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LA GENESI

LA GENESI

Una fresca giornata primaverile, il cielo era terso e finalmente Akira riusciva a vedere di nuovo i monti dopo gli acquazzoni dei giorni precedenti.

Le piante del suo giardino parevano aver ripreso il respiro dopo il sonno invernale e le prime foglioline di un verde pallido cominciavano a spuntare qua e là. Erano alberi giovani e quest’anno avrebbero finalmente prodotto i primi frutti, anche se in verità non sapeva quali; in ogni caso stava già immaginandosi il profumo, il sapore e la consistenza degli stessi:

“Crescete, crescete belle piantine!” Sentì la sua pancia gorgogliare, “Ah, che fame! Sarà il caso di andare a mangiare adesso”.

Alle sue spalle un rumore di passi, ovviamente sapeva chi fosse: “Ehi Miki, ti sei già svegliata?”

“Sì, è così una bella giornata che mi dispiaceva rimanere a dormire, facciamo colazione e poi andiamo al laghetto?”

“Di nuovo? Ti piace proprio quel posto! Invece io oggi pensavo di sistemare quel pezzo di giardino oltre la quercia” indicandolo con l’indice della mano e proseguì: “Nei giorni scorsi non ho potuto dedicarmici a causa della pioggia.”

“Già hai ragione, noi siamo i custodi del giardino e dobbiamo tenere tutto al meglio, ti aiuto anch’io.” rispose Miki.

Così dopo aver mangiato si incamminarono verso la quercia, Miki cantava e pareva che tutti gli uccellini dalle fronde degli alberi la osservassero e talvolta si univano al suo canto; una melodia che arrivava fin dentro al cuore di Akira e lo faceva vibrare.

Tutto intorno a loro era intriso di armonia e le giornate passavano in un batter d’occhio. Quella mansione che era stata loro affidata era molto gratificante e non si annoiavano mai.

Passò la primavera e poi anche l’estate, avevano esplorato il territorio circostante per giorni e giorni continuando a curare le piante e qualsiasi altro essere vivente avesse necessitato del loro aiuto.

Akira aveva però notato che da qualche giorno Miki era distratta e non si impegnava più di tanto nelle attività quotidiane e ogni volta che lui le chiedeva se ci fosse qualcosa che non andava, lei semplicemente rispondeva seccata: “Niente”.

Cominciarono dei momenti di silenzio tra di loro che andavano aumentando senza che ci fosse una ragione apparente. Le giornate diventavano sempre più lunghe da trascorrere, ma fortunatamente la sera portava per Akira almeno un buon sonno ristoratore, dovuto alla stanchezza del lavoro fisico e alla tensione accumulate in precedenza.

All’albeggiare Akira si svegliò e di fianco a lui Miki non c’era, così si alzò per andare a cercarla e la vide tra le piante. Notò un’ombra davanti a lei, ma Miki si accorse della presenza del suo compagno, si voltò di scatto e lui domandò:

“Cosa stai facendo qui a quest’ora del mattino? C’era qualcuno con te?”

“Ma questo è impossibile, ci siamo solo noi due qui!” Lo rassicurò.

“Già hai ragione, che cosa strana, eppure sembrava che stessi parlando con qualcuno. Torniamo a dormire”

Per tutto il giorno Akira non riuscì a darsi pace e a togliersi dalla testa il pensiero che ci fosse qualcun altro nel giardino con loro.

Tornò di nuovo la sera e di nuovo fu ora di andare a dormire, ma stavolta Akira sapeva perfettamente cosa fare. Ecco, il momento era arrivato! Miki, facendo meno rumore possibile per non “svegliare” Akira, si diresse verso il boschetto e lui quatto quatto la seguì. Vide un bagliore tra le piante e sentì la voce di Miki e poi un’altra voce.

Allora c’era veramente qualcuno oltre a loro!

Si avvicinò ai due e finalmente vide. Uno splendido essere alato, un essere infinitamente affascinante; gli occhi del colore del mare con delle piccole pagliuzze dorate come i raggi del sole che si riflettono sulla superficie dell’acqua. Aveva uno sguardo così penetrante da sentirsi scrutato fin dentro l’anima, avrebbe potuto vedere tutto, anche il più piccolo pensiero, il più piccolo segreto. Si sentì trascinare via, come quando sul bagnasciuga la risacca delle onde toglie la sabbia da sotto i piedi e ci si sente inghiottiti dalla forza dell’acqua.

“Non avere paura, avvicinati” aveva una voce profonda e rassicurante “Non tremare, sento da qui il battito del tuo cuore. Non ti accadrà nulla di male, anzi…”

Akira si sentì rincuorato e disse:

“Tu sei una creatura divina?” L’angelo annuì e Miki prese la parola:

“Si, è magnifico! Mi ha raccontato tantissime cose che non conoscevo!” Era entusiasta e riferì alcuni episodi che lui le aveva illustrato nei giorni precedenti. Akira cominciava a sentirsi confuso, non riusciva a capire come mai questi incontri erano stati tenuti segreti e da quanto tempo andavano avanti. Inoltre ascoltando il resoconto di Miki aveva capito che c’erano molte cose di cui ancora ignorava l’esistenza.

La voce di Miki lo destò dai suoi pensieri:

“Sai Akira, c’è una cosa che dobbiamo fare per noi stessi” ed indicò la pianta carica di frutti rossi che sorgeva nel mezzo del boschetto su una piccolissima collina, Akira trasalì:

“Ma ci è stato proibito! E’ vietato!” ma subito intervenne l’angelo:

“Era per questo che non ti abbiamo detto niente, se proprio lo volevi sapere” Akira ora stava sudando freddo realizzando che questo misterioso personaggio era davvero capace di leggere nel pensiero. Miki lo incalzò:

“Non devi preoccuparti, avevo gli stessi dubbi che hai tu ora! Lui dice che finalmente possiamo aprire gli occhi e sapere cosa sono il Bene e il Male.”

Dopo una breve riflessione si avvicinarono ai rami e colsero un frutto: aveva un profumo e un sapore che non avevano mai provato prima, era così dolce e succoso che avrebbero potuto mangiarne a decine senza stancarsi mai!

Finito che fu il frutto si resero conto di essere nudi e per la prima volta provarono una cosa chiamata vergogna, l’Eden non era più il posto per loro.

Durante la fuga Akira riuscì a rivolgersi al tentatore:

“Parola mia che ci incontreremo di nuovo e te la farò pagare, dovessero passare delle ere intere!” Lo guardò con un sorriso soddisfatto e rispose “Non vedo l’ora…”

Autore: clakira

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