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Autoconclusivo

Autoconclusivo

(spoiler capitolo 157)

Non sono granché convinta di questa fanfic. L’ho scritta di getto senza soffermarmi troppo a riflettere, sono partita con un’ idea per finire con un’altra completamente diversa, e non sono nemmeno troppo certa di cosa volessi provare ad esprimere.

Fu appena conscio della scomparsa dell’uomo, delle ultime parole che aveva pronunciato.

Il suo intero corpo era intorpidito, scosso da brividi convulsi come mai l’aveva sentito nel gelo della sua prigione.

La neve bianca cadeva sui corpi abbandonati al suolo, cancellando le macchie di sangue.

Nessuno era vivo lì… Nessuno… più…

Annaspò improvvisamente, facendo leva sulle gambe e braccia doloranti e ruzzolò giù dalla macabra pila di cadaveri da lui stesso costruita, arrancando verso quel corpo… verso ciò che era stata la sua unica via di fuga…

Posò le dita tremanti su quel viso e poi sul proprio…

In quell’ attimo, fu conscio che tutto era cambiato… Che non sarebbe mai più esistito un lui ed un altro…

Ed era giusto così…

+*+*+*+

Si dice che i gemelli identici abbiano un legame speciale, diverso da quello dei normali fratelli… Al pari che se fossero la stessa persona, se uno venisse ferito, l’altro ne sentirebbe la sofferenza, se uno fosse innamorato, l’altro avvertirebbe lo stesso languore nell’anima. E se uno dei due morisse, la sua anima andrebbe a riposare nel corpo del gemello…

+*+*+*+

Era felice. Era felice perché Lui sarebbe stato felice.

Stava facendo un viaggio, un viaggio emozionante per mondi diversi, con persone che non lo conoscevano e non lo odiavano, proprio quello che era sempre stato il Suo sogno.

A Lui sarebbe piaciuto. Perciò gli piaceva.

Shaoran-kun gli piaceva. Gli piaceva perché rivolgendosi a lui utilizzava il nome.

Sakura-chan gli piaceva. Anche lei lo chiamava con il nome, e con quel tono dolce e gentile che gli ricordava tanto il Suo.

Lo aiutava a ricordarsi sempre come doveva comportarsi.

Yuuko-san gli piaceva. Gli piaceva perché nonostante sapesse la verità lo aveva sempre chiamato con il nome.

Mokona gli piaceva. A volte ripeteva il nome più di tre volte nella stessa frase.

Kuro-tan, non gli piaceva. Non utilizzava mai il nome. Lo chiamava “Mago”, o “Dannato”, o “Stupido” e anche “Ipocrita”.

Non gli piaceva. Aveva bisogno di sentire il nome. Aveva bisogno di ricordarsi sempre chi era.

Quando Kuro-chi gli parlava rischiava di pensare di nuovo a se stesso come… lui.

Kuro-sama non gli piaceva, proprio no. Ma doveva piacergli. Perché sapeva che sarebbe piaciuto a Lui.

E lui adesso era Lui.

Non Yuui. Yuui era morto. Come sarebbe dovuto essere.

Ora restava solo Fai.

Fai era sempre gentile.

Fai sorrideva sempre.

Fai desiderava morire.

A Fai piacevano le persone forti. A Fai sarebbe piaciuto Kurogane.

Così, doveva piacere anche a lui.

Perché lui era Fai, adesso.

Note dell’autrice:

Finora ho letto solo fino al capitolo 157, dove non è ancora chiaro se Fai è Yuui oppure no. Personalmente avevo questo sospetto dello scambio fin dal capitolo 155, ma adesso non sono più molto sicura… Dal modo in cui Ashura-ou gli si rivolge sembra che Fai sia davvero Fai. Forse le Clamp hanno deciso di mettere un colpo di scena finale, dopotutto.

Comunque, in questa fic ho scritto i pensieri di Fai se in realtà fosse Yuui, ma non ne sono certa, quindi una volta che il capitolo 158 uscirà potrebbe divenire una AU! ^^’ Nel frattempo, spero vi piaccia.

ps. Per quanto riguarda la sequenza di frasi finali.. Sarà una mia impressione, ma nei flashback Fai sembra quello più mite fra i due. Dato che di solito quelli più miti sono i più gentili e i più sorridenti, ho fatto come se il modo in cui Yuui si comporta ora sia come si comporterebbe Fai (ammesso e non concesso che Fai sia in realtà Yuui).^^”’

Autore: Francesca Akira89

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