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Wandering in the Dark

Autoconclusiva

Buio.
Fredda oscurità che avvolge ogni cosa.
Sanità, follia…il limite è sottile, ed ormai mi ci trovo, tutto è così confuso, opaco, privo di senso, di calore, di umanità.

Mi manca la luce.

Questa vita è marcia, sta decadendo, quasi come un giocattolo rotto ed inutilizzabile che viene abbandonato in un angolo umido ad ammuffire tra l’indifferenza di tutti.

Quello il mio cuore, la mia anima se ne ho ancora una, che giace nelle tenebre, ravvivate soltanto dall’acceso e cupo colore del sangue.

Due ali strappate, i miei amici, il maestro, lei…

Tutto è svanito come un sogno al risveglio.
E come un sogno troncato a metà dal ritorno dei sensi mi lascia l’amaro in bocca.

Perché mi sento in colpa? Perché devo trattenere lacrime nostalgiche ogni volta che ricordo quello che abbiamo passato assieme?

E’ tutta colpa sua, di quel dannato bastardo di mio fratello, quello sporco assassino…o forse no?
In fondo, sono stato io ad abbandonare tutto per inseguire un’idea che si è rivelata della stessa consistenza dell’aria.
Brama di potere, eh? Ora questo mio desiderio mi sembra così stupido e futile, immeritevole.

Ho rifiutato un tenero amore, spontaneo, considerandolo alla stregua di una zavorra che mi avrebbe trascinato a fondo, che mi avrebbe rammollito, distogliendomi dal mio obbiettivo.
Non avevo ancora capito quanto quella meta fosse inutile e eterea.

Vorrei che mi abbracciasse ancora una volta da dietro, dicendomi dolcemente di fermarmi.
Io lo farei per lei, ora che ho capito cos’è l’amore.

Perché non ho capito prima cosa fosse quella stretta piacevole allo stomaco ogni volta che mi era accanto, che mi parlava, che mi abbracciava?
Perché non ho mai ricambiato quegli abbracci? Perché non ho capito il senso di quelle lacrime, la tristezza in esse insita?!

Sono solo uno stolto, nulla di più, forse anche qualcosa di meno.

Ho cercato di sostituire il potere agli amici, soppiantando gli ultimi, al fine di ottenere questa, una vita vuota e triste governata da ira, crudeltà e sangue.

Dannazione a me!
Chissà, se dovessi tornare…
Chissà se la testa quadra si è rafforzato e se mi cerca ancora…conoscendolo credo di potere dire di sì a tutte e due le domande

Chissà se il villaggio è ancora come lo ricordavo

Chissà se lei mi ama ancora

Il mio più grande rimorso è quello di non poter tornare, come minimo mi giustizierebbero senza neanche sprecare tempo per un processo equo.
Che equità ci deve essere per un traditore?

Mi basterebbe solo rivederla, rivedere i suoi begli occhi di smeraldo, la sua candida pelle, i suoi morbidi capelli rosa che mi piaceva guardare di nascosto.

Perché sono stato così orgoglioso da non ammettere di essere innamorato dannazione?!

Vago in silenzio in mezzo a questo vortice di conseguenze, la mia ombra la offuscherà sempre, ma lei rimarrà la mia luce, la mia guida.

Vago in silenzio, perso e dannato, cercando comprensione, cercando me stesso tra le tue lisce braccia.

Troppe speranze si sono perse in questa via, la strada che porta dall’alba al tramonto…

Autore: Nigermessor

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