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Mi è bastato sognarti

Trasformazione

Capitolo 2 Trasformazione

Inu Yasha non tentò di fermarla, gli sembrava un’impresa inutile, perché impossibile. Tuttavia, qualcosa dentro al cuore gli impediva di non pensare a lei durante tutta la giornata.

-”Inu Yasha…”-

-”Che diavolo vuoi, Shippo?”-

-”Dov’è Kagome? Come mai non è con noi?”-

-”Ma allora sei sordo! Non hai sentito ieri? Ha detto di non volermi vedere mai più, perciò se n’è andata!”-

-”Si, però… lei aveva detto che ci avrebbe aiutati fino alla fine…”-

-”E invece no, è chiaro?! E ora smettila di parlare se non vuoi che ti vada qualcosa di traverso.”-

Dopo la lite con Kagome la sera precedente, il mezzo demone era diventato intrattabile.

Kagome intanto era tornata alla sua epoca ma, anche in classe, non riusciva a pensare ad altro che ad Inu Yasha.

-”Sei stato uno stupido Inu Yasha! Perché non hai cercato di fermarmi?”- disse Kagome ad alta voce.

-”Chi sarebbe questo Inu Yasha, Higurashi?”- chiese stupito il professore.

-”N-niente… cioè, volevo dire nessuno!”-

-”Bene, mi sembra proprio il caso che tu vada fuori a rifletterci.”-

-”Certo, mi scusi…”-

Kagome filò dritta fuori dalla classe a testa bassa.

-”Quell’idiota! Non fa altro che tormentarmi anche quando non c’è!”- pensò la ragazza, sistemandosi con le spalle sul muro del corridoio -”Sicuramente, non è mai riuscito a decidersi, anzi, non ne ha avuto il bisogno visto che ha già scelto Kikyo. Io non ho proprio speranze… dannazione! Come vorrei essere nei pensieri di quella testa vuota!”- e detto questo, scoppiò in lacrime.

Il mezzo demone, che la osservava dalla finestra, cominciò a sentirsi pienamente in colpa, anche senza sapere il motivo di quello sfogo da parte della ragazza.

-”Sono stato io a farla piangere? Perché so farle solo questo?”- si domandava.

Poi una figura scura passò attraverso il vetro provocando Inu Yasha con un ghigno malvagio.

-”Chi diavolo sei? Non avvicinarti a Kagome!”- gli urlò contro, ma la figura sparì attraverso la finestra chiusa, come un fantasma, senza più riapparire.

Poco dopo si udirono delle grida e, in breve tempo, una piccola folla di curiosi e non (tra questi anche la stessa Kagome) si accalcò davanti al bagno maschile.

Hojo era steso a terra, ma stava lentamente riprendendo conoscenza.

-”Permesso! Permesso!”- si fece strada Kagome.

-”Hojo, che ti è successo?”-

-”Higurashi… non preoccuparti per me, sto benissimo, sono soltanto scivolato!”-

-”Eppure non si direbbe, hai urlato così forte…”-

-”Ah, davvero? Non mi è sembrato. Sai, è che pensavo di potermi fare male sul serio, invece sto meglio di prima. Oggi ho visto la luce!”-

-”Hojo…?”-

Intanto la folla, viste le condizioni del ragazzo, si allontanò un po’ delusa poiché sperava, involontariamente, che qualcosa di particolare rompesse la monotonia di quei giorni.

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-”Che diavolo fai Kagome?!”- si chiedeva Inu Yasha, vedendo che la giovane passeggiava per il corridoio dell’istituto mano nella mano con un altro -”Che cosa ci fai accanto a quello?!”-

Da parte sua, la ragazza stava letteralmente trascinando il compagno in infermeria.

-”Basta Hojo, smettila di opporre resistenza! Devi farti vedere dal medico, potresti aver bisogno di qualche farmaco, che ne sai se hai per caso una lesione interna?”-

-”Uffa, Higurashi, vuoi capirlo o no che sto benissimo? Non ho nessuna voglia di andare in quel postaccio!”-

Così dicendo il ragazzo si liberò dalla stretta di Kagome e la mise spalle al muro.

-”Higurashi, ti dà fastidio se ti chiamo Kagome e basta?”- le disse, accarezzandole il viso

-”Hojo… che fai?”-

-”Come puoi provare affetto per quello stupido mezzo demone insignificante e non per me, che ti sono sempre stato accanto ogni giorno, ogni ora, in questa maledetta scuola?”-

-”Hojo, come fai a…”-

-”Inu Yasha è il mio rivale per eccellenza, se dovrò ucciderlo per arrivare al tuo cuore, non mi farò alcuno scrupolo!”-

-”Sei impazzito? Cosa ti prende?”-

-”Quante volte dovrò ripeterlo? Sto magnificamente e oggi ho finalmente visto la luce, Kagome. Ora farai meglio a stringerti forte, se vuoi evitare un cattivo atterraggio nell’era Sengoku.”-

-”Ma… il pozzo?”-

Hojo toccò con la mano una parete e questa si dissolse al contatto, aprendo un passaggio dimensionale dove il ragazzo si tuffò, portando con sé anche Kagome.

Autore: Lua-chan

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