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Intervista a Eriko Kawasaki

Eriko Kawasaki è nota ai fan di anime e manga e ai cosplayer come l’animatrice del karaoke di molti festival del fumetto, ma Eriko è molto di più che una semplice (e brava) presentatrice.

Nanoda, insieme ad Ochacaffè, le fa qualche domanda in esclusiva per i propri lettori, venite con noi a scoprire questa giapponese piena di talenti!

Nanoda: Ciao Eriko, o dovremmo forse dire Kawasaki san, dato che sei ormai una piccola celebrità?
Eriko:
Direi che Eriko va benissimo, non sono una celebrità!

Nanoda: OK, dunque già sappiamo che oltre che brava e bella sei anche modesta… cominciamo con la domanda d’obbligo: quando e perché sei venuta in Italia?
Eriko: Sono arrivata tre anni fa per perfezionare i miei studi di canto, che avevo già iniziato in Giappone dove mi sono diplomata alla scuola di musica. Ora studio al conservatorio di Padova. Oltre al canto lirico in passato ho studiato anche pianoforte e tromba.

Nanoda: E Ochacaffè se non sbaglio ha la sede nazionale proprio a Padova…
Eriko: Esatto! Io insegno giapponese per l’Istituto Il Mulino, che è uno dei partner dell’associazione giapponese, e così ho iniziato a collaborare con loro per accrescere la conoscenza della cultura nipponica in Italia.




Eriko e DJ Shiru




Nanoda: Com’e’ nata l’idea del karaoke?
Eriko: Stavamo pensando a come animare i festival del fumetto e quelli di cultura orientale in Italia, e dato che nel mio background c’e’ sempre stata la musica e ora c’e’ la lingua, ho pensato che il karaoke poteva avere successo, dopotutto è risaputo che agli italiani piace esibirsi, specialmente ai cosplayer!

Nanoda: e come vanno gli italiani con la lingua giapponese?
Eriko: come studenti sono molto bravi, e come cantanti ancora di più. Mi ha veramente sorpreso quando a festival grossi come Lucca Comics & Games, al Festival del Fumetto di Novegro o a ESTremamente Orientale ci sia sempre la fila di persone che vogliono cantare in una lingua che spesso non conoscono. Quest’anno porteremo il karaoke anche a Roma Comics, e sono sicura che anche i romani ci sapranno fare!

Nanoda: Ma basta parlare degli italiani, continuiamo a parlare di te: cosa facevi prima di arrivare in Italia?
Eriko: Oltre a studiare musica e a fare concerti, soprattutto di lirica, a volte lavoravo in TV per promuovere prodotti, cosa che ho un po’ lasciato perdere quando sono venuta in Italia, anche se a volte ancora mi chiamano riviste o siti web per fare la modella o per sfilate. In Italia mi chiamano soprattutto per sfilate in kimono, difficile ma molto affascinante. Un’arte tradizionale che svolgevo in Giappone e che ora purtroppo ho poco tempo per seguire è il kirie, cioè ritagliare dei fogli di carta per creare immagini ad effetto quasi tridimensionale.




Eriko incontra una fan a Lucca C&G




Nanoda: Ma quante cose fai! Altre sorprese?
Eriko: In aggiunta a cantare suono il pianoforte, e con Ochacaffè e altre studentesse giapponesi del conservatorio l’anno scorso abbiamo fatto dei concerti di musica tradizionale giapponese per raccogliere fondi per le vittime dello tsunami in Giappone, e sono andati benissimo!

Nanoda: Progetti per il futuro?
Eriko: Ora lavoro spesso con DJ Shiru, sia perché lui si occupa della colonna sonora delle mie sfilate, sia perché spesso le serate di karaoke finiscono con lui che fa ballare i miei fan. Porteremo degli spettacoli ideati assieme non solo in giro per l’Italia, ma anche in Svizzera e Francia, e probabilmente in Giappone l’estate prossima. Ora stiamo lavorando ad un progetto molto grosso per il 2013, di cui non posso dirvi niente ancora, se non il nome: WJMS… e non chiedetemi altro!




Eriko e Tokyo Dolores, le vedremo mai in uno spettacolo assieme?




Nanoda: Ti chiediamo sicuramente una cosa: di assicurarci un’altra intervista quando potrai svelare maggiori dettagli sul WJMS!
Eriko: Certo, promesso!


Che ne dici di questa intervista? Tu la conoscevi Eriko Kawasaki?

Hai delle domande da farle? Scrivile qui in basso!

Autore: Inuchan

Scritto da Inuchan il nelle categorie: A ruota libera