• 0 Commenti

Autoconclusivo

Autoconclusivo

Rieccomi per la vostra immensa felicità XD stranamente non sto scrivendo ff dove i personaggi muoiono atrocemente, cmq, la storia parla del primo incontro tra due membri dell’akatsuki ^^ a me piace particolarmente, spero piaccia anche a voi, non mi sembra male, quindi leggete commentate e disperdetevi XD no l’ultimo non c’entra XD beh adesso vi lascio alla fic, buona lettura ^^

I personaggi di questa storia non sono miei ma dell’autore Masashi Kishimoto

Era notte quando tornai al covo, era tranquillo come al solito, il covo più pericoloso al mondo, il covo dell’Akatsuki. Avevo appena completato una missione da solo, il mio compagno Orochimaru avevo tradito tutti, dopo aver tentato di impadronirsi del corpo di Itachi, colui che sembrerebbe il vero erede dello sharingan. Ero dentro ormai da qualche anno, non mi sono mai pentito delle scelte che ho fatto, anche se ritorno a pensarci ogni tanto, entrai nel salone principale e rimasi stupito, davanti a me c’era un bambino che mi guardava. Rimanemmo fermi a fissarci. Quanti anni avrà avuto? 15…16… anche se io dimostravo quell’età all’incirca ero molto più vecchio, il mio corpo non sarebbe più invecchiato, la mia bellezza sarebbe rimasta intatta per sempre.. la mia arte… ‹Sasori! Bentornato… com’è andata la missione› mi voltai, Kisame mi guardava sempre con quello stupido sorriso in volto ‹oggi non sei dentro alla tua marionetta› lo guardai scocciato ‹non sono sempre dentro di essa Kisame… sei geloso perché sono più bello di te› lo guardai con aria di sfida, ma non avevo intenzione di combattere ‹ho completato con successo la missione, come del resto ho sempre fatto, e come doveva andare› si girò, andandosene, risi leggermente soddisfatto, non avrei permesso che mi ridesse dietro, non ero debole, sapevo badare a me stesso. Mi dimenticai del ragazzino che avevo visto prima e andai a sedermi, ero stanco. ‹signore› aprii gli occhi guardando davanti a me, sempre lo stesso ragazzino. A guardarlo meglio sembrava una ragazza, capelli lunghi biondi, gli occhi color azzurro… ma sembrava un verde acqua… ‹signore› ripeté. Sbuffai ‹cosa c’è› mi guardò per un attimo, dopodichè mi mostrò un uccellino fatto con del materiale, che a me parve argilla ‹le piace› rimasi a fissarlo attonito. Tutto quel casino per farmi vedere un semplice uccello d’argilla? ‹non è male…› lo vidi sorridere, e all’improvviso, l’uccello esplose. Spalancai gli occhi esterrefatto, il ragazzo rise ‹l’arte è esplosione› tornai a guardarlo in volto ‹cos..› ‹Smettila!› mi voltai, osservando Itachi, aveva rimproverato il ragazzo, lo conosceva ‹chi è questo ragazzo? Cosa ci fa qui› l’Uchiha mi guardò per qualche secondo ‹il capo voleva che andassimo a recuperarlo. Ha una strana abilità, riesce a modellare l’argilla esplosiva e controllarla, con le bocche che ha sulle mani› tornai a guardare il ragazzo, che soddisfatto della mia espressione mi mostrò le mani, aveva davvero delle bocche al di sopra di esse, che mi facevano la linguaccia. Lo guardai con rabbia, un ragazzino nell’organizzazione? Poi rumoroso…. Anche Itachi era un ragazzo ma è sempre stato tranquillo ‹l’arte non è esplosione› gli parlai con tono leggermente irritato ‹l’arte è qualcosa che preserva la sua bellezza in eterno› il ragazzino iniziò a ridere ‹si sbaglia› iniziammo a guardarci male, mi stava sfidando con lo sguardo me lo sentivo, provai una voglia irresistibile di picchiarlo. All’improvviso nella sala tutto si fece più scuro e comparì l’ombra del capo. Non lo avevo mai visto in volto, ma credo che nessuno lo abbia mai visto in volto ‹Sasori!› mi chiamò, che scocciatura, ‹sì› ‹hai completato la missione› annuii scocciato, a quanto pare tutti pensavano che da solo non valessi niente ‹è stato facilissimo, adesso anche lì cercheranno più spesso i nostri servigi, come mercenari, anche se erano di poco conto….› il capo sembrava soddisfatto ‹bene! Ho una notizia per te….› stavo uscendo, ma mi fermai di scatto. Cosa poteva volermi dire? ‹da oggi avrai un nuovo compagno…› spalancai gli occhi. Un nuovo compagno? Perché? Non bastavo solo io? ‹è necessario› Itachi e Kisame mi guardarono un po’ stupiti, come gli altri, che notai solo in quel momento ‹sì! Sai benissimo che essere in coppia è fondamentale e…› non gli feci terminare la frase ‹so quali sono le regole› ‹bene! Itachi presentagli il suo nuovo compagno!› la luce tornò, il capo se ne era andato, ancora mi sfuggiva il motivo per la quale non mostrava mai il suo volto, ma poco importava, a nessuno in fondo importava, eravamo ninja traditori, non avevamo più un posto dove tornare, ci andava bene quella vita. Mi voltai verso Itachi che scrollò appena le spalle ‹non devo fare niente.. lo hai appena conosciuto› lo guardai confuso, passai lo sguardo al ragazzo che comparì al suo fianco e mi sorrise ‹no!› era troppo… non poteva essere quel moccioso il mio compagno! ‹non dirmi che sei tu!› il ragazzino annuii sorridendo, sembrava soddisfatto ancora una volta. Me ne andai sbattendo la porta, diretto nella mia stanza. Mi chiusi la porta alle spalle, e notai dei bagagli a fianco del letto vuoto nella stanza. Perfetto… ci mancava solo che dovessi condividere la notte insieme a quel moccioso. Mi buttai sul letto esausto, volevo solo restarmene in pace, ma la porta della camera si aprì ‹Sasori-sensei…› almeno portava rispetto… ‹cosa vuoi› entrò, sedendosi sul suo letto, fissandomi ‹non sembra contento di avermi con lei in squadra…› sospirai ‹sei un moccioso› contrariamente a quel che pensavo ribattè ‹anche lei non sembra tanto giovane se è per questo› sorrisi guardandolo negli occhi ‹ho almeno 14 anni in più di te!› mi guardò stupito ‹e come è possibile che lei dimostri a mala pena 18 anni› mi alzai togliendomi la giacca, il suo volto era sorpreso e anche leggermente rosso ‹perché ho trasformato il mio corpo in una marionetta….› sorrisi soddisfatto. Almeno lo avevo impressionato, mi avvicinai a lui inginocchiandomi davanti ‹sono immortale… in un certo senso.. il mio corpo non può essere distrutto… la mia bellezza rimarrà tale in eterno… è questa la vera arte…› al suono di quella parole sembro risvegliarsi, mi spinse, posizionandovi sopra di me come a volermi bloccare ‹la vera arte è esplosione› ci guardammo negli occhi ancora in segno di sfida, quando sorrisi malizioso ‹abbiamo diverse concezioni di arte… ma in ogni caso… ti sembra il caso cercare di sedurmi› lo vidi arrossire e alzarsi di scatto ‹non volevo sedurla proprio per niente! Non mi interessano gli uomini e tanto meno delle marionette!› era agitato… mi sembrava carino…. ‹beh.. il tuo corpo dice il contrario….› si guardò riallacciandosi il mantello ‹non è come sembra!› iniziai a ridere divertito, era proprio un bel ragazzo, stupido e carino… stupido sì…. E adesso doveva essere il mio compagno… sbuffai alzandomi e sedendomi sul letto ‹senti… limitati a non darmi fastidio nelle missioni…. Per il resto basta così› lo vidi avvicinarsi, di nuovo mi mostrò quella sua strana arte esplosiva, mi scostai velocemente evitando l’esplosione ‹cosa diamine fai moccioso› il ragazzo era chiaramente arrabbiato ‹io non do fastidio nelle missioni! Sono forte so cavarmela da solo! Non sono un moccioso! Ero un mercenario nel mio villaggio, venivo ingaggiato per far esplodere tutto! Ho sempre compiuto con successo le mie missioni!› rimasi fermo aspettando che finisse di urlare, mi rimisi sul letto, dopo averlo tolto la polvere ‹come vuoi non ti sottovaluterò più! Moccioso…con sani istinti devo anche dire› risi divertito, mi tirò il suo cuscino ‹non mi chiamo moccioso mi chiamo Deidara!› era arrossito notevolmente in viso, sorrisi, avvicinandomi a lui gli presi il viso tra le mani dandogli un bacio a fior di labbra ‹come vuoi› iniziò a urlarmi nuovamente dietro, continua a ridere fino a che non sentii le sue labbra sulle mie, un bacio passionale, ecco cosa mi sembrava, ricambiai senza farmi problema, quando ci staccammo, avevamo il fiatone, si alzò dal mio letto sdraiandosi sul suo ‹se proprio devi baciarmi almeno fallo come si deve! Non sottovalutarmi ho esperienza in questo campo e comunque non sono gay› risi divertito, sdraiandomi nuovamente sotto le coperte. Era stata una serata interessante, mi ero divertito, ero sicuro che non lo avrebbe mai ammesso, ma si era preso una cotta per me quel ragazzo… ‹come vuoi moccioso, ma tanto so che ti piaccio› si alzò riprendendosi il cuscino che mi aveva lanciato precedentemente, con uno strattone lo portai nel mio letto ‹ehi cosa fai› il suo volto arrossito mi piaceva da impazzire ‹non ti lascio dormire da solo la prima notte› sbuffò sonoramente ‹buonanotte moccioso› mi sbattè il suo cuscino sul viso, con successo, ‹non mi chiamo moccioso ma Deidara! De-i-da-ra!› risi divertito ‹come vuoi… ‘notte Deidara› arrossì notevolmente e si girò su un fianco ‹non mi chiamare per nome!› era veramente un ragazzino divertente, sospirai chiudendo gli occhi, mi sarei trovato sicuramente bene con lui, anche se sicuramente le liti non sarebbero mancate. Ormai era con me, ed ero sicuro che niente ci avrebbe diviso…. Benvenuto da me… Deidara….

FINE

Autore: Tatsuha-eiri

Scritto da Tatsuha-eiri il nelle categorie: