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Mi è bastato sognarti

Capitolo 1 “Me ne vado e non torno più”

Kikyo e Inu Yasha sono abbracciati e si baciano teneramente come chi, in tutta la vita, non ha aspettato altro che quel momento.

Lei non ha più la solita “divisa”da sacerdotessa, ma porta uno splendido kimono e sfoggia un sorriso soddisfatto. Lui, al suo fianco, ha rinunciato alle sue vesti da “guerriero” e, come Kikyo, indossa un kimono particolarmente elegante e prezioso.

Kagome ha capito. Quello che vede davanti a sé è un matrimonio, sono le nozze di Kikyo e Inu Yasha!

-”Ma allora avevo ragione io”- pensa in lacrime-”lui non mi ha mai considerata, non ha mai smesso di pensare a lei!”-

…………

Sudata e con il viso rigato di lacrime, si svegliò. Era un sogno, anzi, un incubo!

-”Kagome! Svegliati Kagome! Inu Yasha è già di sotto che ti aspetta!”-

-”Si mamma, scendo subito!”-

Kagome si vestì in fretta e scese le scale di corsa.

Trovò ad aspettarla Inu Yasha spazientito che la rimproverava per la sua pigrizia. Anche se gli altri si comportavano come al solito, dopo il sogno della notte precedente, Kagome non poté guardare negli occhi Inu Yasha neanche per un secondo, sfuggendo velocemente il suo sguardo ogni volta che si posava su di lei.

Il mezzo demone se ne accorse e perse completamente le staffe.

-”Si può sapere che ti prende?! Non hai fatto che evitarmi per tutta la giornata! “-

-”I-io… non ti sto evitando…”-

-”Vorresti darla a bere a uno come me? Non mentire Kagome!”-

Alla ragazza gelò il sangue nelle vene quando vide che Inu Yasha le si stava avvicinando e, priva di altri mezzi per evitare contatti, dovette gridare la fatidica formula.

-”A cuccia!!!”-

Come al solito, Inu Yasha si schiantò al suolo con un forte botto, sollevando un polverone che permise a Kagome di allontanarsi.

-”Uff… è inutile, non riuscirò mai più a comportarmi come prima con lui. Quel sogno mi ha scombussolato troppo… Se lo guardassi negli occhi scoppierei a piangere! Sarebbe meglio per me cominciare a guardarmi intorno e considerare Inu Yasha solo un amico…”- singhiozzava soprappensiero la ragazza, mentre correva via senza una meta.

-”Kagome! Dimmi, è stato quel cagnaccio rognoso a farti piangere?”- le sussurrò Koga, spuntato all’improvviso.

-”Eh? Tu da dove salti fuori?”-

-”Sono di pattuglia. Sembra che un gruppo di demoni stia cercando di espandersi nel nostro territorio. Ma non cambiare argomento, che ti è successo piccola?”-

-”Nulla, assolutamente nulla. Ora ho solamente voglia di piangere”-

Così dicendo si strinse al demone lupo, fra i singhiozzi.

………………

-”Dannazione! Quella maledetta è fuggita. Vorrei almeno capire cosa diavolo le è successo!”- disse irato Inu Yasha.

-”Non preoccuparti. Probabilmente non ha dormito bene, sai come sono le donne…”- cercò di calmarlo Miroku mentre tentava, invano, di abbracciare Sango.

-”Sei sicuro di non averle detto niente di offensivo?”- gli chiese la sterminatrice.

-”Ma che dici? Non le ho detto nulla, è stata lei ad evitarmi tutto il tempo!”- rispose il mezzo demone.

Dopo qualche minuto, Inu Yasha si fermò fiutando l’aria. Aveva sentito l’odore di Kagome e quello di Koga.

-”Maledetto! Quel lupastro da quattro soldi ha approfittato del momento per avvicinarsi a lei! Giuro che se lo prendo gli farò esalare l’ultimo respiro!”-

…………………

“E così è stato lui! Proprio come pensavo! Tranquilla Kagome, ti vendicherò appena ne avrò l’occasione!”-

-”Che dici, Koga? Non è colpa sua… in questi ultimi tempi ho capito che non siamo fatti per stare insieme. Lui deve tornare con Kikyo ed io alla mia epoca, visto che qui sono solo fuori luogo.”-

-”Kagome, come puoi dire una cosa del genere? Se quel botolo ringhioso non ti vuole (ed è molto meglio così), potrai restare al mio fianco per tutta la vita!”-

-”Lascia stare, Koga. Ho preso un impegno e lo manterrò. Aiuterò Inu Yasha a ricomporre la sfera dei quattro Spiriti, poi tornerò a casa mia e non userò mai più il pozzo divoratore di ossa per giungere a quest’epoca.”-

-”Un momento, ma se non userai il pozzo per tornare come verrai fin qui?”-

-”Semplicemente non tornerò mai più. Mi dispiace, ma è meglio così…”-

A quelle parole Koga rimase di ghiaccio e nella tana calò un silenzio straziante, interrotto solo dal rumore dei passi di Inu Yasha, prossimo all’entrata.

-”Maledetto lupastro, che cosa hai fatto a Kagome, eh?”-

-”Io? Che cosa le ho fatto IO? Se sei stato tu a farla piangere!”-

-”Ma cosa dici?! Io non le ho fatto niente, perché tutti continuate ad accusarmi?”-

-”Non mentire, sei tu quello che corre da altre donne invece di stare con Kagome!”-

-”Ma quali altre donne? Stai delirando, forse?”-

Al sentire quei discorsi Kagome decise di “sistemare le cose”, semplicemente chiarendo al situazione.

-”Inu Yasha, ascoltami!”-

-”Kagome, che c’è?”-

-”Da oggi, è bene che tu sappia che ti starò accanto fino a che la Sfera non sarà completa poi, però, tornerò alla mia epoca e non mi rivedrai mai più.”-

-”Kagome, ma cosa stai dicendo? Siete tutti matti qui dentro? Perché mai dovresti…”-

-”Non sprecare fiato, ormai sono irremovibile. Non tornerò sulle mie parole, hai capito? Se farò così, sarà meglio per tutti. Soprattutto per te e lei…”-

-”Ma chi sarebbe questa “lei”? Kagome, smettila di scherzare!”-

-”Sono serissima. Ora mettiamoci in viaggio, prima cominciamo, prima finiremo e potrò tornarmene a casa!”-

Kagome non stava scherzando, le sue parole erano serie e il suo sguardo lo confermava. Ma perché una cosa del genere stava succedendo? Perché gli stava sfuggendo, perché voleva andarsene per non tornare più da lui?

……………………

Inu Yasha e Kagome non parlarono per tutto il tempo e anche Miroku e Sango fecero lo stesso, forse perché, in un certo senso, avevano capito che sarebbe stato meglio rimanere in silenzio.

Neanche Shippo spiccicò parola, non chiese nulla e si comportò benissimo, meglio di tutte le altre volte, lasciando in pace sia il mezzo demone che la ragazza e rimanendo a coccolare Kirara.

………………………….

Calò la notte e il gruppo decise di accamparsi per riposare. Mentre gli altri cominciavano a sciogliersi e a chiacchierare allegramente, Kagome e Inu Yasha rimasero taciturni e tristi.

Shippo allora, prendendosi di coraggio, si tuffò tra le braccia della ragazza e le chiese gentilmente cosa avesse.

-”Piccolo Shippo… mi mancherai tantissimo!”- lo strinse forte Kagome.

-”Kagome, che cosa vuol dire? Te ne andrai perché Inu Yasha è troppo cattivo?”-

-”No, Shippo. Inu Yasha non è cattivo, lui non mi ha fatto niente.”-

-”Ma allora, se te ne vai, noi come faremo? Inu Yasha non può combattere se tu non ci sei, nessuno a parte te può vedere i frammenti della Sfera! E poi, se tu te ne andassi, io rimarrei da solo!”-

-”Piccolo Shippo, non preoccuparti. Aspetterò che la Sfera sia completa prima di tornare a casa mia.”-

-”Si, ma…”-

-”Stai tranquillo, piccolino. Tu non sarai mai solo. Con te ci sono Miroku, Sango, Kirara e c’è anche…”-

-”Allora sei davvero decisa ad andartene?”- chiese Inu Yasha, che li aveva ascoltai.

-”Inu Yasha!”- esclamò Shippo, come se il mezzo demone fosse l’unico a poterla convincere a rimanere con loro.

-”Si e non tentare di fermarmi…”-

-”Assolutamente no! Non correrò mica dietro a una ragazzina viziata che alla prima difficoltà scappa dalla mammina.”-

-”Inu Yasha, ma cosa dici? Sai benissimo che non è la Morte a spaventarmi!”-

-”Allora che cos’è? Ti sembra normale che, tutt’a un tratto, tu voglia andartene per sempre da qui?”-

-”Basta, non ti voglio più parlare!”-

-”Kagome…”-

-”Inu Yasha, da questo momento ti parlerò solo se ce ne sarà il bisogno, perché ho preso un impegno e lo manterrò. Altrimenti, non cercarmi perché IO TI ODIO!”-

Inu Yasha rimase a bocca aperta, tante volte si erano detti di odiarsi ma mai, come in quel momento, Kagome era sembrata più sincera. Lo odiava davvero? Se sì, perché? Cosa le aveva detto? Cosa le aveva fatto? Perché?

Autore: Lua-chan

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