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The Question

The Question

Il titolo fa schifo, sì… Commentate, please

First One shot – Conrad&Wolfram

The Question

Incredulità.

La prima emozione che aveva provato, insieme ad una sensazione di soffocamento che gli aveva contratto i polmoni.

Panico.

Lo sguardo fisso su di lui, mentre i singhiozzi di sua madre gli risuonavano ancora nelle orecchie.

Dolore.

Se n’era concesso una goccia, o almeno una sola si era permesso di riconoscere come tale, prima che questa bruciasse nel suo petto insieme alla prima, dissolta dal sentimento seguente.

Rabbia.

Era divampata nel suo animo, pulsando dolorosamente nelle sue vene, quasi come se la fiamma del suo potere magico avesse preso a scorrere dall’interno nel suo corpo e gli avesse acceso il sangue.

Umiliazione.

Ingannato! Tradito! Da quello che aveva chiamato suo fratello e che aveva sempre fissato con adorazione, rispetto, fiducia…
E si era rivelato essere ciò che aveva dilaniato il suo paese, ucciso suo padre*, fatto piangere sua madre… Ciò che aveva sempre odiato e disprezzato…

…E temuto…

Disillusione.

Se qualcuno gli avesse chiesto quando era iniziata la perdita della sua innocenza, avrebbe facilmente potuto rispondere che era stata quella sera.
Non c’è niente che distrugga i sogni di un bambino come vedersi tradire da una persona cara… Vedersi strappare una persona cara…

“Sapevo che la durata della sua vita era molto più breve, eppure… Forse il motivo per cui la maggior parte dei demoni disprezza gli umani è proprio questa… C’ è troppo dolore a vederli spegnersi così presto…”

Parole sussurrate a stento, da labbra umide di lacrime invece che di rossetto come al solito, che il suo udito di bambino aveva percepito e non capito subito.
Ma che erano poi risuonate nel suo animo lacerandolo con la potenza di uno sparo**.

“Resterai sempre con me, vero fratellone?”
“Ma certo, Wolfram…”

Bugiardo.

Non vivrai abbastanza per vedermi diventare un uomo…

…C’ è troppo dolore…

Non voglio che un umano mi tocchi…

Non voglio più considerarti mio fratello…

I demoni vivono anche per millenni. Per questo anche molti anni non sono che un frammento della nostra vita. Sono come niente.

…Non significherebbero nulla…

Perché hai lasciato che mi affezionassi a te pur sapendo che questo mi avrebbe spezzato il cuore?

…E’ meno doloroso lasciare, che lasciare andare…

Dato che la tua vita non è altro che un frammento infinitesimale della mia…

…E’ meno doloroso respingere, che perdere…

Non lo sentirei nemmeno arrivare…

Il nemico imbattibile è quello impossibile da fermare…

Accadrebbe e io non me ne accorgerei…

Puoi solo rimanere a guardare impotente mentre ti porta via tutto…

In un attimo, svaniresti dalla mia vista…

…Anche se non lo accetti…

Senza nemmeno salutarmi…

…Questa è la sola realtà.

“Ehi, Weller…”

Il giovane cadetto dai capelli castani si voltò, sorpreso. Un ragazzino biondo di circa 12/13 anni con un fioretto spuntato (poco più che un giocattolo) attaccato alla cintura lo fissava imbronciato, lievemente appoggiato ad una colonna.

“Sì, Wolfram?” chiese, stupito. Era da circa una decina d’anni che il fratellino non iniziava una conversazione con lui.

“Se dovessi morire, mi avviseresti?”

Spalancò gli occhi, totalmente sconcertato per la domanda e chiedendosi se avrebbe dovuto preoccuparsi.

“Come..?” riuscì a malapena a balbettare. Ma suo fratello era già corso via, le mani sul viso, borbottando qualcosa che suonava tra il “dimenticatelo” e il “stupido umano”…

Il giovano Conrad scosse il capo, ancora attonito, e andò ad unirsi agli altri soldati sullo spiazzo d’addestramento.
Non interpellò più Wolfram sull’argomento, ma quella domanda gli tornò in mente più volte.
Riuscì a capirne in qualche modo il senso solo molti anni più tardi, quando straziato nel corpo e nell’anima e con l’orrore della guerra negli occhi, si ritrovò a fissare una tomba che non avrebbe mai dovuto avere la possibilità di vedere.

Lui non avrebbe dovuto sopravviverle…

Era morta*** senza che lui lo sapesse…

Senza che lui lo immaginasse…

Senza potersi preparare all’idea, se esisteva un modo di prepararsi…

“Se dovessi morire mi avviseresti?”

…Lasciami dirti addio…


§The End§

(*) Non so ancora che fine abbia fatto il padre di Wolfram, ma suppongo sia morto dato che Cecile se ne va in giro a spezzar cuori. Poi, che sia morto o no nella guerra tra demoni ed umani, è tutto da vedere… Per il momento si prestava bene alla fic…
(**) A Shin Makoku dubito esistano le pistole (almeno non se ne sono mai viste), quindi è improbabile che Wolfram pensi ad uno sparo per descrivere come si sente. Licenza poetica, non vogliatemene.
(***) E questa è Julia, ovviamente. In quanto completamente demone avrebbe dovuto vivere più di Conrad, ma morì prematuramente dopo aver esaurito il suo potere magico per guarire i feriti di guerra.

Questa è la prima one-shot di una raccolta. “Brothers Personal Matters” sta a significare che si tratta di oneshot principalmente incentrate su Wolfram&Conrad&Gwendal, e forse Shori&Yuuri.
Ne ho già un progetto una con protagonisti Gwendal&Wolfram, per le altre è tutto da vedere… :)

Commentate, please! :)

Autore: Francesca Akira89

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