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Giappone: il folle rapitore era un lolicon delle PreCure

Ricordate che qualche giorno fa vi avevo parlato di un uomo che aveva rapito una ragazzina cercando di portarsela via in un borsone?

Bene, dalle investigazioni della polizia nel suo appartamento si è scoperto che l’uomo in questione è uno dei tanti viscidi otaku delle Pretty Cure, il che ha scatenato uno stuolo di psicologi nella solita crociata contro gli effetti negativi degli anime e manga e la richiesta di una maggiore opera di censura.

Il ventenne universitario ha rapito una dodicenne di 150cm per strada e costretta a entrare nel suo borsone con un coltello da frutta, serrandole le mani col nastro adesivo, ma dopo aver messo il bagaglio su un taxi piangendo“Fatemi uscire!” ha fatto insospettire il tassista, che aveva già pensato che il bagaglio potesse contenere un cane o qualche altro contenuto inusuale.

Il giovane ha subito chiesto di uscire dal taxi, ma il guidatore, un campione di box della prefettura, l’ha afferrato mentre tentava di scappare e l’ha bloccato nel sedile di dietro, chiedendo a un passante di chiamare la polizia.

La ragazza era incolume e la polizia ha arrestato all’istante il rapitore.

I moventi per attuare il rapimento non sono ancora chiari (anche se credo siano abbastanza ovvi), ed ha solo aggiunto “le mie attività non stavano andando bene, quindi ho pensato di assalire una ragazzina per la disperazione.” Ha ammesso di avere intenzioni lascive nei confronti della ragazzina.

Secondo dei conoscenti nel club di arte della sua università, “Non partecipa molto alle attività del club. Ama tantissimo le PreCure, e dice di andare spesso in qualche maid caffé di Akiba.

La polizia ha ritrovato nella sua stanza e nel suo PC “dei DVD acquistati con ragazze poco vestite in copertina”, anche se questo sembra sia una prova bastante per far lanciare ai media l’ennesima richiesta alla censura.

Ovviamente le autorità e i media se la sono subito presa con gli anime e manga, tra cui uno psicologo che non ha familiarità col sospetto che teorizza:

“Non ha agito in base ad una brama sul momento, invece ha provato a portarsela a casa, il che indica che ai suoi occhi la ragazzina era un mero ‘oggetto’.

Stava agendo per assecondare i suoi bisogni e i suoi desideri senza pensare alle regole sociali. Un tale modo di pensare è normalmente collegato a questioni di sviluppo infantile.

Esistono casi in cui giochi e manga finiscono per stimolare i desideri di certi pedofili, causando loro la perdita della distinzione tra fantasia e realtà, portando ad incidenti simili.”

Inutile dire che sulla rete ci sono dei sospetti su come questo caso sia stato sfruttato dai media, anche se in pochi possono negare quanto facciano venire la pelle d’oca i fan delle PreCure:

“Era un lolicon totale, no?”

“Ci risiamo, sarebbe colpa degli anime? E’ solo colpa degli otaku!”

“Come al solito è comparso un manipolo di esperti che se la prende disperatamente con i manga e gli anime…”

“Voi lolicon volete difenderlo disperatamente, no? Bannate immediatamente questi schifosi.”

“Il problema però sorge sui suoi interessi 3D, non su quelli 2D…”

“Ben fatto tassista!”

“Continuate a vedere le PreCure, deviati.”

“Dovreste preoccuparvi degli spettatori delle PreCure, non di chi vede gli anime in fascia notturna.”

“I media hanno mostrato un suo compito per il diploma delle superiori, anche se l’hanno censurato in parte, si capisce facilmente che all’epoca usava un cognome coreano. Ho pensato che fosse una messinscena della fazione di estrema destra, ma sembra sia vero…”

“Ancora menzogne di estrema destra!”

“Perché hanno censurato il cognome quando hanno riportato il suo nome vero di continuo e ovunque?”

“Si può notare chiaramente che ha un solo kanji per cognome, quindi quasi certamente si tratta di un coreano che ha preso un alias giapponese. E perché diavolo l’hanno censurato?”

“Quindi i media al posto di centrare l’odio verso i coreani, vogliono usarlo per attaccare gli otaku.”

“Immagino che i media abbiano fatto il possibile per poterlo definire un otaku… ed un amante delle PreCure e dei maid caffé è proprio lo stereotipo definitivo che i media amano attaccare.”

“Sembra che lo stiano spacciando come otaku per nascondere il fatto che sia coreano.”

“I viscidi otaku sono colpevoli come gli sporchi coreani.”

“Dubito che fosse coreano, i media non se la sarebbero presa così tanto contro un coreano.”

“E’ un po’ ridicolo chiamarlo lolicon quando ha solo una ventina d’anni.”

“Bannnate le PreCure.”

“Non prendetevela con le Precure, prendetevela con tutti gli adulti che insistono a guardarlo.”

“Precure è una bella serie… a parte i personaggi, è abbastanza interessante e le animazioni non sono male.”

“Non ha neppure una macchina sua, gli uomini sono proprio inutili senza una macchina…”

“Penso che i fan delle AKB siano da tacciare come criminali!”

“Onestamente, loli, maid e 2D, tutto questo si centra sul fantasy o partner di status inferiore, è ridicolo quando uomini che amano cose simili iniziano a sputar fuori che le donne siano tutte odiose o sgualdrine.”

“PreCure = è un anime per ragazzine con poco contenuto loli

Maid caffé = orribili amanti delle ragazze 2D non presterebbero neppure uno sguardo a delle ragazze che lavorano come prostitute in cosplay

Entrambe sono frange della cultura 2D. Per essere valido, le loro critiche dovrebbero essere rivolte a Ichigo Marshmallow o altro.”

“Pensate che casi simili accadono ogni giorno a causa dell’isteria che dilaga dai media, ma c’è stato solo un altro caso di un anno fa o giù di lì.”

“Ma non hanno nemmeno fatto uscire roba 2D nella ricerca, poveri media.”

“Suite Precure vs Suite Onacure!”

“E’ colpa dei lolicon, non dei videogiochi e dei manga!”

Fonte: Sankaku Complex

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: Giappone