiani che interpretano 20 personaggi camuffando la voce con una molletta sul naso. Si tratta di fan non interessati all’anime, ma soltanto ai propri ricordi d’infanzia, quando da bambini guardavano la TV con la merendina più famosa dell’epoca in bocca, la Girella. Le “girelle” sono i titoli destinati ai girellari, tuttavia se parliamo di manga non ha molto senso (la nostalgia è per i cartoni animati, non i manga) e la mia è più che altro una battuta scherzosa.


[Nanoda.com] Quali sono i tuoi manga preferiti, in generale?

[Magic Press] Troppi. Moyashimon ti va bene? Poi io sono un appassionato di commedie e anche di commedie erotiche, generi che si vedono pochissimo in Italia. Se parliamo di anime invece i gusti cambiano e non ho alcun dubbio su cosa mi piace vedere: robot.

[Nanoda.com] Commedie, erotismo mmhh… Ecchi! Quindi ti piacciono anche Sekirei, Anedoki, Onihime VS e Amaenaide Yo!!?

[Magic Press] Anedoki non è seinen e neanche mi piace. È un manga “castrato” sulla scia di Ichigo 100% oppure, se vogliamo scomodare qualche altro autore, le commedie romantiche di Katsura. Castrato perché, se ci fate caso, sul più bello interviene sempre un assurdo “deus ex machina” per bloccare Manaka (Junta Momonari, Yota Moteuchi ecc.) prima che combini qualcosa che su Shonen Jump non può essere mostrata. Sono manga che imbastiscono situazioni piccanti e poi le smontano e ripetono il ciclo all’infinito. Ce ne sono parecchi di titoli che escono da questo canovaccio (non su Shonen Jump) e li preferisco di gran lunga.

Io sono un grande fan di Sekirei e Onihime VS, però non sono commedie (altrimenti anche Tenjo Tenge sarebbe una commedia). Amaenaide Yo e Amaenaide Yo MS, invece, non sono tra i miei preferiti.

[Nanoda.com] Tanto che ci sono spazio anche per altri generi ;)

[Magic Press] Ok.

[Nanoda.com] Per le commedie seinen, ti piace Yawara!?

[Magic Press] Certo che sì. Per me Urasawa Naoki è l’autore di Yawara e se l’avessi valutato solo per 20th Century Boys non credo lo stimerei come ora. Io penso che sia relativamente facile far piangere i lettori, bisogna, invece, essere molto più bravi per farli ridere e/o gestire bene una “sit-com” (come Yawara o anche il Moyashimon di cui sopra).

[Nanoda.com] Per gli anime sci-fi con e senza robottoni: Kurozuka, Gasaraki e Chrome Shelled Regios?

[Magic Press] Kurozuka artisticamente è qualcosa di eccezionale, ma la sceneggiatura è troppo confusionaria e la storia si risolve in maniera piuttosto ridicola (se non si fosse capito il finale, che non vi racconto, m’ha smontato). Tra l’altro pare sia un difetto costante dei seinen disegnati da Takashi Noguchi (pure Youhei Pierre è un titolo estremamente ben disegnato ma… tutta fuffa e poco arrosto).

Gasaraki non è male, ma il paragone con l’anime è ingeneroso. MEIMU è bravo ma l’anime di Ryosuke Takahashi è uno dei massimi capolavori robotici mai creati, semplicemente inarrivabile (ci lavorò il meglio del meglio degli autori Sunrise, gente come Yutaka Izubuchi e Goro Taniguchi, mancavano solo Yoshiyuki Tomino e Yoshikazu Yasuhiko).

Koukaku no Regios Missing Mail (la famosa lettera che Leerin manda a Fonfon che poi finisce in mano a tutte tranne che al destinatario) non è malvagio, però Felli-senpai rende molto meglio animata (nei manga non ammacca i frigoriferi a calci, è troppo poco tsundere). Preferirei guardarmi una seconda stagione animata sicuramente.

[Nanoda.com] Per i drama, Angel Densetsu e Historie?

[Magic Press] Certo che sì.

[Nanoda.com] Per gli shojo, Ghost Hunt e Secial A?

[Magic Press] Ghost Hunt è limitato dal target di riferimento. Ha un suo fascino, ma se gli metti a fianco un Petshop of Horrors a caso, impallidisce.

Special A è uno dei millemila figli di Itazura na Kiss e l’originale gli è troppo superiore, quindi non riesco ad apprezzarlo (Itazura parte dai banchi di scuola ma poi cresce insieme alle sue lettrici, i cloni, al contrario, spessissimo si fermano ai banchi di scuola).

[Nanoda.com] Per i… mhhh… boh… Kemeko Deluxe?

[Magic Press] Kemeko DX è il top del top.

[Nanoda.com] Pensi che sia sia la possibilità di vedere in Italia serie di autrici classiche come Moto Hagio e Kieko Takemiya?

[Magic Press] Ti rigiro la domanda. Tu pensi che ci sia la possibilità di vendere in Italia “Terra E…” oppure “Zankokuna Kami ga Shihahi Suru“?

[Nanoda.com] Dici che nemmeno Terra E… abbia speranze di mercato?

[Magic Press] Sicuramente parliamo di qualcosa che può cambiare la vita di chi lo legge (vi sfido a tornare indietro dopo aver assaggiato Terra E…), tuttavia:
a) è disegnato in pieno stile anni 70 e
b) è una lettura impegnativa. Potrebbe essere fuori portata per il pubblico attuale (che digerisce gli anni 80 solo se si tratta di girelle) e, cosa più importante di tutte, quante fumetterie lo terrebbero sugli scaffali?

[Nanoda.com] Cosa ne pensi del mercato italiano odierno dove a fronte di una crisi economica l’offerta anziché concentrarsi e consolidarsi, magari puntando sui titoli di qualità, si è vista una scelta opposta, un puntare sulla sovrabbondanza?

[Magic Press] La sovrabbondanza è dovuta alla ricerca di visibilità. Il problema non è editoriale soltanto, riguarda tutta la filiera. È una cosa che avevo già notato ai tempi della Free Books quando insieme a Grey iniziarono a uscire anche i titoli orientali di un altro editore. Grey di Yoshihisa Tagami (grande autore e gran titolo) era da solo e quindi l’editore che lo pubblicava diventò automaticamente un piccolo editore secondario di cui “si può fare a meno”. Il concorrente, invece, iniziò a pubblicare sempre più titoli tanto da sembrare un grosso editore “che non può essere ignorato”.

Attualmente escono anche 120 volumi manga in un mese che sono molti più di quelli che la rete di vendita può gestire (forse ancora non sono troppi per i lettori, tuttavia sono molti più di quelli che un negoziante medio può tenere sugli scaffali). Il lettore medio, a sua volta, vuole entrare in negozio, sfogliare le novità e decidere sul momento cosa comprare e cosa no. L’editore, quindi, per vendere ha bisogno di arrivare sullo scaffale delle novità (e magari venire messi più in evidenza dei concorrenti) e tenta di conquistarsi lo spazio aumentando l’offerta.

[Nanoda.com] Pensi che questo atteggiamento sia il classico risultato di chi avendone la disponibilità cerca di sovraffollare l’offerta, potendo sopportare le perdite, sperando di conquistare mercato sulle ceneri degli altri piccoli editori che non possono avere grosse passività, e quindi, a crisi terminata, rinascere più grandi di prima?

[Magic Press] Nessuno vuole snellire la propria offerta perché il posto che libera un editore viene occupato da qualcun altro l’istante dopo. E, ripeto, il problema è di visibilità, lo spazio fisico sugli scaffali è poco e viene gestito in base all’editore italiano che lo pubblica (tot spazio va all’editore X, tot va all’editore Y e così via).

Il mercato manga non è entrato in crisi adesso, è sempre stato in crisi e continuerà a esserlo fin tanto che non si restituirà lo scettro al vero e unico re del mercato: il contenuto. Se lo spazio sugli scaffali venisse gestito in base al titolo pubblicato, gli editori non si gonfierebbero come pesci palla pur di farsi vedere da negozianti e lettori, e probabilmente l’offerta sarebbe molto più snella (nessuno sentirebbe la necessità di 15 manga al mese per fare numero).

Tuttavia io mi sento di citare Eraclito: panta rei.

[Nanoda.com] Come pensi che sia diviso il mercato italiano, che sia, come alcuni tempo fa affermavano, semplicemente diviso tra giovani appassionati di shounen d’azione con belle fanciulle, ragazze desiderose di smut e una nicchia di adulti fortemente appassionati e per questo intransigenti che vogliono solamente Gundam e simili?

[Magic Press] Io penso che se parliamo di “entry level”, in Italia siamo messi benino. I ragazzi hanno modo e occasione di conoscere i manga (spesso grazie agli anime). Il problema è che i lettori che iniziano a leggere Dragon Ball (per dire) non rimangono nel mercato oltre 3-4 anni.

I lettori si adeguano all’offerta e abbandonano il mercato quando non hanno più voglia di leggere. Poi, magari, succede che qualcuno torna sotto forma di “girellaro”, che non è un lettore intransigente, non è proprio interessato al mercato, è interessato solo alla propria infanzia oppure al proprio passato di lettore e quindi compra “girelle” e solo quelle (e Gundam, purtroppo, non è sufficientemente “girella”, hai sbagliato esempio, dovevi prendere i robot di Go Nagai).

[Nanoda.com] Magic Press pubblica da sempre, oltre ai manga, tra le altre cose anche i fumetti americani. Secondo te con l’accordo tra Disney e Marvel, attualmente fermo solo per questioni sindacali, con l’ingresso di un soggetto mastodontico come la casa di Orlando che ha le sue linee distributive mondiali consolidate, cambierà anche in Italia l’assetto distributivo dei comix? Potrebbe esserci uno stravolgimento che porterebbe una vera e propria rivoluzione e un cambiamento del peso dei vari editori?

[Magic Press] In Giappone i diritti di un manga appartengono all’autore e l’editore si limita a fare da intermediario. Se un giorno Masamune Shirow (nome a caso) decidesse di far ristampare Kokaku Kidotai da Shonen Gahosha e io volessi pubblicarlo in Italia, potrei chiedere i diritti per l’Italia a Shonen Gahosha e non più a Kodansha. Volendo l’autore potrebbe firmare lui stesso il contratto, saltando il suo editore. Questa, insieme ad altre peculiarità, rende praticamente incontrollabile per chiunque il mercato manga dei manga.

Spiderman, a differenza dei manga, non è proprietà dell’autore ma dell’editore Marvel che si muove all’estero con “contratti di esclusiva” sull’intero catalogo. Cioè la Marvel affida tutto il suo catalogo a un editore e poi questo decide cosa pubblicare e cosa no in piena autonomia. Stesso discorso per la DC Comics.

Ogni qual volta che i cataloghi DC e Marvel si spostano da un licensor italiano all’altro, gli equilibri del mercato cambiano. Se i diritti Marvel si muovessero… beh sì, sarebbe una rivoluzione. Tuttavia io non sono la persona adatta a cui chiedere “se” i diritti si sposteranno. Non ne so nulla e non sono in grado di esprimere un parere.

[Nanoda.com] Dopo il Giappone anche in USA i fumetti iniziano ad essere diffusi su cellulare… Viz ha messo Rinne in lettura online. Come pensi che venga visto tutto ciò in Italia? Ritieni che si possa percorre la stessa strada anche da noi… che sia utile?

[Magic Press] Mi pronuncerò quando avrò testato di persona alcune dinamiche. Al momento non sono in grado.

[Nanoda.com] Quindi il 25 dicembre Babbo Natale non ti porta il Kindle?

[Magic Press] Forse me lo porta. Il punto è che prima di pronunciarmi voglio avere tra le mani il device in questione, verificare se alcuni problemi sono stati risolti e capire con quale piattaforma si potrebbe tentare di fare mercato.

[Nanoda.com] I prodotti Magic Press che non sono distribuiti sul circuito delle edicole, hanno, stando ai nostri utenti, mediamente delle difficoltà di reperibilità. Da cosa pensi che sia dovuto?

[Magic Press] Distinguiamo le due realtà. In edicola sono distributore ed editore che decidono quanti albi stampare e dove distribuirli. In fumetteria, al contrario, è il gestore del negozio che deve richiedere al distributore 1, 2, 10, 100 copie di Eroica (se non ordina nulla non riceve nulla). Non è affatto scontato trovare Eroica in tutte le fumetterie e né Magic Press né il distributore possono imporre a un negoziante di ordinarlo se lui non vuole. Tutto questo si ricollega a quanto detto più sopra.

La Magic Press distribuisce in fumetteria tramite Alastor e non ha alcun rapporto commerciale con gli altri distributori. Per quanto riguarda il circuito Alastor non si sono verificati problemi di rilievo. I lettori, in tutti i casi, possono acquistare i manga MX direttamente sul sito ufficiale della Magic Press bypassando tutti i problemi eventuali di distribuzione.

[Nanoda.com] Potresti darci i vostri riferimenti internet?

[Magic Press] Il sito ufficiale è su www.magicpress.it. Abbiamo anche un fan club su Facebook .

[Nanoda.com] Nanoda.com è un sito che cerca di fornire news e informazioni sfruttando i canali ufficiali, e ha come obiettivo principale quello di mettere in contatto gli utenti finali, i lettori, a chi confezione prodotto per loro. Che ne pensi, sinceramente?

[Magic Press] Ne penso quello che penso di internet tutta. Come tu ben sai io sono uno dei fondatori di quella che fino a 3-4 anni fa è stata una delle principali community italiane su manga e anime (con e senza interlocutori ufficiali) e, nel settore di cui mi occupo, non credo esistano altri consulenti editoriali con la mia stessa esperienza sul web (però io baro, perché lavoro anche come consulente informatico).

Sarò lapidario: il web è fine a se stesso. Esiste il mondo virtuale e il mondo reale, il mondo online e il mondo offline. Il vero valore di una community può uscire fuori soltanto nel momento in cui tutte le attività di cui si occupa sono online (i manga si comprano online, gli anime si vedono online, ecc.). Chiunque (compreso me stesso) abbia provato a fare interagire l’online con l’offline. finora ha sempre ottenuto scarsissimi risultati (io ero uno di quelli che 10 anni fa andava dagli editori a dire “regalatemi quel DVD perché vi faccio la recensione”, salvo poi scoprire che se lo scopo della mia recensione è quello di spingere in modo decente le vendite in videoteca… qualcuno che legge e poi va a comprare il DVD c’è, ma il numero è irrisorio).

Tra non molto il valore delle community crescerà e allora le cose cambieranno, di questo sono certo. Vale per Nanoda, ma anche per tutte le altre community del web.

[Nanoda.com] Ritieni che Magic Press riesca ad oggi a colmare il divario fra le due sponde del mercato e che raggiunga con i propri comunicati tutti quelli che vorrebbero saperne di più e al contempo a cogliere i vari feedback?

[Magic Press] C’è un errore di fondo in questo ragionamento. I lettori non comprano fumetti dalla Magic Press (se non sul sito online), li comprano in fumetteria, quindi le sponde sono più di 2. Comunque, essendo io stesso un “nativo di internet”, sicuramente non ho problemi a ricevere feedback dalla rete. La comunicazione si può sempre migliorare, invece.

[Nanoda.com] Cosa pensi che manchi in Nanoda per dare un servizio “utile” al pubblico lettore? (Sempre che riteniate questo utile e interessante.)

[Magic Press] Mah… io penso che vi stiate già sbattendo molto, passatemi il termine. Ragion per cui probabilmente la vostra community crescerà ancora.

[Nanoda.com] Grazie per la pazienza

[Magic Press] Grazie a voi e alla prossima.

Autore: Pufferbacco

Scritto da Pufferbacco il nelle categorie: Editoriali