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Autoconclusivo

Autoconclusivo

Hinata Hyuga, primogenita del prestigioso clan degli Hyuga detto anche dei ” Nobili della foglia” che spiccava tra tutti quelli di Konoha per il suo prestigio e che nel passato aveva rivaleggiato con quello degli Uchiha in quanto a fasti e valore dei propri membri, è una ragazza dal carattere sottomesso e debole, di una timidezza patologica e ritenuta inadatta al ruolo impostole dalla famiglia. Segretamente innamorata, ma neanche troppo, di Naruto Uzumaki, si allenava duramente giorno dopo giorno per riconquistare la stima del cugino Neji ed il suo posto nella famiglia grazie all’aiuto della sua maestra Kurenai e del suo team. Tuttavia da qualche tempo, con l’aumentare dello stress dovuto al fatto che da lì a poco ci sarebbe stato l’esame per diventare jonin, la dolce ragazza si stava ritrovando a fare i conti con una voce nella sua testa che ogni tanto prendeva il sopravvento come in quell’occasione:

‹‹Ma che ci facciamo ancora qui? Naruto si sta facendo il bagno al lago…usa i tuoi occhi per guardarlo visto che non riesci a dirgli una parola››.

“Ehhhhhhhhhh?!” urlò la ragazza terrorizzata diventando completamente rossa e con le palpitazioni al cuore a tale pensiero.

“Cosa c’è?” chiese Kiba seduto accanto a lei e saltando a quell’urlo.

“Eh? Ah no nulla…è che mi sono scordata di comprare la salsa di soia” rispose subito dicendosi

‹‹non pensare queste cose oscene…››.

‹‹Ma se sono te…›› protestò quella voce.

‹‹No, tu sei qualcosa che non so come sia uscito, né perché!››.

‹‹Sono la tua coscienza…››.

‹‹La coscienza…ma non farmi ridere…››.

‹‹Ed allora che sono?››.

‹‹Sei la mia pazzia… Lo sapevo che prima o poi sarei impazzita…tutta colpa del mio carattere…››.

‹‹E smettila di lagnarti…››.

“Ma smettila tu di parlare” sbottò Hinata a voce alta.

“Ma io non ho detto nulla….” disse Kiba inarcando un sopracciglio guardando poi Akamaru altrettanto perplesso.

“Sì, non dicevo a te…” mormorò abbassando lo sguardo e rivolgendosi a quella che osava definirsi la sua “coscienza” ‹‹vedi che mi fai fare?››.

‹‹Colpa tua…››.

‹‹E ti pareva…›› sospirò la ragazza.

“Hinata sei strana…è da un po’ che ti comporti in modo come dire….stravagante…” disse il compagno di squadra.

“Parla…” iniziò il suo alterego ma Hinata lo zittì prontamente mormorando “parla piano che se ti sente la maestra si fa strane idee” dicendo la prima cosa che le capitava e che centrasse con quella parola, constatando che era la prima volta che quella voce prendeva vita propria prevaricandola.

‹‹Ma perché mi zittisci? Dice a te che sei strana e lui parla col suo cane…››.

‹‹Perché ha ragione…sono pazza…››.

‹‹Ma quale pazza, se non ci fossi io tu ti faresti mettere i piedi in testa da tua sorella minore…››.

‹‹Non è vero…››.

“Ehi ma mi rispondi?” domandò Kiba.

“Cosa?” chiese lei che per parlare con se stessa non aveva ascoltato una sola parola di quanto le stava dicendo l’Inuzuka.

“Lascia stare…va solo a riposarti…” disse l’altro a cui non andava di ripetere tutto.

“Si, ciao” intervenne l’intrusa “ci vediamo domani” aggiunse dolce la ragazza alzandosi.

“Si…” rispose lui pensando ‹‹secondo me ha bisogno di riposo…››.

‹‹Allora? Andiamo a guardare Naruto?››.

‹‹Scordatelo…››.

‹‹Impediscimelo!›› affermò, ordinando al suo corpo di muoversi.

‹‹No, non voglio…›› protestò.

‹‹E chi se ne frega…›› replicò salendo su un ramo da cui si vedeva il lago per poi attivare byakungan e guardare il suo idolo che era a bagno e a cui si vedeva il petto brunito e ben modellato dato che stava per metà fuori dall’acqua a schizzare un povero Shikamaru che non aveva alcuna voglia di giocare.

‹‹Ma che gran fico…››.

“Smettila subito” bisbigliò Hinata completamente rossa in viso.

‹‹Ma non ci penso proprio…magari sono anche nudi…››.

“Ehhhh?!”.

‹‹E sta zitta…vuoi farci scoprire?›› la rimproverò.

‹‹No, voglio che tu la smetta!››.

‹‹Non è vero oppure avresti già ripreso il controllo del tuo corpo… Dì la verità, ti faccio comodo eh…?›› insinuò divertita.

“No!” esclamò.

‹‹Ma vuoi stare zitta?››.

‹‹Smettila›› e così iniziò una battaglia da sola mettendosi e levandosi continuamente le mani da davanti agli occhi, utilizzando o meno la capacità innata e lanciando qualche esclamazione, ma tanto fece che attirò l’attenzione dei due bagnanti che notando qualcuno sull’albero gridarono e lei, accorgendosi di essere stata scoperta, si agitò di più e poi, vedendo che i ragazzi le correvano incontro seminudi sentì la testa girarle e, presa dal panico, si dimenò finendo col cadere e dare una forte testata.

“Hinata, Hinata” urlò Naruto sedendosi al suo capezzale e sollevandola.

“Mhh…” mugolò lei.

“Ma che stava facendo?” chiese Shikamaru.

“Non lo so…avrà sbattuto la testa?”.

“Probabile…” rispose lui calmo ed impassibile.

“Ma come fai a stare così tranquillo?!”.

“E che devo fare?”.

“Ed io che ne so? Ehi Hinata…mi senti?” disse ancora scuotendola leggermente.

“Mhhh Naruto…” mugolò.

“Oh stai bene per fortuna…ma che ci facevi là sopra…” chiese mentre l’altro si drizzava dato che si era chinato a guardarla.

“Ti guardavo ovvio” rispose dato che non era stata lei a parlare ma arrossendo un secondo dopo per quanto la sua bocca aveva partorito.

“M-mi guardavi?” balbettò Naruto mentre il moro inarcava un sopracciglio, non era da Hinata essere tanto sfrontata, non la conosceva bene ma la sua fama la precedeva.

“S-si, ecco…volevo vedere se vi stavate allenando ma poi ho visto che stavate facendo il bagno e mi sono vergognata” si corresse subito lei riprendendo l’uso del proprio corpo ma, accorgendosi che il biondino era ancora solo in boxer, avvampò e quindi svenne nuovamente.

Preoccupato Naruto la chiamò mentre Shikamaru, capendo la situazione, mettendosi una mano sulla testa la scosse andando a prendere i vestiti, ed intanto la voce interiore della ragazza scocciata strepitava:

‹‹Ma brutta cretina non svenire, sei tra le sue braccia approfittane! Su apri quegli occhi!!››.

L’Uzumaki continuò a ripetere il suo nome per qualche altro minuto fino a che l’amico tornò e, porgendogli gli abiti, disse:
“Mettiti questi se non vuoi che perda nuovamente i sensi appena apre gli occhi”.

“Eh?” chiese non capendo, difatti in tutto il villaggio probabilmente il biondino era l’unico a non sapere dei suoi sentimenti oltre ai familiari della ragazza a cui non interessava.

“Fa solo come ti ho detto…” replicò l’altro come sempre di poche parole.

“Va bene, va bene” borbottò indossando la maglia per poi richiamare la Hyuga che finalmente aprì gli occhi e, vedendo il suo bel viso, piano allungò una mano per carezzargli una guancia mormorando:
“Naruto…ba…” ma in quel momento una goccia le cadde sul viso e lei, spalancando gli occhi, disse “…bagnato! Sei bagnato!” cercando di mettere una toppa a quanto la voce dentro di lei stava per dire ovvero “baciami”.

“Certo che sono bagnato mi stavo facendo il bagno” rispose Naruto senza capire “piuttosto volevi vedere solo se mi allenavo?” chiese mentre la kunoichi si alzava in gran fretta.

‹‹Cretina potevi restare tra le sue braccia›› la rimproverò la voce.

‹‹Sta zitta, per poco non gli dicevo qualcosa di osceno››.

‹‹Osceno? Secondo me per poco finalmente non dicevi qualcosa di sensato…››

‹‹Certo…››.

“Hinata?” la richiamò il biondino.

“Ah si, scusa…no ecco io…io…ero v-venuta per chiederti…s-se potevi…prestarmi un sacco a pelo!”. ‹‹Un sacco a pelo? Ma che cavolo dici? Una scusa più cretina no, eh? ›› chiese la sua metà.

‹‹ Mica potevo dirgli che lo volevi vedere seminudo!››.

‹‹Solo io, eh?!››.

‹‹Zitta!››.

“Un sacco a pelo?” chiese mentre Shikamaru inarcava un sopracciglio.

“S-si… Poi p-però ho visto che stavate facendo…e mi sono imbarazzata…”.

‹‹E smettila di balbettare… E poi perché non se ne va quell’altro?›› domandò imperterrita la sua “coscienza”.

‹‹Ed io che ne so?›› pensò Hinata.

“Certo, vieni da me tra 20 minuti” disse Naruto con un sorriso.

“S-Si” assentì prima che i due si allontanassero.

‹‹Grande, sei riuscita a fare in modo che vi possiate vedere da soli, e a casa sua per giunta! Fosse, fosse che non hai più bisogno di me?›› la prese in giro la voce.

‹‹Zitta…io non so che fare…sverrò non appena mi apre la porta me lo sento!›› pensò sulla via del rientro.

‹‹Se succede prendo il tuo posto e vi faccio passare una bellissima serata…››.

“Eh?!?!?! No!” esclamò facendo girare due vecchiette che le stavano vicino “s-scusate…”.

‹‹Ed allora non svenire…››.

“Pare facile…” borbottò.

‹‹Fai solo un bel respiro…››.

‹‹Ok›› sospirò prima di entrare in casa ed andare in camera per mettersi sul letto.

‹‹Ehi che fai?›› chiese sorpresa la “coscienza”.

‹‹Aspetto che si faccia ora di andare›› rispose candidamente.

‹‹E vuoi uscire così?›› domandò allibita.

‹‹Certo››.

‹‹Ma neanche per sogno, ora tu ti cambi e ti metti qualcosa di carino…››.

‹‹Eh? Ma così capirà che l’ho fatto apposta››.

‹‹Ed allora? In fondo è vero e se non fai qualcosa non si accorgerà mai dei tuoi sentimenti››.

‹‹Ma io non voglio che se ne accorga›› protestò corrucciando appena le sopracciglia.

‹‹Che codarda…››.

“Ehi Hinata perché fai tutte quelle espressioni buffe?” chiese Hanabi, la sua sorellina.

“C-Che? Quando sei entrata?” esclamò mettendosi a sedere di scatto sul letto.

“Ho bussato ma non mi hai risposto…sei davvero senza speranze…” rispose lei scuotendo la testa.

‹‹Io la strozzo›› pensò la voce.

‹‹Io dico di no›› “ti serve qualcosa?” domandò.

“Sì, volevo sapere se ci onori della tua presenza a cena” disse acida.

“Non posso devo uscire tra poco”.

“Dove vai?”.

“Fatti miei” prese il sopravvento il suo alterego.

“Come?” chiese la ragazzina presa alla sprovvista.

“Ho da fare” sorrise l’altra pensando ‹‹se non stai zitta mi taglio la lingua…››.

‹‹Ma che minaccia è?›› borbottò questa.

“Ok…” rispose Hanabi uscendo.

‹‹Perfetto ora prepariamoci››.

‹‹Ma ho detto…››.

‹‹Non mi importa! Ora tu ti fai carina e poi lasci fare a me, che poi sono te!››.

‹‹Tu non sei me›› precisò.

‹‹Certo che lo sono…sono la tua parte nascosta, i tuoi desideri, il tuo turbamento…››.

‹‹Sì, sì ho capito…›› pensò prendendo un vestitino bianco a maniche lunghe con delle sfumature di celeste e gli stivali dello stesso colore ‹‹va bene questo?››.

‹‹Me lo faccio andare…››.

Così la ragazza si vestì e poco dopo uscì dalla villa ma, man mano che si avvicinava alla casa di Naruto, sentiva il suo cuore battere sempre più forte tanto che, concentrata com’era, saltò persino nell’udire la voce nella sua testa che la rimproverava dicendole:

‹‹Insomma calmati!››.

“N-non ce la faccio…t-torniamo indietro…” balbettò.

‹‹Assolutamente no!›› asserì decisa e, prendendo il controllo, bussò abbastanza forte alla porta che si aprì dopo qualche secondo rivelando un Naruto piuttosto sorridente che diceva:
“Puntualissima!”.

“S-si…c-ciao…”.

“Vuoi entrare?”

“NO! SI!” disse contemporaneamente.

“No, o si?” chiese il biondo pensando ‹‹certo che è davvero strana…lo è sempre stata ma oggi…lo è anche di più››.

“No…” rispose rossissima ‹‹penserà che sono una pazza…››.

‹‹E certo se ti comporti così…››.

“Ah…beh allora aspetta te lo vado a prendere…”.

“No, ecco…n-non mi serve più…”.

“Ah…ed allora perché sei venuta?”.

“P-per… Per darti questo” disse sporgendosi in avanti e dandogli un bacio sulle labbra dato che il suo alterego aveva preso l’iniziativa lasciando un Naruto completamente spiazzato ed imbambolato.

Mai si sarebbe aspettato che la ragazza prendesse una tale iniziativa ma purtroppo non se lo aspettava neanche lei e, per quanto l’altra parte di sé lo desiderasse e fosse più forte, non poté nulla contro la sua timidezza congenita ed Hinata svenne tra le braccia dello shinobi che la strinse forte e, prendendola in braccio, la portò in casa stendendola sul divano.

La ragazza restò priva di sensi per circa un’ora e, quando si riprese, vedendo lo sguardo del biondino fisso su sé avvampò ma, per sua fortuna, fu lui a parlare dicendo:

“Mi hai preso alla sprovvista…”.

“Sapessi a me…”.

“Come?” chiese.

“N-nulla…” balbettò rossissima pensando ‹‹aiutami…›› ma non ottenendo alcuna risposta dalla sua “coscienza”.

“Lo sai che sei strana?”.

“Mhh…” mugolò imbarazzatissima ‹‹vieni fuori…›› ma ancora una volta nessuna risposta.

“No, cioè non è una cosa brutta…anche io sono strano…” aggiunse prontamente vedendo che era arrossita ancora di più a quelle parole e poi, vedendo che non alzava lo sguardo, continuò “a me piace la stranezza, mi piaci anche tu…”.

“I-Io?” chiese lei incredula alzando lo sguardo.

“Ah…beh ecco io…si…” ammise imbarazzandosi a sua volta.

“N-non posso crederci…” disse con le lacrime agli occhi.

“E’ gia da un po’… dall’esame dei chuunin ma tu sei sempre così timida ed io non sapevo come parlarti…” le spiegò.

“N-Naruto…” mormorò mentre una lacrima le scivolava lungo la guancia per la felicità.

“Ti andrebbe di uscire con me?” chiese asciugandogliela.

“M-mi farebbe tanto piacere…” disse al settimo cielo.

“Ramen?” domandò ancora.

“Perfetto” sorrise alzandosi.

Così Naruto le prese la mano e mentre uscivano disse:
“Lo sai che sei proprio carina?”.

“D-davvero? Grazie…”.

“Si, si…” rispose con un grandissimo sorriso.

‹‹Bene, pare che tu non abbia più bisogno di me…›› intervenne a quel punto una voce a lei assai nota.

‹‹Ma dove eri sparita?›› si disse.

‹‹Sono sempre stata qui…ma volevo che te la cavassi da sola…io ho fatto abbastanza, addio››.

“Grazie…” affermò e Naruto le strinse più forte la mano non sapendo che quella risposta valeva anche per qualcun altro e così i due andarono al chioschetto del ramen e, per la prima volta, Hinata riuscì a sostenere una vera e propria conversazione con il ragazzo dei suoi sogni. Innumerevoli prove ancora l’attendevano ma ormai non era più sola.

Autore: kira

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