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Chances – Il ritmo della passione

CAPITOLO 1: Blue Moon

“Ancora non ci posso credere. Alessio, il ragazzo perfetto, è qui davanti a me e mi sta parlando. Se questo è un sogno non svegliatemi.”

-          Ehi, stai bene? Mi stai ascoltando?

-          Eh? Ah, sì. Scusa. Io sono Denis.

Era ormai una settimana che Denis preparava l’incontro con Alessio, ma non era bastato. Rimase come paralizzato, solo per aver sentito quelle semplici parole: “Piacere, sono Alessio. Sei Denis, vero?”

Denis non aveva mai conosciuto qualcuno che gli facesse perdere la testa così. Era rimasto letteralmente abbagliato nel vederlo danzare durante le selezioni per l’ammissione ai corsi di danza e recitazione. Era un angelo che volava a tempo di musica. Sembrava brillare di luce propria. Il suo sorriso trasmetteva mille sensazioni. I suoi capelli corvini ondeggiavano, seguendo le linee del corpo. Finito il pezzo, gli passò accanto, mostrando il suo metro e ottanta di altezza e i suoi occhi del colore del mare. È stato amore a prima vista.

E ora aveva l’occasione non solo di parlarci insieme, ma addirittura di condividere la stanza in dormitorio. Non erano frequenti i cambi di stanza ad anno cominciato, ma l’arrivo di due nuovi studenti, che avevano esplicitamente richiesto di avere una camera comune, aveva costretto Denis a trasferirsi in un’altra stanza occupata da un solo studente, per lasciare spazio ai nuovi arrivati. E che sorpresa quando scoprì che lo studente in questione era proprio Alessio. Gli sembrava di toccare il cielo con un dito. Nel momento in cui lo seppe, fece di tutto per prepararsi a quel giorno. Alessio non sapeva che Denis fosse gay, né tantomeno che era cotto di lui. E non lo doveva assolutamente sapere. Aveva paura che avrebbe potuto chiedere un cambio di stanza. D’altronde Alessio era etero al 100%, con ragazza fissa. Non avrebbe mai ricambiato quello che provava lui. Ma essere consapevole di questo non cambiava la situazione e Denis era sempre più incantato.

-          Vuoi entrare o stasera dormi fuori?

-          Entro, entro! Scusami tanto, ero sovrappensiero.

Alessio osservava il suo nuovo compagno di stanza. Fisicamente era l’esatto opposto di lui. Nonostante avessero la stessa età, 19 anni, Denis risultava molto più minuto, infatti raggiungeva appena il metro e sessantacinque. Inoltre aveva dei lineamenti molto delicati, quasi femminili. I suoi occhi dorati risaltavano insieme ai suoi capelli biondi come il grano. Era sicuro di averlo già incrociato qualche volta, ma altrettanto certo di non averci mai parlato. Sperava potesse nascere una bella amicizia con lui, dato che le persone che frequentava erano solo i compagni del corso di danza, talvolta invidiosi della sua bravura e quindi poco amichevoli nei suoi confronti.

Denis portò i bagagli nella sua nuova camera. Gli sembrò accogliente, anche se la roba di Alessio copriva ancora almeno i tre quarti della stanza.

-          Scusa il disordine, ma sto preparando una coreografia al corso di danza e ho avuto poco tempo di riordinare. Cercherò di liberarti un po’ di spazio in più.

-          Figurati, sono io l’invasore qui. È stata una cosa improvvisa. Ci hanno avvertito all’ultimo momento.

-          Sì, ma non dire che sei un invasore, non è vero. Comunque, il tuo letto è quello là e quello è il tuo armadio, naturalmente vuoto. Lì puoi sistemare la tua roba. Io, intanto, cerco di far su le mie cose sparse per il pavimento. L’ordine non è esattamente il mio forte.

-          L’ho notato. Ti aiuto, se vuoi. Posso mettere a posto più tardi la mia roba, tanto oggi non ho lezione e fino alle sette non attacco a lavorare.

-          Lavori?

-          Sì, in un locale in centro. Faccio il barista. Oggi tra l’altro ho l’ultimo turno, quindi finirò tardi.

-          Ma il dormitorio chiude a mezzanotte, riesci a rientrare per quell’ora?

-          No, stacco troppo tardi. Mi ospita un collega quando faccio questo turno. Quindi per stanotte sarai ancora in una stanza singola, a parte che ci sarà la mia roba nell’armadio.

-          E io che pensavo di conoscerti un po’. Il mio vecchio compagno di stanza non ho fatto in tempo a conoscerlo che ha mollato per la difficoltà dei corsi. Non vorrei che te ne andassi anche tu per lo stesso motivo.

-          Sul serio se n’è andato per quello? Io non ho di quei problemi. Se vuoi parlare, domani non lavoro e possiamo farlo.

“Ancora non mi sembra vero, abbiamo una conversazione abbastanza normale” pensò Denis. In effetti, da come era partita, sembrava che dovesse finire in tutt’altro modo.

-          Allora parleremo un po’ domani. Ora, scusami, ma devo andare in sala ad allenarmi, sto preparando una gara. Mi sa che non ci vedremo stasera, perciò a domani.

-          D’accordo, a domani.


-          No! No! No! Ancora non ci siamo! Dovete essere più naturali. Alessio, sei troppo rigido. E tu, Erika, devi farti accompagnare da lui, non il contrario.

Nonostante ormai fossero già due mesi che provavano quella coreografia, ancora alcuni passi non venivano correttamente, e l’insegnante di danza iniziava a disperarsi. Alessio ed Erika, sua partner nonché fidanzata da ormai due anni, continuavano a provare un passo a due che avrebbero dovuto portare ad un’importante competizione di ballo. Erano una coppia ben assortita. Lei era piccolina, con i capelli castani lunghi e mossi e gli occhi verdi profondi, mentre lui era alto, capelli neri e occhi blu. Sono sempre stati molto affiatati nel ballo, ma stavolta qualcosa non funzionava. Forse era dovuto anche alle tensioni che si stavano creando tra i due. Fatto sta che Alessio non riusciva a trovare il ritmo del pezzo e Erika, dato il suo carattere da prima donna, risultava troppo appariscente.

-          Io continuo a pensare che dovevamo scegliere un altro brano. Erika, mi spieghi perché vuoi fare a tutti i costi un tango? È difficilissimo riuscire a mettere le figure di gara con una musica del genere.

-          Ma il tango è la danza della passione. E poi, più è difficile e più faremo un figurone se ci riuscirà. Comunque non ci credo che tu non riesca a fare quei passi.

In effetti quel passaggio non era così complesso, era l’affinità con la partner che stava venendo a mancare. Ormai stavano insieme per abitudine, lui era talmente abituato a stare con lei che non faceva più caso ai suoi capricci. E poi, anche volendo, non riusciva a contrastarla. Aveva un carattere troppo esuberante che le permetteva di rigirarlo come un calzino ogni volta che provava a metter bocca sulle sue scelte. E così stava succedendo ora, aveva trovato il modo di lasciare la musica che aveva scelto, presentandola come una sfida contro i propri limiti.

-          E va bene, ho capito. Teniamo questa musica. Forza, riproviamo un’altra volta.

Le prove continuavano senza sosta. Quel passaggio l’avevano ripetuto tantissime volte, ma alla fine iniziava a essere più fluido.

-          Ecco, ci siamo quasi. Non siete ancora perfetti, ma abbiamo ancora tempo per lavorarci su. Ora potete andare, ragazzi. Riposatevi. Riprenderemo domani.

Finalmente il maestro di danza era soddisfatto. Quel passaggio era migliorato parecchio, ma Alessio sentiva che non era ancora come voleva.

-          Davvero va bene? Eppure penso che possa migliorare ancora.

-          Dai, Ale. Siamo migliorati tantissimo oggi. E poi alla gara mancano ancora sette mesi. Abbiamo tempo.

-          Hai ragione, ma sai come sono fatto. Se una cosa non mi viene continuo a provarla finché…

-          Finché non è come dici tu. Ormai ti conosco troppo bene, tesoro mio. È anche per questo che ti amo.

Così dicendo, Erika stampò un bacio sulla bocca di Alessio. Amore. Lei parlava d’amore, ma il ragazzo non percepiva quel sentimento provenire da lei. Era sempre più convinto che stessero insieme perché lui era bravo nella danza e lei voleva avere il meglio.

-          Basta prendermi in giro. Vado a farmi una doccia.

-          Aspetta, hai programmi per stasera? Ti va di uscire? Ultimamente al di fuori della palestra non ci siamo visti.

-          Lo so, è che avevo da fare. Sai, è arrivato il nuovo compagno di camera.

-          Ah, già. Ora non hai più la stanza libera. Dovremo trovare un altro posto.

-          Beh, ma stasera lui non c’è. Lavora fino a tardi e poi va a dormire da un amico, dato che non riesce a rientrare per tempo. Quindi se vuoi ci vediamo. Ti ho trascurata un po’ troppo ultimamente.

-          Evvai, allora aspettami che usciamo insieme. Vado a farmi una doccia.

Forse l’arrivo di Denis era la scusa buona per distaccarsi da lei. Sperava di chiarire quello che provava, ma alla richiesta di un appuntamento non era riuscito a dire di no. Erika era come una droga. Cercava di allontanarsi da lei, ma poi ci ricascava continuamente. E andava avanti così da due anni, e chissà quanto ancora sarebbe durata.


Denis, come tutti i venerdì, doveva trovarsi al locale alle 19. Lavorava al Blue Moon, da sempre il locale gay più famoso della città. Denis, grazie all’aiuto di un amico, era riuscito a farsi assumere come barista. Proprio così, faceva il barista al Blue Moon, ma non al venerdì sera. In quel giorno, infatti, al Blue Moon c’era lo spettacolo e lui era il protagonista di quelle serate. Doveva ballare sul palco, vestito da donna, per compiacere i clienti. Solo ballare, almeno questo diceva il contratto. Ma non mancavano le volte in cui i clienti volessero qualcosa di più del suo ballo, ma per fortuna c’era sempre Andrea, il suo amico a difenderlo. Andrea. Forse definire il loro rapporto amicizia è restrittivo. Denis e Andrea avevano un legame che andava oltre l’amicizia. Andrea era stato il primo ragazzo con il quale Denis fosse mai andato a letto. Era stato grazie a lui se aveva imparato a convivere serenamente con la sua omosessualità e sempre grazie a lui aveva trovato quel lavoro al locale, quando ormai era arrivato a toccare il fondo. D’altronde lui era più grande, aveva 6 anni in più, e aveva già dovuto affrontare le stesse paure e le stesse situazioni alla sua età, quando aveva capito di essere interessato agli uomini e non alle donne.

Arrivato davanti al Blue Moon quella sera, però, Denis aveva poca voglia di lavorare. Avrebbe voluto solo ed esclusivamente parlare con Andrea del suo trasferimento nella nuova stanza. Però sapeva anche che non poteva tirarsi indietro. I soldi gli servivano e quel lavoro gli riusciva bene. Entrò nel locale poco prima delle 19 e appena entrato vide l’amico.

-          Ciao Den. Ben arrivato.

-          Ciao Andrea.

Andrea era dietro al bancone del bar. Una persona alta e snella, con i capelli castani e gli occhi di un nero intenso. Occhi che riuscivano quasi a penetrare i pensieri dell’amico. Avevano infatti notato subito l’espressione felice che aveva.

-          Vedo che sei felice. Direi che il trasferimento è andato bene. Racconta.

-          Veramente ho rischiato una figuraccia subito appena arrivato. Mi sono incantato appena me lo sono trovato davanti.

-          Sei sempre il solito. Poi pretendi che non si accorga di nulla. Che ti ha detto quando ti ha visto così?

-          Nulla, a parte chiedermi se stavo bene. Mi ha detto che era contento di avere un coinquilino e gli sarebbe piaciuto parlare stasera, solo che dovevo lavorare.

Lo sguardo di Denis divenne più cupo, mostrando la scarsa voglia di lavorare quella sera. Andrea uscì dal retro del bancone del bar, si avvicinò a Denis e lo strinse forte a sé.

-          Forza, avrai altre occasioni. Se anche rimandi a domani cosa vuoi che succeda? Ormai siete compagni di stanza.

-          Hai ragione. L’ha detto anche Alessio. Ora è meglio che mi sbrighi, ho appena il tempo di prepararmi.

-          Ancora non capisco perché continui a fare gli spettacoli. Prima o poi ti succederà qualcosa di spiacevole in queste serate.

-          Beh, sai che ho bisogno di soldi… e poi ci sei tu a proteggermi, no?

-          Io ti proteggerò, per quello che posso, e poi puoi guadagnare benissimo dei soldi con lavori migliori, no?

-          Sì, ma qui posso ballare!

Denis sciolse l’abbraccio di Andrea, lo baciò sulle labbra e corse a prepararsi per la serata. Quel bacio non era casuale, ma non significava niente di più che un grazie. Era semplicemente il loro modo di comportarsi. Alla vista degli altri potevano sembrare una coppia, ma loro sapevano benissimo che non era così. Andrea era perfettamente al corrente di quello che provava Denis per Alessio. Inoltre per Denis provava un affetto particolare, che non era amore. Sentiva il bisogno di proteggerlo, evitando che potesse cadere nello sconforto per qualche delusione o che corresse qualche pericolo. Ed era proprio quello il motivo per cui tutti i venerdì sera faceva in modo di non lavorare al bancone del bar per poter rimanere in sala a controllare che tutto andasse bene.

Denis quasi sparì nel corridoio dei camerini quando si voltò verso Andrea e disse:

-          Andrea, stasera vengo da te come al solito? Non ci sono problemi, vero?

-          No, non devi neanche chiedermelo. Casa mia è sempre aperta per te.


-          Finalmente amore. Quanto tempo è che non passiamo una serata insieme?

-          Credo un paio di settimane.

Alessio ed Erika entrarono nella camera del ragazzo. L’idea iniziale era di andare a cena da qualche parte, ma preferirono prendere qualcosa in una gastronomia e andare subito in camera.

-          Mi sembra una vita. Dobbiamo recuperare.

Erika iniziò con un bacio appassionato, facendogli capire il suo totale disinteresse alla cena in quel momento. Alessio rispose al bacio abbracciandola e spogliandola piano, piano, accompagnandola dolcemente sul letto.

-          Abbiamo tutta la sera.

Alessio si tolse la maglietta e si stese sulla ragazza, iniziando a baciarla sul suo corpo seminudo.

-          Sei sicuro che il tuo compagno di stanza non tornerà stasera, vero?

-          No, ha detto che lavora e che va a dormire da un amico. La camera è libera.

I due ragazzi si abbandonarono così alla passione. Le due settimane di astinenza erano state dure per entrambi, nonostante i diverbi avuti negli ultimi tempi. Il sesso era la cosa che più li univa. Qualunque fosse il motivo di un litigio, bastava una sola notte di passione per farlo dimenticare. Ed Erika lo sapeva benissimo, sfruttava al massimo questa cosa, provando allo stesso tempo un piacere indescrivibile. Inoltre, il sesso dopo un litigio, stranamente, era migliore del solito. Alessio sfogava tutta la sua rabbia durante l’atto, rendendolo più rude e violento. Cosa che faceva letteralmente impazzire Erika. Finito l’atto, non si addormentarono subito. Erika appoggiò la testa sul petto muscoloso di Ale, permettendo al ragazzo di accarezzarle la morbida e lunga chioma.

-          Non dobbiamo più passare un periodo così lungo senza farlo. Si creano troppe tensioni fra noi nei periodi d’astinenza.

-          Eri tu a non aver mai tempo in queste settimane. Ora però abbiamo un altro problema. Dobbiamo trovare un altro posto, ormai non vivi più da solo.

-          Ci organizzeremo, e sfrutteremo le sere in cui Denis lavora.

-          Ah, è così che si chiama? Denis? E che tipo è?

-          Credo sia un ragazzo molto timido. All’inizio sembrava parecchio imbarazzato nel parlare con me. Eppure mi hanno detto che studia recitazione.

-          Beh, magari si sentiva solo un po’ a disagio. Non vi conoscevate neanche e vi hanno messo in camera insieme.

-          Può darsi. Comunque mi sembra simpatico. Quando lo conoscerò meglio ti saprò dire di più. Ma perché ti interessa così tanto?

-          Mi interessa perché prima o poi mi capiterà di incontrarlo, no? E poi che male c’è a voler sapere qualcosa sul tuo compagno di camera.

-          Nulla, solo che non è da te. Comunque quando me lo sono trovato davanti pensavo ci fosse un errore. È alto quanto te e ha i lineamenti molto femminili. L’avevo scambiato per una ragazza.

-          Davvero? Ora mi hai incuriosito. Voglio proprio conoscerlo.

Erika era vero che era curiosa, ma non come pensava Alessio. Lei in realtà Denis l’aveva già visto. Infatti assisteva ad ogni loro allenamento. E non guardava chiunque. Il suo sguardo era unicamente rivolto ad Alessio. Ma Ale non se n’era mai reso conto. Ora, con la descrizione di quel comportamento aveva confermato le sue paure. Denis era gay e probabilmente era cotto del suo Alessio. E questo non le andava particolarmente giù. Sapeva di non correre grossi pericoli, ma qualcosa comunque la turbava.

Dopo quel discorso Alessio si addormentò, stravolto dalla giornata. Erika decise di smettere di pensare a Denis e dormire pure lei, rimanendo appoggiata al corpo di lui.


Lo spettacolo di Denis, o meglio lo spettacolo di Blue Moon, andò bene, senza nessuna complicazione. Merito di Andrea che, come al solito, aveva controllato che nessuno disturbasse l’amico durante le sensuali danze che proponeva ai clienti del locale. I clienti, quella sera, fortunatamente erano molto tranquilli, quindi non c’era stato bisogno di intervenire.

-          Andrea, come ti sono sembrato?

-          Bravissimo, come sempre. Solo che sei sprecato per un palco del genere, te l’ho già detto e continuerò a ripetertelo. Dovresti ballare in qualche teatro. Ancora non capisco perché hai smesso di studiare ballo. Il tuo è talento!

-          Ma il talento senza il fisico vale poco. Sono troppo minuto per diventare un professionista, non riesco a sollevare la partner in un passo a due. E non posso ballare unicamente assoli. Comunque ormai ho deciso. Non tornerò a ballare al di fuori di qua. Ora vado a cambiarmi.

Tutte le settimane era la solita storia. Andrea cercava di far capire il suo errore, ma non aveva mai ottenuto alcun risultato. Denis ormai era deciso a rinunciare. Fortunatamente non aveva abbandonato del tutto il mondo dello spettacolo. Infatti si era iscritto ai corsi di recitazione, in cui riusciva abbastanza bene. Però quando ballava dava veramente tutto se stesso, anche indossando i panni di Blue Moon. Quanto avrebbe voluto rivederlo ballare in una sala, come quando si erano conosciuti.

-          Eccomi, sono pronto. Andiamo.

I due ragazzi si diressero verso casa di Andrea, un piccolo appartamento vicino al locale. Bastavano, infatti, pochi minuti a piedi per raggiungerla.

Appena entrati in casa, finalmente soli, parlarono di Alessio e del trasferimento di Denis.

-          Allora, ora mi dici com’è stato parlare con Alessio?

-          Credo sia stata l’esperienza più bella degli ultimi tempi. All’inizio ero agitato, ma alla fine sono riuscito a fare un discorso normale. Ancora non ci credo che ora sono nella sua stessa stanza.

-          Ricordati che è etero.

-          Lo so, infatti non mi voglio illudere. Anche se non posso fare a meno di pensare a lui.

-          Sei proprio cotto. Ma ti conviene fartela passare, specialmente ora che ci vivi insieme. Dovesse scoprirlo potresti avere dei problemi.

-          Ti sembra facile? Ad ogni modo vedrò di starci attento, anche se non potrò nascondergli per sempre il fatto che sono gay. Prima o poi, se continuerò a vivere con lui, dovrò dirglielo.

-          Prima o poi, ma non ora. Stasera sei tutto mio. O vuoi cambiare le nostre abitudini?

Andrea si avvicinò a Denis iniziando a baciarlo appassionatamente. Denis rispose al bacio facendogli capire che non era affatto intenzionato a perdere le vecchie abitudini. Erano perfettamente consapevoli di non provare nient’altro che amicizia, ma continuavano ad avere comunque rapporti sessuali. Si potevano considerare semplicemente compagni di letto. Nessun sentimento poteva rovinare il loro rapporto. Erano entrambi single, quindi non creavano problemi a nessuno.

Denis si lasciò prendere dal momento e decise di proseguire lui. Spinse Andrea sul letto e gli tolse la maglietta.

-          Da quando sei così audace?

Denis non rispose e continuò con quello che aveva iniziato poco prima. Iniziò a leccare avidamente il petto di Andrea, a volte mordendo la sua pelle e lasciando dei segni. Poi, sorridendo quasi sarcasticamente, slacciò i pantaloni dell’amico e glieli sfilò insieme agli slip, mostrando la sua erezione.

-          Vedrai che bel lavoretto ti faccio ora.

-          Ma che ti è preso ogg… Aaah.

Era da tempo che Denis pensava di ringraziare l’amico per il suo supporto. Ogni volta era lui ad aiutarlo nei momenti di difficoltà. E anche a letto, era sempre lui quello attivo. Questa volta voleva essere lui a far godere Andrea, dimostrandogli che non era più lo stesso ragazzino di quando si erano conosciuti due anni prima, impacciato e insicuro. Ora voleva fargli capire che poteva andare avanti da solo, e voleva farlo in maniera un po’ particolare. Denis era così sceso fino al membro del ragazzo. Aveva iniziato prima a stimolarlo con le mani, poi con la lingua. Partendo dai testicoli, risalì leccandolo, fino a raggiungere il glande. Sentiva che ad ogni tocco il membro del ragazzo diventava sempre più turgido. Continuava a massaggiarlo, a baciarlo e leccarlo, unicamente con lo scopo di dar piacere all’amico. Lo baciava, lo leccava e quando raggiungeva alcuni punti più sensibili, Andrea gemeva. Allora Denis si fermava e poi ricominciava. Risaliva lentamente, soffermandosi sui punti più sensibili, fino a raggiungere la punta. Sempre dolcemente, lo inserì nella sua bocca, iniziando a succhiarglielo e continuando a stimolarlo con la lingua. I movimenti di Denis erano particolarmente accurati, anche se forse un po’ incerti. Nonostante fosse la prima volta che faceva lui quelle cose ad Andrea se la stava cavando molto bene. Sentiva che Andrea rispondeva a quei gesti con dei forti gemiti di piacere, quindi capiva che ciò che stava facendo andava bene. L’amico, preso dai movimenti di Denis, iniziò a seguire il ritmo muovendo il bacino a tempo. Ma ciò a quanto pare non gli bastava. Preso dalla foga, mise una mano tra i capelli di Denis, accompagnando i suoi movimenti e aumentando il ritmo, fino a non resistere più e a venire nella sua bocca, inavvertitamente. Il seme di Andrea riempì la bocca di Denis, che fu così costretto ad ingoiarlo. Per Denis era una cosa completamente nuova, tanto che smise il suo gesto e guardò Andrea negli occhi, ancora sbigottito, anche se per niente dispiaciuto.

-          Scusa, non sono riuscito a trattenermi. Non pensavo fossi così bravo, da chi hai imparato a fare queste cose?

La domanda ovviamente era sarcastica. Andrea sapeva benissimo che le uniche esperienze di Denis erano state con lui e la tecnica che aveva appena usato era molto simile alla sua, anche se un po’ più grezza. Denis, con altrettanta aria sarcastica, gli rispose in maniera provocante.

-          Chissà, ma credo tu non lo conosca.

-          Ah, è così? Eppure pensavo di sì. Comunque sei stato bravo, ma devi ancora farne di strada prima di raggiungere i miei livelli. D’altronde, ho più esperienza.

-          Solo perché sei più grande di me, ma vedrai tra sei anni, dovrai ricrederti.

-          Beh, ma avrò sempre sei anni di esperienza più di te. Non potrai mai raggiungermi.

-          E chi te lo dice, tra sei anni io sarò ancora giovane, mentre tu sarai vecchio.

-          Ah si? Ora ti faccio vedere il vecchietto cosa ti fa.

Andrea aveva capito benissimo cosa aveva spinto Denis a quei gesti. Forse sbagliava a considerarlo ancora lo stesso ragazzino di due anni prima. Denis, ormai, era diventato più forte e in breve tempo l’avrebbe raggiunto e superato. Andrea ci aveva messo molto più tempo a superare le sue paure e a diventare quello che era adesso. Denis invece cresceva a vista d’occhio e sapeva che prima o poi si sarebbe distaccato da lui e avrebbe iniziato a seguire la sua strada da solo, o forse con qualcun altro. Peccato che Denis quel qualcun altro vorrebbe fosse Alessio, cosa quasi impossibile che potesse succedere. Ma in quel momento lui e Denis erano ancora uniti da un legame profondo, al di sopra dell’amicizia e al di fuori dell’amore. Un qualcosa di speciale, e l’unico modo che avevano di comunicarlo era attraverso il sesso.

Proprio per questo, Andrea affondò la sua mano destra nella bionda chioma di Denis. Avvicinò le sue labbra a quelle dell’altro ragazzo e iniziò a baciarlo. Un bacio lungo e inebriante. Le loro lingue si cercarono appassionatamente, toccandosi e sfiorandosi l’una all’altra. Andrea era abile, tanto che alla fine del bacio Denis era già completamente assuefatto da lui. Andrea continuò spostandosi sull’orecchio destro e soffiandoci dentro. Quello era uno dei punti deboli di Denis, e Andrea lo sapeva. Denis era già eccitato. La sua erezione era soffocata dai jeans, ormai stretti, che ancora indossava. Andrea, continuò a baciargli e mordergli l’orecchio, aumentando il livello di godimento. Scese sul collo, continuando a baciarlo. Nel frattempo, la mano sinistra, ancora libera, scivolò sotto quella maglietta, ormai superflua, per potergli accarezzare la sua schiena morbida. Per un istante smise di baciarlo e con un gesto veloce sfilò l’indumento del ragazzo, lasciandolo a petto nudo. Lo adagiò sul letto lentamente e riprese esattamente da dove si era interrotto poco prima. Lo baciò sul collo, spostandosi dal lato destro a quello sinistro, fino a raggiungere l’altro orecchio. Sfiorandolo, sentì che la pressione nei pantaloni dell’amico era in aumento. Per questo, fece scivolare la mano destra lungo tutto il petto, sfiorandolo, fino a raggiungere la chiusura dei suoi jeans. Glieli slacciò e infilò la mano negli slip del ragazzo, fino a raggiungere la sua erezione. Iniziò così a masturbarlo, mentre continuava a inondarlo di baci sul corpo, a leccarlo e a morderlo. I gemiti di Denis iniziavano a diventare numerosi, ma sentiva che si stava rilassando. I suoi respiri stavano diventando regolari, anche se accelerati. Andrea scese con i suoi baci fino al petto, dove iniziò a stimolare i suoi capezzoli. Prima glieli sfiorò dolcemente con la mano, poi iniziò a baciarglieli. Quando sentì che iniziavano a diventare turgidi, iniziò a succhiarglieli avidamente, facendo ansimare Denis. Sentiva il corpo dell’altro scaldarsi in risposta ai suoi tocchi. Raggiunto l’ombelico, Andrea lo penetrò con la sua lingua, stuzzicandolo. Con quel gesto, sentì il corpo di Denis vibrare, per il senso di solletico che quel gesto comportava. Continuando quel gesto, gli sfilò prima i pantaloni e poi gli slip, denudandolo completamente. Ora poteva iniziare lo stesso trattamento che aveva ricevuto lui poco prima, dimostrando a Denis tutta la sua esperienza. Avvicinò la sua bocca al membro dell’altro ragazzo e iniziò a baciarglielo. Partendo dai testicoli, riusciva a trovare i punti più sensibili, in modo da stimolarlo continuamente. Ogni singolo bacio e ogni singola leccata erano mirate a provocare piacere. In questo si vedeva l’esperienza di Andrea. Nessuna esitazione lo fermava. Andava sicuro, sapendo esattamente dove e come toccare. Conosceva tutti i punti più sensibili dell’altro ed era molto abile a stimolarli. L’eccitazione di Denis era sempre più elevata, ma non aveva ancora raggiunto l’apice, anche se ormai era quasi al limite. A quel punto, ad Andrea non restava altro che avvolgere completamente il membro di Denis con la sua bocca ed iniziare a succhiarglielo. Iniziò con un movimento lento, che man mano diventava più veloce. Saliva e scendeva, aumentando il ritmo, seguendo i movimenti, quasi automatici, di Denis. Con la lingua continuava a toccare quei punti sensibili, tanto da fargli raggiungere il massimo dell’eccitazione dentro alla sua bocca. Il seme del biondo fuoriuscì, facendolo ingoiare al moro. Andrea, allora, si distaccò da lui e lo osservò, fiero di quello che era riuscito a dimostrargli.

-          Direi che siamo pari. Allora? Come ti è sembrato?

Denis era ancora troppo eccitato per rispondere. Era appena venuto nella sua bocca, ma aveva ancora il battito accelerato. Ansimando, in maniera confusa, riuscì a dire poche parole.

-          Ti voglio… dentro…

Andrea si preparò così ad entrare dentro di lui. Aprì il cassetto del comodino ed estrasse un preservativo che si infilò velocemente. Poi prese il lubrificante e se lo passò sul suo membro. Con la mano sporca di crema, iniziò a penetrare l’amico. Data la voglia di Denis, infilò subito due dita, provocandogli un grido di piacere. Iniziò a muoverle all’interno del suo retto, cercando di stimolarne la prostata, per farlo godere ancora di più.

-          Andrea… Sto venendo…

A quelle parole, infilò un terzo dito, in modo da allargare l’apertura. Denis si stava trattenendo, in attesa che entrasse dentro di lui. E così fece poco dopo. Andrea lo penetrò dolcemente e iniziò a spingere sempre più violentemente, fino alla completa penetrazione. Il suo membro scivolava dentro quella stretta ma accogliente apertura. Denis, dopo il primo impatto, iniziò a seguire il ritmo, muovendo il suo bacino per aiutare i movimenti dell’amico. Per permettere la penetrazione completa, agganciò le gambe intorno alla vita del ragazzo, fino ad incastrarsi perfettamente con lui. Ogni spinta lo avvicinava sempre di più all’orgasmo, che avvenne poco dopo. Lo seguì anche Andrea, che raggiunse il piacere massimo subito dopo di lui. Lo sperma di Denis aveva inondato i loro corpi, già bagnati di sudore dovuto all’atto in corso. I due ragazzi si separarono, pienamente soddisfatti.

-          Prima o poi ti supererò, Andrea. Vedrai.

-          Certo, speraci. Magari in un futuro lontano.

Andrea, dopo quelle parole, si diresse verso il bagno per togliersi il preservativo, pieno del suo seme, e per farsi una doccia. Denis intanto rimaneva disteso sul letto. Era pienamente soddisfatto di quello che aveva fatto all’amico quella sera. Sapeva di essere stato un po’ incerto, ma era riuscito ad arrivare fino alla fine, senza esitare. Voleva bene ad Andrea, moltissimo. Non gli sarebbe stato mai abbastanza grato per tutto quello che aveva fatto per lui.

Appena libero il bagno, Denis andò a lavarsi. Con i capelli ancora umidi, si rimise gli slip e si infilò nel letto, dove lo aspettava Andrea, per riposarsi in attesa di una nuova, impegnativa, giornata.

Autore: SNeptune84

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