• 6 Commenti

Autoconclusivo

Autoconclusivo

La sorte ha deciso, il cerchio finisce sempre per chiudersi…il cartellone ha emesso il verdetto:

Haruno Sakura vs Yamanaka Ino.

Un attimo di silenzio, sugli spalti l’aria si fece improvvisamente più pesante di quanto già non fosse per i team che avevano come componenti le prescelte tuttavia, prima che qualcuno potesse parlare e chiedere loro come stessero, le due ragazze erano già al centro dell’arena che si fissavano.

“Accidenti ma proprio loro due si dovevano scontrare? Che casino” sbuffò Shikamaru guardandole dall’alto.
“Ino se la caverà?” chiese Choji.

“Staremo a vedere…” sentenziò Asuma Sarutobi, il loro maestro guardando l’arena dove Hayate Gekko, l’arbitro, dava inizio al nuovo incontro.
Nonostante il via però le avversarie continuarono a scrutarsi immerse nei loro ricordi, soprattutto Ino.

‹‹Sei qui davanti a me, con la tua bizzarra capigliatura fatta a mano per dimostrare qualcosa a te stessa o più sicuramente a chi ti sta in torno. Al tuo team, al tuo insegnante e più precisamente a Sasuke, IL MIO SASUKE! Tu che sei sempre stata così goffa ma allo stesso tempo determinata, che hai avuto la fortuna di capitare in squadra con il mio amore, non te la farò passare liscia. Anche se sei stata la mia migliore amica ti batterò! In fondo abbiamo rotto proprio perché amavamo la stessa persona››.
Già…quel ragazzo era tutto per lei, non aveva occhi che per l’Uchiha sebbene questi non mostrasse il minimo interesse nei suoi confronti facendola piangere spesso e volentieri anche se in segreto. Difatti non avrebbe mai mostrato quel lato del suo carattere a nessuno, neanche ai suoi compagni di squadra. Odiava la debolezza e le lacrime per lei ne erano una parte. Quello era uno dei motivi per cui detestava l’amica, che si faceva cogliere sempre dall’emozione. Era continuamente pronta a frignare e a farsi aiutare anche se, ultimamente, l’aveva stupita non poco. Non era più la ragazzina pronta a nasconderlesi dietro, ora si limitava a farlo col SUO SASUKE che fortunatamente pareva non curarsi nemmeno a lei.
‹‹Ah…se solo sapessero come è la vera Sakura…›› sospirò ‹‹…non ti lascerò mai Sasuke, ti batterò, anzi batterò tutti quanti così da dimostrare la mia superiorità e quindi andare dal mio amore ed offrirgli il mio aiuto. Perché lo so che presto o tardi se ne andrà a cercare il fratello e a quel punto gli dirò di farlo insieme, lo aiuterò a compiere la sua vendetta e poi finalmente ci sposeremo, avremo dei figli…il maschietto sarà bello come lui…la femminuccia ovviamente assomiglierà a me ›› e neanche a dirlo si era già persa in uno dei suoi sogni d’amore. Infatti la ragazza, che tanto denigrava le sue compagne per le lagne che facevano su Sasuke, non si accorgeva di essere tale e quale a loro se non addirittura peggio. Difatti spesso si perdeva in sogni assurdi o ammorbava i suoi due compagni di squadra con lodi ed apprezzamenti riguardanti l’Uchiha che Choji ascoltava ben volentieri davanti una scodella di ramen, ravioli al vapore, frittura mista ed un pezzo di torta rigorosamente offertigli dalla kunoichi e che Shikamaru si sorbiva perché troppo pigro per alzarsi ed allontanarsi ma sbuffando ogni volta e rispondendo con un:
“Che seccatura che sei!” facendo arrabbiare la ragazza che si dilungava a spiegargli l’immensa importanza dell’amore col risultato di farlo sbuffare più sonoramente.
Tuttavia, dopo quei primi minuti di immobilità che alle due sembrarono durare secoli, l’incontro prese a svolgersi senza troppi colpi di scena, le rivali erano entrambe due mezze calzette in confronto agli altri partecipanti ancora in gara ma ovviamente nessuna delle due si sarebbe data per vinta e così volavano calci, pugni, insulti e kunai:

“Ritirati schiappa!” urlò ad un certo punto la bionda, afferrandole le mani e a pochi centimetri dal suo viso.

“Ritirati tu, incapace!” ribatté Sakura stringendo la presa ed affrontando lo sguardo.

“Buona a nulla” continuò Ino.

“Cos’è ti sei guardata allo specchio prima di parlare?” sorrise beffarda l’altra.

“Come osi brutta oca?!”.

“Scema”.

“Inetta”.

“Incompetente”.

“Gallina”.

E così le due diedero vita ad un vero e proprio scambio di affronti verbali che fecero cadere le braccia all’arbitro che stava assistendo a quell’assurdo scontro pensando ‹‹fino a pochi minuti fa questo era un esame serio…›› ed ai vari partecipanti che dagli spalti iniziavano a chiedersi annoiati quanto sarebbe durato.

“Ma è un’incontro o una gara d’insulti?” chiese Naruto.

“Come diavolo sono arrivate a questo punto?” disse Choji.

“Ma che gli salta in testa” dissero Kakashi ed Asuma mettendosi una mano sulla fonte.

“Quanto sono rumorose” sospirò Shikamaru.

“Patetiche” sentenziò Gaara ma, purtroppo per lui, Ino lo sentì e quindi, lasciando andare l’avversaria la quale non oppose resistenza, fece un salto all’indietro e, puntandogli contro un dito, urlò:
“Cosa? Chi diavolo credi di essere, ragazzino! Non farti tanto bello solo perché stai là sopra…!”.

“E’ impazzita…” scosse la testa Shikamaru.

“Ehi tu vedi di concentrarti sullo scontro” la riprese Hayate mentre l’altro non rispondeva.

“Già pensa a combattere” disse anche Sakura.

“Cos’è, hai così fretta di farmi vincere?” domandò acida la bionda alla rivale spostando una ciocca dei suoi bellissimi fili dorati che le erano ricaduti sul viso.

“Tranquilla, una persona che perde tanto tempo nella cura dei capelli e nel sembrare carina come te non potrà mai essere al mio pari!” controbatté a quel gesto.

Ma ecco la frase magica, quella che fece perdere definitivamente la testa ad Ino già innervosita dal commento del ninja della sabbia:
‹‹Cosa, cosa? Sakura che mi fa la paternale? Lei che per anni non ha fatto altro che frignare e farsi bella per il suo Sasuke? No, non posso accettarlo! Non da una come lei…che nervi! Ora vedrai cosa ti combino…›› .

“Tu stai facendo un grosso errore…” disse afferrandosi un kunai mentre Shikamaru, capendo che era caduta nella provocazione, sbuffò scuotendo nuovamente la testa mentre la ragazza si afferrava la coda e, recidendola, continuava “…nel sottovalutarmi…”.

‹‹Cavolo è completamente andata›› pensò ancora il compagno di squadra che aveva sgranato gli occhi a quel gesto mentre Sakura le diede della pivella senza sconvolgersi troppo visto che era stata lei la prima a farlo nella foresta durante la seconda prova di quell’esame.
Tuttavia Ino, al contrario dell’amica, non aveva compiuto quel gesto per dimostrare qualcosa ma solamente per usare i capelli come tramite così da utilizzare la tecnica del capovolgimento spirituale. Il jutsu le riuscì perfettamente ma, per sua sfortuna, il piano che aveva ideato fallì a causa della voce di Naruto, il quale aveva preso ad incitare l’amica alquanto in difficoltà riuscendo a svegliarla poco prima che questa ammettesse la sconfitta che avrebbe fatto invece ottenere la vittoria alla sua avversaria.
Ovviamente dopo tale tecnica Ino era a corto di chakra così come Sakura ed ambedue continuarono a darsene di santa ragione fino a che un medesimo pugno in faccia non le fece cadere al suolo cosicché, visto che non si rialzavano, l’arbitro sentenziò:

“Entrambe le combattenti non sono in grado di continuare, questa è una doppia eliminazione. Il quarto scontro preliminare non ha nessun vincitore”.
“Che scocciatura!” sbuffò Shikamaru.
“Va a prenderla e portala in infermeria” ordinò Asuma a quest’ultimo.

“Eh? E perché io? Pesa…e soprattutto sarà arrabbiata” protestò l’allievo con la solita aria indolente.

“Perché Choji deve combattere…” rispose indicando il cartellone.
“Che seccatura…” disse il ragazzo facendo però come gli era stato detto e, una volta nella stanza, la stese sul letto dopo di che bagnò una pezzetta per pulirle il viso leggermente tumefatto e sporco di sangue per le botte pensando ‹‹certo che ci hai dato proprio sotto… Sprecare tutte queste energie per un combattimento…come ti va…››.

Ma a quel contatto fresco ed umido Ino si svegliò e, trovandosi di fronte l’amico, scattando a sedere chiese:
“Chi ha vinto?”.
“Nessuno…”.

“COSA?!”.

“E non urlare…hai capito benissimo”.

“No…non ci credo…” mormorò.

“Fattene una ragione…”.

“No che non me la faccio… Battuta da Sakura…”.

“Ma ti ho appena detto che…”.

“Sta zitto!” disse con gli occhi lucidi.

“Ma…”.

“Non posso crederci…mi sono impegnata al massimo, allenata con tutte le mie forze, ho addirittura sacrificato i miei bellissimi capelli ed ho perso!”.

“Beh però hai fatto una gran bella figura”.

“E sai cosa me ne faccio della bella figura? E poi non c’era neanche Sasuke a guardami! Già Sasuke, io lo avevo fatto per lui, come faccio ora a seguirlo, come faccio a dichiararmi, come faccio ad aiutarlo nella sua vendetta? Non potremo più stare insieme…” si lagnò dando voce alle sue illusioni.

‹‹Sasuke, Sasuke, Sasuke sempre Sasuke…non ne posso più di sentirglielo ripetere!›› pensò Shikamaru scocciato mentre l’altra continuava imperterrita:

“E poi se io e Sakura siamo alla pari è ovvio che scelga lei, sono compagni di squadra…ma perché ho tagliato i capelli? Ci avevo messo una vita a farli crescere in questo modo, sai che vuol dire lavarli e pettinarli dopo ogni allenamento? Sai quanto ci ho messo a tenerli così lisci e morbidi?”.

“No…”.

“E non prendermi in giro! E’ stata durissima, per non parlare dei soldi che ci ho speso…”.

‹‹Oddio comincia, ed ora come faccio a zittirla?›› si chiese il ragazzo.

“E poi il mio viso sarà orrendo con tutti questi lividi…Sasuke non mi degnerà neanche di uno sguardo…”.

“Guarda che quello non lo faceva neanche prima” disse lui incrociando le braccia.
Una frase di troppo, una frase che fece andare Ino su tutte le furie la quale gli saltò letteralmente addosso urlando:

“Ma brutto bastardo come ti permetti? Sempre a puntualizzare!” e nel mentre prese a graffiarlo.

“Ehi calmati mica è colpa mia se non ti si fila…” .

“Tu… tu proprio…Bhuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” e scoppiò a piangere, quel pianto che tanto disprezzava.

“Ehi che ti piglia ora?”.

“Va via lasciami sola” singhiozzò coprendosi la faccia con le braccia che vi incrociò davanti “Sasukeeeeeeeeeeeee”.
“Ahhhh che lagnosa che sei” disse levandogliele “Sasuke, Sasuke possibile che non abbia in mente altro?”.

“Certo” singhiozzò ancora “dovevamo andare via insieme, dovevo aiutarlo, avere dei bambini e ….” ma non fece in tempo a finire che si trovò le labbra di Shikamaru incollate sulle sue poiché il ragazzo non aveva alcuna voglia di sorbirsi un’altra nenia.

A quel gesto kunoichi rimase ferma, con gli occhi sbarrati e, quando l’altro si staccò, lo guardò senza dire più nulla.

‹‹Almeno l’ho azzittita…›› pensò Shikamaru poi, vedendo che aveva smesso di piangere, le asciugò con un dito le ultime lacrime ai lati degli occhi dopo di che disse “se vuoi glielo dico io a quell’Uchiha quanto sei stata brava, basta che la smetti di frignare”.

“N-no” mormorò lei sentendosi le gote andare in fiamme.

“Torniamo di là…date le tue energie presumo che ti sia ripresa”.

“S-si”.

“Quanto sei diventata poco loquace…penso che ti bacerò più spesso” affermò pensoso.
“Cosa? Non ci provare!” urlò.

“Uff che secc…” ma non fece in tempo a finire la battuta che stavolta fu Ino a baciarlo.

“Non voglio sentirtelo dire…grazie” sorrise e, prendendogli la mano, continuò “andiamo a fare il tifo per Choji?” quasi per magia tutta la sua tristezza era svanita.

“Si” rispose l’altro stringendogliela, sentendosi leggermente imbarazzato.

“Shikamaru?” chiese.

“Dimmi”.

“Sono stata forte?”.

“Molto”.

“Sono felice che tu mi abbia visto” disse lei intrecciando le dita a quelle del compagno che guardò di sottecchi e pensando che in fondo l’Uchiha non era così importante, c’erano persone che le volevano bene a cui lei non aveva mai rivolto il proprio interesse, troppo presa com’era dall’aspetto esteriore e dall’immagine di Sasuke il quale avrebbe sì avuto sempre un posto speciale nel suo cuore ma non più la sua totale attenzione la quale, invece, sarebbe stata rivolta unicamente al compagno di squadra che in quel momento camminava guardando dall’altra parte per non fargli vedere il viso paonazzo ma aumentava leggermente la forza con cui stringeva la sua mano.

Autore: kira

Scritto da kira il nelle categorie: