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MON – L’Organizzazione – Racconto Originale

TOKYO, OGGI.

“Missione compiuta. Ora rientro.” Dal cellulare solo queste quattro parole, all’altro capo del telefono solo un sorrisetto e una breve esclamazione: “Stringata come sempre!” L’Imperatore, questo e’ il soprannome che gli hanno appioppato i suoi collaboratori, poso’ il cellulare su di un tavolino laccato antico. La spiegazione del suo appellativo non e’ certo cosa misteriosa, basta osservare i suoi modi e gli oggetti che ha intorno; d’altra parte il suo patrimonio e’ enorme e reperire oggetti di buon gusto per lui non e’ affatto difficile.
Dallo stesso tavolino riprese la tazza contenente te’ verde e si sposto’ verso la vetrata, la vista era eccezionale! Dall’ultimo piano del suo grattacielo la vista della capitale era un qualcosa che lo lasciava sempre senza fiato, anche in una notte piovosa come questa. Complice l’oscurita’ dell’alloggio, la sua mente vago’ verso pensieri e luoghi sempre piu’ lontani quando si accorse di avere una presenza alle sue spalle, decisamente troppo vicina.
Si giro’ di scatto tentando di colpire l’aggressore, ma il suo pugno fendette solo l’aria.
Poi quell’ombra che lo aveva preso alla sprovvista, esclamo’: “Ehi, sono io! Non sai piu’ riconoscere gli amici dai nemici?” Gli ci volle un attimo per riprendersi: “Accidenti Clakira! Mi hai fatto prendere un colpo! Come hai fatto a rientrare cosi’ velocemente?”
Lei rispose: “Beh, questa volta ero in macchina. Devo dire ad Oratsio di farle una piccola modifica, lo sterzo mi sembra troppo molle e in curva non tiene bene la strada.” Dopo una breve pausa riprese: “Come ti ho detto prima ho concluso l’incarico senza problemi, ma ho notato una cosa strana.” Era riuscita ad attirare l’attenzione del suo capo “Cioe’? Spiegati bene!”
“Mentre stavo combattendo mi sono accorta che una persona ci stava osservando, non aveva un’aurea combattiva, piu’ che altro ho avuto l’impressione che volesse che mi accorgessi di lui. Tra l’altro sono quasi sicura che sia la stessa persona che mi stava seguendo l’altro giorno uscendo dal commissariato.”
“Mi sembri un po’ preoccupata”
“In effetti si, lo sai che e’ difficile sorprendermi; ma c’e’ un’altra cosa: quando il combattimento stava per finire, la sua aura e’ cambiata. E’ diventata molto piu’ forte e aveva qualcosa di non-umano, di ferino o addirittura di soprannaturale, poi se ne e’ andato. Non so spiegarmi questa cosa, forse ha voluto mandarmi un messaggio.”
“Io non ci starei molto a pensarci, sara’ una specie di maniaco sessuale. Semplicemente ti ha vista uscendo dal lavoro e ti sta seguendo.”
“Io non credo, una persona normale si sarebbe spaventata vedendo cio’ che ho fatto stasera”
“Che ne sai, magari e’ uno a cui piace il sangue e si e’ eccitato, per quello ha cambiato l’aura. Non sottovalutare mai l’istinto maschile!!”
“Quasi quasi sei riuscito a convincermi”
“E’ sicuramente cosi’, ora vai a farti una doccia, una bella dormita e vedrai che domani non te ne ricorderai neanche!”
“Ok, vado. Buonanotte!”
” ‘Notte! Sogni d’oro!” Disse con un sorriso stampato in faccia.
La porta si chiuse e il sorriso svani’ immediatamente. L’Imperatore corse verso una piccola scrivania con un telefono fisso, compose un numero a tre cifre, un numero interno dello stabile, e al secondo squillo il destinatario rispose con una voce assonnata: “Mmh, che c’e'?” “Oratsio, vieni subito abbiamo un problema!”
Oratsio salto’ fuori dal letto, una chiamata a quell’ora era un GROSSO problema, non un problema. Si mise i primi vestiti che trovo’ a portata di mano e il classico camice bianco con il badge appuntato sul petto e si diresse verso l’ascensore. “Bene, ultimo piano” dal display dell’ascensore una richiesta di autorizzazione, Oratsio passo’ il badge in un’apposita fessura e l’elevatore comincio’ a muoversi ad alta velocita’, trasportandolo fino all’ultimo piano.
“Buonasera capo, che succede?” esordi’ Oratsio aprendo la porta in legno lavorato, altro oggetto da collezione…
“Clakira l’ha incontrato, ancora non sa con chi ha esattamente a che fare, ma il suo istinto da combattente se ne e’ gia’ fatto un quadro piuttosto chiaro”
“Ooh, questo si che e’ un grosso guaio, e’ in pericolo!”
“Gia’, non possiamo rischiare. Come procedono le ricerche?”
“Sono a buon punto. I test in vitro e sulle cavie hanno dato esiti positivi, al di la’ delle mie aspettative. Ora mancherebbe solo la prova finale, su un umano possibilmente.” Il tono di quest’ultima frase suono’ piuttosto grave.
“Purtroppo il tempo a nostra disposizione e’ finito. Prepara tutto e tieniti pronto fino al mio avviso.”
“Vuole usarlo direttamente su Clakira? E’ troppo pericoloso fare cosi’, non sappiamo come potrebbe reagire, non abbiamo dati a sufficienza e…”
L’Imperatore interruppe il ricercatore: “Ti ho dato un ordine e cosi’ farai, non voglio sentire altro!” poi si fermo’ per un attimo e riprese lucidita’: “Si, lo so che e’ un rischio ma non abbiamo altra possibilita’, la situazione potrebbe precipitare in un attimo. Dobbiamo fermare questa follia prima che altri ne vengano a conoscenza e il fuoco si combatte con il fuoco!”
“Si, ha ragione.” Fu la laconica risposta di Oratsio.
“Domani ci attende una nuova missione, piu’ facile di quella di oggi, se non altro: dovremo eliminare un gruppo di strozzini ad Omotesando.”

FINE DELLA PRIMA PARTE

Autore: clakira

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