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Autoconclusivo

Autoconclusivo

Sono passati nove anni da quando mi avete trovata, a quel tempo ne avevo sette, ora ne ho sedici.

Da allora sono cresciuta però ancora ricordo il giorno in cui vi ho incontrato, e lo rammento come se fosse ieri.

Eppure per voi il tempo non è passato; siete bello e giovane come allora.

La vostra pelle chiara è perfetta, le vostre mani longilinee delicate e potenti allo steso tempo. Avete unghie lunge e impeccabili anche se non vi ho mai visto curarle, i capelli argentei e lunghi che assumono il riflesso del cielo. Stupendi occhi gialli, freddi e penetranti. Persino quei segni rossi, che avete sulle guance vi donano.
Siete perfetto…

E non lo dico perché per me siete speciale, chiunque vi osservi non potrebbe contraddirmi.

Addirittura quell’espressione fredda e superiore vi si addice. Un’espressione che non è mutata nel tempo, esattamente come il vostro volto o il vostro corpo, ma che ho imparato ad interpretare.

Difatti, ora che ci penso, non credo di avervi mai visto turbato, al limite alterato, quando Jaken, il vostro fedele quanto logorroico servo, parla a sproposito, incontrate vostro fratello o mi succede qualcosa.

Già, quando storcete leggermente il naso in segno di disappunto se Jaken vi dice che non sa dove sono mi piace tantissimo, e devo ammettere che spesso mi nascondo apposta per vederlo perché mi fa capire quanto teniate a me. Non che ne abbia bisogno lo so però…a volte è difficile pensare che dietro a quella maschera di compostezza e perfezione, si celi un cuore tanto grande, e soprattutto mi è difficile credere che batta anche per me.
Lo so, sono di una modestia fuori dal comune a pensare certe cose, però in fondo posso permettermelo visto chi sono no? Signor Sesshomaru.

Eppure la piccola Rin ora è diventata una donna e quello che prima vedevo come una creatura celestiale, ora lo vedo come un uomo, anzi uno spettro, incantevole.

Il mio cuore batte sempre più forte ogni volta che ti sono vicina e spesso ho il timore che tu te ne accorga; tu, che ti accorgi di tutto grazie ai tuoi sensi iper sviluppati, ora che ci penso, sicuramente ti sarai accorto anche del rossore che ormai vigila costante sulle mie guance quando, come in questo momento, mi guardi fare il bagno. Eppure, sono sicura che tu non vedi le mie curve, i miei seni assai più rotondi rispetto a neanche due anni fa, i fianchi allargati e le mie gambe lunghe e snelle.

Mi guardi, eppure i tuoi occhi ambrati vedono oltre…Non come i miei, che osservano ogni tuo movimento, ogni tuo gesto e vedono una creatura perfetta, così diversa da me.

Tu non hai bisogno di mangiare, non ti ho mai visto farlo, forse quella volta che eri stato ferito… Non ce ne sono state altre.
Come non ti ho mai visto cambiare l’abito che indossi, che si rigenera da solo, grazie al tuo potere, quando viene strappato e se ti ho visto entrare in acqua è solo perché da piccola non mi mandavi sola ed ora lo fai più per abitudine che per altro. Ma nonostante questo la tua pelle profuma sempre e comunque, come i tuoi capelli.

Tuttavia questo sentimento mi allontana perchè ho paura che tu te ne accorga, ma come puoi accorgertene se non mi guardi? Se vedi oltre?

Ho atteso nove anni per essere abbastanza grande e degna di stare con te come sposa, eppure ora che ne ho sedici ho paura…

Io continuo a crescere, incessantemente, ma tu? Tu sei sempre uguale…Nove anni per te equivalgono a pochi giorni per noi umani.
E’ per questo che mi vedi ancora come una bambina?
La mano che mi carezza il viso è fredda, come l’acqua in cui siamo immersi. Il tuo sguardo è quieto, segno che non hai idea di quello che mi passi per la testa… o forse si. Forse fai solo finta di non scorgetene?
Sono la prima ed unica umana a cui ti affezioni, per la quale hai provato pietà prima e affetto poi.

La prima che puoi perdere, e tu sai quanto fa male… Lo hai già passato con tuo padre e tua madre tempo addietro. Non so cosa hai provato, Jaken mi ha detto che non hai avuto alcuna reazione, in più mi ha anche rivelato che odiavi tuo padre per aver amato una donna umana e questo mi spaventa.

Mi spaventa tantissimo!

Ora sono abbastanza grande per capire, lo sono da molto, ma ho sempre preferito non interrogarmi, ed ho rimandato fino a che non ho sentito il cuore battere tanto forte da non poterlo più fare.

Vorrei chiederti cosa provi per me ma non ci riesco, e gli anni passano…

Sono già due; due lunghissimi anni per me, un battito di ciglia per te.

Eppure, finito il bagno ed indossato lo splendido kimono che mi hai regalato, uno dei tanti, mi sto nuovamente accoccolando al tuo fianco, cercando di frenare il muscolo nel mio petto che come ogni volta sembra impazzire, chiudo gli occhi godendomi la carezza che come ogni notte, da quando sono tornata da te dopo che mi avevi lasciato alla vecchia Kaede, mi fai; come prima che mi lasciassi a lei.

Mi copri con la pelliccia che fa a parte del tuo stesso pelo e quando sei così dolce quasi non ci credo che tu sia lo stesso essere in grado di spazzare via mille spettri con un colpo della tua spada, che sia lo stesso spettro dall’aria spaventosa, dalla forma di un cane enorme e con gli occhi rossi.

Eh già, ma anche con quell’aspetto mi piaci.

Mi piace il tuo manto morbido, il fatto che posso salire sulle tue spalle e stringerti forte il collo per non cadere. Ma ti ci ho visto poche volte, lo so che non vuoi farti vedere così da me, o mi illudo di pensare che sia così e non perché il nemico che ti è davanti è molto forte.

Poche persone possono vantarsi di aver visto il tuo aspetto dato che non sopravvivono.

Eppure io ti vedo, ti sento…

Ti sento vicino eppure lontano; cosa sono per te?

Ti sto stringendo e tu non mi respingi, ti prendi cura di me, ma a me non basta.

Mi alzo, ti guardo negli occhi e poi, attirata dalle tue labbra, ti do un bacio.

Stai immobile; espressione immutabile.

Non resisto, ti abbraccio mentre lo faccio.

Continui a non muoverti, le mie labbra premute sulle tue sono ferme.

Un casto bacio, non potrebbe essere diversamente tra noi ma lo sento, questa volta hai avvertito la mia inquietudine e non solo il mio cuore in tumulto.
Lo so, i demoni sono esseri affascinati però io non mi sono innamorata solo della tua perfezione. La tua dolcezza, il tuo modo di essere, tutto di te mi piace; anche il tuo silenzio ed i momenti passati seduti l’uno accanto all’altra sotto la luna d’estate ed abbracciati per ripararmi dal freddo d’inverno la sera.

Le tue unghie che mi sfiorano la pelle quando mi aiuti a mettere qualcosa o mi tieni stretta.

Non sono stata abbagliata né stregata.

Mi scosto, ti sorrido, come a rassicurarti che vada tutto bene, ma il mio cuore non si ferma e tu lo senti, per questo mi tiri a te e mi abbracci forte, seppure piano data la tua potenza.

Non credo che potrò mai avere nulla di più da te, un essere superiore ma stranamente questo basta a placare il mio spirito inquieto.

Mi hai abbracciata molte volte ma questa è diversa, forse anche tu hai capito.

Forse da oggi qualcosa cambierà, o forse resterà tutto uguale, però una cosa è certa: il nostro rapporto si fa più intenso ogni giorno che passa e io spero che un giorno possa vedere un sorriso inarcare le tue labbra all’insù.

Un sorriso dedicato solo a me, come quelli che ti riservo io; come quello che ti sto riservando in questo momento.

Non mi resta che darti la buonanotte.

Ascolto la tua bellissima voce, profonda ed legante, che mi risponde e poi mi metto nuovamente giù, chiedendomi se uno dei due, un giorno, rinuncerà a ciò che è per stare con la persona che ama.

Sono presuntuosa a pensare che mi ami?

No! Perché in fondo l’amore non è altro che un sentimento e ciò che proviamo, ha tale significato.

Autore: kira

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