• 33 Commenti

Una lettera nel cassetto

Una lettera nel cassetto

Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato avere un padre e una madre…Crescere con qualcuno che ti indica la giusta strada da percorrere, che ti tende una mano e ti aiuta a rialzarti quando cadi…Ho sempre provato ad immaginare quegli abbracci che non ho mai avuto, come sarebbe stato sentirsi dire” sono fiero di te, Naruto”…Ancora oggi qualche lacrima mi sale agli occhi prepotente, mentre osservo il suo ritratto, il quarto Hokage…Il padre che non ho mai conosciuto, la persona che senza sapere chi fosse in realtà, ammiravo più di ogni altro a questo mondo… “Se adesso sono così, è anche grazie al tuo esempio, papà…” Vorrei tanto poterglielo dire, ma so che è impossibile, così mi chiudo in me stesso, e nel silenzio di questa stanza contemplo lo scorrere del tempo. Ancora un’ora prima che il mio sogno si realizzi, ma questo vuoto mi condiziona, condiziona la mia gioia, ingabbiandola…

La scrivania dell’Hokage, un legno sobrio e solido, dietro di essa seduti su quella sedia, susseguendosi hanno protetto il loro villaggio, anche a costo della vita, i migliori ninja. Adesso toccherà a me.

Apro quei cassetti mogano uno dopo l’altro, scartabellando tra documenti, fascicoli ingialliti, finché non la vedo, una busta con su scritto il mio nome, la apro impaziente, svuotandola sulla scrivania, come sempre la mia impulsività non mi ha abbandonato, cadono alcune foto, e due lettere. E di nuovo quelle lacrime mi salgono agli occhi…E io le lascio vincere.

Un giorno d’estate, mia madre,mio padre e Jiraya sorridono felici, indicando quella pancia dolcemente rotonda, destinata a crescere ancora. Sorrido, pensando che in quella foto sono presente anche io. L poso , asciugandomi gli occhi che hanno iniziato a pizzicarmi, e apro la prima lettera, riporta la calligrafia di Tsunade. Sono poche righe, scritte di fretta, e riportano la data di oggi, il mio diciannovesimo compleanno.

Caro Naruto,

è doveroso che tu sappia che avrebbe voluto essere Jiraya in persona a consegnarti questa busta, ma data la sua morte sarò io a farlo. Ti chiederai perché proprio oggi, perché non prima, quando ne avevi più bisogno, quando ti sentivi solo… Fu tuo padre a chiedere all’eremita dei rospi di farti avere questa lettera in questo giorno, nel caso gli fosse accaduto qualcosa. E come vedi il suo desiderio è stato esaudito. Adesso lascio spazio alle sue parole, perché ogni mio commento sarebbe inutile.

Tsunade

Quel vecchio porcello, è riuscito a sorprendermi ancora… richiudo velocemente la lettera della quinta hokage, e velocemente mi appresto ad aprire quella busta ingiallita, dove il mio nome è stato scritto con tanta cura…

Autore: sara1992

Scritto da sara1992 il nelle categorie: