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Il Cortile di Pietra

12 Dicembre 2011. Cortile di pietra.

Piove. Il mondo ha un altro aspetto quando piove…l’odore della terra bagnata, il rumore delle goccie che si infrangono sopra ogni supercifie… Senti la voglia di essere abbracciato, di non precipitare nel”freddo”che ti circonda…

“Vorrei poter morire adesso, sotto la pioggia. Morire con gli occhi aperti rivolti verso l’alto…in modo tale che le gocce d’acqua mi accompagnino per la mia strada. Morire…e non sentire più…questo dolore…che mi attanaglia l’anima..”

Yamma, un ragazzo di 14 anni, è sdraiato a terra, nel suo cortile di pietra, sotto la pioggia incessante.

“Mamma, papà…dove siete? Perché mi avete lasciato solo, qui…”

Un tonfo accompagnato da un urlo distrassero Yamma dai suoi pensieri, qualcosa era caduta dal cielo. Velocemente si mise in piedi cercado di vedere cos’era successo.

Piove più forte. Qualcosa si muove nel buio.

‹‹C’è nessuno?›› Urla Yamma.

Nessuna risposta. Si sentono dei lamenti.

‹‹Stai bene?›› dice, avvicinandosi al punto dove quel “qualcosa” è caduta.

Gli occhi di Yamma iniziarono a vedere qualcosa, un ombra nera, avvizzita a terra. Si avvicinò sempre di più. Un lampo. Una ragazzo nudo, pieno di graffi era steso per terra.

‹‹Oh mio Dio!›› Esclamò Yamma, ‹‹Che cavolo…›› e si avvicina al ragazzo.

Yamma, spaventato, si avvicina sempre di più al ragazzo, finendo per sedersi accanto.

‹‹Ehy, tutto ok?›› Dice scuotendolo. ‹‹Ehy…Ehy…Ehy…››

Il ragazzo non dava segni di vita. Era tutto ricoperto di sangue, le carni lacerate, come se fosse stato aggredito da un lupo. Yamma non resistette alla vista di quell’orrore. Cercava di non guardare, mentre, inutilmente, provava a rianimare il ragazzo a strattoni. Ma senza successo.

“Devo avere delle bende e qualcosa per disinfettare quelle ferite…ma come lo sposto da qui?!” Pensò Yamma disperato. Delle lacrime gli rigarono il viso. Ricordi affioravano la sua mente.

“Mamma…”

D’un tratto, iniziò a correre. Il cortile di pietra distava giusto qualche minuto da casa di sua nonna, la sua nuova residenza. Correva, correva.

“Non morire.”

I rami degli alberi sembravano voler trattenere Yamma, come se non volessero che arrivasse a casa.

“Ti prego, non morire.”

Casa di nonna spuntava dal bosco, le luci erano accese e dalle finestre si poteva vedere il camino acceso. Nonna era assieme a nonno, d’avanti al camino. Yamma non poteva farsi vedere, quindi entrò dalla porta sul retro.

“Dove cavolo sono le medicine…” Pensava tremante cercando qua e là. “Diamine!” Cercava senza sosta; il pensiero fisso a quel povero ragazzo. Ed infine…”Eccole!”

Nuovamente, come un razzo, iniziò a correre, attraversò il bosco e arrivando al cortile di pietra. Il ragazzo era ancora steso per terra, non si muoveva. Il cortile, incorniciava una casina di legno. Yamma era sommerso dai ricordi.

“Papà…”

Prese tutte le forze che gli erano rimaste e trascinò il ragazzo dentro la casina. Questa era molto spaziosa: a destra dell’entrata, di fianco alla parete, c’era un materasso di piume, con una candela ad olio accanto, ed al centro della stanza c’era un tavolino, con sopra delle lenzuola. Stese il ragazzo sul materasso, accese la candela, ed iniziò a medicarlo come meglio poteva. La pioggia fuori si faceva sempre più violenta, delle gocce cadevano sul viso morto del ragazzo, Yamma non riusciva a capire se era la pioggia che era riuscita ad entrare nella casina, oppure erano le sue lacrime, pesanti, a staccarsi dal suo viso per infrangersi sul ragazzo. Dopo inutili tentativi di soccorso, Yamma, capì che non c’era niente da fare per il ragazzo: era morto.

Iniziò a grandinare. Senza smettere di piangere, prese un lenzuolo, coprì fino al collo il ragazzo e si sdraiò di fianco al materasso. Aveva un forte mal di testa, le lacrime continuavano a cadere incessanti, non capiva cosa stava succedendo al di fuori della casina. Nel dolore, nel gelo e nelle lacrime, Yamma si addormentò.

13 Dicembre 2011. Casina nel cortile di pietra.

Yamma aprì gli occhi. Il soffitto sembrava volergli cadere addosso. Si sentiva la pioggia sbattere sul legno della casina. Gli ci volle qualche istante per capire cos’era successo, quando, una lama di ricordi gli tagliò la mente in due. Due lacrime gli rigarono il viso, si voltò verso il materasso, dove, la sera prima, aveva cercato di salvare un ragazzo.

‹‹Che?!›› Esclamò incredulo Yamma. E fece per alzarsi.

Il ragazzo non c’era più. Al suo posto, c’era un bigliettino. Su di esso, in rosso, c’era scritto: Grazie.

Autore: Yamata No Orochi

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