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Lei sorrideva

Lei sorrideva

Sorrideva, sorrideva, sorrideva sempre. Non faceva altro che sorridere, ridere, come se tutto possa renderla felice e tutto fosse un gioco. Ma cosa aveva da sorridere? Non c’era niente per cui essere felici in quella prigionia dell’accademia. Lui lo sapeva bene, Natsume Hyuuga non era uno che si lasciava incantare con facilità.

Quella da quando era arrivata non faceva altro che dargli fastidio. Le sue risate divertite gli entravano nella testa e non lo lasciavano in pace. Non c’era niente per cui sorridere, niente.

Era irritante come nessuna, con quel modo di fare che apparteneva solo a lei. Con quel modo di affogare anche i torti più cattivi nel sorriso, o sforzandosi di farlo.

Ma perché era così?

Da quando era arrivata non aveva fatto altro che mettergli i bastoni tra le ruote, non avendo paura di lui e cercando perfino di portargli via Ruka. Ruka: il suo unico vero amico.

Stava lentamente cambiando tutto con quei suoi sorrisi, ma lui ancora non si lasciava illudere. Perché non c’era niente di più seccante di un sorriso che non arrivava ad essere compreso. Lui non capiva. Ma lei continuava comunque e non se ne curava: sorrideva e basta.

Lo ringraziava, lo parlava, entrava sempre più nella sua vita, per potergli dare fastidio.

Quella sciocca ragazzina… Non riusciva a farle del male e Natsume con lei si sentiva uno sconfitto.

Lei sorrideva e lui perdeva.

Perché tutto questo? Godeva nel vederlo infastidito?

C’era qualcosa sotto forse, in quel sorriso che Natsume non riusciva a capire.

Ruka probabilmente l’aveva capito, perché Natsume se ne rendeva conto, di quanto era diverso a volte.

Tuttavia Ruka stesso sapeva che anche Natsume stava lentamente cambiando, pur non capendo ancora quel sorriso. Cresceva ed ogni giorno in più che passava Natsume diventava un altro Natsume.

Si sarebbe reso lentamente conto di quanto poteva essere in realtà prezioso un sorriso.

Sarebbe tutto passato e con il tempo il suo cuore guarito.

Perché lei sorrideva e un giorno, sapeva che anche lui ci sarebbe riuscito.

Autore: Ghen

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