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GP Publishing: Morgan, ristampa di Springald e Robottoni!

Comunicati stampa GP Publishing: Morgan – linux & geeks il fumetto italiano, promessa mantenuta per la ristampa fallata di THE BLACK MUSEUM SPRINGALD e “ROBOTTONI, CONTROLLO DEI MEDIA E XENOFOBIA”!

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MORGAN: linux & geeks!

Apparso per la prima volta nelle edicole italiane nel 1998, Morgan: la sacra ruota è la prima e unica creazione a 4 mani di due dei più quotati autori del fumetto italiano: Leo Ortolani, autore idolatrato ovunque grazie al suo sempre fresco Rat-Man, e Ade Capone che, dopo essersi fatto notare con alcune storie su Zagor della Bonelli, diede una scossa al mondo del fumetto italiano proponendo il personaggio di Lazarus Ledd.

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Due nomi uniti da un’amicizia che li ha portati a un epico braintrust, i cui frutti potete oggi leggere in una nuova e lussuosa edizione di Morgan, proposta da GP Publishing.

Alla fine degli anni ’90 l’utilizzo di sistemi operativi non Windows, e di Linux in particolare, appariva un lusso per pochi inziati, nerd e “smanettoni” del pc (Geek, come vengono solitamente chiamati oltreoceano), disposti a rinunciare a varie applicazioni pur di dare al loro computer quell’aurea di impenetrabilità (e spesso di snobismo) che era il segno distintivo del sistema operativo creato da Linus Torvalds, partendo dal linguaggio UNIX.

Oggi, come è noto, le distribuzioni Linux sono innumerevoli (basti pensare alla notissima Ubuntu, e alle decine di installazioni modificate realizzate da questa distribuzione), generalmente caratterizzate da un’interfaccia grafica e una automatizzazione del riconoscimento periferiche che lo rende effettivamente alla portata di un pubblico più vasto.

Ma negli anni della prima pubblicazione di Morgan, le distribuzioni Linux con interfaccia grafica erano molte meno, e gli utenti più smaliziati utilizzavano sistemi ad interfaccia testuale come la Slackware. Proprio quest’ultimo sistema viene scelto da Ade Capone per farlo usare ad Ivar, co-protagonista della nostra storia, hacker in erba che, attraverso la rete privata hackernet, si coordina con gli altri membri della resistenza anti-alieni.

Non mancano, nella narrazione di Capone, molte frecciatine anti-windows messe in bocca ai vari personaggi, cosa che lascia facilmente trasparire le preferenze informatiche del’autore.

Il legame tra geek e fumetti non è certo una novità. In America, nell’immaginario comune, il perfetto Geek si diverte a modificare il suo sistema linux based, legge fumetti di supereroi e ha visto almeno 5 volte tutte le stagioni della prima serie di Star Trek.

In Italia, probabilmente, ogni buon geek dovrebbe anche leggere Morgan!

PROMESSA MANTENUTA!

Come ben sapete Gp Publishing ha sostituito la copia fallata di Springald (dove era presente l’errore della pagina 104) come era stato già spiegato nel nostro precedente articolo riguardo alla sostituzione del manga THE BLACK MUSEUM SPRINGALD.

Aggiungiamo inoltre che riconoscere le copie fallate è facilissimo: le ultime pagine della vecchia edizione presentano delle pubblicità, mentre le copie corrette hanno le pagine nere.

Quest’operazione dimostra quanto GP Publishing sia attenta alla qualità dei propri titoli e al rispetto dei propri lettori.

Infine, un ultimo appunto: la carta utilizzata per la nuova edizione di THE BLACK MUSEUM SPRINGALD è la stessa che verrà utilizzata da ora in poi su tutti i volumi GP Publishing.

Ora non ci sono davvero più scuse: la Londra oscura di Kazuhiro Fujita vi sta aspettando!

gp publishing: springald

ROBOTTONI, CONTROLLO DEI MEDIA E XENOFOBIA

Degli alieni umanoidi provenienti dal pianeta Riofard sbarcano sulla terra, dichiarando scopi pacifici. Onde farsi meglio accogliere dai terrestri, condividono con loro buona parte della loro tecnologia, riservandosi però la conoscenza di alcuni strumenti più avanzati come quelli che permettono di creare campi gravito-inerziali.

Abbagliati dalla nuova e avanzatissima tecnologia i governi umani danno il benvenuto ai visitatori extraterrestri, accettando di buon grado i loro flussi migratori e l’integrazione dei fardiani nella società terrestre. Intanto la tecnologia fardiana soppianta in larga parte quella umana, tanto che tutti i sistemi informatici ed elettronici sono ormai basati sulle conoscenze extraterrestri.

Dieci anni dopo il primo contatto, le celebrazioni per questo anniversario prevedono l’inaugurazione di un mega ascensore orbitale, capace di trasportare uomini e mezzi da Riofard alla terra. Ed è l’inizio della fine: le forze armate fardiane bombardano il Pentagono, in ogni paese del mondo truppe armate irrompono nei centri di governo prendendone possesso. In mondovisione, la Terra viene dichiarata colonia di Riofard, con somma meraviglia dei terrestri, ma anche dei civili fardiani che vivono ormai integrati nella società terrestre. Si è trattato di un colpo di stato a livello planetario, un’invasione lenta e silenziosa, sfociata rapidamente e inaspettatamente nel sangue. I fardiani hanno il monopolio della tecnologia, controllano tutti i mezzi di comunicazione, e hanno abbastanza armi avanzate ignote ai terrestri da essere virtualmente imbattibili. E ben presto, anche l’apparente indole pacifica e civile dei fardiani cede il passo ad azioni repressive e violente.

Ma non tutti, nel corso dei dieci anni di convivenza pacifica, erano convinti della bontà dei fardiani. Il professor Hosuke Kano è sempre stato diffidente, e non ha mai cessato di bollarli pubblicamente come invasori e ipocriti. Ma in un mondo abbagliato dal balzo tecnologico regalato dai fardiani, il prof. Hosuke viene sbrigativamente etichettato come vecchio paranoico. E suo nipote Hoichi viene per questo deriso dai suoi compagni di scuola. Ma ora, dopo dieci anni, il prof. Hosuke ha mostrato di avere ragione, e grazie ad anni di preparativi ha deciso di rendere suo nipote Hoichi il nuovo eroe terrestre, leader nella ribellione agli alieni. Una tuta cibernetica potenziante e un misterioso robot gigante saranno le armi di Hoichi, che si trova praticamente costretto a convivere con la crudeltà assoluta di una guerra, e con le scelte difficili che questa richiede.
Perché essere un eroe non sempre è come si legge nei fumetti…

ROBOTTONI, CONTROLLO DEI MEDIA E XENOFOBIA – PARTE 2

Controllo dei media

La principale conseguenza della colonizzazione tecnologica e informatica dei fardiani, è la perdita di controllo dei terrestri sui mezzi di informazione, dalla radio, alla tv a internet. Tutto è sotto sorveglianza e sotto comando diretto del governo di Riofard, che sceglie cosa rendere noto alla popolazione umana e soprattutto influenza il modo in cui le notizie vengono presentate, arrivando addirittura a falsificarle in maniera totale e grossolana. E’ il primo passo compiuto per un controllo dell’opinione pubblica e per ottenere una sottomissione psicologica della popolazione terrestre. Le stesse gesta di Hoichi vengono presentate, attraverso la manipolazione dell’informazione, come nocive per la popolazione umana.

Nella nostra società, la manipolazione dell’informazione è argomento frequente di discussione, e il controllo dei media (almeno economico) è fondamentale per la tutela dell’immagine di certi personaggi. “Avere una televisione” appare essenziale a chiunque abbia un progetto sociopolitico a lungo termine. Le censure, d’altro canto, sono lo strumento storico dei regimi dittatoriali. Se la gente non sa le cose, se le persone non riescono a comunicare liberamente, fanno fatica ad organizzarsi, e quindi non costituiscono un pericolo per lo status quo.

Il Colonialismo

La colonizzazione della Terra da parte dei fardiani è l’elemento narrativo principale di Exaxxion. La scelta della parola “colonizzazione”, al posto di invasione, ripetuta in più punti nelle pagine del manga, è in parte da ricollegarsi al concetto di controllo dell’opinione pubblica spiegato sopra. La colonizzazione ha una connotazione pacifica, non violenta, sotto alcuni punti di vista la si può considerare un gesto di “altruismo politico” visto che si basa anche sulla condivisione di ricchezze e conoscenze con le popolazioni indigene (i terrestri, in questo caso). Ma è anche vero che, quando le popolazioni indigene sono di intralcio in qualche modo ai piani della nazione colonizzatrice, lo sterminio è il primo strumento applicato. Si aggiunga poi che spesso, grazie anche a quest’opera “altruista” si cerca di soppiantare storia, cultura e tradizioni del popolo indigeno.

La storia in fondo ha decine, se non centinaia di esempi in tal senso: la conquista dell’America, le colonie fasciste in Africa, l’occidentalizzazione del Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale, e via dicendo…

La Xenofobia

Nella sua accezione più letterale, la xenofobia è la “paura dello straniero”. E’ un concetto ben più ampio e diverso di quello indicato dal termine razzismo, per quanto venga spesso usato in sostituzione di quest’ultimo perché molto più “politically correct”. Va detto che il termine razzismo, oltre ad una pesante convinzione sulla diversità sostanziale tra individui di razze diverse, porta con sé anche una componente di odio verso l’altro. La xenofobia invece è più “asettica” da questo punto di vista, anche se può essere alimentata dal razzismo altrui, o trovare sfogo in comportamenti razzisti.

Il professor Hosuke Kano, per i suoi continui attacchi ai fardiani durante gli anni della convivenza pacifica, viene spesso bollato come xenofobo (molto meno anche qui viene usato il termine “razzista”). Eppure, quando i sospetti di Hosuke si rivelano fondati, è il resto dell’umanità, ingannato e deluso, a sviluppare atteggiamenti xenofobi, e in maniera letterale, visto che la maggior parte delle persone, terrorizzate dai neo-invasori, li evita o si sottomette a loro senza resistenze. A farne le spese, come in ogni fenomeno di isteria xenofoba, sono gli stranieri pacifici e con buone intenzioni, in questo caso i civili fardiani come la professoressa Kimber, che, identificati spesso come deboli, vengono fatti oggetto di attacchi violenti e indiscriminati.

Lo stesso Hoichi, sin dall’inizio della narrazione, avrà degli atteggiamenti xenofobi, alimentati dalle convinzioni dello zio e da una sua naturale diffidenza. Invece, il meno xenofobo, pur nel suo cinismo di fondo, sarà proprio il prof. Hosuke, che basa le sue convinzioni su studi attenti fatti sui fardiani e soprattutto, come dirà in più occasioni, sul fatto che i fardiani sono avidi e subdoli almeno quanto gli esseri umani.

La morale in tempo di guerra

Hoichi, designato da suo zio per diventare il leader della ribellione terrestre, ha un concetto di eroismo molto ingenuo, a tratti integralista, desunto dalle sue letture, soprattutto a fumetti, in cui alla figura dell’eroe viene affibiata l’immagine di “buono” a 360°, con un’etica profonda e superiore, e un profondo senso di pietà. Hoichi vuole essere l’eroe perfetto, che salva tutti, e che riconosce immediatamente i cattivi.

Il suo impatto con la realtà della guerra sarà duro e deludente, e dovrà ammettere a se stesso che i metodi delle due parti in lotta spesso non sono così differenti.

Il prof. Hosuke, col suo cinismo, dovrà da questo punto di vista svezzare il nipote, e, da bravo stratega, trasmettergli il concetto di “perdite accettabili”. Ma accettare la cosa non vuol per forza dire farsela piacere. La sopravvivenza detta a volte brutte regole di gioco.

Fonte: Gp Publishing

Autore: Inuchan

Scritto da Inuchan il nelle categorie: Gp Publishing News