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Giappone: 30 elmetti bizzarri dal passato

Il gusto per elmetti bizzarri da parte degli antichi samurai, generali e feudatari farebbe vergognare i moderni cosplayer, tanto che i tradizionali elmi di Sengoku Basara sarebbero da considerare morigerati a confronto, ed il periodo Sengoku ha collezionato il maggior numero di esempi di questa eccentricità generale.

Il classico elmetto giapponese (kabuto) è entrato a far parte delle armature nel periodo Heian, e sono divenuti degli accessori bellici essenziali nel periodo Sengoku per stagliarsi tra gli altri generali e feudatari maggiori (daimyo) e guerrafondai. Comunque, con l’aumento dei feudatari sempre più interessati a far notare la propria presenza sul campo di battaglia che alla partecipazione attiva nei combattimenti hanno cominciato a sfruttare design sempre più complessi, diventando eventualmente l’oggetto d’interesse degli otaku collezionisti. Tutto ciò è culminato nel “kawarikabuto” o tradotto “strani elmetti”, i più raffinati dei quali potete ammirarli di seguito.

L’elmetto di Gamo Ujisato, il feudatario cristiano della provincia di Mutsu e signore del castello di Obama, posto sulla sua armatura d’ebano dovrebbe somigliare alla “terrificante coda di un pesce gatto“, anche se i giapponesi moderni non possono che descriverlo come “diabolico overlord di fine livello”:

L’armatura zombie di Kato Kiyomasa, daimyo di Azuchi-momoyama, conquistatore di metà Corea e vittorioso contro il generale cinese Yang Hao, la sua armatura dovrebbe somigliare a un corpo in decomposizione:

L’elmetto a punta di Mori Yoshinari, maestro di lancia e signore della provincia di Mino, che veniva preso in giro come “19” perché perse un dito in battaglia:

Mori Nagayoshi, un daimyo vassallo del clan Oda famoso per la sua irrascibilità, forse causata proprio dal suo elmetto:

Il generalissimo domatore di barbari Toyotomi Hideyoshi si era così tanto scocciato di portare in battaglia i suoi ventagli che decide di ficcarli sul suo elmetto, anche se riguardo alle sue vittorie militari è difficile vedere le sue vaste armate lagnarsi della cosa:

Altri suoi elmetti ancor meno pratici:

Tachibana Muneshige, un samurai promosso a signore provinciale e noto per la sua generosità, era così astuto che nessuno è in grado di dimenticare il suo gran nome (il significato letterale di daimyo effettivamente sarebbe “grande nome”), tanto da avere il kanji “Dai” (grande) inglobato nel suo elmetto:

Aveva anche un elmetto di stile “aureola” tanto familiare ai fan della Koei:

Mori Ranmaru, il paggio (e giovane ragazzino e amante) di Oda Nobunaga, famoso per essersi sventrato in maniera onorevole dopo che il suo padrone venne costretto a suicidarsi a causa di un generale traditore, aveva l’intera preghiera buddista “Namu-Amida-Butsu” sul suo elmetto fashon:

Akechi Mitsuharu, un cugino del generale summenzionato, noto per essersi sventrato e scritto un poema su una porta vicina col suo stesso sangue dopo essere fuggito da una sconfitta bellica (dopo aver aiutato il suo signore defunto, uccidendo sua moglie e i suoi figli), sul suo elmo aveva queste buffe orecchie da coniglio:

Grazie al cielo, il padrone di questo elmo a forma di lepre è rimasto sconosciuto:

Niente di meno che Uesugi Kenshin era proprietario di questo pezzo (la luna e la lepre sono sempre associati intimamente alla mitologia giapponese, spiegando il motivo per cui i signori feudali lo usavano in battaglia):

E sempre suo era questo elmo bifronte:

Il terribile elmetto con le nekomimi (orecchie da gatto) di Matsudaira Nobukazu, un daimyo di Tokugawa, anche se in realtà è modellato sui ciuffetti a corna di un gufo cornuto:

Matsudaira Chikatada, un antenato dei Tokugawa, aveva un elmetto peloso, anche se di certo a indossarlo si finiva per somigliare ad un sedere , probabilmente era stato ideato per somigliare a un cervo/daino/renna:

Todo Takatora, un infimo ashigaru promosso (salito di rango per diventare l’ammiraglio di flotta di Toyotomi durante l’invasione della Corea e finito come un signore feudale che rispondeva solo e soltanto a Tokugawa Ieyasu stesso), portava questo prosperoso elmetto, che si pensa sia basato su dei cappelli della dinastia mandarina di Tang:

Yamauchi Toyomasa, un signore feudale del periodo Edo e maestro di spada che portò al fallimento la sua provincia sperperando le sue ricchezze sul teatro Noh e dei banchetti, non ha mai avuto la possibilità di provare le sue abilità in una vera battaglia, così il suo elmo con delle orecchie da coniglietto è più che appropriato:

Variazione dell’elmetto a tema coniglio/lepre:

Kuroda Nagamasa, un vassallo di Tokugawa la cui fama è nota per la sua bruttezza e la stupidità del suo figlio ed erede, aveva questo elmo primo tra le stramberie:

Ed un altro dei suoi elmi:

Il proprietario di questo elmo evidentemente considerava i granchi come la cosa più terribile da mostrare ai propri avversari sul campo di battaglia, per riuscire a intimidirli:

Questo ha fatto un passo avanti ed ha scelto un pettine di mare:

Un gambero:

Turbo cornutus, la conchiglia di questa lumaca di mare, è la scelta più ovvia per questo elmetto:

L’apostata daimyo Kuroda Yoshitaka, o Don Simeon usando il suo nome cristiano che a breve abbandonò, era uno stratega militare al soldo di Toyotomi, anche se non è chiaro perché abbia scelto di indossare una ciotola sualla sua testa:

Il padrone di questo elmo ha scelto un vajra stretto da una mano, forse sperava che una parte dei suoi poteri divini si sarebbero trasferiti sul proprietario, che lo indossava in battaglia:

Il padrone di questo pezzo ha di certo anticipato la moda occidentale di diversi secoli:

Grazie al cielo, la Disney non esisteva a quei tempi, in modo da denunciare il proprietario di questo elmo:

Date Shigezane, un generale nordico rinomato of some renown, ha scelto un millepiedi baffuto come ornamento, pensando “non indietreggerò mai”:

Fonte: Sankaku Complex

Autore: Shinji Kakaroth

Scritto da Shinji Kakaroth il nelle categorie: Giappone