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Kiss the Rain

«Asuma?»
«Sì?»
«Credi che pioverà?»
Il sole brillava gioioso su Konoha nell’aria frizzante del pomeriggio, irradiando i boccioli primaverili cullati dalla brezza leggera. All’orizzonte si scorgeva qualche timido cumulo di nubi grigiastre.
All’ombra di un’albero, Asuma e Kurenai si godevano la serenità di quell’incontro segreto, distesi nell’erba fresca, mano nella mano. Lei fissava il cielo. Lui fissava lei. Era un quadro talmente perfetto da sembrare irreale.
«Spero di no. Vorrei restare qui per sempre.»
Lei rise, in quel modo così dolce che lui adorava. Asuma avvicinò a sé la mano di lei che con amore stringeva, e le baciò delicatamente le dita candide. Kurenai si voltò a guardarlo, arrossendo leggermente.

Il pomeriggio passò in fretta fra baci e carezze, ed entrambi persero la cognizione del tempo. In quelle ore, il cielo si era incupito, e il vento aveva sospinto ed agitato le nubi, rendendole nere e minacciose. I due ninja non se ne accorsero fin quando la pioggia non iniziò a cadere. Giunse all’improvviso, impetuosa. Gli amanti scattarono in piedi e corsero via, tenendosi per mano, cercando un riparo. Ma il villaggio era lontano, e arrivarci avrebbe significato infradiciarsi fino alle ossa. Così si fermarono sotto a un albero un po’ meno spoglio degli altri, attendendo la fine dell’acquazzone. I loro fiati si condensavano nell’aria gelida in candide forme. Asuma si sedette alla base del tronco, stanco per la fuga di poco prima. La compagna gli si accoccolò accanto. Tremava.
«Stai bene?»
«Sto bene.» Sorrise. «Ho solo un po’ freddo.»
Asuma la trasse a sé, inglobandola tra le sue braccia per trasmetterle il proprio calore. Kurenai chiuse gli occhi ed inspirò a fondo. I vestiti di lui odoravano di fumo misto a pioggia. Un miscuglio bizzarro, ma in quel momento le parve l’aroma più dolce del mondo.
«Va meglio ora?»
Lei annuì, poggiando la fronte sul petto del compagno. «Vorrei restare qui per sempre» aggiunse citando la frase detta da Asuma quello stesso pomeriggio.
Lui sorrise, stringendola più forte. Poi sospirò.
«Sai, Kurenai… Vorrei non doverti mai lasciare sola. Ma, se un giorno dovesse accadere-» «Non accadrà nulla.» lo interruppe brusca. Aveva una brutta sensazione a riguardo.
«Ascoltami,» insistette lui. Con due dita le scostò i capelli corvini dal viso. «Se un giorno dovessi andarmene… sarò sempre accanto a te.»
Il silenzio sostenuto di Kurenai lo indusse a continuare.
«E… di certo sarò nella pioggia.»
«Nella pioggia?»
«Sì, nella pioggia. Così potrò abbracciarti, e tu saprai che sarò lì con te.»

Autore: Kurenai XVII

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